Vai al contenuto
Erotika
La badante super
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto41 min di lettura

La badante super

Racconto articolato del fortunato incontro con una badante veramente tuttofare!

Amanti Porno
2 anni fa · 2.8k letture · 0

Tamara riprese quindi a mungere ed a far uscire tutto lo sperma dal dotto spermatico, prese un pezzo di scottex e pulì prima il glande poi il lenzuolo togliendo tutto il liquido che avevo prodotto in gran quantità.“Ora si può girare” mi disse all’orecchio.Obbedii e finalmente riuscii a vedere il suo corpo.Non era differente da come lo avevo immaginato: il classico donnone slavo, spalle e bacino grossi, seno prosperoso, ventre pieno e vita appena segnata. Non grassa, ma nemmeno magra.Era…tanta. Il seno, pur essendo grosso, non era cadente; avrei immaginato che, con quella massa e alla sua età, sarebbe stato più floscio; invece risultava essere piacevolmente sodo e sostenuto alla vista.

“Ma il massaggio prostatico era necessario ora?” le chiesi.“Si, perché tu aveva energie negative e tuo sperma cattivo. Meglio svuotare ora prima di fase positiva masage”.“Capito. Ma fa parte della procedura normale? Lo hai fatto altre volte?”“A mio paese di Minsk certe volte si certe volte no. Con donna facio simile con mano.”Mi sentivo tanto Cruciani con Parenzo e lasciai perdere, abbandonandomi alla seconda fase del massaggio.

Tamara prese la cuccuma dell’olio e ne fece colare un bel po’ sul petto, sulla pancia, sul pube e sulle gambe.Poi ne prese un altro po’ e ci si unse mani, braccia e seno.Iniziò quindi a massaggiarmi con il seno, facendolo scorrere da sopra a sotto e da sotto a sopra. Dopo un paio di passaggi sul membro, esso era divenuto della consistenza del prugnolo e nella sua totale, non indifferente dimensione. Quando ci passava le tette sopra, soprattutto nello scendere, poi le sbatteva sulla bocca, peraltro aperta.Ansimava e sudava tanto si dava da fare, Tamara.Apprezzavo però molto i suoi sforzi.Dopo una decina di minuti di faticoso per lei e piacevole per me massaggio con le tette, decise di dedicarsi di nuovo al massaggio tradizionale.Cominciò quindi dalle gambe con analoghe manovre di pompaggio, sfioramento ed impastamento, risalendo via via per il corpo.Il mio pisello non si era più sgonfiato da prima, ma ciò non le impediva di trattare tutte le parti. Quando necessario, lo spostava con la mano o con il polso.

Poi si dedicò come promesso all’articolazione della gamba destra. Mi fece provare tutte le posizioni, gli allungamenti, le contrazioni fino a che non dette il suo parere.

“Tu ha problema all’articolazione. C’è come cuscineto di cartilagine sopra testa di osso che fa tipo grasso e facilita movimento”“SI, si chiama capsula coxo-femorale” le risposi suggerendole il nome in italiano. Non avevo alcuna idea di come si dicesse in russo. “E credo di avere la coxoartrosi” conclusi.

“Da, koksartroz bedrennoy kosti” mi rispose pensierosa. Feci il verso universale di non aver capito e lei mi spiegò.“Tu ha detto koksartroz, io aggiunto coxartros a …come si dice questo osso qui?” premendomi sul femore.“Femore”.

“Da, bedro. Femore” tradusse a se stessa.Rimase pensierosa.“Tu deve fare ginnastica e dimagrire peso. Poi deve mangiare molta verdura, poca carne di bue e molto pesce. Poi deve prendere kurkumin e imbir.”“Curcuma ok, ma imbir, che vuol dire?”Si concentrò un momento e poi tradusse “Zenzero”“Ah, zenzero. Ok. Ne parlo con il medico. Ma tanto so che mi dovrò operare” le dissi.“Tu fai me provare per due settimane con masage e tuo mangiare. Cucino io per te cose tue” mi disse.

Onestamente non avevo preclusioni, i massaggi alla fine erano molto piacevoli e mi sarebbero costati quattro soldi rispetto alle parcelle di un fisioterapista.

Le dissi pertanto che andava bene e che sarei ricorso a lei per i massaggi.“Ora però continuare masage che non finito” disse prendendo la cuccuma dell’olio.“Serve altro olio. Puoi tu comandare forno da qui o tu deve venire in cucina?” mi chiese.“No, no, lo posso fare da qui. Vai pure, tanto sai dove sta la roba. Quanto deve stare?”“Ora meno, uno minuto è buono.”Si alzò e andò con il piattino e la ciotola e gli scottex usati per pulire verso la cucina. Ammirai il culo, ben disegnato dal perizoma. Anche le sue chiappe erano grosse, ma sode e proporzionate. Era tutto sommato un bel vedere.“ALEXA accendi luci cucina” dissi ad alta voce.Sentii Tamara che apriva e chiudeva gli sportelli mentre si dava da fare per preparare l’olio.Poi sentii sbattere ripetutamente sulla credenza e le chiesi cosa fosse successo.“E’ chiodo di garofano tritato” rispose.“Accende ora forno” mi chiese dopo qualche minuto.“ALEXA microonde sessanta secondi” ordinai.“Ora però potenza 600 uat. Olio essere più caldo, bene così chiodo di garofano meglio assorbito” e dopo qualche secondo ancora sentii il ding di fine cottura.“Io filtro bene e poi viene da te” mi disse mentre si dava da fare in cucina.La sentivo soffiare sulle dita “Olio scotta ora. Io porto di là e andare momento in bagno. Tu spegni luce qui. Bagno dove essere?” mi chiese.“È qui” indicandole la porta nascosta nella parete.“ALEXA spegni luce cucina.”“Ora tu abbassa poco luce” mi chiese dal bagno mentre tirava lo sciacquone e sentivo aprire il bidet.“ALEXA spegni comodino B. Accendi comodino B rosso 15%” dissi. Avevo sentore che la luce rossa sarebbe stata perfetta.Sentii la porta aprirsi e nella penombra intravidi la figura di Tamara.

