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Erotika
Come mi sono sverginato
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Racconto33 min di lettura

Come mi sono sverginato

Le avventure di un giovanotto un po' all'antica, raccontate con sincerità e passione dal protagonista e dalla bella signora che gli ha svezzato il cazzo.

Linos
2 anni fa · 645 letture · 0

Mi avvicinai al letto, sedendomi sulla poltroncina accanto a lei e stappai la bottiglia.

“Allora, come mai questa idea?” Mi chiese con sguardo ammiccante mentre versavo il prosecco nei flutes.

“Ho pensato che le sarebbe piaciuto fare 4 chiacchiere”; risposi con la mia solita ed impacciata timidezza, ma facendo il gesto di brindare provocando il classico “tin” del contatto tra bicchieri di vetro.

I miei sentimenti erano contrastanti, avevo una paura fottuta di fare una gran figura di merda, ma un desiderio inaudito di poter finalmente possedere una donna, di fare sesso!

“Ma non ti sembra ora di darmi del tu? O ti sembro così vecchia?” Incalzò quasi stizzita.

“Hai ragione, anzi se proprio vuoi saperlo credo che l’età per te sia soltanto un numero, hai un corpo che alcune mie coetanee possono solo sognare…”

“Ma lo sai che potrei essere tua madre?” Booom A quella affermazione mi si fermò il cuore, pensai che con quella frase volesse stroncare sul nascere ogni possibile approccio e mi giocai il tutto per tutto

“Si, ma tanto non lo sei”, e nel dirlo mi avvicinai a lei baciandole il collo. Nonostante la mia verginità sono sempre stato un amante del sesso e delle donne e non perdevo occasione per informarmi su zone erogene, punti di piacere, punto G e tutto ciò che potesse dare piacere alla donna, così che all’atto pratico, avendo fatto bene i compiti non avrei fatto la figura del fessacchiotto, anche se la mia inesperienza mi avrebbe tradito qualche istante più tardi.

Quel gesto diede inizio alle danze, solo oggi, ricordando gli avvenimenti, mi rendo conto che non fui io ad andare da lei, ma fu lei ad attirarmi come il pifferaio magico.

Inutile dire che di prosecco ne fu bevuto solo un sorso, posati i bicchieri sul comodino iniziai lentamente ad esplorare il suo corpo, il suo magnifico corpo.

I seni erano ben proporzionati, morbidi e setosi anche se leggermente calanti, con i capezzoli che non appena stimolati si inturgidirono diventando quasi il doppio. Mi concentrai li baciandoli con alternanza e mordicchiandoli, nel frattempo la sua mano si insinuò tra le mie gambe in cerca del mio cazzo che già da un pezzo spingeva con forza contro i jeans quasi a volerli bucare per trovare un po’ di sollievo.Continuai a scendere accarezzandole il ventre e le cosce, toniche e dalla pelle liscia come una pesca, era chiaro si prendesse molta cura del suo corpo.

Arrivato al paradiso le sfilai delicatamente il perizoma e lei facilitò la manovra inarcando la schiena ed alzando il bacino, e finalmente decise di liberarmi il cazzo da pantaloni e slip che stava letteralmente esplodendo e pur non avendo misure da superdotato ho scoperto avere sempre erezioni DDC (secondo la scala di durezza del cazzo, appresa di recente da un caro amico). Ed ecco che la voglia di infilarlo e l’inesperienza nel prediligere i preliminari, mi tirarono un brutto scherzo, in quanto non mi azzardai e sinceramente nemmeno ci pensai ad affondare la faccia tra le sue gambe che teneva aperte pronte per me, con la figa già grondante di umori e totalmente depilata, di conseguenza lei non me lo prese in bocca, mi limitai soltanto a toccarla un po’ infilandole prima un dito simulando la penetrazione e poi anche il secondo, ma più che le dita, il mio obbiettivo era di infilarci il pisello, per cui mi staccai da lei e tirai fuori un preservativo che tenevo nel portafogli come tutti i miei coetanei, più che altro per vantarmi di averlo, ma consapevole che sarebbe scaduto come tutti gli altri presi in precedenza, lo aprii evitando di pizzicarlo ed appoggiandolo sulla cappella, lo srotolai fino alla base. Lei era pronta, mugolava ed ansimava in maniera quasi ipnotica, credo mi desiderasse in maniera direttamente proporzionale a quanto desiderassi lei e nel mentre si toccava in sapientemente stimolandosi il clitoride.

Fu così che puntai il cazzo verso la sua figa e in un attimo fui dentro fino in fondo, era così bagnata che non oppose la minima resistenza nonostante abbia una discreta circonferenza, iniziando un lento movimento su e giù.

In quello stesso istante dentro di me ci fu un’esplosione di sensazioni, di stimoli, di percezioni anche olfattive che non avevo mai provato prima, e che scoprii in un secondo momento essere l’essenza del sesso!

