Mi chiedo perché ora riesco a fare così tanto sesso, a differenza di un tempo?
Gli uomini, mi dico, si accorgono quando sei disponibile, sennò non ci provano neanche, non hanno tempo da perdere.
Con questi pensieri, mi addormento un po’ in ansia, perché da domani sarò da sola a lavorare.
La mattina dopo mi sveglio, trovo un sms lapidario di Michela che dice: “Sei una stronza, non cercarmi mai più.”
Io non me la prendo, penso che sarà lei a ricercarmi, o almeno lo spero, altrimenti cercherò un’altra amica speciale, non è difficile trovarle, una volta che hai preso il via.
Arrivo all’ambulatorio e trovo fuori la dottoressa Veronica che mi dice: “Ho saputo che ieri ti sei data da fare con Angelo. Brava, è sempre bene, avere dalla propria parte un dirigente di quel livello.”
Io: “Io l’ho fatto perché mi piaceva lui e il suo cazzo. Se ci penso ancora, mi inumidisco.”
Lei: “Su, ora fai la seria, anche perché da oggi in poi, sarai la mia unica segretaria e lo sai pretendo molto sul lavoro.”
Io: ”Sì lo so, me l’ha detto Michela.”
Entriamo io vado alla mia scrivania, Veronica entra nell’ambulatorio e poco dopo entra una nuova infermiera che dice: “Piacere sono Luana, per oggi sarò l’infermiera della dottoressa.”
Io la guardo con cupidigia perché è proprio lo stereotipo dell’infermiera sexy ossia seno in bella vista, belle gambe e poi posso solo immaginare il resto.
Lei si accorge del mio sguardo e dice: “Il mio aspetto inganna, sono seria e fedele al mio fidanzato che è un dottore dell’ospedale.”
Io: “Scusami.”
Lei entra e non la rivedo fino all’ora di pranzo quando esce per andare a mangiare alla mensa e mi fa: “Perché non vieni a mangiare con me? Ci conosciamo e facciamo due chiacchiere.”
Io: “Ok, un attimo che prendo la borsa.”
Lei: “Andiamo, che il tempo passa in fretta.”
In mensa, riusciamo a malapena a trovare un piccolo tavolino per due, io inizio dicendo: “Scusami per il mio sguardo di stamattina, ma credo te l’abbiano detto in molti che sei bellissima e molto attraente.”
Lei: “Sì, è vero, poi mi vedo da sola allo specchio.”
Io: “Se non sono troppo indiscreta, chi è il tuo fidanzato?”
Lei: “Non lo conosci, è un dottore che non si vede in ospedale visto che fa il medico legale, quindi è nel semi interrato.”
Io: “Come l’hai conosciuto?”
Lei: “Veniano dallo stesso paese, ci conosciamo fin da bambini, ma stiamo insieme solo da un anno. E’ l’uomo perfetto per me. Abbiamo già fissata la data delle nozze che sarà tra sei mesi.”
Io: “Non perdi tempo, ma sei ancora molto giovane, sei sicura?”
Lei irritata: “Sì sono sicura e comunque non sono tanto giovane visto che ho già trent’anni.”
Io: “Scusami tanto, parliamo d’altro. Normalmente con chi lavori?”
Lei: “Di solito sono l’assistente del direttore sanitario.”
Io arrossisco visibilmente, lei se ne accorge e fa: “Tutto bene? C’è qualche problema?”
Io: “No, scusa, mangiamo che sennò si fredda tutto.”
Lei: “Sì hai ragione, tra poco debbo ritornare su con te, ma è solo per oggi perché l’infermiera della dottoressa aveva un impegno.”
Finiamo di mangiare e torniamo al lavoro, troviamo già dentro la dottoressa Veronica anche se la prima paziente, ci sarà tra due ore.
Luana entra dentro, dapprima sento parlare, poi sento dei sospiri di piacere e penso che Veronica ha colpito ancora.
Mi chiama all’interfono e mi dice: “Azzurra vieni, abbiamo bisogno di te.”
Io: “Non credo dottoressa che abbia bisogno di me.”
Lei sospirando: “Sì, ho bisogno di te.”
Io entro e come mi immaginavo trovo le due impegnate a giocare con Veronica che è sdraiata sul divano, nuda a gambe larghe e Luana che gliela lecca un po’ infastidita.
Veronica mi fa: “Azzurra leccamela, che a lei non piace molto, l’ho capito.”
Io: “Subito.”
Mi fiondo sulla sua calda fica che non lecco da un po’ ed è come la ricordavo, forse ancora meglio e poi mi piace toccare i suoi seni morbidi.
Veronica inizia a gemere molto più forte di prima. Io sono lì impegnata quando mi sento buttare giù pantaloni e mutande.
Mi giro e rimango sorpresa, è Angelo.
Io rimango stupita: “Che ci fai qui? “
Lui: “Sono stata avvertito da Luana, che forse qualcuno mi voleva.”
Io: “Non le ho detto nulla di te.”
Lui: “Si vede che è indovina.” Poi rivolta a Veronica: “Azzurra è la mia troia da ieri e sono contento che la faccia godere. Comunque, Veronica ha proprio un bel corpo.”
