-”hey cornuto, adesso vieni qui tu, anzi vieni qui portandoci la tettona da monta, vieni mano nella mano con la tettona in calore, cornutone portaci la tua femmina troia qui alla monta”
Luca mi aiutò ad uscire dalla macchina e nei movimenti gli sfiorai la patta dei pantaloni, emise un gemito, aveva il cazzo eccitato e duro … la vergogna che avevo per le mie condizioni oscene, aumentò, come un pugno nello stomaco, perché provai vergogna anche per lui …
Unirono quattro tavolini per sederci tutti e dieci intorno ad essi, mi fecero sedere in mezzo tra Giorgio e quello che mi aveva scopata domenica, Luca invece lo fecero sedere di fronte a me … mi ricoprivano degli epiteti più volgari possibili, vestita in quel modo li avevo trasformati in bestie infoiate …
… ero completamente in confusione, del tutto sconvolta e invasa da sensazioni di vergogna …
Il proprietario del bar, un ciccione sudaticcio, arrivò a prendere le ordinazioni per la colazione e si rivolse al bel giovane che mi aveva già posseduta … mentre parlava con lui non smetteva mai di fissarmi le tettone …
-”non so perché, Ciro, ma ho la sensazione che abbiate fretta ihihihih”
-”eh si, hai proprio ragione, non stiamo più nella pelle che dobbiamo fare la festa alla tettona, hai visto che roba, che ben di dio che ha … allora preparaci dei vassoi di paste alla crema che poi gliele spalmiamo anche addosso per renderla ancora più saporita alla tettona, le portiamo via, qui dacci solo qualcosa da bere velocemente, alla tettona portale un succo da bere, a me un cappuccino”
-”va bene, ma Ciro, dato che la tettona mi fa tirare il cazzo, posso aggregarmi pure io alla festa? Vi regalo le paste se fate venire anche a me”
-”sicuramente si, sei ben accetto, penso che il cornuto sia d'accordo pure lui, vero cornutone? Un cazzo in più per la tua vacca in calore la fa solo godere di più e tu che le vuoi bene sei contento se noi la facciamo godere ancora di più, vero cornuto?”
Luca era impallidito, sudavo e deglutiva, non riusciva a rispondere, intervenne allora Giorgio con voce ferma
-”cornuto, non riesci neanche a rispondere? Guarda che la tua femmina da monta sta aspettando la tua risposta, vergognati a farla aspettare, allora le diamo un cazzo un più alla tua fidanzata? Rispondi coglione cornuto”
Luca sembrava dovesse svenire da un momento all'altro, abbassò gli occhi e mormorò
-”s … si …“
Con tono molto autoritario Giorgio lo redarguì
-”cornuto, ti sembra questo il modo di rivolgerti alla tua vacca? Guardala dritta negli occhi mentre gli dici, a voce alta che tutti dobbiamo sentirti quanto sei cornuto, amore mio sono contento che tu abbia un ulteriore cazzone in più che ti fotterà e ti farà godere come io non sono capace”
era così umiliante, mi sentivo umiliata nel più profondo, e ancora di più umiliata quando vidi il mio fidanzato alzare la testa, fissarmi negli occhi, e, con un viso completamente madido di sudore da fare schifo, respirando in modo affannoso, dirmi a voce alta e tremante
-”amore mio sono contento che tu abbia un ulteriore cazzone in più che ti fotterà e ti farà godere come io non sono capace”
le risate sguaiate dei presenti, i loro insulti osceni, non fecero che aumentare il profondo senso di vergogna che avevo … vergogna ancor più incontrollabile quando mi resi conto che avevo i capezzoli turgidi … me ne resi conti perchè gli altri lo avevano notato e ridevano urlando cose del tipo “guarda come si eccita la troia ad essere trattata così”
riprese allora la parola Ciro, il ragazzo che mi aveva già scopata, e disse al proprietario del bar
-”bene, il cornuto ha approvato, dai chiediamo anche alla tettona se le va bene”
si girò allora verso di me e mentre mi parlava mi infilò due dita dentro la fica, ruotandole e muovendole mentre mi parlava
-”allora tettona, il tuo cornuto vuole che anche il cazzo di Gennaro ti sfondi a dovere, che ne pensi di avere anche le sue grosse, sudate e pelose palle da leccare? … così solo per iniziare ihihihih, guardalo bene nelle palle degli occhi mentre gli dici che vuoi leccartelo tutto prima di essere sbattuta da lui”
il vuoto nello stomaco violentissimo, e allo stesso tempo sentivo le contrazioni di piacere della mia vagina per il lavoro di quelle dita maledette che mi stavano violando, sentivo i miei liquidi inondarmi dentro, più stavo male per la vergogna e l’umiliazione più le ondate di piacere che si generavano nella mia fica erano violente ed intense … alzai lo sguardo per fissare negli occhi quello del bar, era un uomo brutto come la fame, con una camicia bianca lisa e già piena di macchie di sudore, era grasso molto grasso con una pancia spropositata, un viso grassoccio e sudato da maiale, e quando incrociai il suo sguardo percepii dai suoi occhi, dal suo sorriso, la perversione in lui che mi penetrava dentro mentre gli dicevo, ansimando e gemendo per le dita che mi stavano scopando in fica
