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I clisteri di Isotta
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Racconto14 min di lettura

I clisteri di Isotta

Argomento scottante per una terapia antistress, alla scoperta delle titubanze erotiche della ragazza indecisa...

Linos
2 anni fa · 3.3k letture · 0

«Sei stata brava, corri in bagno adesso» le sussurra Elisa all’orecchio.

Isotta non se lo fa ripetere e, tenendosi la pancia ancora in preda ai crampi, si dirige più veloce che può verso il bagno, dove si libera del liquido fra scrosci e sospiri di piacere. Nonostante il suo imbarazzo, Elisa arriva a controllare, e può constatare compiaciuta che le supposte e il sapone hanno fatto il loro dovere, lasciando ora l’acqua solo leggermente opaca.

«Abbiamo finito con la prima fase di pulizia – annuncia alla ragazza – ora prendiamoci qualche minuto per farti riprendere».

 Dopo aver messo a scaldare altra acqua nel bollitore, riaccompagna Isotta in camera e la fa stendere sul letto.

«Allora… vediamo di farti rilassare un po’», e detto questo prende un vibratore dal cassetto e comincia a passarlo sulla sua patatina, facendola fremere immediatamente.

Sono istanti di puro piacere in cui il corpo di Isotta, svuotato dai clisteri e stimolato dalle mani esperte di Elisa, trema e si inarca, mentre i gemiti si fanno più forti. Sente ad un certo punto l’orgasmo imminente, e lo sente anche Elisa, che subito ferma il vibratore ed interrompe bruscamente il suo godimento.

«No! Perché!? Ero vicina ormai!», protesta lei con voce ancora affannata.

«Non è ancora il momento per questo, ci arriverai a tempo debito – la blocca subito Elisa – ora aspettami qua», le dice uscendo dalla stanza.

Una volta in cucina, aggiunge all’acqua nel bollitore una buona dose di glicerina liquida e il succo di due limoni, mescola il tutto, mette a raffreddare la soluzione, ancora bollente, nel lavandino riempito di acqua fredda e, raggiunta la temperatura ottimale, la versa dentro una grossa sacca per clisteri, riempiendola fino al segno dei due litri. Torna poi in camera, dove Isotta la sta aspettando.

«Eccoci qua, possiamo passare alla fase successiva. Questa volta ho preparato un clistere che solitamente uso con funzione punitiva… sono due litri di una soluzione calda di acqua, glicerina e limone, avrà un effetto molto purgante ma ti aiuterò a trattenerlo… e potrebbe risultare molto eccitante, anche se un po’ doloroso».

Isotta rimane inizialmente spaventata da questa presentazione, ma Elisa le spiega pazientemente che non può succedere niente di grave e che sarà un’esperienza provante ma molto soddisfacente. Alla fine, convinta anche dal fatto che ha già subito ormai i due lavaggi precedenti e non avrebbe quindi senso fermarsi proprio adesso, acconsente e si lascia guidare da Elisa.

«D’accordo, proviamo un’altra posizione adesso, sdraiati di schiena e portati le ginocchia al petto».

Isotta fa come le dice, esponendo così le sue nudità alla vista deliziata e bramosa di Elisa, che si sofferma un momento ad ammirare le belle labbra strette ed il buchino, tutto accuratamente depilato e liscio al tatto.

 «Per fare in modo che faccia meglio effetto ed entri più in profondità useremo un altro tipo di cannula», le dice mostrandole un tubicino di gomma arancio lungo e sottile, fissato al tubo della sacca.

Isotta annuisce, mentre Elisa sta già lubrificando lo strumento.

«Un bel respiro ora», e subito introduce la cannula dentro di lei e comincia a spingerla sempre più in profondità. Isotta si contorce e geme un poco, sentendo quella presenza invadente risalire al suo interno, finché questa non scompare fino all’ultimo centimetro nelle sue viscere.

«Ora aprirò il rubinetto… cerca di rilassarti, ci vorrà qualche minuto perché tu lo prenda tutto», e detto questo libera il liquido che comincia a fluire nell’intestino di Isotta.

Presto una sensazione di caldo si sparge in tutto il suo corpo, unita ad un fastidioso bruciore dovuto alla gran quantità di glicerina.

Passa un po’ di tempo, Isotta comincia a sentirsi piena ma si accorge che il livello del liquido è sceso soltanto della metà. Elisa prende a massaggiarle la pancia, per distribuire meglio l’acqua in tutto l’intestino, ma di lì a poco i crampi cominciano ugualmente a farsi sentire.

«Non so quanto riuscirò a trattenerlo», sussurra Isotta con voce provata.

«Resisti ancora un po’, è quasi finito», e nel dirlo aumenta il flusso per farlo terminare più velocemente. Isotta sente come un fiume in piena invaderle le viscere, e le spinte per espellerlo si fanno ancora più forti. Geme e si contorce, per quanto glielo permetta la posizione che Elisa le impone di mantenere, e solo a stento recupera il controllo.

«Ecco fatto!» esclama Elisa poco dopo.

