-”mi ha chiamato Giorgio e mi ha ordinato di scriverti questo: tettona, è da quando ti ho scopata e inculata lunedì che non faccio che pensare a te, ho sempre il cazzo durissimo di voglia di te e ho le palle sempre più piene di sborra per te, vorrei farmi seghe pensando a te ma non lo sto facendo da lunedì per tenere tutto per te, sono pieno di voglia e di sperma per te, a domani troia tettona P. S. te lo ricordi eh il mio cazzone enorme dentro di te eh vacca"
ero turbata, il mio corpo si stava eccitando così tanto che probabilmente mi sarei fatta scopare da quel gruppetto di maschi che mi stava abbordando ma non potevo sul posto di lavoro … mi allontanai per resistere alla tentazione … avevo solo pensieri osceni per la testa, ero tutta bagnata e avevo voglia di toccarmi, ma mi dovevo trattenere, pensavo anche, come forma di autodifesa tra me e me, che domani avrei potuto lasciarli ad aspettare e non andare da loro ma direttamente a Formia a prendere la mia collega, se volevo potevo evitare tutto, se volevo …
Non avevo mai risposto ai messaggi di Luca, poco prima di cena mi manda un semplice
-“stai bene?“
cui rispondo di getto, senza neanche rendermi conto del significato profondo della mia risposta, con un semplice
-“si amore, a domani“
Subito dopo cena un nuovo messaggio da Luca
-”Giorgio mi ha dettato questo messaggio per te: il tuo cornuto non sa neanche cosa vuol dire far godere una femmina tettona in calore come te, domani glielo facciamo vedere bene al cornutone come si fa a far godere la sua femmina, e per farti impazzire di più, già c’ho il cazzo enorme e molto più grande di quello del tuo cornuto ma comunque mi sono procurato oggi un po’ di pastigliette tipo viagra che domani posso anche distribuire a tutti, al tuo cornutone no, ho il cazzo che mi fa male dalla voglia che ho di te ed ho le palle che mi fanno male da scoppiare per quanto sono piene per te, sto facendo sforzi per non segarmi ma il pensiero di quello che ti farò domani mi da la forza di resistere, adesso vado a sognarti e a domani puttana”
Era giovedì mattina presto, mi stavo facendo bella, ero emozionata ed agitata come forse mai lo ero stata, mi sembrava in continuazione di scendere dalle montagne russe, non riuscivo a pensare con chiarezza, solo sensazioni fortissime di ogni tipo mentre mi depilavo con attenzione, mi lavavo tutte le parti intime, poi la doccia con lavaggio dei capelli e poi le creme su tutto il corpo, sulle tettone già eccitate, ed il trucco … e poi vestirmi … la minigonna jeans, senza nulla sotto e poi dovevo scegliere quale delle due camicette jeans mettere … presi quella più piccola, quella che mi rendeva più volgare ed oscena, la indossai con difficoltà tanto era stretta … come scarpe mi misi quelle che avevo messo lunedì per essere sexy col mio fidanzato, scarpe aperte con infradito ma con una serie di legacci che si avvitavano sui miei polpacci in modo molto provocante … poi mi profumai e truccai in modo molto appariscente, quasi volgare … mi guardavo allo specchio e mi sentivo una provocante preda sessuale …
in quello vibrò il cellulare, era un messaggio di Luca, lo aprii per leggerlo con, non so perché, una fortissima agitazione, ansia
-”buongiorno tesoro, Giorgio mi ha ordinato di scriverti questo: buongiorno tettona da monta, tutta la notte non sono riuscito a chiudere occhio che ti sognavo in continuazione e mi svegliavo pieno di voglia tutto in tiro, allora ho pensato che tu hai bisogno di cazzo di tanto cazzo e ho chiamato due miei amici che vanno pazzi per le tettone e quindi questa mattina mi porto anche loro due a riempirti di cazzo e sborra dappertutto. Sono due che fanno palestra e hanno due proboscidi notevoli che ti faranno impazzire, altro che quel cazzetto del tuo cornuto. A tra poco tettona."
