Mi viene una rabbia immotivata e marcio verso la cucina, sento il mio seno muoversi libero coperto solo dalla canotta, mi sono dimenticata di riallacciare il cardigan, ma tanto nessuno mi guarda. Mi chiedono altra birra, manco fossi la cameriera, ne prendo un paio dal frigo e le stappo, quando le prendo per il collo per portarle di la, vengo attraversata da un’idea, da un brivido, ne prendo una, con una mano mi alzo il cardigan e sposto le mutandine fradice, faccio un sorriso e appoggio la bottiglia alle grandi labbra, la struscio, è fredda, ho un brivido poi la infilo un pochino dentro, la rigiro poi la tiro fuori. Sul bordo vedo il luccichio dei miei umori, sorrido e faccio lo stesso con l’altra, questa volta però ne voglio di più, la spingo un pò più in su, sospiro, poi la sfilo ridendo da sola. Ora sono pronta per portarle di la. Appoggio le birre sul tavolino, nel chinarmi mi rendo conto che devo stare attenta altrimenti si vede il culo, ma poi mi eccito ancora di più al pensiero, Antonio è proprio dietro di me, ma vengo subito distratta nel vedere le due birre sparire subito dal tavolo, mi allontano e guardo curiosa. Una l’ha presa Luca che la tracanna senza accorgersi di nulla, l’altra la prende Marco che inizia a sorseggiarla, si lecca le labbra, guarda la bottiglia stupito, poi ne prende un’altro pò. Sembra gli piaccia, ma non credo abbia capito cos’è quel tocco in più alla sua birra. Ho una voglia che mi scioglie, voglio essere presa, voglio di più. Lo guardo, è totalmente preso dalla partita, è bellissimo, ma non mi guarda neppure, ma lo voglio, mi faccio spazio tra gli altri e lo raggiungo alla sua poltrona, mi guarda, mi vede, mi scruta, gli piace quello che vede. Mi siedo sulle sue gambe, mi stringe a se mentre lo bacio con la voglia di mangiarmelo. Sente la mia voglia, sento le sue mani stringermi i fianchi, finalmente ho la sua attenzione, ma dura poco. GOL. Tutti saltano su urlando, pure lui che a momenti mi fa cadere, lo guardo malissimo e mene vado in camera arrabbiata.
Mi lancio sul letto in mezzo ai cappotti e alle borse, ho una rabbia e una delusione addosso, ma sono anche super eccitata. Nel salto il cardigan è risalito, lo sento, ho la schiena mezza nuda e le gambe leggermente divaricate, mi viene il dubbio di non aver chiuso la porta, al pensiero il mio corpo è attraversato da un brivido, con una mano scivolo tra i cappotti fino alle mie mutandine bagnate, mi tocco, immersa in questa orgia di odori diversi, profumi mischiati, nuovo i fianchi contro la mia mano, contro le mie dita. Non so perchè, ma improvvisamente mi sento osservata, mi giro di scatto e realizzo di aver lasciato la porta aperta. I suoi occhi sono su di me, li sento prima di vederli, arrossisco colta sul fatto, ma poi sorrido felice di avere la sua attenzione.
Mi alzo, mi sistemo il cardigan, poi con gesto di sfida slaccio un altro bottone, senza distogliere lo sguardo attraverso la sala, vado in cucina. questa volta il suo sguardo mi ha seguito lungo tutto il percorso, questa volta non si è perso un particolare. Lo vedo alzarsi e venire da me, “Pensavo guardassi la partita”
“Mi hai bagnato i pantaloni, pensavo fosse birra, poi ho riconosciuto il tuo profumo”
“Era da un pò che cercavo di attirare la tua attenzione”
“Scusa…la partita…” lancia uno sguardo verso la tv.
“Decidi, adesso!” mi guarda, mi scruta, il suo sguardo mi fa eccitare ancora di più, poi si avvicina, mi bacia, mentre una mano agguanta un seno e l’altra una chiappa, mi stringe forte. Sento la sua erezione contro di me, le sue mani scompaiono sotto il cardigan, a cercare carne nuda, eccitata, bagnata. Sono talmente eccitata che le sue dita vengono come aspirate dentro di me, sento solo il rumore delle sue dita nei miei umori, i nostri sospiri, mentre infilo le mie mani nei suoi pantaloni della tuta, vengo attraversata da un pensiero “Possono vederci!”
“Non mi sembra che per te prima fosse un problema” ma esce le dita da me, mi afferra per le chiappe e mi trasporta dietro alla penisola, e mi deposita sul piano, sento il freddo del marmo sulle chiappe nude. Mi sfila quelle inutili mutandine e si inginocchia davanti a me, guardo dietro di me e vedo i nostri amici che non si accorgono di nulla, chissà cosa vedrebbero, cosa capirebbero. Sento la sua lingua raccogliere il mio nettare, poi mi esplora le labbra con calma per poi concentrarsi sul clitoride che sento duro e teso, la prima leccata mi manda fuori di testa, mi devo concentrare per non urlare, mi aggrappo al piano mentre mi tortura senza pietà. Mi dimentico di tutto di dove sono, degli amici nell’altra stanza, lo prendo per i capelli e lo schiaccio contro di me, sento il piacere crescere, fatico a trattenermi, mi mordo le labbra ma poi non resisto più ed esplodo. Esplodo in un urlo di piacere, esplode ogni cellula del mio corpo, esplodo un getto di piacere sul suo viso. Fortuna che tutto questo viene coperto dalle urla di gioia per l’ennesimo gol. Lo lascio libero, si alza, non guarda verso la TV, guarda solo me “Fortuna nessuno ha fatto caso a noi…”
“Fortuna…fortuna?”
“Io ho ancora voglia…”
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