«Aspetterai quindici minuti prima di rilasciarlo, perciò ti darò una mano per trattenerlo».

Prende quindi un plug di dimensioni medie, lo lubrifica, e comincia ad estrarre la cannula. L’operazione richiede un paio di minuti, essendo il tubicino molto lungo e dovendo fermarsi spesso per evitare che le spinte per espellere il liquido diventino troppo forti. Una volta estratto completamente, Elisa fa fare un altro respiro profondo ad Isotta e subito le inserisce il plug, dovendo spingere leggermente e facendola urlare e sobbalzare un po’ per la sorpresa e un po’ per il lieve dolore causato dalla dilatazione improvvisa.

«Tranquilla, è solo un tappo per evitare perdite indesiderate», le dice, facendole assumere nuovamente la posizione.

«Adesso chiudi gli occhi e cerca di rilassarti per quanto ti è possibile».

Prende poi nuovamente il vibratore e torna a stimolare il clitoride di Isotta, mentre con la mano libera le massaggia la pancia. Sensazioni contrastanti si mescolano nella poveretta, tormentata dai gorgoglii e dalle spinte che arrivano dalla sua pancia ma piacevolmente stimolata allo stesso tempo dal vibratore.

Passano dieci minuti in cui si contorce, geme di piacere, poi di dolore per i crampi, poi nuovamente di piacere, tanto che cominciano a scorrerle alcune lacrime dagli occhi.

«Non ce la faccio più, devo andare», implora con voce singhiozzante.

«La glicerina causa questi potenti stimoli, cerca di sopportare ancora un po’ così ti purgherà per bene».

Ma la ragazza si trova ormai al limite e poco dopo Elisa, accorgendosene, le permette finalmente di andare a liberarsi. L’aiuta ad alzarsi e la tiene mentre si dirigono verso il bagno, con Isotta che si tiene la pancia per i dolorosi crampi e le spinte sempre più forti. Una volta seduta, Elisa fa appena in tempo ad afferrare il plug che subito una violenta scarica lo espelle dal buco; Isotta geme e si lamenta mentre spruzza fuori tutta la terribile purga, mentre Elisa, per aiutarla, le massaggia e preme la pancia, così da farla liberare al meglio. Terminati gli stimoli più forti, Elisa esce dal bagno per lasciarle un po’di privacy mentre finisce di svuotarsi. È un’operazione lunga, Isotta sente il bruciore causato dalla soluzione irritante, che le continua a causare molti stimoli anche quando si è completamente liberata.

Finalmente, esausta ma non più sofferente, torna in camera, dove l’altra la sta aspettando.

«Sei stata brava, hai sopportato una ritenzione piuttosto difficile. Com’è stato?»

«Durissima, ma in qualche modo mi è anche piaciuto», risponde debolmente Isotta.

«In che modo?»

«Penso per il fatto di essermi sentita così piena, bloccata e costretta a trattenere il clistere».

«La sottomissione è una condizione molto eccitate per alcuni, più di quanti lo vogliano ammettere probabilmente, e vale anche per te a quanto pare – spiega Elisa con un sorriso – ma per oggi direi che abbiamo finito. Se sei soddisfatta e ti è piaciuto magari potremmo rifarlo, provare altre cose…».

«Ci penserò, intanto penso che andrò a riposarmi», conclude Isotta, quando in realtà sa già che vorrà ripetere quello che ha provato quel giorno.

Così si riveste, prende le sue cose e torna a casa.

«Fai attenzione, nelle prossime due/tre ore potresti sentire ancora qualche stimolo dovuto ai residui del clistere che non hai espulso completamente», le ricorda Elisa prima di salutarla.

Una volta a casa, Isotta si stende sul letto, decisamente provata, ma non troppo per non raggiungere finalmente l’orgasmo che Elisa le aveva negato. Prende quindi il suo vibratore dal cassetto e basta poco prima che si riaccenda l’eccitazione ed esploda in un orgasmo potente che le toglie il fiato.

Dopo essersi risistemata, si presenta a tavola per la cena, ma non fa in tempo a finire il suo piatto che un forte crampo alla pancia la fa piegare in due. Senza dire niente, si alza in fretta e raggiunge il bagno, dove rilascia un discreto quantitativo d’acqua opaca, i residui di cui le aveva parlato Elisa.

La mamma bussa alla porta preoccupata, ma Isotta la rassicura, dicendole che è solo un mal di pancia da stitichezza. Scusa sbagliata perché, dopo averle detto di restare in bagno ed aspettarla, la mamma torna con una bacinella d’acqua biancastra e una peretta.

«Non vorrai mica che peggiori, piegati sul lavandino così ti somministro un buon clistere che ti aiuterà a stare meglio».

Cosa può fare Isotta, se non obbedire per evitare di doverle spiegare tutto, così assume la posizione e subito la sua nuova aguzzina inizia la somministrazione dell’ennesima purga della giornata.

Racconto selezionato per il nostro archivio dalla redazione, scritto originariamente da: Asiya II

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Linos

La Passione per l'erotismo mi ha portato qui e devo dire che ci sto molto bene.

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