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La badante super
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Racconto41 min di lettura

La badante super

Racconto articolato del fortunato incontro con una badante veramente tuttofare!

Amanti Porno
2 anni fa · 2.8k letture · 0

“Vabbè vabbè, pensace tu che tu sei bbravo. Tiè, pija i sordi che stanno ..”“Si lo so dove stanno!” intervenni facendole un cenno di stare zitta con il dito sulla bocca per non far capire dove teneva il contante. Dovetti ringraziare mio figlio che, in previsione, le aveva fatto montare una di quelle piccole cassaforti da albergo dentro l’armadio, utile solo ad impedire ad un ladro sprovveduto di appropriarsi del contante o dell’anello di fidanzamento, visto che si faceva prima a staccarla dal muro che ad aprirla. Però era una buona dissuasione e avevo contezza del codice, visto che glielo avevo impostato io.Mi recai quindi in camera da letto, aprii l’armadio, aprii lo sportello della cassaforte e prelevai centocinquanta euro per la spesa di una settimana.

Dopo aver richiuso il tutto, tornai in soggiorno, feci vedere ad Anna le tre banconote e le chiesi: “Vuoi che Tamara rimanga qui o preferisci che sia lei a fare la spesa?”Anna pensò un attimo e mi rispose “Portatela con te, ‘sta troia.” provocando la mia ilarità ed un gesto di stizza da parte della badante.“Ma Anna, perché dici così? Tamara è così gentile con te!” interloquii.“Se se… io dico che è una troia. Fa ‘n po’ tte. Anzi, no, lasciamela qui che devo anna’ ar bagno.” mi rispose.“Va bene, vado io. Però datemi la lista delle cose necessarie, non solo quelle da mangiare!” mi raccomandai.“A Tama’, dijelo te che serve. Io nun so’n cazzo. Fate tutto voi!”

Tamara si mise a tavolino e mi scrisse per filo e per segno quel che secondo lei serviva.Era una lista minuziosa, comprendeva praticamente tutto ciò di cui Anna faceva uso, dal vitto all’igiene personale, pannoloni compresi. C’erano molte voci di cose di cui Anna andava pazza, tipo la Nutella e le caramelle all’anice. Per essere da poco tempo lì, era molto attenta e sembrava conoscere bene le abitudini della sua affidata.

Poi aggiunse un altro foglietto e mi disse: “Queste sono cose personali che servire a me. Io avere bisogno di alcune altre cose ma io non potere uscire se no sig.ra Anna stare da sola e lei non volere” porgendomi una lista che scorsi rapidamente. Erano per lo più prodotti per l’igiene personale intima, c’era della cioccolata fondente, dei biscotti, le sigarette.“Facciamo così: io vado e compro queste cose al supermercato, quando torno esci tu e ti fai un giro ed io resto con la signora Anna. Va bene?” le dissi cercando di convincere la vecchietta a non mettersi di traverso.In quel momento suonò il vicino dirimpettaio, anche lui appena rientrato assieme alla moglie.Gli spiegai la situazione e gli dissi che stavo andando a fare la spesa e che quando fossi tornato sarei rimasto io a fare compagnia mentre Tamara usciva per conto suo per un’oretta.Mi disse di contare su di lei, indicando sua moglie, perché tanto rimanevano a casa. 

Andai al supermercato, poi passai dal tabaccaio e presi tutto quello che era stato chiesto da Anna e da Tamara e per le otto di sera ero a casa carico di una decina di buste. Avevo speso tutti i soldi ed avevo dovuto aggiungere del mio per comprare in farmacia le cose di Tamara che non avevo trovato al supermercato.

Quando rientrai Tamara stava preparando la cena.“Signor Paolo, io preparato per lei cena. Se aspetta lavo frutta. Io però deve chiedere pasaggio per bus perché deve andare a centro commerciale prima che chiude” mi disse.“Che ti serve al centro commerciale, per curiosità?” le chiesi.“Io bisogno di andare a parafarmacia per mie cose e a negozio per altre mie cose.” rispose un po’ evasiva.

Ad averlo saputo, mi sarei organizzato differentemente e sarei andato con lei, visto che in zona, oltre al supermercato a cinque minuti di macchina non c’era più un negozio aperto. Il centro commerciale chiudeva alle dieci di sera, se avessimo fatto una corsa avremmo fatto in tempo.

Suonai alla porta del dirimpettaio e gli chiesi se poteva dare un’occhiata ad Anna fino a quando non fossimo tornati, perché dovevo portare Tamara a fare alcuni acquisti necessari urgenti.

Tamara prese solo il suo cellulare assieme e fu subito pronta.Anna era seduta in poltrona ed aveva già mangiato.“E sua cena?” mi chiese.“Fa niente, grazie lo stesso”. Tanto aveva preparato solo un po’ di pomodori (che non posso mangiare!) ed una cartata di prosciutto cotto. Però era tutto impiattato, bicchiere, posate, tovagliolo, bottiglia dell’acqua…tutto apparecchiato per bene. Presi nota.

“Paolo, visto che ci sei, che mi prenderesti una bottiglia di Fernet? Anche se il medico ha detto che mi fa male, io me lo bevo lo stesso!” mi chiese Anna. Ora la calata romanaccia non si sentiva per nulla.Annuii. Anna non stava molto bene, non credo avesse lunghe aspettative di vita, ed un bicchierino di fernet la sera non le avrebbe certo peggiorato la situazione più di tanto, ma sicuramente le avrebbe dato piacere.

Partimmo e andammo a passo svelto in garage a prendere la macchina. Erano già le otto e mezza e dopo poco avremmo trovato tutto chiuso. Per fortuna non c’era traffico e fu facile raggiungere quel centro commerciale che sapevo abbastanza fornito.“Ma cosa ti serve, Tamara? Cosa devi comprare?” chiesi più per curiosità che per necessità. Tranne che le automobili in quel centro si trovava veramente di tutto.“Beh, mi serve alcune cose intime, delle creme e altre cose in parafarmàcia” (si, con l’accento sulla seconda A!) e poi io deve comprare tre paia mutande e reggiseno perché due mutande rotte buttate io senza e reggiseno si sta rompere. E poi uno maglietto lungo ed uno calzoncino per casa io senza.” mi spiegò.“Ma scusa, come sei venuta? Senza valigia? Senza cambi?”“Io pensavo stare due tre notti solo poi signora chiesto aiuto io nessuno casa e non potere andare casa mia con bus tropo lontano”.

Capii al volo ciò che era successo.“Ma chi ti ha chiamato? Chi ti ha portato?”“A me portato signora Micaela che padrona mia casa che nipote signora Anna. Signora Micaela detto solo tre giorni invece signora Anna bisogno due settimane ancora. Io va bene ma io deve andare casa a prendere mia roba per vestire.”Poveretta, era stata quasi sequestrata, perché li in effetti il bus passava teoricamente ogni ora ma in pratica era quasi un’ora e mezza tra una partenza e l’altra. E per arrivare a casa sua doveva attraversare la città. Impensabile.Valutai se fosse il caso di accompagnarla a casa sua al volo, ma sarebbero state necessarie almeno un paio d’ore tra andare e tornare, e scartai l’idea.“Ok, va bene. Sbrighiamoci” le dissi mentre parcheggiavo. Per fortuna avevamo un ora abbondante prima della chiusura. Per la prima volta mi concentrai sul suo vestiario. Indossava un magliettone lungo fino al ginocchio che la fasciava parecchio. Era evidente il reggiseno indossato sotto, di cui si evidenziava la robustezza della struttura necessaria a sostenere almeno una quinta, ma non riuscivo ad individuare nulla sotto. Immaginai portasse quegli slip semi invisibili in microfibra e lasciai perdere.

Facemmo una corsa alla parafarmacia mentre io entravo al supermercato.“Signore Paolo, lei va comprare Fernet? Può comprare per me una bottiglia vodka poco prezzo piccola?” mi chiese. Non ebbi il coraggio di rifiutare, assentii e corsi al banco dei liquori, presi al volo le bottiglie e mi diressi rapidamente alla cassa veloce, pagai con la carta e uscii. Tamara era a sua volta appena uscita con una busta di carta ed uno shopper.

“Dove vuoi andare per il resto? Va bene qui al supermercato, vuoi andare da Tezenis, H&M o Intimissimi?” le elencai tutti i posti che avevo visto avrebbero potuto fare al caso suo.“Tezenis ok” mi rispose sorridendo.La guidai verso il negozio e mi fermai fuori.“Guarda signor Paolo tu entra aiuta me!” mi disse sorridendo.“Aiutarti a fare cosa?” le chiesi.“Io deve trovare magliettone e pantaloncino. Tu pensa mutande. Poi reggiseno prende uno nero quinta coppa D non imbottito come questo e uno bianco” e mi mostra dallo scollo della maglietta la parte alta del reggiseno che indossa. “Deve avere fianco alto!” indicando il supporto laterale all’altezza del seno.“Ma scusa, che mutande devo prendere?”“Tu prende due perizzomi neri microfibra quarta, due string bianca quarta e due brasiliana bassa quarta tutto tinta unita microfibra. Colore no importa bianco nero rosso nudo” rispose.Rimasi perplesso.Mi avvicinai agli stand quando una signorina mi si avvicinò e mi chiese se avevo bisogno di aiuto.“Beh, sto cercando dei perizoma in microfibra, degli string in microfibra, due brasiliane basse in microfibra. E poi un reggiseno taglia quinta coppa D non imbottito con la bretella larga e fianchetto alto. Anzi due. Uno bianco ed uno nero.” risposi.“E’ per la signora lì?” mi chiese indicando Tamara che stava allo stand dalla parte opposta del negozio.“Si, per lei”“Ok, per la signora ci vuole questo” e mi mostrò un reggiseno del tutto simile, se non identico, a quello che mi aveva mostrato in parte prima.“Si esatto, due. Quinta coppa D” le dissi.“Di questo ne abbiamo solo uno nero ed uno nudo” mi rispose.“Va bene, è lo stesso” risposi pensando che la funzione era quella di sostenere ed “uno metti uno lava”.“Abbiamo delle brasiliane in microfibra abbinate. Le interessa? C’è la promozione” mi disse.“Va benissimo. Taglia IV. Una nera ed una nudo” risposi.“Guardi che alla signora la quarta va un po’ stretta, secondo me è meglio la quinta” disse con tono molto professionale, della serie “poi non venirti a lamentare”.“Allora, prenda la quarta e la quinta e le portiamo in cassa. Poi, decide lei l씓Va bene signore. Poi mi diceva le serviva?”“Perizoma. Microfibra. Sempre quarta.” risposi. “Anzi, facciamo come per queste. Prende sia la IV che la V e poi si vede l씓Per il perizoma non c’è problema, la quarta va bene. Anche queste nere e nudo?”“Si, ok, grazie”“Poi, mi diceva?”“String, sempre due, stessa taglia”.“String in microfibra terminati. Solo in finto tulle, questo modello ministring” e mi mostrò un mini perizoma che a mala pena avrebbe coperto il pube di una ragazzina.“Ma questo è piccolissimo, dove c’entra la signora?”“In realtà di questo esiste al massimo la L. Questa è una S.” prese dal cassetto la taglia corretta e me la mostrò. Era di poco più grande della S, non so quanto sarebbe stato utile a Tamara.“Senta, non so che dirle… ne prenda uno nero ed uno nudo e andiamo”“Ma non conosce i gusti di sua moglie, scusi?”“Ma non è mia moglie! È la badante della mia vicina!” …si vabbè, quando mai c’avrebbe creduto? Difatti, ristette a guardarmi con uno sguardo perplesso.Nel frattempo Tamara si era avvicinata.“Oh, per fortuna, pensaci tu!“ le dissi facendo un passo indietro.“No tu resta signor Paolo. Tu gentile tu molto bravo io prende roba tu scelto.” Indicando le cose in mano alla commessa.“Guarda che queste non le hanno in microfibra!” indicando i perizoma string in tulle.Ne prese uno, lo allargò tirandolo ai fianchi e disse annuendo “Questo va bene. Io prende due, questo nero e questo nudo. Ok?” rivolto alla ragazza che mi guardò ammirata. Avevo fatto centro!

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