Argo nel frattempo leccava sempre più a fondo nel mio buco e la sua lingua poteva entrarci almeno per metà, un leccatore nato. Bingo invece si stava muovendo, quasi mi stesse scopando in bocca e il suo cazzo assumeva dimensioni notevoli. Io lo succhiavo e lasciavo che fosse lui ad avere l’iniziativa, così come aveva l’iniziativa Argo che mi stava scopando il culo con la sua lingua che ormai era quasi tutta dentro muovendosi come per bere il nettare che mi stava colando da dentro. Non so il tempo che passò ma sia Argo che Bingo avevano intensificato il ritmo e il cazzo di Bingo, che era uscito tutto fuori nodo compreso, era diventato così grosso che facevo fatica a tenerlo in bocca. Fu in quel momento che diede una spinta, secca, potente per cercare di mettermi il nodo in bocca. Io nono riuscii a prenderlo ma lo bloccai comunque come se fosse avvenuto lo stesso. In quel momento iniziò a schizzarmi tutta la sua sborra, calda con frequenze rapide. La sentivo arrivare in gola e andarmi giù. Mi piaceva quel sapore leggermente salato, selvaggio ma molto gradevole. Argo invece continuava a scoparmi il buco del culo ed aveva aperto un’autostrada dove la sua lingua entrava ed usciva velocemente succhiando tutti i miei umori. Ero in paradiso, il paradiso dove vanno i cani con l’unica eccezione di un umano, io. Bingo continuava a schizzare e schizzare, mi stava riempiendo sia la bocca che la gola restandomi piantato dentro la bocca con io che lo agevolavo tenendolo fermo. Passato del tempo del quale non avevo più controllo, sia Bingo che Argo si staccarono da me per alcuni attimi, giusto il tempo per affondare il secondo round. Questa volta toccò ad Argo farselo leccare. Il suo cazzone aspettava che mi prendessi cura di lui. Ero ancora sdraiato ma avevo trovato un cuscino, forse lo aveva lasciato li Rudingo prima di uscire. Lo afferrai e me lo misi sotto il culo per sollevarlo meglio. Argo si avvicinò e si mise sopra il mio viso divaricando le zampe, con il suo corpo nella stessa direzione del mio. In quella posizione mi offriva il suo cazzone da succhiare. Si abbassò un po' e mi ritrovai la sua punta a portata di lingua e cominciai a leccargliela. Ben presto la sua punta rossa fece capolino dalla sua guaina. Le mia mani accarezzavano le sue palle, grosse, piene e alla base del suo cazzo si stava gonfiando il nodo. All’improvviso senti una cosa umida che si prendeva cura del mio buco, era Bingo che si stava prodigando di lingua. Si era preso del tempo prima di attivarsi di nuovo ed io gradivo le sue attenzioni. Anche lui, come Argo era un sapiente leccatore, entrambe bravissimi. Poche leccate decise e si fece strada anche lui nel mio buco, ormai talmente aperto e pieno di voglia da non richiudersi più. Argo invece si muoveva nella mia bocca e il suo cazzo era quasi tutto fuori ed era diventato di dimensioni spaventose. Io lo succhiavo in preda a convulsioni, dovute anche alle leccate poderose di Bingo dentro il mio buco. Il nodo di Argo usci fuori sembravano due palline da tennis tanto erano grosse e rosse, con venature violacee. Non smettevo di succhiarlo e lui non smetteva di spingere. Bingo invece si interruppe, non lo sentivo più leccare e questo mi fece pensare ad una sola cosa… si stava preparando per la monta. In quella posizione, alla missionaria, difficilmente i cani montano ma non è raro che lo facciano ugualmente. Infatti senti subito la punta di Bingo che faceva visita al mio buco schizzandovici sopra ogni tanto per lubrificarlo. Qualche puntatina diritta al buco e poi fece centro. Trovata la strada fu tutto uno spingere dentro quel suo cazzone che aveva assunto dimensioni notevoli ma ancora lontana da suo massimo.
Aveva messo le sua zampe anteriori all’altezza del mio petto e io potevo accarezzarlo mentre lui spingeva. Le mia gambe andarono a incrociarsi sulla sua schiena facendolo abbassare leggermente, cosa che non lo distolse dal continuare, anzi, aumentò la spinta. Il suo cazzo si stava ingrossando tanto così come il suo nodo ma ero deciso a riceverlo tutto dentro. Mentre Argo stava spingendo il suo cazzo nella mia bocca cercando di fare entrare il nodo, Bingo faceva lo stesso nel mio culo e io non opposi resistenza. Entrarono entrambe dentro bocca e culo, nodo compreso. Tenevo Argo fermo con le mani e Bingo con le gambe per non farli uscire, volevo godere tutto di loro per tutto il tempo che ci sarebbe voluto. Restammo così per un tempo interminabile. Io tremavo, fremevo, godevo tutto di questi due splendidi esemplari maschi. Mi avevano messo nel mezzo ed io gioivo per questo, un gioco fatto di sesso sfrenato e li ringraziavo per questo. Li accarezzavo, li baciavo mentre loro non potevano fare lo stesso. Solo Bingo mi stava dando leccate sul mio petto gocciolando dalla sua lingua e bagnandomi tutto, mentre Argo rimaneva immobile continuando a schizzare la sua sborra calda nella mia gola e così faceva Bingo dentro il mio culo. Mi stavo rilassando, come pure Argo e Bingo, quando senti aprire la porta. “Mi sembra che sia stata una vera orgia riuscita, se non sbaglio”. Era Claudio che era venuto a sincerarsi che non ci fossero problemi per il distacco. “Tutto bene? Ah, scusa, non puoi rispondere. Tranquillo io resto qui per assistervi”. Poco dopo entrò anche Rudingo “Ti hanno fatto la festa i miei due cani vedo, ma mi sembri tanto soddisfatto anche tu. Oh, scusa, non puoi rispondere, hai la bocca piena” ed entrambe scoppiarono in una risata, cosa che non mi dispiacque per niente perché era vero e mi piaceva che fosse così. Arrivò il momento del distacco e non fu doloroso come pensavo viste le dimensioni dei loro nodi maggiori di quello di Rex. Argo uscì per primo dalla mia bocca con un rumore come quello dello stappo di una bottiglia di spumante. Mi uscì un rivolo di sborra dalla bocca che subito mi affrettai e recuperare, nessuna goccia doveva andare dispersa. Poi fu la volta di Bingo dal mio buco e anche qui stesso rumore, leggermente più faticoso. In quella posizione, leggermente rialzato, non uscì niente e la cosa mi procurò piacere. Bingo aveva spinto il suo seme tutto fino in fondo. Rimasi disteso ansimante ma tanto appagato mentre sia Claudio che Rudingo portavano fuori i due cani. Mi dispiacque un po' perché avrei preferito restare ancora un po' abbracciato con loro disteso nel nostro nido d’amore ma così vanno le cose. Quando Claudio rientrò dopo aver accompagnato Rudingo e i suoi cani, mi sorprese ancora sdraiato sul materasso sognante.
“Tutto bene”? “Si, tutto perfetto. Ho perso la cognizione del tempo, sai che ore sono?”. “Le tre del mattino, vuoi fare una doccia e poi ti accompagna a casa?”. “Vada per la doccia ma, non potresti ospitarmi qui con te per stanotte? Guidare di notte non è una buona idea e poi sono troppo stanco, mi addormenterei in macchina”. “Certo, andiamo in casa mia, ti fai una doccia mentre io ti preparo la stanza degli ospiti. Dormirai qui stanotte”. Mi portò qualcosa per coprirmi mi aiutò a rialzarmi e, dopo aver preso i miei abiti, mi accompagnò i casa sua appena di fronte a quella del piacere. La sua casa era confortevole, ben arredata, di modeste dimensioni ma abbastanza per due persone. “Ci abiti da solo?”. “Si, da quattro anni si, dopo che mia moglie è morta investita. Ma sono cose tristi, meglio non parlarne, Quello in fondo è il bagno, troverai tutto l’occorrente per la doccia. Io intanto cerco la biancheria pulita”. Entrato in bagno mi tolsi quella coperta che mi aveva dato, aprì l’acqua della doccia e cercai di rilassarmi mettendomi seduto mentre aspettavo che diventasse calda. L’acqua mi scorreva sul corpo, calda, rilassante e mi massaggiava ogni parte compreso il mio buco che non accennava a richiudersi. E come avrebbe potuto. Poi usci, pulito di ogni odore che invece era rimasto in quella stanza e indossai un accappatoio. Claudio mi accolse con un sorriso e una bicchiere di brandy. “Ti vedo meglio adesso, eri sconvolto anche se pieno di gioia e piacere. Ti va? E’ brandy, non so se ti piace”. “No, ok, va bene, anzi. Si, dopo una bella doccia calda la stanchezza della nottata e delle sue follie, se ne sta andando ma sta subentrando una stanchezza dovuta al sonno” e sbadiglia senza curarmi di coprirmi la bocca. Poi sorseggia il brandy. “Tranquillo, il letto è pronto, vieni ti accompagno”. Mi fece strada e portai il bicchiere con me deciso s finirlo in camera, cosa che no riuscii a fare perché appena mi distesi sul letto crollai. Claudio fu carino mi tolse l’accappatoio, spostò le lenzuola e mi disteso sul letto. Prima di coprirmi si mise a guardarmi, così, nudo, dopo una notte di sesso animale. “Hai un corpo bellissimo e i nostri cani sono stato fortunati ad averti”. Rimise le lenzuola sopra il mio corpo, andò alla porta e spense la luce uscendo.
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La Passione per l'erotismo mi ha portato qui e devo dire che ci sto molto bene.
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