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La badante super
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Racconto41 min di lettura

La badante super

Racconto articolato del fortunato incontro con una badante veramente tuttofare!

Amanti Porno
2 anni fa · 2.8k letture · 0

“Io a mio paese Belarus ero laureata, no, diplomata masage di terapia e manovre di correzione. Come chiamate voi dottore che aiuta vecchi a camminare?”“Fisioterapisti” suggerii.“Ecco, si, fisioterapia. Noi Russia avere grande cultura masage fisiatria. Noi masage prima di operazione perché operazioni pericolo masage no.” spiegò orgogliosa.“Ora io ti accompagna tuo letto così io ti fa masage che fa bene”

Non so perché ma mi fidai.“Ma dove lo facciamo scusa?” le chiese.“Tu hai letto, no? Tu prende me lenzuolo doppio che io mette sotto di te per non sporcare con olio tuo letto.”“Ma io non ho olio da massaggio!” dissi.“Tu non avere olio semi girasole russo o olio arachide o olio oliva? Serve poco. Una tazza!”“Si, olio ne ho. Ma sei sicura?” le chiesi.“Si, sicura. Io dottoressa Tamara Qualchecosova. Io sicura di te fare splendido masage. Io poi dare te soldi quando signora paga me.” affermò senza accettare obiezioni.Mi recai all’armadio e presi uno dei lenzuoli matrimoniali tra i più vecchi, quelli senza elastici, e glielo detti.Poi entrai in camera “ALEXA accendi luce grande camera” e si accese il lampadario centrale illuminando a giorno la stanza.Tamara stese il lenzuolo per bene poi mi chiese: “Tu dire me dove sta olio, tazza e forno microonde ok?”.“Dunque … no, aspetta, vengo io.” e la precedetti in cucina. Aprii lo sportello basso e presi l’olio di semi di girasole, poi presi una ciotola di vetro che usavo per preparare il cazzimperio [pinzimonio, NdA] e gliela mostrai. “Può andare bene questa?” le chiesi.“Benissimo. Io visto che tu ha spezie. Tu dai me cannella e uno chiodo di garofano, vuoi?” mi chiese.Aprii il barattolino e tirai fuori un paio di chiodi. Poi le diedi la cannella in polvere. Infine le mostrai il forno a microonde.“Comanda tu con Alexa?” mi chiese. Aveva già capito.“Si. Quanto tempo deve stare dentro?” chiesi.“Poco. Un minuto a 450. Anche un minuto e 15. Però serve presina. Hai tu tazza con manico?” mi chiese.Le detti una delle mug che stavano sullo scolapiatti. “Poi io lavo. Dopo masage”.

Versò un quarto di litro d’olio dentro la mug, spezzettò e aggiunse i due chiodi di garofano e cosparse il tutto di abbondante cannella. Poi girò con un cucchiaino più volte la mistura che aveva preso uno strano colore ambrato scuro con riflessi verdastri.

“Prima che tu vai di là, dire me dove sta colino da the” mi chiese.“Serve per filtrare olio. Anche carta scotex. Serve pure per filtrare olio e per pulire mani.”. Le diedi il rotolone e le indicai il cassetto delle posate da cucina.“Ora tu va di là, tu ti toglie tutto asciugamano e mette te tutto nudo a pancia in sotto su letto su lenzuolo. Tu lascia fuori telo bagno che io uso per coprire parte massaggio. Tu spegni luce e accendi piccola luce se tu ha se no bene luce di fuori”.“La musica serve?” le chiesi.“Si tu ha musica masage molto bene ma non importante. Importante queste!” mostrando le mani.“Ora tu va. Accendi forno ora grazie!”

