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Erotika
Da santarella a puttana in una notte
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Racconto11 min di lettura

Da santarella a puttana in una notte

Quando c'è la stoffa il percorso è facile. Per la bella Cristina era arrivato il momento di dare sfogo alla sua lussuria e l'occasione si presentò a casa di meravigliosi amici...

Linos
2 anni fa · 1k letture · 0

E lei lo urlò con quella vocetta timida ed innocente impastata di pianto e dolcezza, la sculacciai con forza mentre lei ripeteva di essere la nostra troia e di obbedire da quel giorno a tutti i nostri desideri.

Marinella venne ripetutamente, io e Mario ci scambiammo di posto e scopai la fica già mezza allargata di Marinella, lei si muoveva con vigore e prese stavolta nel culo il cazzo di Mario che le entrò senza alcuna fatica.

Anche Cri volle essere scopata ed inculata all’unisono mentre leccava il culo ancora dilatato e la piccola fica allargata di Marinella.

Poi la ragazza si inginocchiò e Cristina le spinse la testa per prendere due cazzi contemporaneamente nella bocca.

Marinella ci provava ma non ci riusciva e mugugnava con le lacrime agli occhi ma la mia Cri le fece aprire la bocca fino all’inverosimile fino a farle ospitare due cazzi contemporaneamente, la cosa era crudele ma molto eccitante e sia io che Mario le venimmo in bocca , lei cercò di ritrarsi ma Cri le bloccò la testa e potei sentire distintamente la sborra di entrambi defluirle direttamente nella gola.

La ragazza era preda dell’eccitazione per l’umiliazione subita e volle spontaneamente leccare prima la fica e poi il culo di Cristina che non se lo fece ripetere due volte e ne approfittò per direzionarla a fare lo stesso con noi.

Le diceva farò di te una autentica puttana ragazza mia e Marinella sembrava acquiescente perché a turno lustrò prima uno e poi l’altro cazzo e nel farlo dopo aver completato il lavoretto leccava anche il buco del culo di ognuno.

Cri non contenta volle portarla in doccia, la fece sedere e le pisciò addosso , prima sulle gambe e la ragazza pregò con le lacrime agli occhi di non farle questo ma le le mollò un ceffone si alzò in piedi le apri la bocca e le pisciò sul viso.

Le disse piccola puttana imparerai a godere ad essere pisciata sul viso

Invitò anche a noi a pisciarle in faccia ed io non me lo feci ripetere due volte, la presi per i capelli già inzuppati, le reclinai la testa e direzionai il getto del mio piscio proprio sul suo bel visetto.

Mario non volle farlo e si limito a darle un buffetto sul culo.

Cristina si chiuse insieme a lei nel box doccia e si fece lavare dalla testa a i piedi con ordini secchi e precisi, senti distintamente il suono di due forti sculacciate.

Quella notte la ragazza dormì nel nostro letto, aveva delle mollette sui capezzoli su quelle tette straripanti ed i segni sul corpo della battaglia sostenuta: la guancia sinistra ancora rossa dallo schiaffo ricevuto sotto la doccia quando non voleva farsi pisciare addosso, alcuni graffi sul corpo e le chiappe viola per le sculacciate subite.

La mia Cri le aveva infilato nel culo un plug anale di medie dimensioni e ne aveva preparati altri tre sul comodino che li avrebbe inseriti durante la notte.

Ne stava facendo la sua schiava , vidi che Marinella aveva al dito l’anello della sottomissione.

Suono la prima sveglia nel cuore della notte, la ragazza dormiva angelicamente, Cri prese il gel ed estrasse dal culo di Marinella il Plug provocandolo non poco dolore, lei iniziò piangere ma Cri inflessibile la sistemò a pecorina e le infilò su per il culo il plug più grande, vidi la pietra rossa che adornava l’arnese tra le chiappe della ragazza che piangendo sommessamente riprese a dormire.

Alla sveglia successiva Marinella si fece trovare con il culo all’aria per ricevere dalla sua padrona il plug più grande, l’estrazione avvenne senza problemi ma le dimensione dell’arnese erano esagerate per quel culetto da ventenne, però Cri sapeva come fare, spinse la bocca della ragazza sul mio cazzo per farlo diventare duro, le disse di mettersi a cavalcioni e la ragazza prontamente obbedì e più la scopavo e più il suo culo si dilatava, sentivo che il Plug in metallo era inverosimilmente entrato e sentivo però che per il mio cazzo non c’era più spazio.

Marinella mi fini il bocchino con questo plug enorme nel culo, e mentre stavo per sborrare Cri l’abituò ad ingoiare direttamente in gola spingendole la testa fino in fondo.

Alla ragazza vennero le lacrime agli occhi sia per il culo sfondato da quell’arnese d’acciaio che per il cazzo infilato tutto nella gola per ricezione dello sperma.

Stremata dopo un flebile pianto Marinella si addormentò.

La mattina facemmo colazione in giardino dove la mia Cri con semplicità si mostrava senza alcuna ritrosia, la ragazza ancora dormiva e la lasciammo riposare.

Anche Cristina si convinse che l’arnese successivo era impossibile da farlo entrare nel culo seppur dilatato di Marinella e decidemmo allora di perfezionare lo sfondamento del culo in modo naturale.

Telefonammo ad Armando che non era più un giovincello e non era mai stato bello ma aveva tra le gambe un arnese di dimensioni da guinness dei primati.

Le spiegammo velocemente la situazione ad arrivò trafelato che la ragazza ancora dormiva, gli la facemmo osservare che giaceva sul letto completamente nuda con quel fiore in mezzo a quelle chiappe viola dalle sculacciate e le mollette sul seno florido, se ne stava beatamente rannicchiata inconsapevole di cosa da li a poco le stesse capitando.

Armando sudava dall’eccitazione , non le sembrava vero di potersi inculare una ragazza cosi giovane e procace, la smorfia sul viso ed il corpo molle e cadente facevano di lui, alla luce del mattino una specie di orco.

Presero Marinella mentre dormiva e la misero a pecorina, volevano risparmiarle almeno il disgusto di mostrarle Armando, fu estratto il Plug gigantesco con non poche difficoltà e la ragazza si contorceva dal dolore, la mia compagna le aveva messo la fica in bocca bloccandole la testa e la ragazza con la bocca impastata dalla notte iniziò a leccare con accanimento.

Le disse piccola ora ti sfonderemo completamente, avrai un culo da vera puttana quale sei, la ragazza sembrò accondiscendente mentre Armando iniziava a segarsi per l’iniziazione.

Guido apri le chiappe e mise del gel, Armando poggiò la cappella sul buco dilatato che sembrava stretto di fronte al suo cazzo equino , iniziò a spingere e non senza sforzo entro la punta della cappella, Marinella continuava a leccare diligentemente la figa di Cristina che fece cenno ad Armando di forzare, la ragazza cacciò un urlo da animale, il suo culo era ormai sfondato ed un rivolo di sangue colava sulle lenzuola, Armando non si fermava e sempre più forte apriva senza pietà quel giovane culo, per limitare le urla Cristina le mise una mano davanti la bocca e poi ordinò a Guido di infilarle il cazzo in gola ma durante l’operazione la ragazza si girò e vide il mostro che la stava inculando, pianse ma stavolta di rabbia, Cristina l’accarezzò dolcemente e le disse che doveva abituarsi ad ogni cosa, l’età avanzata di Armando e la stanchezza di Guido malgrado le spinte (ormai senza ritegno) non riuscivano a sborrare velocemente, la ragazza continuava ad lamentarsi e solo dopo un tempo che sembrava infinito finalmente riempierono di sborra nel profondo di quel culo ormai da puttana e nella gola come ormai era abituata a fare.

Dopo una breve doccia Marinella chiese a Cristina cosa dovesse indossare per la colazione, le rispose nulla, e dall’acquiescenza della ragazza la vanità lenta saliva.

Aveva creato una puttana.

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Scritto da
Linos

La Passione per l'erotismo mi ha portato qui e devo dire che ci sto molto bene.

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