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Scambi di famiglia
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Racconto16 min di lettura

Scambi di famiglia

Nel letto di mia madre folle di gelosia la inculai la prima volta, da allora ho provato le delizie dei rapporti familiari.

Giovanna Esse
10 mesi fa · 7.7k letture · 0

Per me rivedere zia Nora fu un vero e proprio trauma, quella era mamma tornata in vita!

Al funerale di mamma non ci avevo badato ma ora la somiglianza , forse pure alterata un poco dalla mia mente che “voleva” vedere mia madre, era evidentissima.

Durante la cena non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso, ogni volta che si alzava dalla tavola per andare a prendere la portata successiva i miei occhi la seguivano immaginando le forme che si nascondevano sotto le sue vesti.

Il marito se ne accorse e scambiava occhiate imbarazzate con mia moglie che era turbata dal mio comportamento sfacciato.

Quella notte non riuscii a dormire, in modo brusco avevo allontanato Michela che, stesa accanto a me, aveva cercato di abbracciarmi sospettando che il mio turbamento fosse dovuto a cause ben piú profonde di una eccitazione estemporanea, il desiderio del corpo di mia zia, o meglio del corpo di mia madre, era un tarlo che scavava la mia mente, una ossessione che quella notte permeava tutti i miei pensieri.

Verso le cinque del mattino , senza aver chiuso occhio, scesi in cucina a bere, la zia era già in piedi a preparare il pranzo della domenica, era in camicia da notte con i lunghi capelli neri sciolti che le cadevano sulle spalle e sul petto generoso.

“ Ho appena fatto il caffè, siediti che te ne do una tazza” disse Nora appena mi vide “ hai gli occhi scavati, una brutta cera e devi aver passato una pessima notte, non hai digerito la cena? Cosa ti fa stare cosí male?” aggiunse.

Quando mi portò il caffè, dopo aver posato la tazza sul tavolo, strinse la mia testa al suo petto chiedendomi ancora una volta cosa avessi.

L’afrore del suo seno mi inebriava, era quello magnifico che sentivo fra le tette di mamma, i suoi capelli che scendevano lunghi e corvini fino all’addome avevano lo stesso profumo.

“Sai zia Nora, tu somigli tanto alla mamma, lei mi manca tanto, quando oggi ti ho rivista ho provato una indicibile sofferenza, vorrei tanto abbracciarti come abbracciavo Lei”

Nora mi strinse ancora di piú e io non seppi resistere al desiderio di mettere le mie mani sotto la sua camicia a stringerle il culo.

“ Ma che fai, smettila” ma non si staccò da me, io rispondendo ad un impulso potente la presi, la stesi sul tavolo e immersi la mia testa fra le sue gambe.

Cominciai a leccarle la fessa e a baciargliela succhiandola, dopo qualche momento di imbarazzo lei aprí le gambe ancora di piú, non le dispiaceva quello che stavo facendo ma continuava a mormorare :” Dai smettila ora, se arriva zio Vittorio che succede? Basta ora “

Lei non si era ancora lavata, era mattina presto, la sua fessa emanava forte l’odore della sua piú profonda intimità, aveva quel profumo di donna, quell’ odore che è cosí eccitante, sapeva di un misto di urina, di sudore e dello sperma che lo zio le aveva eiaculato molto in profondità e che difficilmente sarebbe fuoriuscito tutto senza una lavanda vaginale e che ormai aveva preso un odore di “pescheria”.

La sua fessa era grossa e grassa, la fessa di una donna matura in sovrappeso, le piccole labbra sopravanzavamo le grandi ed erano gonfie e congestionate, la clitoride era evidente e grande come quella di mia madre, l’orifizio ben aperto come accade alle donne non piú giovanissime aduse al sesso quasi quotidiano, da esso scendeva un filo biancastro dei suoi fluidi intimi che io leccavo con avidità.

La penetrai in un colpo solo, la chiavavo con forza e mi sembrò che lei ne godesse davvero ma continuava a ripetere : “Fai presto, fai presto, dai sborra! Fai presto che mo si sveglia lo zio e scende in cucina. Sborra, su dai sborra!” e stringeva le gambe al ritmo dei miei colpi, con la tecnica tipica delle puttane, per farmi venire presto o forse solo per sentir meglio il mio cazzo.

Mamma che solo per necessità faceva la puttana un giorno mi aveva detto che la sorella Nora era una grande zoccola e che, nonostante avesse un marito molto dotato, prendeva cazzi di tutte le misure.

Mamma diceva che Nora aveva sposato Vittorio perché era l’uomo col cazzo piú grosso che avesse incontrato non perché lo amasse, questo perché era zoccola dentro.

Zio Vittorio comparve sulla soglia della cucina che non ero ancora venuto e mi trovò col cazzo dentro la moglie e le mani che le stringevano le zizze.

Rimase a guardarci per qualche tempo ma non disse parola, forse non era la prima volta che scopriva la moglie a fottere con un altro o forse pensò che ero a credito con lui per tutte le volte che aveva chiavato mia madre.

Senza parlare tirò fuori la sua proboscide e la infilò nella bocca della moglie che, stesa sul tavolo, aveva girato la testa verso di lui.

Finalmente sborrai e rimasi a guardare la zia che, dopo essersi asciugata la fessa con un tovagliolo, seduta su una sedia della cucina continuò ad esibirsi in un professionale e profondo pompino.

In quel momento Michela entrò in cucina, riuscí solo a dire “Buongiorno” prima di accorgersi di quello che stava succedendo ed aggiunse quasi sussurrando :” Mamma mia che cazzo!”

Rimase a guardare imbambolata, quasi non si accorse di me, la zia intanto le faceva segno di avvicinarsi, dopo qualche istante di incertezza lei si avvicinò e prese nella sua bocca il cazzo dello zio che Nora le passò.

Ormai gli spettatori erano due, io e la zia che, la mano destra fra le gambe, si stava facendo un ditalino.

Lo zio sollevò mia moglie, la stese sul tavolo e, dopo averle fatto divaricare ben bene le gambe cominciò ad infilarle il suo grosso coso nella piccola e stretta fessa di ventenne di lei.

Michela era magrissima, il cazzo dello zio sembrava ancora piú mostruoso, lei strabuzzava gli occhi strizzandosi le zizze e massaggiandosi la pancia con la destra.

La sua fessa si dilatava tanto che le labbra quasi toccavano la parte interna delle sue cosce.

Vederla fottuta dallo zio come avevo visto mamma mi eccitava, mi piaceva, allora feci piegare Nora sul tavolo e la presi nella fessa.

Le due donne potevano guardarsi negli occhi e ad un certo momento Nora avvicinò la sua bocca a quella di Michela e la baciò, mia moglie rispose al bacio senza ritrarsi e con voluttà.

Noi dovevamo partire quella sera ma rimanemmo dagli zii ancora una settimana, fu una magnifica settimana!

Grazie mamma per avermi dato tutto il tuo amore, di avermi insegnato che ricercare il piacere non è un peccato, grazie di avermi insegnato a rispettare e ad amare le donne, grazie di avermi insegnato a lasciarle libere di vivere la loro sessualità, un bacio forte Mamma , ovunque tu sia!

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Scritto da
Giovanna Esse

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