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Sega contro seghe
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Sega contro seghe

Da @Andresada riceviamo una confidenza che mi ha lasciata stupita. Non credevo si potesse godere tanto, tra maschi, semplicemente facendolo in mano.

Giovanna Esse
1 anno fa · 3.448 parole · 15 min
974 letture

«Ora tu, Luca, chiudi gli occhi e tu, Mario, segalo».

Mario prese tra le mani il grosso cazzo dell'amico, che era eretto e duro come un palo della luce e pulsava come dovesse sborrare da un momento all'altro, e iniziò a segarlo: la sinistra ferma a metà asta e la destra sulla punta. Luca iniziò subito a mugolare e a leccarsi le labbra, mentre ad occhi chiusi si godeva le mani dell'altro e muoveva il bacino per seguirne il movimento. Dalla mia posizione vedevo tutto perfettamente e ci misi del mio quando cominciai a stuzzicare con le dita i capezzoli di Luca, cosa che sapevo di suo gradimento.

«Oh dio, più forte» ansimò Luca allargando ancora di più le gambe mentre si passava le mani dovunque.

Mario aumentò il ritmo ed era evidente che cominciava anche lui a prenderci gusto almeno quanto me, che con la sinistra mi segavo il cazzo unto di sperma mio e del mio amico, e con la destra titillavo i capezzoli di Luca o gli massaggiavo le palle.

«Voglio sborrarmi sul petto, fammi schizzare sul petto!»

E Mario piegò leggermente il cazzo che aveva in mano verso il suo proprietario per aumentare quindi il ritmo e dare i colpi finali

«Ecco, sto venendo. Sto godendo!» gridò Luca riaprendo gli occhi e agitandosi forsennato, sconquassato dall'orgasmo

Grugnendo di piacere e muovendosi, schizzò tre corposi fiotti di sperma proprio dove aveva chiesto. Tranne l'ultimo che, data la posizione un po' scomoda, finì dritto addosso a me: lo sperma di Luca era caldo, e si mischiò con il mio e quello di Mario.

Ansimanti, sudati e unti di sperma, ci dividemmo per ricomporci e pulirci, ma ancora non ci rivestimmo. Mario e io eravamo di nuovo arrapati: i nostri cazzi erano eretti e duri, potevamo ancora andare avanti. Neanche Luca pareva soddisfatto quando andò in bagno lasciando la porta aperta in modo che potessimo vederlo scappellarsi e mettersi una mano sul culo nudo, per fare una lunga pisciata. Io intanto, datami una pulita, cambiai porno e misi il video di una ragazza intenta a fare un oil massage a un'altra seminuda su un lettino, che ovviamente sarebbe finito in dita nella figa e sesso lesbico.

«Porca puttana, guarda quanto ce l'ho duro» si lamentò con voce eccitata Mario mentre aspettavamo Luca, sedendosi di nuovo accanto a me e sbatacchiando il cazzo contro la mia coscia.

Io, che provai un brivido quando sentii il suo cazzo durissimo e la sua coscia pelosa accarezzarmi la gamba, ormai libero da ogni freno inibitore, allungai una mano e glielo tastai energicamente, per poi massaggiargli le palle e scappellarlo, prima di dargli due colpi di sega. Leccandosi le labbra e lasciandomi fare, Mario socchiuse gli occhi e si tenne ferma l'asta affinché io continuassi con più comodità.

«È vero, sei proprio arrapato» replicai io tornando a masturbarmi più eccitato di prima; quando poi anche Luca usci dal bagno e tornò a sedersi, chiesi: «Vi va di farlo ancora?»

Ovviamente, mi riferivo al farci venire a vicenda e i miei due amici, che capirono, accettarono immediatamente.

«Allora, fate come vi dico senza lamentarvi!» esclamai io, sbavando felice che avessero accettato.

