Iniziavo ad essere stanco e a non sentire più lo stimolo quando mi infilò un dito al culo stimolando la prostata.In men che non si dica ebbi un altro orgasmo potentissimo dentro di lei.Rimasi un po’, poi mi tolsi, mi distesi sulla schiena e ristetti così, a quattro di bastoni.Tamara prese il condom e me lo sfilò. Poi si chinò su di me e si dedicò alla mia pulizia, suggendo ogni goccia residua del mio sperma.“Tua sborra dolce. Tu ha diabete. Tu mangia troppo zuccheri” mi disse.In effetti, sapevo di essere in una condizione pre-diabetica e che avrei dovuto fare da lì a poco una serie di esami per capire che tipo di approccio avere nei confronti di questa patologia.“Ma ne sai una più del diavolo!” le dissi.
Restammo ancora un po’ a letto e poi si alzò, si infilò di nuovo il perizoma, prese il condom con la carta e andò in cucina e poi tornò per salutarmi. Si era rimessa il magliettone ed aveva in mano i piatti che aveva portato su.Feci per alzarmi ma qualcosa mi teneva inchiodato al letto.“Tu non alzare. Tu resta letto, dato molto per vecchietto quasi settanta anni stasera. Tu splendido zherebets, come si dice cavallo maschio?” chiese.“Stallone” risposi. “Stallone da monta” aggiunsi.“Da, tu mi ha montata bene stasera mio stallone. Tamara contenta di sesso con stallone anziano” replicò sorridendo.“Tu ora fa mio numero” e mi dettò il suo telefono. Composi il numero sul mio e sul suo display comparve il mio nome.“Ma come fai a sapere? Lo hai letto sulla porta?”“Io ho app che dice me chi chiama. Si chiama Sync.Me” mi rispose
Si chinò, mi baciò sulle labbra e se ne andò chiudendosi dietro la porta di casa.Feci appena in tempo a comandare “ALEXA spegni tutte le luci” che crollai in un sonno profondo.
Mi svegliai la mattina successiva un po’ scrocchiato e con il pisello in fiamme.Andai in bagno, feci quel che dovevo fare e mi buttai subito sotto la doccia.
Mi vestii e preparai la colazione. Memore di quello che mi aveva detto, evitai di prendere la fetta biscottata con la marmellata e presi invece del miele, sicuramente meno pesante dal punto di vista del diabete.
Avevo il mio telefono accanto, guardai se c‘erano messaggi o chiamate e andai sui numeri chiamati. Mi apparve il numero di Tamara che non avevo ancora memorizzato.Lo salvai in rubrica come “Tamara Badante Anna” e lo copiai in memoria.Poi, casualmente mi capitò di pensare di cercare su google e lo incollai sul browser.
Fui sorpreso. C’erano almeno dieci riferimenti ad altrettanti annunci recenti sui maggiori siti di escort e bacheche varie. Provai ad aprirne uno e tac!, era lei, erano le sue foto. La sua fica in primo piano come l’avevo vista io, le sue tette, i capelli biondi e gli occhi azzurri.Era lei.Era una massaggiatrice.“Sono tornata, solo a casa tua, completissima, reale, no rifatta. Mi piace succhiare e se sei bravo ti faccio provare anche il mio lato B. Solo se generoso vengo io da te.” ed il telefono.Hai capito la fisioterapista del cazzo!
Epilogo
Ci rimasi male. Alla fine, con me non si era comportata da mignotta. Si, aveva dimostrato di possedere numerose doti specialistiche ed il perfetto controllo della bocca, ma non mi sarei aspettato di incontrare, anzi, di far salire una mignotta a casa mia.
Allora aveva ragione Anna a dire che era una troia!!!
Quando tornai dalle commissioni che dovevo fare, passai da Anna pensando di trovare Tamara.Mi aprì invece la vecchia megera dominicana, che era tornata anzi tempo ed aveva cacciato via di casa la bielorussa rea di aver mangiato le sue cose!
Entrai e salutai Anna.Mi fece un cenno di seguirla sulla sedia a rotelle e di andare in camera sua.Spinsi la sedia ed entrammo in camera.“Chiudi la porta” mi disse.Si appoggiò allo schienale, congiunse le mani e mi disse: “Te l’avevo detto che quella era una troia. Quella stanotte è venuta su da te mentre facevo finta di dormire, dopo che s’era fatta la doccia, lavati i capelli e messa quella roba mezza trasparente che doveva essere una camicia da notte.”“E scommetto che te la sei scopata, anzi, te s’è scopata fino a che non è riscesa giù, vero?!”
Annui.Non aveva senso negare.Anche perché, alla fine, ero da solo, vedovo, non dovevo niente a nessuno.“Si. È vero.” confessai.“Ora mi spieghi come facevi a sapere che era una mignotta” le dissi.“Semplice, me l’ha mandata quella mignotta de mia nipote, e quelle che stanno co’llei so’ tutte troie.”
Purtroppo Tamara è dovuta partire per tornare al suo paese vicino Minsk. Uno dei suoi figli è stato arruolato nell’esercito di Lukashenko e sarà spedito a fare la guerra in Ucraina.Triste dover pensare a tuo figlio che potrebbe morire in battaglia.Ma ottant’anni fa, non avevamo giurato basta guerre?
Selezionato per il nostro archivio dalla redazione, scritto originariamente da: PaoloSC
Ti è piaciuto?
119 racconti, 9 libri.
Altri racconti di Amanti Porno
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.