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Avventura di fine anno
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Racconto15 min di lettura

Avventura di fine anno

Mi è piaciuto questo racconto esplicita ma, a suo modo delicato di @Indy, ideale per festeggiare sognando un capodanno così...

Giovanna Esse
9 mesi fa · 869 letture · 2

Era il sedici di ottobre quando ritornai dalle ferie estive, durate due settimane, in una delle città più belle che abbia mai visitato: Amsterdam.

Amsterdam era bellissima. Piena di vita di gente cordiale e di posti da vedere. Avevo visto i suoi musei la sua storia. Avevo immortalato la sua arte e la sua gente. E le foto che avevo fatto erano infinite.

Avevo visto anche la sua parte più nascosta, tra la Red Light District che era però ormai diventata uno specchietto per le allodole per i turisti, e i vari bordelli che erano disseminati per la città. Avevo visto anche i cosiddetti Privhuis o FKK (Freikörperkultur o “cultura del corpo libero”) che erano molto simili ai bordelli ma molto più raffinati. E mi ero perso in questo mondo.

Certo avevo incontrato anche qualche ragazza in giro per la città con cui avevo avuto notti di fuoco ma non mi bastava mai.

Non mi bastava visto che fino all'ultimo giorno ero rimasto a scopare per tutta la notte in albergo dopo che avevo conosciuto una ragazza in uno Swinger Club.


Ci volevano ancora due ore prima che la sveglia suonasse e nonostante la stanchezza, il sonno non accennava a prendere il sopravvento. Certo come poteva, visto che la ragazza che in quel momento dormiva accanto a me era nuda e ad ogni respiro che faceva il suo petto si alzava e si abbassava sensualmente.

L'avevo conosciuta la sera prima quando in un raptus avevo deciso di andare al Sameplace, uno Swinger - Adult Club.

Il posto non era granché e la maggior parte dei clienti che c'erano quella sera erano tutte persone mature e non era quello che cercavo. Poi mentre stavo ormai per andare via l'avevo notata, una ragazza dai capelli rossi, ricci, che entrava lentamente nel locale con passo sensuale e sculettando da una parte all'altra mentre i suoi occhi da cerbiatta scrutavano in giro, come una cacciatrice in cerca della sua preda.

Ed io non avevo resistito. Mi ero letteralmente perso nei suoi occhi.

Quando lei poi aveva posato i suoi occhi nei miei, automaticamente avevo alzato la bottiglia di cocacola che avevo preso al bar (si sono astemio) e lei, a quel gesto aveva sorriso, senza però dimostrare alcuna intenzione a raggiungermi. Semplicemente si era diretta al bar. Si era seduta ed aveva ordinato da bere.

Neanche cinque minuti dopo l'avevo raggiunta e mentre lei con calma beveva mi ero seduto accanto a lei.

-Hi, I have noticed you since you entered and I could not fail to come and say hello. Pleased to meet you, I'm Marco.

Le avevo detto mentre lei sorrideva.

-Is it the first time you've come to a place like this?

Mi aveva domandato mentre finalmente si voltava e con calma allungava una sua mano sulla mia coscia e lentamente risaliva sul bozzo che si stava formando in mezzo alle mie gambe.

A quel tocco semplicemente non avevo resistito e mi ero allungato verso di lei mentre la guardavo e poi annullando ogni distanza che si era creato tra di noi e l'avevo baciata.

Lei a questo punto si era alzata mi aveva preso per mano e ci eravamo diretti verso una delle stanze che il locale aveva. Neanche il tempo di aver aperto la porta ed essere entrati dentro che eravamo letteralmente avvinghiati mentre ci spogliavamo in fretta ed in furia. Una volta nuda mi ero staccato da lei e l'avevo contemplata.

Era una bella ragazza, alta circa un metro e settanta, una terza di seno con due capezzoli rosei e duri, due gambe affusolate su cui spiccava il suo lato B e una figa completamente rasata se non fosse per un piccolo triangolino di ciuffi rossi come i suoi capelli.

A quella vista non ero riuscito a resistere e senza troppi preamboli mi ero inginocchiato vicino a lei e portando il viso vicino alla sua passera avevo aperto la bocca e poi avevo tirato fuori la lingua mentre lei sollevava la sua gamba sinistra e la faceva passare sopra la mia spalla. In quella posizione avevo dato il via alle danze.

La leccavo come se fosse la prima figa che assaggiavo in vita mia, come se fosse la cosa più prelibata che mi fosse capitato sotto mano o, in quel caso, in bocca.

Partivo dal suo fiorellino anale e poi lentamente risalivo su fino ad arrivare al suo grilletto che era ancora coperto. Man mano però la figa si era aperta e quando il suo clitoride era spuntato fuori avevo iniziato a succhiare, mordere e sputare sul bottoncino e ad ogni succhiata, ad ogni morso e ad ogni sputo lei mugolava come una gatta in calore.

Non sapevo quanto tempo era passato so solo che lei con un "-I'm cumming... I'm cumming" era letteralmente venuta mentre con le mani mi teneva il viso attaccato alla sua passera, intrecciando le sue dita tra i miei capelli, e mi inondava il viso, ansimando pesantemente ed accasciandosi, per quello che riusciva, su di me.

A quel punto volevo solo possederla, ma il club non era il posto dove volevo farlo.

-What do you think if we go to my hotel room? We can continue in total tranquility and without anyone coming to disturb us.

Le avevo detto, con la bocca impiastricciata, mentre con calma lei toglieva la gamba dalla mia spalla e io mi rialzavo.

Lei semplicemente mi aveva preso il viso di nuovo tra le sue mani e mi aveva baciato.

-Sure, why not. I'm going to change and see you at the entrance to the club.

Mi aveva risposto anche se pensavo che mi scaricasse. Eppure dopo che mi sono rivestito, sono andato ad aspettarla fuori dal locale e, neanche dieci minuti dopo, era arrivata lei.

-Sorry I'm late. Come on, let's go get the car that's on this way. You'll just have to give me directions to your hotel.

Poi si era avvicinata a me ed io l'avevo presa sottobraccio. In queste condizioni avevamo raggiunto l'auto distante una decina di metri dal club, dalla parte opposta al canale navigabile.

Era una Mini color nero e le rifiniture in verde posteggiata tra una Smart e quello che sembrava essere una Fiat Cinquecento, topolino, del 1930.

-Come on, otherwise it turns out that I literally jump on you and end up raping you here on the street.

A questa sua affermazione, le avevo sorriso.

-For me there is no problem, although most likely that family could call the police and put us both in jail.

Le avevo risposto mentre guardavo una famiglia passarci vicino.

Eravamo quasi arrivati e dopo un ultima svolta avevo scorso l'albergo in fondo alla strada e di conseguenza le avevo detto di posteggiare. Una volta fatto ci eravamo diretti verso l'hotel e la reception.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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