-”vorrei leccare anche le tue grasse e grosse palle sudate e pelose, vorrei leccarti tutto, tutto il tuo corpo sudato dappertutto e poi vorrei che anche tu mi sbatti con forza nel modo che ti eccita di più”
appena ebbi finito di dire questo, tra gli insulti di tutti, Ciro tirò fuori le dita dalla mia fica, erano oscenamente gocciolanti, le mostrò a tutti e disse, rivolgendosi a quello del bar
-”hai visto quanto la tettona è contenta di avere anche i tuoi 120 Kg di carne sudata da leccare e poi di farsi schiacciare sotto di te che la monti come si merita di essere montata una tettona oscena come lei, guarda come gocciolano le mie dita, dai tettona ripuliscimele bene, fai vedere bene a tutti quanto sei vacca”
e mi infilò le sue dita, impregnate dei miei umori, in bocca … gliele ciucciai con passione, e il farlo oltre alla vergogna mi procurava piacere, gliele leccai a lungo in mezzo ai commenti osceni e volgari di tutti
Finii di leccargli le dita e lui riprese la parola
-”allora tettona, mi sembra educato che ci presentiamo, dato che tra poco ti violenteremo con tutte le nostre perversioni che tu stessa ci provochi, ti puniremo per questo con i nostri cazzi, ihihihih, io non occorre che mi presenti perchè già ti sei fatta scopare ed inculare domenica da me e hai goduto come una vacca, ti ricordi eh quanto urlavi per come ti prendevo eh, avevi orgasmi che non finivano più, ma lo hai raccontato al tuo fidanzato quanto lo hai reso cornuto domenica eh? Beh devo dirvi che sta tettona è oltre ogni immaginazione, mi ha fatto sborrare così tanto che mi facevano male dopo sia l’uccello che le palle, mentre la scopavo sentivo le contrazioni della sua fica che mi ciucciava l’uccello, e poi ha un culo strettissimo ma gode come una vacca se glielo sfondi, è strettissimo e da un piacere incredibile ad incularla, godevo di più ad incularla che a fotterla in fica, beh la prima volta le ho sborrato in fica e la seconda volta le ho sborrato nel culo, e poi aveva le tettone sensibilissime, le toccavo e lei ansimava e gemeva, penso che sarebbe potuta venire anche solo leccandogli i capezzoli, sta troia in calore, ma le hai dette ste cose al tuo fidanzatino eh puttana? Bene, dunque il mio cazzone già lo conosci … lui è Sebastiano, è il mio capo al lavoro, quando gli ho raccontato di te e gli ho fatto vedere le foto di te che mi lecchi le palle, mi ha detto -oh Ciro, questa deve assaggiare il mio cazzo-, che dici tettona, hai voglia di assaggiare il suo cazzo tra poco? Guarda che lo ha bello grande ihihihih”
Guardavo questo Sebastiano, avrà avuto una cinquantina d’anni, non ben portati, sovrappeso, pancia sporgente, stempiato, capelli unti, pantaloni lunghi e una camicia azzurra abbottonata solo sino all’ombelico e poi petto villoso esposto … abbassai lo sguardo e risposi a bassa voce
-”si”
Intervenne subito con tono molto severo Ciro, redarguendomi
-”troia devi essere gentile con lui e con tutti noi, quando rispondi guardalo dritto negli occhi e digli signore ho voglia di assaggiare il suo cazzo, sentiamo come gli chiedi scusa adesso”
Un tuffo nello stomaco, alzai il capo, fissandolo negli occhi,mi sentivo profanata dal suo sguardo, era come se mi stesse penetrando e scopando con gli occhi, e dissi
-”mi perdoni signore, ho tanta voglia di assaggiare il suo cazzo non appena lei vorrà, ho tanta voglia di sentire il suo cazzo, la prego di farmelo sentire”
di nuovo ci fu un rimbombo di risate umilianti e oscenità volgarissime … mentre Ciro riprendeva a parlare
-”avete sentito che tettona da monta è sta troia? Non ti preoccupare tettona che tra poco avrai tutti i cazzi che vuoi, anche di più ihihihihih! Continuo le presentazioni, lui è Peppino, un mio amico un po’ fuori di testa, a volte si fa ihihihih, oggi non so se si è già fatto, comunque adora le tettone e allora lo ho chiamato; quando gli ho descritto come sei, oltre a fargli vedere le foto da troia che ti ho fatto, ha detto -io due tettone così non le ho mai viste, fammele punire senza pietà, devono essere punite perchè sono troppo eccitanti e allora bisogna punirle- che dici vacca?”
