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Piccola storia ignobile
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Racconto25 min di lettura

Piccola storia ignobile

La genetica non mente, mamma. E' colpa tua se sono così. Per fortuna che mi piace.

Moniq
8 mesi fa · 1.2k letture · 2

“ahhh guarda che troia… gli sta sborrando in bocca … “sussurrò Giuseppe. Mi ero persa il momento in cui Marcello aveva fatto girare mia madre, in ginocchio davanti a lui e ora stava venendo… si capiva dai gemiti e dai grugniti che emetteva …e intanto gli schizzi di Giuseppe mi arrivavano sulla coscia…

“tieni senti pure te… ” disse lui… e mi passò la mano bagnata sulla bocca… mi prese di sorpresa… passandomi le dita bagnate di sperma sulle labbra e ne sentii il sapore acidulo, dolciastro… che ben conoscevo (e apprezzavo).

“stronzo…” dissi… ma non potevo certo parlare forte… anche perchè i due amanti sulla barca si erano fermati e ora c’era più silenzio.

Mia madre si sdraiò di nuovo, Marcello spinse la barca fuori con il remo, poi mise in moto il motore e andarono via.

Restammo noi nel capanno, un forte odore di sesso, di sperma, nell’aria. Mi sentivo sporca, imbarazzata.“

Moni sei stata stupenda… rimarrà un segreto fra noi tre…” disse Marco.

“non diciamo niente… sarò come una specie di pazzia che ha preso tutti…ma finirà qui…” aggiunse Giuseppe.

Ma io mi sentivo una puttana, come mia madre, che si faceva scopare da quell’uomo volgare. Io l’avevo spiata e avevo soddisfatto due maschi arrapati. Ero disgustata e orgogliosa insieme.

“io non sono come mia madre… “dissi. Ma sapevo che stavo mentendo. Lei aveva tradito il marito, io il mio ragazzo. Sentivo ancora sulla pelle delle mani la sensazione bollente dei loro uccelli, sulle labbra il sentore dello sperma. Avevo voglia. Ma non avevo il coraggio di dire nulla.

Uscii e camminai verso riva, c’era solo il rumore delle rane che saltavano in acqua davanti a me. Una macchia di umido sul mio costume tradiva la mia eccitazione. Mi sciacquai le mani, mi bagnai il corpo, il costume, per dissimularla. Tornai a casa di corsa e mi infilai sotto la doccia. La sensazione di vergogna mi avvolgeva, qualcosa di irreparabile era avvenuto, ma io rimanevo eccitata. Regolai il getto d’acqua tiepida e lo diressi sul clitoride, la sensazione in alcuni momenti era quasi insopportabile, mi faceva piegare le gambe, e allora dovevo allontanarlo, ma in breve arrivò un orgasmo fortissimo. Uscii dalla cabina, mi infilai l’accappatoio e mi buttai sul letto. A pensare.

Non potevo credere a quello che avevo visto, e quello che avevo fatto non mi sembrava reale.

Era proprio mia madre quella che avevo visto scopata come una puttana da quel porco. Ed ero proprio io quella che aveva masturbato due uomini uno dopo l’altro. Ero incazzata. Con mia madre, con quel tamarro, con i due “amici” che si erano approfittati di me, con me stessa che non avevo saputo reagire, con mio padre che pensava solo a lavorare e non si accorgeva di niente.

Quella stronza di mia madre… sempre prodiga di consigli perbenisti: non fare tardi, non dare troppa confidenza, non bere, vestiti decentemente, studia, parla bene… e poi si era fatta l’amante! E che amante poi… quel porco, stupido, tamarro. Ma cosa ci troverà mai… roba da pazzi… con tanti uomini che ci sono al mondo…. proprio quello.

E ora che dovevo fare? Mi balenò per un momento l’idea di dire tutto a Alberto, il mio fidanzato… ma era impensabile… “sai ho visto mia madre che si faceva scopare… ero con Marco e Giuseppe, l’abbiamo spiata ci siamo eccitati e allora ho fatto una sega a entrambi… ma non ti ho tradito eh…”

No, decisamente ad Alberto non potevo dirlo. Non potevo confidarlo a nessuno. Quello che era successo quel giorno mi aveva cambiato, per sempre, pensavo.

Restai lì ad angustiarmi diverso tempo, dapprima all’odio nascente per mia madre, quella donna che pensavo onesta e perbene e che si era dimostrata alla stregua di una donna di strada, o peggio… E successivamente a me, a quello che avevo fatto. Perchè mi ero comportata così? Perchè avevo visto lei?

Oppure l’avrei fatto comunque, prima o poi? Forse ero come lei, forse condividendo gli stessi geni mi aveva trasmesso anche la sua voglia di fare la puttana…

Mi chiamarono per la cena, mi vestii velocemente e scesi. Mio padre era tornato dal lavoro, mi diede un bacio frettoloso e si sedette a mangiare. Come al solito ci rivolse poche domande distratte, a volte ripetute… da tempo ormai non sembrava presente, aveva sempre la testa al lavoro.– Che avete fatto oggi?– Nulla di particolare, sono andata a prendere il sole con le amiche…

Com’era disinvolta nella menzogna… Io non altrettanto. Avrei voluto dire: “Io ho fatto un giro nel canneto”… chissà come avrebbe reagito…– Sono stata in giro con Marco e Giuseppe. Guardando mio padre, non avevo il coraggio di stravolgere il suo mondo. Ma non potevo nemmeno permettere che la cosa si perpetrasse nuovamente, non potevo pensarlo deriso, preso in giro davanti ai miei occhi. E non volevo che la mia famiglia si distruggesse.

Avevo deciso, sarei andata a parlare con quel laido maiale che si scopava mia madre… l’avrei convinto a lasciarla perdere, a rivolgere le sue attenzioni altrove.

Quella sera fui sbrigativa, al telefono con Alberto. Finsi un gran mal di testa ed evitai di parlare della giornata. Perlomeno avevo evitato di dire bugie. Il giorno dopo invece di scendere in spiaggia – peraltro non avrei avuto il coraggio di reincontrare Marco e Giuseppe – andai al ristorante di Marcello. La macchina c’era. Lui era in una specie di ufficio ricavato dietro la cucina.

“uh quale onore… la principessa... a che devo la visita ? ” sorrise sornione facendomi entrare. In cucina c’erano diverse persone che stavano sistemando. Alcune le conoscevo di vista, nei piccoli centri si conoscono un po’ tutti.

Faceva un terribile caldo umido e immediatamente mi ritrovai a sudare. Anche lui era sudato, lucido e unto, mi sembrava. Evitando di guardarlo in faccia dissi: “ero nel canneto ieri, vi ho visti, tu e mia madre. La devi lasciar stare se non vuoi che dica tutto a mio padre”.

Mentre dicevo questa frase che mi ero preparata e ripetuta tante volte… improvvisamente mi apparve ridicola. La figura di mio padre, fuori dall’alveo famigliare, in quella stanzina opprimente, non contava nulla, non faceva paura a nessuno, sicuramente non a lui. Mi resi conto di aver commesso un errore. Infatti scoppiò a ridere.

“nel canneto? e che stavi a fare tu, nel canneto? andavi a caccia di rospi?? aahhahah ”

Rideva con la sua risata sguaiata, a voce alta, sicuramente lo sentivano da fuori.

“no, ero lì con dei miei amici…” mi trovai a sussurrare.

ah… con degli amici… anche tu a farti montare? sei arrabbiata perchè ti abbiamo rubato il posto?”

Arrossii violentemente. Lui se ne accorse e rise ancora più forte.

“no… cosa dici… facevamo una passeggiata e… vi abbiamo visti…”

“senti bella… io su questo lago ci sono cresciuto… per vedere dove stavamo ci devi proprio venire… non è bello spiare, lo sai? si chiamano guardoni… quelli che vanno a spiare quelli che trombano…”

“non stavo spiando… io… ho sentito dei rumori …”

“e insomma che hai visto? qual’è il tuo problema? tua madre fa quello che vuole…”

“non ci credo… l’avrai costretta tu… ”

“ahahaha…. costetta??? io??? ahahahah tu sei matta… ”

Scrollava la testa… con un sorriso incollato sul volto sudato, poi aprì un cassetto dicendo: “ora ti faccio vedere una cosa…”

Prese un cd e lo mise nel pc.

“vieni da questa parte… non posso girare lo schermo, non arriva il filo…”

Mi spostai. Ora io ero in piedi e lui seduto, davanti allo schermo del pc. Partì un programma, c’erano delle immagini dentro una stanza. Poi fuori campo la voce di mia madre che rideva. La telecamerà la inquadrò ed era sul letto nuda, ad eccezione di un paio di calze tenute su da una giarrettiera e un reggiseno a balconcino. Non avevo mai visto quella lingerie dentro casa.

Era con le gambe aperte e si stava masturbando… diceva…

”dai lascia stare con quella telecamera… vieni a darmelo… ho voglia del tuo cazzo… ho voglia di essere sfondata… che aspetti…”

Ancora mi sentii arrossire… la testa mi girava… il caldo… la situazione…

“ok… basta…” dissi.

“eh no… ora stai qui… e guardi… così capisci che tua madre quello che fa lo fa perchè le piace e non perchè la costringa io…”

Mi prese il polso e mi tenne stretta.“

lasciami… lasciami… voglio andare via…”

“no stai qui zitta e ferma e guardi… stronzetta…”

Le immagini continuavano ad andare avanti. La telecamera era stata appoggiata su un piano ed era ferma. Era entrato in scena Marcello, anche lui nudo, e mia madre si era avventata sul suo cazzo. Lo stava leccando come un gelato, con grande soddisfazione, lanciava sguardi libidinosi verso le telecamera…, forse si stava rivedendo sulla tv.

Prima di andare avanti…

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