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Le vacche di montagna
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Racconto28 min di lettura

Le vacche di montagna

Ci sono racconti intensi e realistici che non possono non scuotere i nostri desideri. Dall'archivio mi ha colpito, è una storia di @Key7

Giovanna Esse
7 mesi fa · 10k letture · 2

Non sapevo che altro dire.

Per fortuna intervenne la nonna. “Sentite certe cose capitano. Coi balconi di fronte è normale. Bisogna che facciamo in modo di non guardarci più vi pare? La cosa migliore credo sarebbe coprire tutto il terrazzo di Teresa con qualcosa. Non so magari delle lenzuola colorate o qualcosa del genere”.

Io e Teresa ci guardammo non mi andava di smettere di vederla nuda e lessi nei suoi occhi che anche a lei fissare il mio cazzo non dispiaceva poi quanto voleva

farci credere.

Comunque la nonna era stata decisiva così quello stesso giorno saltò fuori dalla cantina un vecchio taglio di stoffa lunghissimo color blu petrolio. Con quello avremmo oscurato per bene il terrazzo di Teresa e il problema si sarebbe risolto da solo.

Visto che ormai avevano deciso che ero io il colpevole, il guardone, il segaiolo la nonna decise anche che sarebbe toccato a me tendere la bacchetta lungo tutto il

terrazzo su cui attaccare la coperta.

Così tentando di rimanere impassibile per non buttare altra benzina sul fuoco andai a casa della signora Teresa con la bacchetta e la stoffa pronto a fare il mio lavoro. Sul mio sguardo si leggeva tutta la rabbia soprattutto per quanto quella vecchia stronza si era mostrata fasulla ed ipocrita ma finsi indifferenza.

Teresa mi fece entrare ed andammo subito sul terrazzo. Mentre salivamo le scale notai che indossava una gonnellina a fiori molto leggera e una maglietta bianca.

Sotto alla maglietta si vedeva tutto il reggiseno che per fortuna quel giorno aveva avuto la saggia idea di mettersi.

Lo stesso non si poteva dire per il sotto. Bastò infatti essere distaccato da lei di qualche gradino per osservare la gonna svolazzante e notare che nove su dieci non indossava mutandine..

Notai la cosa, la immagazzinai in un angolo della memoria ripromettendomi in seguito di sparami una soddisfacente sega immaginando di sborrare nella boccaccia di questa vecchia vaccona fasulla che mi aveva fatto fare una così

brutta figura con mia nonna e mi misi al lavoro.

Tersa mi lasciò ad armeggiare col martello e i chiodi e in meno di mezz'ora ebbi finito.

Ora il terrazzo era perfettamente schermato.

Mai più spettacoli porno gratuiti da vecchie tardone sgrillettomani.

Chiamai la signora Teresa. Avevo finito.

Lei tornò ma vidi subito che era senza maglietta.

Sopra aveva solo un reggiseno di colore rosso molto più adatto ad una ragazzina che ad una vecchia e che pareva far risaltare i suoi tettoni anziché nasconderli.

“Che caldo che fa” disse forse per giustificarsi ai miei occhi.

“Già dissi. Ma non ti preoccupare adesso vado via e puoi anche metterti tutta nuda. Io non ti guardo”.

“Adesso però guardi altrochè” ridacchiò lei e per sottolineare il tutto si toccò ben bene una tetta sotto al reggiseno.

Le piaceva farmi passare per uno sfigatello che non aveva nulla di meglio che filarsi un vecchio cesso come lei. Mi dava così fastidio che non mi trattenni più

“Guarda che ho visto cosa facevi sai”.

“Cosa facevo cosa?”.

“Ti tiravi un grilletto ti ho vista”.

“Ma che porco che sei. Ma lo sa la nonna che dici stè parolacce”.

“Parolacce un cazzo. Tu sei una vacca e ti masturbi sul balcone. Se ti guardo è solo perchè ti fai guardare”.

“Vacca ci sarà tua nonna io sono una signora per bene sai”.

“Ma vaffanculo” chiusi il discordo io e me ne andai.

Lei mi seguì velocemente giù per le scale e prima che uscissi di casa mi sbarrò il passo.

“Senti mi dispiace” disse.

“Cosa ti spiace? Di avermi sputtanato con mia nonna o di essere una troia”.

Lei mi si avvicinò e con un colpo secco fece sgusciare fuori una tetta dal reggiseno. “Ecco guarda... Guarda che bella....”.

“Non mi interessa più”.

“Ma si che ti interessa dai” e così facendo tolse del tutto il reggiseno.

“Perchè poi tu vada a dire a mia nonna che ti ho strappato il reggiseno io”.

“Ma non lo farei mai. Quella che cercavo era solo una scusa per farti venire a casa mia. Io ci provavo ma tu non ti decidevi. Sapevo di avertelo fatto venir duro pisciando, poi me la sono anche spupazzata per farti guardare meglio ma tu niente... Solo seghe e basta. Se non ti facevo venire io eri ancora li a guardarmi dal balcone”.

“Quindi era tutto un trucco per...”.

“Si, bravo l'hai capito” sussurrò lei che già aveva una mano sul cavallo dei miei pantaloni e mi tastava il cazzo.

Poi mi prese la testa e se la tirò al seno. “Ciuccia dai. Ciuccia stè belle tettazze”.

Obbedii.

Era stupendo. Mentre succhiavo i suoi grossi capezzoli il cazzo sgusciò fuori dritto fra le sue mani e cominciai a sentire che me lo accarezzava sempre più

velocemente.

“Che trave che hai qua sotto ma tua nonna lo sa?”.

“Lo sa, lo sa” confermai godendomi il segone mentre con le mani le stavo già abbassando la gonna svelando la ficona pelosa e pronta per me.

Nudo dalla vita in giù, arrabbiato ed arrapato non ci misi molto a farla girare mettendola a pecorina sul pavimento.

Lei non desiderava altro ed io non chiavavo da cinque giorni quindi fu abbastanza normale che il mio cazzo scivolasse in un sol colpo dentro a quella vulva marcia di umori.

La vecchia aveva una gran voglia e mi incitava a pompare sempre più veloce mentre mi incitava a sfondarla a colpi di cazzo.

Andai avanti a montarla per una buona mezz'ora e mi tolsi la soddisfazione di tirarglielo fuori dalla fica appena in tempo per poggiarglielo sulle labbra e schizzare tutto nella sua maledetta boccaccia che aveva parlato troppo.

Teresa non si lamentò affatto anzì dopo aver deglutito la mia sborra serenamente continuò a succhiarlo ottenendo di farmelo praticamente restare duro e pronto.

Ci facemmo subito una seconda chiavata. Stavolta nel suo letto, lei sotto, io sopra in un mare di sudore a pompare come ricci. La signora raggiunse parecchi orgasmi eccitandomi ed invogliandomi a continuare a fotterla a tutto spiano. A me non importava che fosse brutta o che fosse vecchia. In quel momento volevo

solo fotterla a [***] gradi.

Ero lì a scoparmela da quasi un ora.

Le ero già venuto in bocca ed ora le avevo allagato la fregna ma quando si alzò in piedi andando dal suo letto al terrazzo non potei fare a meno di notare con quanta studiata troiaggine si sedeva delicatamente sul catino. La guardai pisciare sul terrazzo. Stavolta da pochi metri e al riparo grazie alla tenda che avevo appena montato.

Lei pisciò tranquilla e non si stupì troppo quando le porsi il cazzo duro per un tris dovuto.

“Aspetta che la asciugò che sono piena di piscia”.

“Non è necessario... Tanto non è lì che vado” ridacchiai io.

La inculai. Senza vaselina, senza protezioni ma solo con l'insana voglia di spaccarle completamente il culo.

Per fortuna la vecchia non era del tutto vergine nemmeno lì e lo si capì bene quando le infilai il cazzo dentro fino a far sbattere i coglioni sulle sue chiappe.

In perfetta pecorina la montai deciso ad inamidarle il culo.

Era stupendo ed in più avevo quasi la certezza che quell'estate avrei potuto approfittare di quella vecchia puttana quando e come meglio credevo. Dovevo solo stare attento a non far sospettare nulla alla nonna.

Già la mia cara nonna.

Ma dov'era in quel momento la cara nonna?

Ovviamente a controllare che quel pelandrone di suo nipote avesse fatto per bene il lavoro che aveva promesso.

Esattamente davanti a me ritta sull'ultimo gradino della scala a fissarmi mentre lo ficcavo nel culo a tutto spiano alla vicina di casa.

“Ciao nonna” dissi io con un verso soffocato proprio mentre sentivo il terzo schizzo inondare il culo a Teresa.

“Ciao un bel cazzo” sbuffò la donna e girato sui piedi ridiscese lentamente la scala. Teresa ed io ci staccammo in fretta e col mio cazzo ciondoloni e la sua fica ed il suo culo che ancora colavano lo sperma con cui l'avevo riempita raggiungemmo nonna Leonida prima che uscisse di casa.

“Leonida aspetta” la bloccò Teresa.

“Aspetta cosa... Ormai avete fatto no. Allora finite e poi rimandalo a casa”.

“Leonida... mi spiace”.

“Ma vaffanculo troiaccia. Lo sapevo io che mi scopavi il nipote. Lo sapevo che eri una vaccaccia”.

“Nonna mi spiace”.

“Tu zitto porco che facciamo i conti a casa”.

Interrotta la chiavata obbedii alla nonna.

Poco dopo eravamo in cucina. Io seduto su una sedia con lei a fianco semplicemente inviperita “Io lo sapevo. Lo sapevo che era una vecchia porcona.

Tutta le storia del guardone. Lo sapevo che voleva fottermi il nipote -brontolava – e tu brutto maiale proprio non resistevi vero. Già quella ha tirato fuori la fica e tu giù. Ma lo sai che quella si fa i ditalini con le carote e le zucchine. Ma tu lo sai sulla verdura quanti microbi ci sono sopra? No dico almeno le lavasse prima...

Pensa ai microbi che aveva nella fica e che adesso hai tu sul pisello”.

Prese da uno scaffale una specie di tubetto molliccio e lo mise sul tavolo. “Questa è crema disinfettante per la vagina. Non è il massimo ma la facciamo andar bene.

Forza spalmiamola subito prima che ti venga blu”.

Obbedii denudandomi dalla vita in giù.

La nonna poggiò il tubetto sul mio cazzo e premette forte. Con un getto gelido quella specie di gel trasparente mi si posò sul cazzo. Stavo per spalmarlo io stesso quando la nonna con una salviettina mi si mise accanto iniziando a spolverarmi come fossi un mobile. Fregava forte, molto forte, una cosa sempre più simile ad

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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