Ero sconvolta, se prima ero agitata adesso mi sentivo svenire, il mio fidanzato ormai ridotto a burattino e io preda di sconosciuti sempre più numerosi … no no mi dicevo, non si può, no no … ma le mie viscere tremavano e fremevano … e poi ad ogni mio movimento il ruvido tessuto della camicetta si strofinava sui miei capezzoli facendoli impazzire … il cuore mi batteva all'impazzata … tremavo, improvvise sensazioni di gelo, improvvise sensazioni di caldo, pensieri umilianti e vergognosi, paura, ero tutta bagnata …
… per cercare di mantenere una mia sicurezza mentale decisi di farmi anche una borsa con dei vestiti normali, pensavo di non fermarmi e di passare oltre, di mandarla buca a tutti quei pazzi e poi mi sarei cambiata e sarei andata a Formia a prendere Ivana, avrei lasciato quello stronzo di Luca e … questo pensiero rasserenava la mia mente, più ero agitata più questo pensiero lottava contro la mia carne che non stava chiedendo altro che di essere violentemente abusata da degli sconosciuti …
A quell'ora ancora nessuno in giro per il villaggio, salii in macchina senza farmi vedere da nessuno, ero troppo oscena vestita in quel modo, mi sentivo come un automa, e partii, con largo anticipo … pensavo che se mi avesse fermato la polizia per un controllo o mi arrestavano per oltraggio al pudore oppure mi violentavano sul posto, e a quest'ultima ipotesi ebbi delle improvvise contrazioni della mia vagina …
Più mi avvicinavo al punto di ritrovo più la mia agitazione diventava incontrollabile, mi sembrava di aver perso ogni controllo su di me … ecco il cartello “Masseria Tre Ponti”, lo vidi ed ebbi un tuffo al cuore, sensazioni di caduta dalle montagne russe, totale confusione, “vado dritta, vado dritta, non mi fermo“ mi urlavo dentro di me, mentre rallentavo e mettevo la freccia per entrare nel parcheggio di un negozio sulla strada, che vendeva mozzarelle di bufala, dove c'erano 4 macchine ad aspettare, ed una era chiaramente quella di Luca …
Giorgio aveva detto che io dovevo essere totalmente posseduta e preda dei maschi e che quindi per andare sino a Cellole dovevamo prendere la macchina più piccola tra le 5 che erano lì, in modo che io fossi il più incastrata possibile tra i maschi infoiati di me come bestie … quindi scelse la mia vecchia e scassata fiesta, ordinò a Luca di guidare, e decise che dietro io dovevo stare in mezzo a quei due colossi dei suoi amici … la mia auto non aveva le porte dietro e quindi entrare dalle porte davanti con i sedili abbassati insieme a quei due colossi fu un vero e proprio intenso petting … faceva caldo, questi due avevano soltanto una canotta senza maniche e dei pantaloncini corti da palestra molto attillati da cui emergevano i loro pacchi imponenti come la loro muscolatura, ascelle pelose e già sudate, mi ingrumarono di brutto con la scusa di riuscire ad entrare e starci dietro tutti e tre … poi Giorgio si mise sul sedile davanti e partimmo per Cellole … i due bestioni per farmi stare in mezzo a loro mi avevano allargato le gambe a cavalcioni delle loro, avevo la fica esposta, entrambe le loro mani che me la toccavano, le loro bocche che mi baciavano il collo e poi scendevano sino alle tettone, Giorgio che mi insultava oscenamente e mi diceva
-”puttana guarda davanti e indica la strada al cornuto”
Arrivammo al bar nella piazzetta che ero già sconvolta e fradicia per il lavoro delle loro dita in mezzo alle mie gambe, uno dei due mi baciava e limonava in continuazione, respiravo il suo alito al mentolo …
La piazzetta ed il bar erano deserti ad eccezione di due tavolini fuori dove c'erano 5 persone, con la coda dell'occhio, stavo venendo inondata in bocca dalla saliva di quello dell’alito al mentolo, riconobbi tra loro il bel ragazzo che mi aveva scopata e inculata la domenica scorsa …
-”cornuto, parcheggia qui, dietro quel furgone, hai visto che bel comitato di accoglienza c’è per la tua vacca che non sai far godere? Ma oggi ne avrai da imparare Ihihihih”
disse Giorgio, poi si girò verso di me e mi chiese
-”tettona, da chi ti sei fatta fottere domenica?”
risposi ansimando con difficoltà perché i due energumeni al mio fianco mi avevano infilato le dita delle loro mani in fica e me la stavano esplorando senza pietà …
-”quello più giovane, ha la canotta senza maniche bianca”
-”che vacca da monta che sei”
commentò Giorgio prima di scendere dalla macchina e andare a parlottare con quello che mi aveva fatto godere domenica, li vedevo parlottare mentre mi contorcevo per l'effetto sempre più intenso delle loro dita dentro di me … poi vidi Giorgio e il tipo che sorridevano e si stringevano la mano …
… il commesso tornò alla macchina e disse ai suoi amici di uscire con lui, mi estrassero le dita da dentro e letteralmente gocciolavano, mi aspettavo me le mettessero in bocca per farmele leccare e pulire ma invece Giorgio disse che dovevano farle vedere a quelli la fuori per far vedere che avevano già iniziato a preparare la vacca da monta … e andarono … vedevo che facevano vedere le dita a tutti e ridevano, quello che mi aveva scopata era vestito praticamente come i due colossi, canotta bianca attillata senza maniche e pantaloncini da allenamento aderenti, gli altri quattro erano decisamente più anziani, tutti in pantaloni lunghi e camicia in gran parte sbottonata sui loro petti … poi Giorgio urlò
