Vai al contenuto
Erotika
Grecia erotica
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto29 min di lettura

Grecia erotica

Una calda estate, giovani corpi al sole, stanzette bollente, in un paese che invitava alla nudità e al sesso senza limiti.

Amanti Porno
1 anno fa · 885 letture · 0

 “Ma come fa? Non le fa male? È …enorme!”.

“A quanto pare no, E mi pare che le piaccia pure!” le risposi stringendola a me da dietro facendole sentire il turgore delle mie parti basse.“Ma che ti eccita?” mi chiese un po’ seccata.“È meglio di un porno, no?” le dissi, accentuando la pressione sul suo culo mentre le presi le tette tra le mani.“Stai fermo, che ci vedono!” disse stizzita togliendo le mani dal seno.Le spostai allora il costume di lato e le infilai al volo il mio pisello nella sua micia, nascosto dall’acqua che ci arrivava alla pancia. Francesca protestò un attimo poi iniziò a muoversi ritmicamente.Ma furono solo pochi colpi prima che Francesca stizzita riguadagnasse il controllo e se lo sfilasse.Si era accorta che sulla spiaggia c’erano due coppie che ci stavano osservando con malcelata curiosità.

“ECCO HAI VISTO?” urlò Francesca. “BELLA FIGURA DI MERDA!”

“E fattela una risata ogni tanto, Fra’!” le dissi mentre andavamo verso la spiaggia.Quando arrivammo sulla spiaggia, la lei dell’altra coppia mi disse sorridendo “I’m quite sure she isn’t interested to swing with us, is it?”“I’m afraid she is not!” replicai nel mio migliore inglese e ci facemmo una risata. Era una rossa molto, molto carina per essere un inglese.Iniziammo a conversare mentre ritornavamo verso riva.Le chiesi da dove venissero. Mi rispose che erano irlandesi di Dublino, in vacanza in Grecia da un mese e che avevano fatto un bel giro delle Cicladi in barca. “Oh, molto interessante! E che barca è?”“Abbiamo un motorsailer di 40 piedi. Giusto due cabine ed una toilette. Un camper marino” rispose.Arrivai sulla spiaggia, raggiunsi la mia fidanzata e feci le presentazioni.

“My name is Paolo and she’s Francesca, my fianceè. We will marry next february.” e poi, verso Francesca “Amore, loro sono?” e chiesi i loro nomi “what’s your name?” domandai.“Oh, io sono Rebecca, lui è John” indicando il suo ragazzo, un omone alto almeno 1.90 che faceva sembrare Rebecca ancora più minuta di quanto non fosse.“L’altra coppia sono Caitlin” e indicò la ragazza con lunghe trecce bionde piena di lentiggini “e Sean”, il suo ragazzo anch’egli ipervitaminizzato, con capelli rosso carota ed un collo taurino largo quanto la testa.

Ci stringemmo le mani facendo le presentazioni reciproche. Francesca aveva fatto scuola interpreti e parlava un ottimo inglese, io me la cavavo a sufficienza per intrattenere una conversazione di carattere generale.Presto fummo raggiunti dagli altri amici.Iniziai il giro delle presentazioni introducendo le varie coppie. Li invitammo a sederci con noi scusandoci se non avevamo nulla da offrire. Sean si alzò e si recò ai loro asciugamani poco distanti prendendo quello che sembrava un contenitore refrigerato.Lo aprì di fronte a noi ed iniziò a distribuire bottiglie di birra irlandese a tutti noi.Era bella ghiacciata ed era impossibile rifiutare, troppo invitante.

Iniziammo a chiacchierare e chiedemmo loro come mai in quella spiaggia.Ci spiegarono che erano appena approdati da un giro per le Cicladi e avevano necessità di fermarsi per qualche giorno in attesa di poter riparare una pompa di bordo che si era rotta e non scaricava fuori l’acqua dalla sentina ed il motore elettrico dell’elica intubata. Era più di un mese che giravano per l’Egeo e avevano visitato almeno una quindicina di isole diverse, ma che ora volevano fermarsi un po’ e divertirsi a terra.Anche i nostri amici romani non se la cavavano male con l’inglese e gli irlandesi, per cultura ed abitudine, non sono schizzinosi come gli inglesi che fanno finta di non capire chi parla male la loro lingua, per cui la conversazione scorreva tutto sommato liscia e piacevole in un misto di italiano ed inglese.Si erano fatte quasi le sei ed era giunto il momento di andare al punto di incontro con Ioannidis ed il suo collega tassista.Sean e John a quel punto ci proposero di andare tutti a cena da loro per una bella festa in barca.

Ci guardammo l’un con l’altro ed accettammo. Le ragazze, sempre un passo avanti a noi, dissero: “Possiamo portare qualcosa da mangiare? Possiamo preparare noi la pasta?”“Oh! Great! It would be so nice!” intervenne John. “E’ la volta buona che mangiamo la pasta come si deve. We really love pasta, honey, isnt’it?” disse abbracciando Rebecca da dietro.

Ci facemmo dare il nome della barca e dove era ormeggiata e ci demmo appuntamento per le otto e mezza di sera.“A proposito, ricordatevi che poi ci divertiamo!” ci disse Caitlin. Ci guardammo con uno sguardo interrogativo, della serie: “In che senso?”. 

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
Amanti Porno

119 racconti, 9 libri.

Altri racconti di Amanti Porno

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Mio marito ed io, stuprati di notte

    Una notte terribile per una coppia affiatata cambierà per sempre il loro rapporto intimo col sesso estremo e spietato. Da @Merlino722

    2 anni fa 9 min 0 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Doppio anale dentro mia moglie

    Dai nostri archivi una confessione forte e cruda, senza fronzoli ma piena di trasgressione.

    1 anno fa 7 min 0 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Mia mamma prende i sonniferi...

    Le seghe di Fabio, con mamma e sorella tettone e troie non riesce a tenere ferme le mani e il cazzo

    1 anno fa 8 min 0 mi piace
    Pagina 5 di 5 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista