-My room keys please.
Avevo domandato al receptionist che me le aveva date e con un "-Good evening sir" da parte sua ed un mio "-Thankyou", eravamo saliti in camera.
Una volta entrati mi aveva chiesto se poteva andare in bagno e ad una mia risposta affermativa, si era tolta la giacca e con calma era entrata nella toilette. O meglio ci voleva entrare visto che poi si era fermata sulla porta e mi aveva guardato.
-You're not coming?
E così entrai assieme a lei non prima di essermi completamente denudato.
Come potevo non dirle di no visto che una volta sotto la doccia avevamo iniziato a stuzzicarci con lei che, quando avevo il belino ormai in tiro, lo aveva preso in bocca, iniziando a massaggiare il glande con le labbra e la lingua mentre saldamente mi teneva con una mano i fianchi e mi torturava le palle.
-You are soo good... soo... fucking... good.
Le avevo detto mentre con un colpo solo lei si era ingoiata il cazzo fino alla base.
Ero in estasi, con l'acqua della doccia che mi massaggiava la testa ed il corpo e con una rossa che mi faceva toccare le vette più alte con il solo uso della sua bocca. Ed infine con un rantolo ed un lamento come di un animale ero venuto pure io, tenendo saldamente la testa della ragazza che per tutta risposta mi teneva le natiche da una parte e dall'altra aveva infilato un dito su per il mio culo. Voleva solo e soltanto la mia sborra ed io glielo avevo dato tutto.
Quando ero ormai finito di venire, lei si era staccata, mentre guardandomi negli occhi, aveva deciso di aprire la bocca e mostrarmi quanto ero venuto. Poi aveva richiuso la bocca ed aveva ingoiato tutto ed infine aveva semplicemente commentato "-Delicious.". Poi eravamo usciti dal bagno.
Un'asciugamano in testa ed una sigaretta elettronica in bocca, seduta sul letto e con le gambe aperte mentre parlavamo di tutto e di più, eppure si vedeva che si stava eccitando. Semplicemente senza dirle niente mi ero per la seconda volta disteso tra le sue gambe, l'avevo presa per le natiche e l'avevo avvicinata a me portando la sua figa alla mia bocca ed iniziando a leccarla. Quando stava per venire però mi ero semplicemente fermato, mi ero sollevato e poi mi ero disteso sopra di lei, con il cazzo durissimo che lo avevo appoggiato sulla passera ormai fradicia. Con un veloce bacio in bocca ed una spinta poderosa del mio bacino ero entrato mentre lei aveva cacciato un urlo e mi aveva affondato i suoi denti sulla mia spalla.
Entravo ed uscivo da lei alternando spinte forti, possenti e veloci a spinte leggere come a volerla torturare. Ad ogni spinta talvolta le davo degli schiaffi sui seni o sul sedere, non forti beninteso, ma quel tanto che le procurava non solo elettricità per tutto il corpo ma che le facevano rimanere anche le manate rosse sulla sua pelle bianca.
-Choke me!
Mi aveva detto ad un certo punto mentre era piegata a novanta con la faccia incollata alla testiera del letto.
-Choke me! Please!
Ed io avevo fatto quello che lei mi aveva chiesto. Eppure per lei non sembrava abbastanza visto che con voce soffocata mi aveva chiesto ancora una volta:
-Choke me hard please! Choke me hard!
Di nuovo eseguii quanto mi aveva chiesto e apparentemente a questa sua richiesta e alla mia esecuzione lei si era letteralmente bagnata e con un rantolo ed un "-I'm cumming!!" era venuta mentre io le assestavo gli ultimi colpi di bacino, sempre più veloce e sempre più forte finché, con un guizzo di lucidità, non avevo estratto il cazzo da lei e con un due su e giù sulla mia asta, eseguito con la mia mano, le avevo riversato tutta la sborra che avevo nelle palle, sul suo culo e la sua schiena.
Stanchi poi ci eravamo accasciati uno sopra l'altro, mentre dolcemente la baciavo. Con calma mi ero tolto da lei e mi ero posiziono al suo fianco mentre le prendevo la mano e la posizionavo di nuovo sul mio cazzo e poi le tastavo il seno.
-Do you want a seconda round?
Mi aveva chiesto eppure non le avevo risposto. Semplicemente volevo rilassarmi e sentire il suo seno e la sua mano sul mo cazzo mi aveva letteralmente rilassato. Eppure lo volevo fare ancora ed ancora. Ma era tardi e il giorno dopo mi sarei dovuto svegliare presto. E visto che era tardi le avevo detto:
-I thought... Since it's so late... You could sleep here with me tonight... Also because I have to get up early tomorrow, since I have to catch a flight and we could leave the room together. Moreover, for the hoteliers of this hotel there are no problems.
Lei mi aveva sorriso si era distesa e una volta scesa con la testa all'altezza del mio cazzo lo aveva imboccato.
-Okay, there are no problems for me too. I just wanna fuck one more time if that's okay with you and if you're not tired...
Mi aveva risposto tra una ciucciata e l'altra ed io semplicemente non ero riuscito a dirle di no.
----------
Il giorno dopo mi ero svegliato stanco, avevo guardato la dea che mi stava accanto le avevo dato un bacio come se la conoscessi da una vita, con il rischio di svegliarla, mi ero alzato e mi ero infilato sotto la doccia.
A fine doccia uscito dal bagno avevo iniziato a prepararmi per la partenza e visto che non avevo ancora preparato la valigia avevo impiegato più tempo a riordinare tutto quello che avevo, mentre la ninfa si preparava a sua volta.
Una volta pronti per uscire mi aveva preso sotto braccio, ed insieme avevamo lasciato la stanza e l'albergo.
Una volta in strada mi aveva dato un ultimo bacio, aveva preso un pezzo di carta ed una penna dalla sua borsa e aveva scarabbocchiati un numero. Poi lo aveva messo nella mia mano.
-Call me if you came back to Amsterdam.
Mi aveva detto baciandomi sulla guancia e sparendo poi tra le strade affollate della città.
Di sicuro ci sarei ritornato. Non solo per lei ma per tutto quello che Amsterdam poteva ancora offrire.
Avevo infine chiamato un'uber e mi ero diretto in stazione per il mio viaggio di ritorno verso l'Italia.
Il viaggio era durato circa cinque ore tra treni, taxi ed aereo e più il tempo passava più diventavo impaziente e nervoso.
------------
Tornato a casa il pensiero indelebile delle notti che avevo passato in buona compagnia non era svanito per niente e nonostante cercassi di mantenere un certo contegno non riuscivo a rimanere calmo. Volevo assolutamente scopare ancora, ancora e ancora visto il ricordo vivido dell'ultima notte che avevo ancora nella mente.
