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Da suora sverginata a mamma sfondata
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Da suora sverginata a mamma sfondata

Una storia eccitante e commovente, tra sacrificio e lussuria, tra amore e sadismo. Cosa non fa una madre per il suo "piccino".

Giovanna Esse
1 anno fa · 2.028 parole · 9 min
7.1k letture

Cara Giovanna, da ex monaca e donna devota dovrei confessarmi col mio padre spirituale ma... proprio non ce la faccio, eppure la mia indole non mi permette di nascondere oltre i miei peccati carnali.
Spero tanto che queste righe mi possano permettere di sfogare almeno in minima parte il disagio che mi vede complice ma anche vittima di una situazione che mai avrei potuto immaginare, dopo aver preso i voti convinta di vivere in castità.
Sono colpevole? E' colpa del destino? Non so...
per il momento non trovo altra soluzione che soffrire (ma ahimè anche godere) pur di soddisfare la mia dolce creatura superdotata.
Una lettrice...


Tutto è cominciato un anno fa, più o meno. Ma prima devo spiegare qualcosa su di me.

All'età di 15 anni sono entrata in un convento di clausura volontario, con il permesso dei miei genitori. Per più di 30 anni non ho avuto contatti con nessuno al di fuori del convento. Non ho mai frequentato né parlato con nessuno a parte le suore e la madre superiora. Ma quando avevo 20 anni, il padre confessore approfittò della mia innocenza e mi sedusse. Di conseguenza sono rimasta incinta. Lo consideravo un miracolo, d'altra parte, il vescovo e la madre superiora non la pensavano allo stesso modo. Dovevo lasciare il convento, ma non sapevo dove andare. Pertanto, il vescovo mi ha dato una casa e un vitalizio per coprire le spese, in cambio che non ci fossero lamentele o scandali.

Per i successivi 18 anni, tutto ciò che ho fatto è stato prendermi cura di mio figlio al meglio delle mie capacità, educarlo alla fede in Cristo e cercare di renderlo un buon cristiano. Alex è molto ribelle, non ha mai voluto andare a messa o osservare le leggi di Dio. D’altra parte è un ragazzo ideale. Obbediente, affettuoso e un buon lavoratore. E non gli mancano amici e fidanzate.

Ma notai che c'era qualcosa che non andava in lui. Gli avevo permesso di ricevere visite in camera sua. Di ragazzi e ragazze. Quando veniva una ragazza, era sempre nel fine settimana. Immaginavo il perché, non gli dissi niente, l'età in fondo era quella. Ma tutte le ragazze se ne andavano dopo 15 minuti. Sembravano arrabbiate, sconvolte, non so.

- Alex, dobbiamo parlare - gli dissi.

- Riguardo a cosa?

- Lo sai. C'è qualcosa che non va con le ragazze. L'ho visto.

- Va tutto bene, mamma. È tutto ok.

- Non è vero, tutte le ragazze che vengono a trovarti se ne vanno subito. So perché vengono, non sono mica stupida. E non penso che ci sia niente di male, finché le rispetti, e penso che sia quello il problema.

- No mamma! Le rispetto, ma...

- Ma cosa?

- è che non gli piace.

- Non gli piace? Non gli piace il sesso?

- Non gli piaccio io!!! Ecco ora lo sai.

- Ma come? Se vengono a stare con te è perché gli piaci, giusto?

Mi stavo facendo un'idea del possibile problema. Era qualcosa sul piano fisico che alle ragazze non piaceva. Ed era qualcosa di molto serio a giudicare dalle loro espressioni. Ma non l'ho capito. Alex è basso e molto largo, molto muscoloso per la sua età, ma anche molto bello.

Quello che non gli piace è il mio...

- Il tuo pene? Non guardarmi in quel modo. Sono stata una suora ma so cos’hai lì. Ora vediamo cosa ti succede. E se può essere risolto, andiamo subito dal dottore.

- Non è questo, mamma.

- Se non è quello, allora vediamo di cosa si tratta.

L'ho trascinato in bagno e gli ho abbassato i pantaloni tra singhiozzi e lamentele. E in effetti c'era qualcosa che non andava. Quello non era normale. Era chiaro che il mio bambino aveva avuto un'erezione tirandosi giù i pantaloni e anche io mi ero eccitata. Erano quasi 20 anni che non facevo sesso, ma sono una donna cristiana e Alex è mio figlio. Dovevo pensarci, a trovare una soluzione.

Lo dirò senza mezzi termini. Il cazzo del mio Alex non è normale. E tanto meno per la sua età. È alto appena 1,60 ma ha un pene di quasi 30 cm. Così largo che non riesco a tenerlo con la mano. Non posso incolpare le ragazze. Non c'era modo che potesse fare qualcosa con loro.

Visitai medici, consultai pagine specializzate e parlai con tutte le persone che potrebbero aiutare il mio piccolo. Nessuno mi ha dato una soluzione efficace. Fino a quando non ho visitato siti porno per vedere se c'erano uomini come il mio Alex. E ho trovato la soluzione. Una professionista.

- Assolutamente no - rispose Alex - Non ho intenzione di pagare per quello. Se nessuna mi ama, allora sarà così. Voglio che mi amino per come sono, non per i soldi.

- Ma Alex, io...

- Ho detto di no, non insistere.

I giorni passavano ed era ogni volta la stessa storia. Sempre arrabbiato. Andava in bagno due o tre volte al giorno. Sapevo perchè, lo sentivo.

Finché un giorno decisi di farmi carico della faccenda.

Un venerdì dopo cena abbiamo visto un film e lui andò a letto presto. Ho aspettato qualche minuto che si rilassasse e andai in camera sua. Non posso negarlo. Ero nervosa, l’avevo immaginato tutta la settimana, ma una cosa è immaginarlo e un altro è farlo.

Mi spogliai prima di entrare silenziosamente nella sua camera da letto e salii sul letto accanto a lui. Era sveglio e sussultò.

- Mamma che stai facendo?

- Faccio quello che devo fare. Non piaci alle ragazze e tu non vuoi un professionista. E questo ti sta facendo impazzire. Dobbiamo fare qualcosa.

- Fare qualcosa?

- Sì. Sono tua madre e ti voglio bene. E voglio che tu sia felice. Farò tutto il necessario perché tu lo sia.

- Ma....

- Ma niente. Sai che la Chiesa proibisce quello che sto per fare. Quindi stai zitto e lasciami fare.

Mentre gli parlavo, avevo preso il cazzo e glielo stavo accarezzando lentamente. Era così eccitato che gli diventò duro quasi all'istante. Ero sbalordita. Ma era mio figlio e questo bastava.

L'ho portato su un divano basso. Sarebbe stato più facile per me. O così pensavo. L'ho fatto sedere e mi sono inginocchiata sul pavimento davanti a lui. Accarezzai il suo cazzo molto lentamente e passai la lingua su tutto il cazzo. Il mio piccolo. Il mio Alex. Quando stava per sborrare, me lo misi in bocca.. Le labbra mi facevano male per la pressione. Nei suoi occhi c’era qualcosa di selvaggio. E per giunta la mia figa era fradicia.

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