Lei non risponde e mi dice: “Leccami per favore, ne ho bisogno.”
Io mi metto a leccarla a culo ritto, quando sento la punta del cazzo di Angelo nel buchino e non posso fare a meno di iniziare a godere e smetto dal leccare Veronica che fa: “Dopo voglio assaggiare anche io, quel bel cazzo.”
Angelo fa: “Non ci sono problemi dottoressa, c’è n’è per tutte e due.”
Lei: “Ne sono contenta, mi è venuta voglia a vedere il suo cazzo.”
Lui: “Non mi dia lei, mi chiami Angelo.”
Lei: “Va bene.”
Lui: “Va bene, ora inculo per bene la mia troia, poi vedremo cosa fare a lei dottoressa,”
Lui non mi lascia il tempo di pensare che si mette a incularmi di brutto con io che gemo e mi bagno, quando ad un certo punto sento una lingua nella fica.
E’ Veronica che mi lecca con avidità e dice a Angelo: “La troia è molto bagnata, non l’ho mai sentita così, si vede la incula bene, non vedo l’ora di sentire il tuo cazzo.”
Lui: “Posso passare a inculare te, mentre la troia ti può continuare a leccare.”
Lei: “Ok”
Lui a me: “Troia lecca la dottoressa, con te continuerò dopo.”
Io non dico nulla, mi metto sdraiata sul divano con la faccia in corrispondenza della fica di Veronica, poi non contenta le tocco le tette che adoro e che sballonzolano per via degli assalti di Angelo,
Lei geme, geme e dice: “Angeloooooo.”
Lui: “Veronica mmmmmm, che culo, che troia. Scusa, posso chiamarti così?”
Lei: “Chiamami come vuoi, basta che continui a fottermi, mentre la schiava Azzurra farà tutto ciò che le diremo.”
Io: “Sì, padrona.”
Lei: “Succhia il cazzo del padrone, puliscilo, fallo rizzare ancora, ho ancora tanto voglia.”
Io lo succhio mugolando, ma Veronica mi fa: “Smetti di mugolare, lo puoi fare solo se noi due te ne diamo il permesso, schiava.”
Io non dico nulla, ma Angelo: “Troia mugola, a me eccita da morire sentirti davvero. Dopo magari ci scapperà una sveltina con te, quando avrò finito con la padrona.”
Veronica: “Sì va bene, ti è concesso quanto detto dal padrone.”
Io lo succhio, finché non è bello lucido e turgido per Veronica, che questa volta dice: “Voglio stare comoda, voglio stare sdraiata, tu per fottermi bene, potresti metterti le mie gambe sulle spalle.”
Lui: “Va bene, troia.”
Io osservo Angelo che spinge, assalta la fica di Veronica e mi bagno e non posso fare a meno di masturbarmi.
Veronica mi vede e con gli occhi mi dice di smettere, ma Angelo mi fa: “Sì masturbati troia, sei proprio una gran troia che si eccita a vedere fottere, come se fosse un uomo.”
Io non dico nulla e continuo, sono lì davanti a loro, a gambe larghe che li guardo, mentre mi tocco con una mano il clitoride e con l’altra il seno e mugolo e ansimo come non mai, forse di più di Veronica tant’è che infastidita fa: “Potresti andare in bagno, mi distrai dal cazzone.”
Io: “Scusa, Veronica.”
Angelo: “Ma voi due, non eravate amiche intime. Che c’è Veronica, non gradisce che la schiava goda, è così?”
Lei: “Sì non gradisco che lei goda più di me.”
Lui: “Non ci puoi fare nulla, troia. La schiava è solo molto più troia di te.”
Lei: “Basta con questi discorsi e pensa a fottermi.”
Lui: “Sì, ma stai più calma troia, sennò vado a fottermi la schiava vogliosa.”
Lei: “Scusa, non so cosa mi sia preso.”
Lui riprende a fotterla, ma lei non gode, si vede che è passato il momento, per cui gli fa capire che può andare da me.
Viene in bagno e mi dice che dato l’umore di Veronica forse è meglio che ci vediamo stasera a casa sua e io: “Ma non c’è tua moglie?”
Lui: “Mia moglie partecipa entusiasta quando le porto una gran troia, come sei tu.”
Io: “Va bene, a stasera, mandami un messaggio con l’indirizzo.”
Vado di là mi rivesto e Veronica mi fa: “Scusa, non so, cosa mi sia preso.”
Io: “Sei gelosa di me e basta? O di me e Angelo?”
Lei: “Non lo so, debbo pensarci. Di solito, non sono gelosa delle mie partner sessuali.”
Io: “Siccome dobbiamo lavorare insieme, forse è meglio che non facciamo più sesso insieme.”
Lei: “Io adoro fare sesso con te. Ci penso, poi ti dico, ma mi dispiace perderti a letto, davvero.”
Io non ho tempo di rispondere perché suonano, è la paziente delle diciassette.
Le diciannove arrivano presto, è l’ora di uscire, di andare a casa, poi da Angelo e sua moglie.
La sua abitazione non è molto lontana dalla mia per fortuna, così al ritorno sarò rapidamente nel mio letto.
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