ORA NON E’ PIU’ UN MASSAGGIO

“Ora tu chiude occhi e pensa a cose belle” mi disse.Si mise in ginocchio accanto a me, la sentii prendere la ciotola e mi versò parecchio olio sul pisello.Iniziò quindi a massaggiarlo con particolare attenzione. Tempo pochi secondi e fu subito di nuovo dritto.“Ora questo è masage divertente per me e te. Lascia tue cose brutte fuori testa e pensa solo a cose belle. Tamara ora fa magia” mi sussurrò.

Stese l’olio sul resto della pancia e del pube con una mano mentre con l’altra teneva il mio membro alla base.“Tu tolto tutto pelo qui. Molto morbido. A me piace uomo con pelo ma a me piace anche così liscio liscio” mi sussurrò.Le sue mani scorsero su e giù per l’asta, stringendomi i testicoli ed accarezzandomi lo scroto ed il perineo. Poi mi fece sollevare le gambe e si mise a leccarmi il buchetto che aveva poco prima aperto. Sentivo la lingua entrare e penetrarmi lentamente. Brividi di piacere mi scuotevano. Erano sensazioni non nuove, ma era tempo che non le provavo più.

Mi fece riabbassare le gambe, salì sul letto e si mise in mezzo alle mie. Chinò la testa e mi prese in bocca fino alla base in un unico fluido gesto. Rimase impalata, sopportando conati e i sensi di soffocamento che provava ad avere in bocca un paletto di 20 cm. Poi piano piano il suo esofago smise di contrarsi. Si ritirò, leccò bene in punta e poi lo prese di nuovo in punta fino in fondo. Fece questo giochetto per qualche altra volta fino a quando le feci capire che non sarei resistito per molto.Allora fece una cosa molto strana. Infilò un dito nella vagina e tirò fuori qualcosa che mise subito in bocca, almeno così mi parve. Poi riprese a fare un pompino lento e profondo. Uscii dalla bocca per entrare subito dentro di lei. Era calda, accogliente, larga. Sentivo le rugosità interne dei tessuti e gli sfinteri dilatati dai molti parti. O dalla quantità di membri?Iniziò a fare su e giù su di me con decisione.“Ma … il preservativo?” le chiesi.Prese la mia mano e la guidò verso la base del mio pene ove mi fece sentire la consistenza gommosa del dispositivo di protezione. Non mi ero accorto che me lo aveva infilato con la bocca!Riprese a pompare come se fosse insaziabile. Sentivo nonostante la gomma i suoi liquidi scorrere abbondanti. Poi si inarcò all’indietro, dette altre quattro o cinque spinte e venne con un orgasmo intenso che le fece tremare le gambe. Si distese su di me e poi riprese a fare su e giù. SI distese di nuovo ed ebbe un altro orgasmo.Io mi ero nel frattempo allontanato dal punto di non ritorno e mi dedicai a lei.Uscii dal suo corpo, mi stesi in mezzo alle sue gambe ed iniziai ad accarezzarle il clitoride mentre le infilavo due dita dentro.Ebbi modo di apprezzare che anche lei era depilata. Le sue grandi labbra erano spesse e gonfie, lucide di liquido e di olio. Mi chinai con la bocca e succhiai il suo clitoride provocandole fitte di piacere.

Provai quindi ad infilarle un dito nell’ano, pronto ad un suo rifiuto. Invece lo trovai pervio e pronto a ricevere. Incuriosito, provai ad inserire prima un altro, poi tre dita, poi quattro dita fino al palmo della mano.Aveva uno sfintere così elastico che sembrava di gomma.“Tu vuole infilare braccio lì o preferisce tuo cazzo?” mi chiese.Non avevo alcuna esperienza di fisting per cui le dissi “Mah, io quasi quasi preferirei il pisello”.“Io pure preferisco cazzo di signore Paolo in mio culo” disse ridacchiando. Non mi feci pregare, mi accostai a lei che mi guidò dentro di sé.“Oh, si, cazzo lungo e grosso. Buono per mio culo rotto!” disse ad altra voce, ansimando ai miei colpi.Feci un bel po’ di volte dentro e fuori.Mi divertivo a tirarlo fuori dal buco, vederglielo aperto, una O in mezzo allo spacco, per poi rinfilarlo in un colpo solo fino in fondo.Le piaceva, la sentivo ansimare e dire parole in russo che non riuscivo a capire se non DA!, Si!. e YESCHE! Ancora!Poi ricominciai a trapanarle la vagina, sperando di venire anch’io.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 6 senza votare
Pagina 5 di 6 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista