La porta della stanza s’ aprì e fece il suo ingresso un’infermiera tozza e tarchiata, era lei che si prendeva cura di Matt cambiandogli la flebo e misurandogli la temperatura quotidianamente.
«Mi scusi?» Chiese alzandosi e andandole incontro. «Ho trovato questo gioiello in mano a mio fratello, sa per caso a chi è stato a donarglielo?»
«Sono stata io» Confessò timidamente la donna. «Volevo proteggerlo.>>
<<Proteggerlo da cosa?>>
<<Dal male, altrimenti non lo lascerà mai.»
«Ma di cosa sta parlando?».
«Del demone che ogni notte appare in questa stanza. Se non facevo qualcosa, avrebbe trascinato la sua anima all’inferno. L’ho vista per tre notti consecutive. Sempre seduta al suo capezzale, gli occhi bianchi e vitrei come quelli di una statua. Ho provato a cacciarla, ma lei è tornata. Allora ho messo una protezione vicino al suo cuore sperando che questo potesse aiutare a tenerla lontana. Stanotte rimani qui, non andar via. Sei l’unica che può rispedirla da dove è venuta. Devi dirle chiaramente che è tuo, altrimenti non avrà scampo.»
Desy trasecolò, non riusciva a credere a quell’assurda storia. Forse l’infermiera voleva prendersi gioco di lei. Annuì ma non indagò oltre. Di certo non era né il luogo né il momento giusto per litigare. Ad ogni modo decise di non tornare a casa, voleva vederci chiaro.
Quando la donna andò via, la stanza piombò nell’oscurità. Inquieta, si strinse nelle braccia: era la sua impressione o la temperatura era calata improvvisamente? A notte fonda le campane della cattedrale rintoccarono la mezzanotte.
La giovane avvertì le palpebre appesantirsi. I sensi cominciarono ad affievolirsi. Poggiò il capo sul letto e si addormentò.
Un rumore improvviso la destò dal sonno. Nonostante la stanchezza e gli occhi appesantiti, si guardò attorno. Notò con la coda dell’occhio uno strano alone di luce penetrare dalle tapparelle della finestra. Aggrottò la fronte perplessa e si alzò dalla sedia.
La strana stella piccola quanto una pallina da ping pong, fluttuò lungo il soffitto e prese a vorticare attorno al letto. La ragazza osservò preoccupata lo strano fenomeno. La luminescenza si allargò sino a mutar forma.
Lentamente acquistò sembianze umane. Desy soffocò un urlo portandosi le mani alla bocca. I suoi occhi sconvolti, incrociarono quelli adirati di una splendida giovane dai lineamenti sottili e aggraziati.
Lo spirito si avvicinò al letto ed accarezzò delicatamente Matt, si chinò e lo baciò sulle labbra. Desy indietreggiò atterrita, l’istinto gli urlava di scappare via il più lontano possibile, ma uno strano suono attirò la sua attenzione: l’elettrocardiogramma segnava assenza di battiti.
La ragazza sbiancò in volto. Recuperando un po’ di coraggio e afferrò il vaso dei fiori posto sul comodino vicino al letto, e lo scaraventò con violenza contro il fantasma.
«Va via maledetta!» Urlò in preda al panico.
La dama bianca scomparve. Desy ansimò impaurita e si guardò attorno con il corpo ancora scosso da tremori.
Chiuse gli occhi e s’impose calma. Nella penombra vide una sedia traballare e poi cominciare a muoversi inspiegabilmente da sola. Scivolò lungo il pavimento, si sollevò da terra e gli piombò addosso con estrema violenza.
Desy riuscì a schivarla il colpo appena in tempo. L’oggetto andò a sbattere contro il muro e si frantumò in mille pezzi.
Il fantasma riapparve nuovamente. Puntò l’indice verso il fratellastro e con voce incorporea sibilò: «Verrà via con me.»
La sorellastra capì che non si sarebbe fermata, non avrebbe mai potuto proteggere suo fratello: nulla poteva contro quell’anima immonda. Sola, inerme, incapace di sostenere la malvagità che quel demone emanava, cadde in ginocchio disperata:
«Non farlo, ti prego!» Implorò tra le lacrime «ho bisogno di lui, io l’amo… lo amo e non voglio perderlo. Ho bisogno di lui, ti scongiuro. Non ucciderlo, non portarlo via da me…farò qualsiasi cosa ma ti scongiuro, lascialo!»
Il fantasma che aveva ormai raggiunto il capezzale di Matt, si fermò, si voltò verso Desy e la fissò tristemente. Una lacrima luccicante solcò la sua guancia cinerea rimanendo in bilico sul mento.
Come se comprendesse quale dolore si provasse a perdere un caro: quale tormento, quale angoscia, quale agonia. Abbassò lo sguardo sul giovane che giaceva inerme in quel freddo letto. Tristemente gli accarezzò la guancia come a voler assaporare ancora una volta, il calore che quel corpo emanava.
Poi, lentamente cominciò a sbiadire sino a diventare una nebbiolina tenue, appena visibile. Come una leggera nuvola di vapore fluttuò per aria e si dissolse nel nulla.
Un mese dopo.
Matt ormai fuori pericolo, si era lentamente ripreso. Durante tutto il tempo della difficile e dolorosa riabilitazione, erano rimasti alla baita dei nonni.
Desy aveva narrato quella vicenda alla sua famiglia e alla sua amica. In breve quell’assurda storia, aveva fatto il giro del paese. Un giorno un vecchio amico del nonno venuto in visita alla baita, raccontò una sconvolgente storia.
Il fantasma che avevano visto, probabilmente era quello di Isabel Delacroix, una giovane che aveva perso il fidanzato a causa di un incidente stradale.
Disperata per la perdita del suo unico amore, si era tolta la vita gettandosi da un burrone sulla montagna.
Da allora il suo spirito ha continuato a vagare in cerca del suo amato, senza aver pace…o almeno così si narrava.
Il compleanno di Desy, si svolse in ritardo, ma fu comunque una bella festa, con pochi amici intimi e tutta la famiglia al completo.
Il giorno prima della partenza, i Sanders, posero vicino al precipizio una grossa croce di legno con una targa che recava l’incisione: “All’amore eterno” in memoria della povera Isabel.
Matt si chinò sulle ginocchia e adagiò una corona di fiori ai piedi della croce: «Mi chiedo se la rivedrò ancora.» Mormorò rivangando con malinconia, il modo in cui era stato accudito, durante i momenti terribili dell’incidente.
Desy, avvertì una fitta di gelosia propagarsi lungo lo stomaco. «Non lo so» replicò tristemente. «Ma non importa, lei è ormai fa parte del passato e noi due, invece, siamo il futuro.»
Forse nemmeno il tempo può spezzare i legami profondi e indissolubili tra due innamorati. Ci sono sentimenti che riecheggiano nell’eternità, trascendono lo spazio e la materia. Vanno oltre l’umana comprensione e s’intrecciano nella trama spesso ingarbugliata della vita in un indissolubile eterno amore.
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