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Fatti una famiglia
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Fatti una famiglia

Mi fece alzare dal letto e mi disse di appoggiarmi con le mani al comò con il corpo a 90 gradi...

Giovanna Esse
1 anno fa · 3.892 parole · 17 min
2.2k letture

Passai la giornata in azienda e alle sei tornai a casa.

Invitai tutta la famiglia in pizzeria per quella sera.

Alle 8 eravamo seduti tutti e cinque a un tavolo in pizzeria.

Carlo sedeva a un capotavola, io all'altro, Alessandro a lato del padre con a fianco sua sorella, mentre Silvia era seduta sul lato opposto.

In pratica mi ritrovai con le due donne ai miei lati.

Come sempre Silvia si mostrava distaccata, mentre i ragazzi sembravano quasi scocciati.

Ordinammo le pizze che ci furono consegnate in tempi abbastanza veloci, anche perchè eravamo gli unici clienti.

Ad un tratto mi sentii toccare la gamba. Immaginai fosse Luisa, ma mi resi subito conto che lei era abbastanza distante e anche alla mia sinistra ,mentre la manina mi aveva toccato la gamba destra

Guardai Alessia ma era intenta a mangiare come niente fosse.

Avevo forse immaginato tutto?

Dopo un pò avevamo finito la pizza e chiesi se gradivano qualcosa ancora da mangiare.

Proposi un pezzo di torta o un gelato.

Mi rispose Carlo dicendomi che gradivano ma era meglio aspettare ad ordinare perchè erano gonfi per la pizza ed era meglio muoversi un pò .

C'era un bel cortile alberato e potevamo fare due passi e fumare una sigaretta.

Silvia ed Alessandro dissero che preferivano stare seduti mentre Carlo e Alessia vennero in giardino con me.

Dopo aver fumato una sigatetta, Carlo si allontanò per andare in bagno

Alessia mi si avvicinò e mi sussurrò: "Stamattina ti sei eccitato per me. Cosa stavi immaginando porcellino?"

E mi sorrise per la prima volta

Tutto il resto della serata , mi tornavano in mente quelle parole e fantasticavo sul loro significato

Alle dieci andammi tutti a letto come la sera prima.

Mi ero appena addormentato, quando mi accorsi che non ero solo in camera.

Una donna era nella stanza. Pensai subito a Luisa. Si tolse i vestiti ed entrò veloce nel letto.

Era Alessia. Mi baciö in modo appassionato mentre la sua mano mi esplorava i genitali con un tocco lieve.

In breve il mio cazzo svettava duro e lei incominciò a baciarlo, Lo scappelló e leccava leggermente la cappella

" Non ho mai visto un bel cazzo cosi lungo e grosso" - mi sussurró - " Lo voglio subito. Non ti preoccupare . Prendo la pillola"

Ero eccitatissimo. C'era un tavolino in camera, sollevai Alessia dal letto e la poggiai a sedere sul tavolino. Stando in piedi non ebbi problemi a infilare quella stupenda passerina .

Di solito incomincio con movimenti lenti, ma ero cosî eccitato che incominciai a stantuffare con violenza. Quella posizione mi permettwva di tirarlo quasi tutto per poi affondare fino in fondo.

Dopo solo due affondi lei venne con un grido che soffocai con un bacio mentre continuavo a fottere selvaggiamente.

All,improvviso sentii abbracciarmi da dietro e delle mani che toccavano le mie palle.

Mi girai e vidi dietro di me Silvia, anche lei nuda

Nessuno parlava.

Silvia aiutó sua figlia a scendere dal tavolino e l'abbracció in silenzio

Ci fece segno di metterci tutti a letto.

Potevo sbagliarmi, ma ebbi la netta sensazione che c´era complicita´ fra madre e figlia.

Luisa non aveva gridato allo scandalo vedendo la figlia scopare e Alessia non aveva mosso neanche un sopraciglio vedendo arrivare la madre nuda

Io dal mio canto ero felice della situazione

Mormorai alle due donne di mettersi carponi sulla sponda del letto in modo da avere le loro fighe all´altezza giusta

Visto che Luisa poteva essere ancora un po´ fredda, mi piegai a leccarle un po´ la figa, ma sentii che era gia´ abbastanza pronta, visto che le mie dita entrarono senza problemi.

La loro posizione mi offrivano la vista dei culi per cui affondai l´indice nel buchetto di Luisa, anche li non trovai difficolta´.

Nella mia mente cambio´ immediatamente l`obiettivo. Cercai rapidamente il tubetto del lubrificante nella borsa ( ne avevo sempre per qualsiasi evenienza) e lubrificai ben bene i due orifizi

Puntai il cazzo sul culo di Luisa e sprofondai per qualche centimetro dentro. La troia sembrava gradire, ma mi tirai fuori. Misi altro lubrificante sul mio uccello

fino alla base e puntai il culetto di Alessia.

La sentii opporre un po´ di resistenza. Fermai la mia avanzata, dopo un secondo lei incomincio´a spingere piano piano fino a quando non lo ebbe tutto dentro.

Lentamente tornai indietro e poi riaffondai senza nessuna resistenza. Luisa si era stesa sotto la figlia e con le mani masturbava la figa di Alessia e mi toccava le balle

Alessia godeva terribilmente mentre la stantuffavo sempre con maggiore violenza

Venni in un modo incredibile. Riempii quel culetto con una quantita´ enorme di sperma.

Tirai fuori l´uccello flaccido sporco di sperma e di merda. La bocca di Luisa se ne impossesso senza curarsi di nulla e mi fece rizzare ancora una volta.

Alessia intanto le leccava la figa

In breve ero pronto per il culo di Luisa

Affondai senza alcuna resistenza in quel bel panettone ben piu´ grande di quello della figlia.

Con lei non dovevo preoccuparmi perche´ lo aveva ben collaudato. Andai avanti per molto perche´non avevo bisogno di eiaculare, visto che lo avevo appena fatto nel culo di Alessia

Per fortuna le altre camere da letto erano abbastanza lontano e non potevano sentire le urla di piacere.

La ragazza, durante la monta della mamma, aveva ripetuto i gesti di Luisa quando a scopare era lei.

E anche la sua bocca ripuli´il mio cazzo quando lo ebbi tolto dal culo di Luisa.

Non avevamo piu´forza. Ci coricammo insieme e mi addormentai con loro al mio fianco.

Quando mi risvegliai una mezz´ora dopo, ero solo.

Per fortuna i due uomini della famiglia non si erano svegliati e ora tutti dormivano nel loro letto

Al mattino trovai in cucina tutta la famiglia a fare la colazione.

Le due donne mostrarono quasi di non accorgersi della mia presenza, erano proprio brave a fingere.

Carlo mi chiese se mi faceva piacere andare con lui in piscina dopo il lavoro.

Accettai con piacere

Alle sei del pomeriggio eravamo a nuotare

Dopo un´ora uscimmo dall´acqua e ci recammo nello spogliatoio per fare la doccia e cambiarci.

Il locale delle doccie aveva otto postazioni affiancate su due lati della stanza. Eravamo da soli nello spogliatoio.

Carlo ridendo disse che era come ai bei tempi del militare quando facevamo la doccia tutti insieme nudi

Mentre facevo la doccia chiusi gli occhi perche´ lo shampoo mi colava sulla faccia

Mi sentii toccare l´uccello

`` Ho sempre invidiato il tuo uccellone Giorgio, mi piace moltissimo´´

Rimasi allibito. Venti anni prima ero io che invidiavo lui che si era scopato tutte le donne che incontrava.

Le sue mani non si staccavano dal mio cazzo e lo massaggiavano come solo un uomo sa fare, perche´ conosce quello che piace.

Ho sempre pensato che pochissime donne sanno fare godere un uomo con le mani

La doccia era a tempo per cui non erogava piu´acqua. Non sapevo cosa fare, se dargli un calcio e mandarlo via, mandarlo via con un sorriso facendo finta che era

tutto uno scherzo o...... Era um mio amico... mi stava ospitando... gli avevo scopato moglie e figlia....un po´ di rimorso

dovevo provarlo...

Intanto il cazzo era ben duro e io rimanevo impalato.

Carlo si piego´ per leccarmelo ....meglio delle sue due troione...sapeva proprio farlo ...

La porta dello spogliatoio si era aperto e due uomini erano entrati. Carlo si interrupppe e in cuor mio la cosa mi dispiacque

Ci infilammo l´accappatoio in fretta e andammo a vestirci

Per un po´non ci parlammo. Quando eravamo quasi a casa, Carlo fermo´ la macchina e mi parlo´

´´ Giorgio, probabilmente tu sei un bacchettone come quasi tutti. Pensi forse anche tu che l´amore e il sesso fra uomini e´ un peccato.

Dieci anni fa ho scoperto questa mia tendenza e ne sono felice

Ho una relazione stabile con il mio dirigente. Lui mi chiama dicendo che e´ un problema di lavoro, invece perche´ mi vuole

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