“ALEXA accendi microonde 450 80 secondi. Ora!” comandai.Mi affrettai in camera togliendo al volo il telo che avevo ancora addosso. Mi distesi a pancia in sotto come ordinato sul letto dove Tamara aveva preparato il lenzuolo doppio. Feci spazio sul comodino per permetterle di mettere la ciotola con l’olio.“ALEXA spegni luce centrale camera. Accendi comodino B al 20% rosso.” Una flebile luce rossa si accese dalla parte opposta illuminando debolmente la parte della stanza opposta.“ALEXA accendi comodino A al 20% giallo” e la luce sul mio comodino si attivò dipingendo di giallo tenue la mia parte. Mi ricordai di una skill che avevo usato qualche tempo prima che era in grado di pilotare le luci in modo da simulare una candela.“ALEXA effetto candela comodino B 40%” e la luce del comodino dall’altra parte del letto iniziò a comportarsi come una candela con rapide e morbide variazioni di intensità e colore.“ALEXA riproduci Selezione Tantra B” ed iniziò una musica da massaggio tantrico basata sui ritmi dei tamburi tibetani ed accordata sulle frequenze del primo e del secondo chakra. Sapevo che durava circa un’ora e mezza, e comunque avrei potuto ripeterla o sceglierne un’altra.

Tempo due minuti ed arrivò Tamara portando la ciotolina con l’olio caldo, il rotolone che poggiò per terra ed un piattino che poggiò sul comodino e sul quale mise la ciotolina.“Vanno bene le luci?” le chiesi.“La candela va bene. Questa meglio spegnere” mi rispose indicando.“ALEXA spegni comodino A”.

“La musica?” chiesi.“Perfetta. Un poco meno forte”“ALEXA abbassa musica di 5”“Perfetto. Ora signore Paolo tu abbassa testa, chiude occhi e fai quello che Tamara dice. Tu obbedire e basta. Korosho?”

“Dobra, dobra Tamara. Spasiba” e terminai con questo tutto il russo che conoscevo.

Qualche secondo, qualche movimento e Tamara mi versò direttamente dalla ciotola un filo di olio caldo sulla schiena, sui glutei e sulle cosce. Prima che colasse si affrettò a stenderlo dappertutto in modo sommario, raccogliendo anche quello che era colato in mezzo alle natiche. Iniziai subito a sentire un po’ di turbamento lì sotto.

“Ti dispiace se sposto…” e presi il mio pisello e lo spostai da sotto la pancia a in mezzo alle gambe.“Tu deve stare comodo. E se tuo pisello cresce io contenta perché tu piace mio masage.”“Ah, ok!” risposi.

Iniziò dalle gambe a salire con pompaggi a salire e manovre di sfioramento a scendere. Arrivata al ginocchio iniziò a piegarlo in modo quasi innaturale per me, applicando alcune torsioni che credevo mi avrebbero sfracassato quel po’ di legamenti che erano rimasti intatti. Poi frizionò tra sé stesse le mani con violenza come per riscaldarle. In effetti quando le applicò ai lati del ginocchio, all’altezza dei collaterali, sentii come se un ferro da stiro mi si fosse poggiato su entrambi i lati. Prese il telo e me lo poggiò sulla gamba per tenerla al caldo.Proseguì dal ginocchio a salire lungo la coscia, ogni volta un dito più in su, fino ad arrivare al gluteo, per poi riscendere ancora verso il ginocchio. Altri dieci minuti dedicati alla coscia.Poi, esattamente lo stesso procedimento applicato all’altra gamba. Al termine, dopo aver scoperto entrambe le gambe, mi fece una serie di sfioramenti ed impastamenti rapidi partendo dai polpacci a salire fino ai glutei, questa volta con qualche rapida incursione all’interno coscia ed sul cavo inguinale da entrambi i lati. Un paio di volte mi toccò con insistenza il membro ed i testicoli, provocandomi un lieve turbamento.“Tutto bene signor Paolo?” mi chiese dopo aver ravanato un po’ lì sotto. “Tamara dare fastidio qui?” mi chiese sfiorandomi la cappella.“No, nessun fastidio Tamara. Tutto bellissimo. Sei molto brava” dissi.“Spasiba” rispose con un tono riconoscente.