Feci sedere Mario sul letto, con il sedere al limite del bordo e a cosce aperte. Io e Luca ci sedemmo uno di fronte all'altro a terra con i bacini il più vicino fosse permesso dalle nostre gambe spalancate, e avvolte intorno al sedere dell'altro. Messi in questo modo, il mio cazzo e quello di Luca erano a due centimetri di distanza l'uno dall'altro, e lui parve gradire molto la posizione visto che gli divenne duro a vista d'occhio, mentre quello di Mario stava così vicino al nostro viso che quando se lo scappellò riuscimmo a vederne ogni dettaglio della sua punta nei minimi particolari.

«Porca troia, iniziamo che ho le palle pronte» ansimò Luca.

«Dici queste palle?» replicai io ridacchiando, massaggiandogli i testicoli con una mano e scappellandogli il cazzo che avevo cominciato a stringergli, mentre lui mugugnava il suo assenso.

«Ehi, c'è anche il mio cazzo» si lamentò Mario facendo strusciare le sue gambe sulle nostre schiene.

Luca non si fece pregare: prese con una mano il cazzo che stava tra le nostre facce e iniziò a segarlo, facendo mugolare Mario. Io diedi il colpo finale: avvicinando il mio bacino a quello di Luca, misi i nostri cazzi caldi e duri a contatto in modo che riuscissi a segarli entrambi contemporaneamente, quindi poggiai la mia faccia sulla coscia pelosa di Mario così che il mio respiro eccitato gli stuzzicasse le palle e il mio naso gli toccasse l'asta. L'effetto fu immediato: respirando ancora più affannosamente, Luca cominciò a muovere il bacino per aumentare il ritmo della sega e Mario mi mise una mano sulla testa per spingerla più a fondo verso la base del suo cazzo.

Rimanemmo in questa posizione per alcuni minuti, commentando di tanto in tanto la situazione.

«Porca puttana, te lo ficcherei in bocca se fossi una ragazza» mi fece Mario muovendo il bacino per accelerare la sega di Luca.

«Io non mi lamento» disse invece Luca ansimante e incapace di togliere gli occhi dal mio cazzo che si strofinava con il suo. «Le mani di un altro sono così calde che sembrano una figa».

«E sapete che vi dico?» replicai io sull'orlo dell'orgasmo per quella situazione eccitante. «Che sto per venire!»

Tuttavia, non ero l'unico. I respiri di tutti e tre accelerarono d'improvviso a quella notizia, gli ansimi eccitati divennero quasi dei grugniti e dei guaiti di piacere, finché non giungemmo all'orgasmo contemporaneamente: gemendo insieme, lo sperma di tre cazzi eccitati iniziò volare e, mischiandosi in aria, ricadde comprendo i nostri corpi nudi.

Mario schizzò un fiotto bianco di fronte ai nostri occhi e Luca, che gli teneva l'asta, lo fece venire sul suo petto; il mio orgasmo unito a quello di Luca ricoprì completamente di sperma i nostri due cazzi allacciati insieme, finendo anche sulle mie mani; e come degno finale, Mario, che aveva le mani libere ed era ancora in preda all'orgasmo, dopo aver sborrato su Luca, accompagnò la mano dell'amico che gli teneva il pene verso il mio viso e mi ricoprì la faccia di sperma tenendomela per la nuca, mentre anche Luca, che evidentemente non voleva essere da meno, si riprese il cazzo e terminò il suo orgasmo sul mio petto. Io completai l'opera schizzando altri due fiotti di seme su di me.

Ansimanti e sudati, io ricoperto più di loro del nostro sperma mischiato, senza che questo mi desse particolare fastidio, potemmo infine rilassarci e ci risedemmo l'uno accanto all'altro, i nostri corpi ancora completamente nudi e a contatto.

«Domani alla stessa ora?» chiesi io.

«Sì» risposero all'unisono Mario e Luca.

Fine
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Scritto da
Giovanna Esse
Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]
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