“Siiiiii che bel cazzo duro che hai, continua, continua cosiiiiiiì…”

Era una sensazione fantastica, nonostante il preservativo riuscivo a percepire il suo calore, la cappella che sfregava contro le pareti della sua vagina, sentivo sul mio pube una sensazione di umido dovuta alla fuoriuscita dei suoi umori.

Continuavo con quel movimento quasi come un automa, cercando di uscire quasi fino alla cappella e rientrare giù tutto fino alla base del pene, ma ad un certo punto mi fermò, ebbi la sensazione che le sua gambe stavano tremando e mi disse:

“Fermati un attimo… cambiamo posizione”

Non appena lo sfilai mi resi conto che la sua figa brillava, illuminata dalla sola luce delle abatjours e portandosi nuovamente la mano al suo sesso e si toccò e mi disse:

“Guarda cosa mi hai fatto fare…” ma purtroppo non capivo a cosa si riferisse, vedevo il tutto molto umido, anzi forse un po’ troppo umido… ancora oggi non so se venne solo in maniera molto bagnata oppure squirtò, perché non ricordo chiazze sul lenzuolo e comunque non ero particolarmente bagnato.

Si girò a pecora e mi diede il via per ricominciare….“Ooooh siii che spettacolo!”, furono le mie uniche parole da quando ebbe inizio l’amplesso, nel vedere quel culo così perfettamente tondo e tonico davanti ai miei occhi e la sua figa così ben fatta e soprattutto ben proporzionata, non slabbrata come quelle che spesso mi capitava di vedere nei porno che, paragonati ad oggi, si può dire fossero i “tutorial” del sesso. La infilai nuovamente, questa volta da dietro e nuovamente quelle esplosioni si impossessarono dei miei sensi, sensazioni che capii mi davano quasi assuefazione; ripresi a penetrarla, dapprima lentamente fino a prendere poi un ritmo deciso aggrappandomi ai suoi fianchi; il movimento si fece così intenso da spostare leggermente la rete che scivolando sulle piastrelle lisce, si allontanò dalla testiera del letto provocando dei colpi cupi… stavamo iniziando a fare un po’ troppo rumore, ma ormai la testa di sopra non si preoccupava più delle possibili conseguenze, le sensazioni che arrivavano al mio cervello erano inebrianti, stupefacenti nel vero senso della parola.

L’aria nella stanza era satura del suo profumo e soprattutto era satura di sesso, il profumo del sesso mandò in tilt tutti i recettori del cervello.

Mentre ero concentrato a percepire ogni singola sensazione, vibrazione, stimolazione che mi arrivava dal connubio dei nostri corpi, mi interruppe nuovamente, con voce strozzata da quello che successivamente capii essere un orgasmo.

Mi sfilai e con mio grande stupore e paura, mi accorsi che il preservativo era rotto…

Glielo dissi, ma non si scompose più di tanto, le sue uniche parole furono:

“Non sei venuto, non preoccuparti”, e guardando l’orologio incalzò: “Caspita se è tardi… domani devo alzarmi ad un quarto alle 8 e ho bisogno di dormire, ora vai, tanto ci vediamo in questi giorni…”

Mi stampò un bacio sulle labbra e mi diede una pacca sul culo mentre mi alzai per rivestirmi. Mi infilai di volata i pantaloni senza nemmeno gli slip, la t-shirt e mi apprestai ad uscire. Mi voltai per salutarla e lei ricambiò mordendosi il labbro inferiore e facendomi l’occhiolino.

Avevo ancora il cazzo come un pezzo di marmo di Carrara, con l’elastico del preservativo a mo di anello alla base ed il resto a brandelli che penzolava dentro i pantaloni.

Tornai al desk sudato e tremante come una foglia, guardai l’orologio e mi accorsi che era trascorsa più di un’ora, un rapido sguardo al centralino per appurare che non ci fossero state chiamate e lentamente ripresi a respirare e a riprendere il controllo delle mie funzioni vitali.

Non credevo a quanto accaduto, finalmente avevo infilato il pisello in una passera, e che passera visto che consideravo Francesca una gran bella figa, ma purtroppo il tutto solo a metà perché l’amplesso non era completo, non ero ancora venuto! Il cazzo che per un attimo aveva perso tono rimanendo per lo più barzotto, al solo pensiero di ciò che era appena accaduto torno prepotente a spingere contro i jeans, ma stavolta lo sentii di più perché senza slip, mi dava anche fastidio visto che la cappella premeva sul tessuto crespo del jeans.

Visto che era ormai tardi, consapevole che nessuno mi avrebbe disturbato, decisi di porre fine a quella “piacevole sofferenza” e mi recai in bagno dove iniziai una sega ripercorrendo istante per istante tutto ciò che era accaduto poco prima in quella camera. Finalmente l’orgasmo arrivò anche per me, con uno schizzo così lungo e potente da oltrepassare oltre al water impattando sulle piastrelle, il resto cercai di indirizzarlo nella tazza. Mi ripulii alla meglio e tornai al desk per completare il mio turno di notte, ora completamente soddisfatto, ma con un retrogusto amarognolo, consapevole e speranzoso che ci sarebbe stato un seguito.

Prima di andare avanti…

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