Vai al contenuto
Erotika
Grecia erotica
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto29 min di lettura

Grecia erotica

Una calda estate, giovani corpi al sole, stanzette bollente, in un paese che invitava alla nudità e al sesso senza limiti.

Amanti Porno
1 anno fa · 885 letture · 0

La doccia dopo il mare possiamo farla qui in balcone: c’è il tubo per innaffiare che va benissimo” proposi.Era una proposta di buon senso e fu accettata da tutti.Giusto Dede disse “Ma non potremmo chiedere al padrone di casa di darci la chiave?”Mi chiesero di chiamarlo al telefono in giornata ed esporgli il problema.Erano già quasi le undici e mezza e stavamo ancora a girare a vuoto, ed ancora non avevamo deciso dove andare.“Vista l’ora” intervenne Filippo “non abbiamo molti posti dove andare. Possiamo muoverci a piedi o con i bus, ma non possiamo andare molto lontano. Propongo la spiaggia di Agios Georgios che è abbastanza vicina e ci si può andare a piedi da qui”.“Oppure?” chiese Patrizia.“Oppure possiamo arrivare ad Agios Prokopios, che però è più lontano e dovremmo prendere due tassì” dissi io.“E che differenza c’è” chiesero in coro le ragazze,Risposi io.“Agios Georgios è la Fregene di Naxos, Agios Prokopios è un po’ come Passoscuro” facendo i dovuti paragoni con il litorale romano.“Ovviamente, parliamo sempre di spiagge in un isola greca!” aggiunsi.“E comunque, ad Agios Prokopios ci sono anche un po’ di scogli e calette di sabbia tra gli scogli per cui l’acqua dovrebbe essere più bella” conclusi.

Votammo tutti per San Procopio.Ci mettemmo i costumi, prendemmo le sacche con i teli ed i costumi di ricambio, un po’ di bottiglie d’acqua, dei cracker e gli immancabili Walkman e partimmo.Scendemmo in piazza e incrociammo il tassista della sera prima che ci salutò “Romani! Buono ghiorno!”. Gli spiegammo che volevamo andare ad Agios Prokopios, lui ci fece l’occhiolino e disse “Aspettate che lo dico all’amico” e si mise a parlare gesticolando con un collega. Alla fine sembravano entrambi soddisfatti e ci disse: “Vi portiamo noi, però dobbiamo metterci d’accordo per il ritorno perché lì non c’è un telefono per chiamarci. Va bene se vi riprendiamo alla 6 del pomeriggio?”Era oramai passato mezzogiorno, cinque ore di mare potevano bastare, come primo giorno.Accettammo e ci mettemmo d’accordo per 1.500 dracme a tassì andata a ritorno, circa 15.000 lire in quattro.Salimmo quindi sulle macchine e ci recammo alla spiaggia di Agio Prokopios. Il tassista, Ioannidis, cercava di attaccare bottone con Francesca, la mia fidanzata, e con Dede, Francesca non era di buon umore e rispose un po’ seccata, mentre Dede sfoggiò un fantastico francese con il quale interloquì con il guidatore.Io ero un po’ fuori gioco, il mio francese era elementare, ma capivo quello che si dicevano.Ad un certo punto Ioannidis chiese a Dede se sapevamo che stavamo andando in una spiaggia nudista. Dedè si bloccò e mi rivolse uno sguardo indagatore.Feci finta di non aver capito.

“Ioannidis mi sta spiegando che Agios Prokopios è una spiaggia per nudisti. Lo sapevi?” mi chiede.Scambiai uno sguardo di intesa con Adriano, il suo ragazzo, e negai decisamente.Anche Francesca si unì all’azione di reprimenda “Figuriamoci se non lo sapeva…”.Ovvio: poteva la mia ragazza, in questa situazione, darmi ragione? Nooo, figuriamoci.“Io non ne sapevo nulla, Ho letto la cartina che ci hanno dato all’Ufficio turistico e c’è scritto solo che è una splendida spiaggia isolata con sabbia e qualche caletta intima racchiusa tra gli scogli” dissi leggendo l’opuscolo che avevo in tasca. In realtà, avevo già preparato il giro delle spiagge hot raccogliendo informazioni da amici che ci erano già stati prima. 

Agios Prokopios era solo una delle tappe.Convinsi in qualche modo Dede e Francesca che non ne sapevo nulla e che comunque, non era detto che ci fosse tanta gente lì, che la spiaggia era grande e che ci sarebbe stato spazio per tutti, bla bla bla…Ioannidis faceva cenni di assenso con il capo capendo all’incirca di cosa stavo parlando.Dopo circa un quarto d’ora arrivammo a destinazione.Il posto era bellissimo, la spiaggia era molto ampia e si estendeva verso sud per oltre un kilometro mentre a nord terminava in un gruppo di calette, tutte sabbiose, protette da vari scogli e raggiungibili solo via mare camminando in acqua.Effettivamente non c’era molta gente ma i pochi presenti erano tutti nudi o al massimo con le ragazze in topless.Tutti peraltro concordarono che la cosa non era fastidiosa e che, anzi, avevamo avuto una splendida idea,Decidemmo di andare in una delle calette.

Le prime due erano già occupate, la terza invece, la più grande, era libera.Stendemmo i teli e ci mettemmo in costume,Una dopo l’altra, Dede, Patrizia e Federica decisero di mettersi in topless. Francesca non era molto convinta, indossava un costume intero sgambatissimo e profondamente scollato al giro ascella tanto da lasciare esposto il lato delle tette. Le altre invece indossavano tutte bikini con la mutanda a tanga con laccetti molto ridotta.Alla fine, dopo qualche mia insistenza, anche Francesca decise di arrotolare il costume intero e scoprire il seno.Facemmo il bagno in un’acqua limpida e tersa, di un azzurro intenso, ma molto fredda. Non era così piacevole, almeno in quel periodo.Dopo poco più di un’ora, erano quasi le due, ci venne fame. C’era una sorta di trattoria sulla spiaggia e decidemmo di recarci lì per mangiare un boccone. Dopo esserci asciugati c’eravamo buttati le magliette addosso senza rivestirci. Le ragazze erano tutte senza reggiseno sotto le t-shirt, per lo più bagnate dai capelli proprio all’altezza dei seni che mostravano capezzoli eretti.Riprendemmo le nostre cose e ci recammo all’osteria. Era una tettoia coperta di frasche con quattro tavolini per una ventina di persone al massimo. Unimmo due tavoli e facemmo un’unica tavolata.Il cameriere/proprietario/cuoco ci consegnò un foglio di carta pane con scritto a mano il menù in greco.Toccò a me capire di cosa si trattava e con qualche sforzo, lessi i vari piatti. Alla fine chiedemmo aiuto ad una coppia tedesca che stava lì che ci spiegò i vari piatti.

Chiedemmo un paio di porzioni di moussaka, una specie di parmigiana di melanzane, dei souvlaki, spiedini di pesce spada, un sarago arrosto per almeno tre persone, quattro patatine fritte e quattro insalate di pomodori, il tutto accompagnato da vino locale fresco e frizzantino.Attendemmo circa venti minuti mentre scolammo un paio di caraffe di vino ed un cestino di pane al formaggio.I piatti arrivarono tutti insieme.Avevamo fame, e in men che non si dica spazzolammo tutto.L’oste ci portò una bottiglia di ouzo gelata. La mia testa era già leggera per la quantità di vino, Francesca e le ragazze invece decisero di fare una sorta di passatella a chi trangugiava più velocemente un bicchierino di quel liquore ad alta gradazione senza lacrimare né tossire. Se si tossiva, se ne doveva bere un altro.Adriano, Filippo ed io ci rifiutammo. Francesca non voleva ma poi fu convinta anche lei.Inutile dire che la bottiglia arrivata fortunatamente già smezzata, dopo un paio di giri era stata completamente vuotata.Chiedemmo il caffè dimenticando che allora, l’unico caffè era quello alla turca, ma necessità fece virtù.

Pagammo una sciocchezza, l’equivalente di diecimila lire a testa d’allora, per del buon cibo in un posto bellissimo.Ci alzammo barcollando e decidemmo di fermarci prima delle calette, direttamente in spiaggia.Stendemmo i teli e ci mettemmo a riposare al sole. Dopo una mezz’ora eravamo quasi in coma, cotti dall’alcol e dal sole.Non faceva troppo caldo, si era alzato il meltemio che iniziava a soffiare intensamente trasversalmente alla spiaggia. Per fortuna eravamo sottovento ad una sorta di duna che ci copriva dal vento fresco.Le ragazze si erano tutte addormentate. Francesca si era appoggiata con la testa sulla mia pancia, senza reggiseno e con la mano sul mio uccello. Dede era a pancia in giù, anche lei senza reggiseno, a cosce larghe e con il pezzo di sotto del costume messo per sghembo che le scopriva parte della fica. Federica era a pancia in su a prendere il sole in topless mentre Patrizia, anche lei seminuda, si era fatta abbracciare dal suo Andrea che le stava dietro.Eravamo cotti. Letteralmente. Dal vino, dall’ouzo e dal sole.Arrivarono le quattro del pomeriggio.Ci risvegliammo e prima uno e poi l’altro iniziammo ad andare in acqua per trovare refrigerio.Dopo poco arrivarono un gruppo di ragazzi olandesi che si sistemarono accanto ai nostri asciugamano, si spogliarono nudi e si gettarono in acqua schiamazzando e giocando tra di loro ad una lotta simulata. Una coppia di loro iniziò però a fare sesso in acqua davanti a tutti. Lui era tatuato in gran parte del corpo con un pene di dimensioni enormi, lei aveva una lunga capigliatura rasta e i piercing ai capezzoli oltre ad essere totalmente depilata. Poi, anche gli altri si unirono a quella che sembrava essere un’orgia in tutto e per tutto. Noi tutti, soprattutto le ragazze, tacemmo ed assistemmo stupiti osservando da un lato quella ragazza minutina in grado di far sparire dentro di sé un cazzo di quella portata, e poi commentando con i gesti il bordello che si era creato in pochi secondi. Francesca era quasi atterrita osservando quel gigantesco cazzo, si strinse a me e mi sussurrò

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 5 senza votare
Pagina 4 di 5 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista