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Avventura di fine anno
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Racconto15 min di lettura

Avventura di fine anno

Mi è piaciuto questo racconto esplicita ma, a suo modo delicato di @Indy, ideale per festeggiare sognando un capodanno così...

Giovanna Esse
9 mesi fa · 869 letture · 2

Così ero teso, come una corda di violino.

Due giorni dopo al mio arrivo a Trieste avevo così deciso di uscire a prendere un po' d'aria fresca per cercare di calmare i bollenti spiriti e magari passare per il parrucchiere visto che avevo finito lo shampoo, ma di sicuro non potevo immaginare il drastico cambiamento degli eventi che si sarebbero susseguiti di lì a poco.

Così quella mattina del diciotto di agosto mi ero preparato in velocità e poi una volta salutato i miei ero uscito dicendo loro che sarei tornato per il pranzo e che magari sarei passato per il salone del parrucchiere.

Una volta uscito ero andato verso il centro commerciale per prendere un paio di jeans e una camicia, di quelle eleganti, e poi una volta pagato mi ero diretto verso il salone.

Era ormai da dieci anni che andavo da lui. Dieci anni visto che avevamo cambiato casa nel 2009 e quindi molte erano le cose che avevamo dovuto cambiare.

Insomma, quel giorno ero entrato dentro al suo salone solo per lo shampoo ma quando entrai Stefano, dopo avermi scrutato chiese:

-Sicuro che vuoi solo lo shampoo? Dovresti accorciarti i capelli visto che sono assai lunghi. Cosa ne dici?

Mi ero così specchiato e diamine se avevo bisogno di un taglio.

Avevo così deciso che magari una spuntatina non sarebbe stata una cattiva idea.

Presi di conseguenza un appuntamento.

Me lo diede per lo stesso giorno per le tredici in punto.

Guardai l'orologio e vidi che ci volevano ancora due ore di tempo.

Decisi così di ritornare a casa per mettere fuori dalle borse i jeans e la camicia e magari metterli anche a lavarli.

Così feci.

------------

Alle tredici in punto arrivai in salone.

Non c'era nessuno a quell'ora come constatai una volta entrato.

-Ciao Stefano.

Salutai.

-Come stai tutto bene?

Lui per tutta risposta mi sorrise e mi fece accomodare.

-Tutto bene Marco. Un po' stanco ma bene.

-A chi lo dici! Sono appena tornato da Amsterdam e sono distrutto! Ho dormito poco e camminato tanto.

-Amsterdam eh?! Bella città. Così sei andato anche al distretto a luci rosse o ti sei limitato ad andare per i musei e canali?

E poi aveva riso. Una risata infantile e giocosa allo stesso tempo.

Io d'altra parte ero rimasto a bocca aperta e con gli occhi sgranati.

-Ero giovane anch'io sai? Anzi ti dico che fino a sei mesi fa ero alquanto... scatenato. Se si può dire così.

-Insomma... prima di avere la ragazza.

-Già.

Aveva risposto lui rimanendo però un po' vago.

Nel frattempo mi aveva fatto sedere sul lavatesta e mi aveva lavato i capelli, me li aveva avvolti in un asciugamano pulito e mi aveva fatto accomodare su una sedia di fronte a degli specchi.

-Allora... come li tagliamo i capelli questa volta?

Aveva chiesto mentre mi metteva una mantella nera attorno al collo.

Per tutta risposta avevo preso lo smartphone e una volta acceso avevo aperto la galleria immagini e avevo poi selezionato una foto. Lo avevo poi mostrato ad Stefano.

-Se riesci a farmi un taglio come questo sarebbe fantastico.

-Ci proverò Marco. Anche se i tuoi capelli sono differenti rispetto a quello del modello. Oltretutto sei abbastanza stempiato quindi non li accorcerò molto.

Detto questo aveva iniziato a tagliare.

------------

-Allora in che modo eri scatenato?

Avevo chiesto mentre sorridevo e lo guardavo arrossire.

-Diciamo che sono andato in diversi posti. Prima però volevo sapere cosa hai fatto tu ad Amsterdam.

-Sono stato un po' in giro...

-Andiamo mi serve qualcosa di più che un semplice "sono stato in giro". Sputa il rospo!

-Oh va bene!

Avevo poi preso il coraggio a due mani e avevo raccontato tutto quello che avevo fatto. Gli avevo raccontato di come ero rimasto deluso dalla Red Light District e di come avevo scoperto dei bordelli. Gli avevo raccontato dei Swinger Club e poi gli avevo raccontato di alcuni bordelli in cui ero stato ma che non assomigliavano per nulla a dei bordelli. Erano più raffinati, più alla moda.

-Magari era un FKK.

Aveva detto lui una volta che avevo finito il mio racconto.

-Un che?

Avevo domandato perplesso.

-Un FKK. Ovvero una SPA per adulti. Sai con sauna, piscina, buffet e alcolici inclusi... oh scusa mi dimenticavo che tu sei astemio... e tante ragazze.

-In effetti era qualcosa di simile a quello che hai descritto... anche se il nome che hanno dato loro era più simile a "Privhuis". Parecchio elegante come luogo. Immerso nel verde e situato in mezzo a ville di lusso. Aveva anche una piscina interna e saune. Per non parlare delle tante stanze.

-Privhuis o FKK sono la stessa cosa anche se sono nati in Germania e poi si sono allargati in giro per l'Europa. In Austria addirittura c'è n’è uno.

-E scommetto che tu lo sai perché ci sei già stato.

-A dir la verità... sì.

-E...?

-E... cosa?

-Andiamo non mi puoi tenermi sulle spine.

-Va bene, va bene. Sono stato con alcuni amici in... una... SPA se si può chiamarla così anche se in realtà era un FKK. A Villaco. O meglio più precisamente ad Arnoldstein. A circa due ore di auto da quì. Certo l'entrata costa, come anche le ragazze, ma vale la pena. Addirittura hanno un albergo con ingresso alla SPA stessa.

Aveva concluso mentre rimanevo esterrefatto dalla notizia.

Lo avevo così fermato nel suo lavoro. Mi ero girato verso di lui e con un sorriso a trentadue denti, guardandolo dritto negli occhi avevo domandato:

-Come si chiama il posto?

Lui per tutta risposta aveva solo detto un nome e poi aveva sorriso.

------------

-Ho finito. Che te ne pare?

Già a forza di parlare lui aveva finito di tagliarmi i capelli e contemplava la sua opera.

-Forse un po’ di gel non starebbe male.

Risposi mentre mi guardavo nello specchio ammirando quello che era riuscito a fare partendo solo da una foto trovata in rete.

Lui aveva solo accennato un sì con la testa e poi aveva preso il gel, lo aveva messo sul palmo della mano come una piccola noce e sopra aveva aggiunto un po’ d’acqua con un piccolo spruzzino. Una volta fatto aveva spalmato la noce di gel sulle mani e poi lo aveva applicato uniformemente sui capelli.

-Ecco fatto.

Aveva detto una volta finito l’opera.

-Sai che ci penserò su?

Gli avevo detto mentre lo stavo pagando.

-Anche se non so come arrivarci visto che non ho ancora l’auto e sono ormai anni che non guido visto che utilizzo soltanto i mezzi di trasporto pubblico.

Avevo continuato.

-Comunque grazie mille per la dritta. Ci vediamo per il prossimo taglio Stefano e grazie mille ancora.

-Figurati.

Mi aveva risposto mentre uscivo dal salone e mi avviavo verso casa.

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Scritto da
Giovanna Esse

Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]

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