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Da suora sverginata a mamma sfondata
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Da suora sverginata a mamma sfondata

Una storia eccitante e commovente, tra sacrificio e lussuria, tra amore e sadismo. Cosa non fa una madre per il suo "piccino".

Giovanna Esse
1 anno fa · 2.028 parole · 9 min
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La punta del suo cazzo era in fondo alla mia gola, le lacrime sgorgavano dal dolore e la maggior parte restava fuori. Quindi mi aiutai con le mani. Con entrambe le mani. Questo non era un pompino. Gli stavo facendo una sega in bocca. Ma più di così non si poteva fare. Il mio ragazzo tremava di piacere, ma non mi fermai. Alla fine venne, riempiendomi la bocca e la gola con il suo latte e ancora versandone la maggior parte sui miei seni. Quando fù tutto finito mi alzai in silenzio e me ne andai in camera mia.

Aveva ancora lo sperma di Alex in bocca. Mi sono inginocchiata sul letto e mi sono masturbata. Furiosamente. Con rabbia per gli anni perduti. Con dolore per aver trovato l'uomo della mia vita che era mio figlio. Che con quel cazzo non avrebbe mai potuto farmi felice.


Abbiamo provato ancora qualche settimana. All'inizio dopo aver finito andavo sempre in camera mia, ma poi rimasi a dormire con lui. Ci piaceva ma ha funzionava. Lui sborrava sempre, eccome se sborrava... Ma non era abbastanza. Non per lui. Aveva bisogno di avere libertà di movimento. E la mia bocca non era il posto giusto.

Il passo successivo era inevitabile. Lo sapevamo entrambi. Così un giorno lo portai sul mio letto, che era più grande, e gli chiesi di scoparmi. Mi ha detto di no, e non potevo sedermi sopra di lui. Non avevo la forza di non lasciarmi cadere sul suo coso e farmi male sul serio. Così mi sono sdraiata sulla schiena e lasciai che mi penetrasse così. Non riesco ancora a crederci. Quasi non ci entrava. Ero così dilatata e mi faceva male ma riusciva a entrare solo la metà. Ma poteva muoversi e spingere. Eccome se spingeva. Ma il problema era sempre lo stesso - poverino non poteva metterlo tutto dentro.

Facevamo vita da coppia quasi in tutto. Dormivamo insieme ogni notte. Mi scopava 2 o 3 volte al giorno. Il suo carattere era cambiato completamente. Sembrava calmo felice.

Ma il problema era sempre lo stesso.

- Alex, ho fatto tutto il possibile. Ma non ti vedo felice. Sai che puoi scoparmi quanto vuoi e quando vuoi.

- Non è questo, mamma. Veramente.

- Ti piacerebbe che fosse una ragazzina, della tua età.

- Niente affatto, non vogliono, lo sai.

- Allora cosa?

- Ho paura di farti del male. E devo controllarmi parecchio.

- Sì, ma io sono come sono, non posso essere più grande.

- lo so......

- Ma?

- C'è un altro modo…

- Altro modo? Beh, non mi viene in mente. L'abbiamo fatto in tutti i modi che conosco.

- Lo so. Stasera se vuoi te lo spiego.

Non riuscivo a immaginare cosa avrei potuto fare per dargli tutto il piacere che desiderava. Avevamo provato già tutto. O così pensavo...

Abbiamo cenato e siamo andati a letto presto. Alex era ansioso e io ero molto irrequieta. Ci siamo baciati, ci siamo abbracciati, eravamo entrambi molto emozionati. Stava già imparando come accontentare una donna. Il suo cazzo divenne subito duro ed enorme come era normale per lui.

- Mettiti a pecorina, mamma.

- Come vuoi, ma non vedo come possa essere meglio così, io...

- Lasciamelo fare, non dire niente.

- Come vuoi amore.

In quella posizione, la mia figa e il culo erano esposti alla sua merce. Ha iniziato ad accarezzarmi dal basso e mi è salito sul culo e sulla schiena. Lo stava facendo molto lentamente e stavo per venire. Non so perché, ma ultimamente appena Alex mi toccava io venivo senza preavviso. Smette di accarezzarmi per un momento. Pensavo che avrebbe continuato, ma sentii qualcosa di duro contro il foro anale. In quel momento sapevo cos'era e anche cosa voleva Alex. Provai a protestare, ma non avevo nemmeno avuto il tempo di prendere fiato.

Il dolore. Nessuno può immaginare quel dolore. È come sentire che qualcosa ti si rompe dentro. Piansi e urlai fino allo sfinimento. Le lacrime inzuppavano le lenzuola, mi faceva male la gola per le urla. Per tutto il tempo lui di fermarsi o almeno rallentare non ci pensò proprio.

Spingeva così forte che mi faceva male lo stomaco per la pressione. Per la prima volta ho sentito tutto il cazzo di mio figlio dentro di me. Ed era come sentire dentro di sé il fuoco dell'inferno.

Essendo la prima volta in anale finì molto velocemente. Sentivo come il suo latte scorreva dentro di me e come traboccava quando dentro non c'era posto. Quando finì non lo estrasse fuori subito. Rimase dentro per un po' ma non sentivo più nulla. Il corpo si difendeva dal dolore. Quando finalmente lo estrasse sentii il suo latte uscire e scivolarmi lungo le cosce.

Caddi esausta e in lacrime. Era come sentirlo ancora dentro. Mi baciò, mi abbracciò, mi riempì di affetto e amore. Ma io potevo solo piangere.

Da allora passai le giornate sdraiata a pancia in giù. A letto o sul divano. Non potevo camminare, non potevo sedermi, quasi non potevo alzarmi. Grazie a Dio, Alex fa tutte le faccende di casa oltre ai suoi studi. Mi massaggia e si prende cura di me. Mi scopa 3 o 4 volte al giorno. Come piace a lui, ovviamente. Ma il dolore è sempre lo stesso, come il primo giorno. Il mio piccolo, il mio bambino.

Cominciavo a preoccuparmi. Penso che ciò che ad Alex piaccia davvero non è scoparmi, ma vedermi piangere e urlare dal dolore. Ha iniziato a sculacciarmi e non vuole smettere. Mi colpisce con tutte le sue forze. E l'ho visto venire mentre lo fa.

Mi sono innamorata di un sadico, ma è mio figlio.

Mi sono innamorata di mio figlio, ma è un sadico.

Il mio piccolo. Il mio bambino.

Fine
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Scritto da
Giovanna Esse
Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]
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