Mi ricoprì con il telo fino a mezza coscia, un paio di dita sotto la plica delle natiche.Prese un po’ d’olio e lo passò rapidamente sui glutei e sulla base della schiena all’altezza delle vertebre lombari. Poi si dedicò al massaggio.Massaggio?No, un impastamento continuo come se un esercito di pizzaioli stesse preparando la pasta della pizza con le mie natiche. Ogni centimetro cubo di massa veniva sciolto, spostato, rispostato, con una serie di movimenti circolari che andavano da sopra a sotto passando per i fianchi e per il solco sacrale.Poi, un altro goccio d’olio colato con le dita proprio all’interno del solco, al termine dell’osso sacro. E ora due mani si infilano lì dentro, una alla volta, ravanando all’interno del solco, scendendo per il perineo fino al sacco scrotale, anch’esso oggetto di manipolazione assieme ai testicoli, separati, spostati, massaggiati al pari dei glutei. E poi quel ditino impenitente che ogni tanto scappava a titillare lo sfintere, sicuramente non casuale…

E dopo altri dieci minuti di piacevoli impastamenti e titillamenti, tolse un’altra volta il telo per massaggiare compiutamente dai piedi alla schiena questa volta passando anche per l’interno cosce senza preoccuparsi di toccare il mio membro che evidentemente non era più addormentato.

Qualche rapida passata e mi ricopre con il telo.Nonostante la temperatura calda, era piacevole stare sotto al telo e rimanere con il calore generato da quelle stimolazioni.

Ora toccava alla schiena.Altra passata d’olio, stesso procedimento di spandimento e di oliatura, poi una serie di pressioni lungo la colonna, salendo con energia verso il collo. Questa volta, si scendeva lateralmente impastando i muscoli dorsali all’altezza delle coste. Altri cinque o sei minuti di trattamento, durante i quali mi sentii sciogliere le fibre muscolari una ad una. Arrivata al collo mi disse: “Signor Paolo si sposta più in là devo salire sopra di te seduta sulle gambe”.Mi spostai puntando le ginocchia ed i gomiti per farle spazio. Lei scavalcò la mia schiena e si sedette letteralmente sulle mie cosce. Notai per la prima volta il contatto con qualcosa diverso dalle mani e dalle braccia: erano le sue cosce, a dir la verità un po’ sudaticce, che si appoggiavano sulle mie, ed il tessuto dei suoi slip a contatto con la mia chiappa destra.

Prese quindi la testa ed iniziò a tirarla indietro facendomi compiere alcune articolazioni prima a destra poi a sinistra. Quindi mi chiese da quale parte avessi più dolore e difficoltà a girarla.“A sinistra. Quasi non riesco. Faccio fatica, quando esco da uno stop, a capire se arrivano macchine o meno.”Le mi prese la testa tra le mani e me la girò lentamente a sinistra forzando piano piano, millimetro dopo millimetro. Poi la rimise al centro, mi prese la fronte con entrambe mani e tira all’indietro, facendomi inarcare verso di lei fino a che non sentii uno schiocco fortissimo ed un senso di stordimento momentaneo. Mi fece riappoggiare lentamente con la testa al materasso girata verso sinistra. Tolse il telo del tutto, riprese un po’ d’olio e ripassò tutto il corpo, senza tralasciare alcun punto. Quindi infilò la mano oleata in mezzo alle gambe, prese il mio pisello che nel frattempo era cresciuto e lo stimolò da dietro.Divenne così duro da provare dolore a tenerlo piegato in basso. Lei capì e mi mise a ginocchioni, il busto sorretto sui gomiti. Prese altro olio e mi unse abbondantemente lo sfintere mentre iniziò una lenta masturbazione.Mentre mi accarezzava e mi stimolava delicatamente, infilò prima uno e poi due dita nel mio sfintere.Non ero nuovo a questa pratica, sapevo che era propedeutica ad un massaggio prostatico.“Tu Signore Paolo vuole masage prostatico o tu pensa che essere cose da frocio?” mi chiede.“No no, continua!” le sussurro mugolando dal piacere.Le sue due dita si spinsero dentro per quattro o cinque centimetri. Sentii che era arrivata all’altezza del sacchetto e che lo massaggiava spingendo leggermente con le dita facendo dentro e fuori. Iniziai a mugolare di piacere, sentivo di essere vicino; lei smise di masturbarmi il pene e premette con più forza dentro il mio sfintere fino a che non eiaculai con violenza, un piacere intenso ma diverso da quello che provavo solitamente con la stimolazione del pene.

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