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Erotika
La partita di pall...
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Racconto9 min di lettura

La partita di pall...

Sono rassegnata e arrabbiata: la partita attira i maschi di casa più di me... ma alla fine, per fortuna, riesco a soddisfare la mia voglia di cazzo.

Adrian
2 anni fa · 573 letture · 1

Che palle le partite di calcio.

Che palle doverle vedere per forza solo perché lui ci tiene tanto.

Oggi poi, sono tutti qui, a casa nostra, credo sia una partita importante perché sono tutti infervorati.

Lui è sulla sua poltrona, gli altri seduti chi sul divano, chi sulle sedie, c’è anche qualcuno per terra.Io penso solo che poi ci saranno briciole e bicchieri ovunque e toccherà pulire e sistemare tutto, della partita proprio non mi interessa. Non è una questione di genere, perché le altre ragazze della compagnia sono tutte qua, assieme ai ragazzi, coinvolte come loro, a fare un tifo che tanto i giocatori non possono sentire. Boh valli a capire. Io sono l’unica che si annoia, di conseguenza sono io l’addetta al bere e mangiare, stappo birre e riempio ciotole di patatine e noccioline che loro fanno sparire in un attimo. Sto portando ulteriori birre quando qualcuno deve avere fatto gol, perchè sono saltati su tutti assieme urlando, battendo le mani, spintonandosi, spintonandomi. Mi sfugge una birra, che cade per terra bagnando tutto, bagnandomi tutta, fortuna la bottiglia non si è rotta, ma che disastro. Rifiuto la distratta richiesta di aiutarmi dei pochi che si sono accorti dell’accaduto e asciugo il pavimento, domani devo per forza dare anche lo straccio. Quando mi rialzo mi rendo conto di essere completamente bagnata, puzzo di birra, la maglietta è fradicia e si è incollata alla pelle, istintivamente mi copro, guardandomi attorno, ma nessuno ha visto nulla, tutti presi dalla partita. In cucina mi guardo, nel riflesso della finestra, la maglietta è trasparente, si vede benissimo il mio reggiseno leggero, bagnato pure quello, si vedono i capezzoli, duri, tesi e nessuno si è accorto di nulla. Sono sollevata che nessuno si sia accorto di nulla, sai che figura?! Certo che neppure lui si è accorto di nulla…che poi… figura… faccio la mia porca figura così. Mi rendo conto che sono quasi delusa che nessuno se ne sia accorto, non solo lui ma anche gli altri e le altre perchè no. Mi affaccio alla porta della cucina, con le braccia incrociate sul petto, nessuno bada a me, nessuno sembra davvero essersene accorto. Faccio scivolare le braccia lungo i fianchi, ma nessuno guarda verso di me, mi stupisco di me stessa, di questo mostrarmi, ma allo stesso tempo sono delusa dalla mancanza di attenzione, attraverso la sala senza coprirmi, come se fosse nulla, come se non avessi le tette praticamente di fuori, ma nessuno fa caso a me…

In camera mi levo la maglietta e il reggiseno, anche le calze sono bagnate, me le sfilo e le lancio lontano, resto nuda con solo dei leggins neri, mi guardo allo specchio, inarco il busto, tette in fuori e culo in dietro, com’è possibile che preferiscano guardare la partita?! Anche i leggins sono bagnati in più punti, soprattutto le ginocchia, forse quando mi sono inginocchiata ad asciugare a terra, mi immagino a quattro zampe sul pavimento, chissà se qualcuno mi ha guardato il culo, chissà se qualcuno ha intravisto il perizoma che indosso sotto. Mi sfilo anche i leggins e li aggiungo al cumulo di vestiti sporchi, mi guardo le mutandine, alzo le spalle e tolgo pure quelle. Raccolgo tutto e butto nella cesta della biancheria sporca in bagno, sto girando per la camera completamente nuda con tutti i nostri amici di la, guardo i loro cappotti sul letto, chiunque potrebbe entrare da un momento all’altro. 

Guardo la porta chiusa, un pò intimorita, o sono solo delusa che nessuno compaia? Mi scopro eccitata, apro lentamente la porta e sbircio di fuori, nessuno guarda nella mia direzione, tutti concentrati su quella inutile partita, vorrei spalancare la porta e mostrarmi a loro, così nuda ed eccitata, ma… no, non lo faccio. Li guardo uno per uno, provo ad immaginare se mi vedessero nuda quale sarebbe la loro reazione, cosa direbbero o farebbero, un paio di loro li ho visti più volte guardarmi più a lungo del dovuto nella scollatura o quando accavallo le gambe con le minigonne, se sapessero che ora sono nuda a pochi metri. Devo vestirmi, non posso rimanere nuda per sempre, ho anche un po’ di freddo, però… cosa mi metto? Vado al cassetto della biancheria, mi rendo conto di aver lasciato la porta socchiusa, vengo attraversata da un brivido di piacere, mi impongo di non chiuderla e di non guardare in quella direzione, scavo tra le mutandine e tiro fuori le più piccole e trasparenti che ho, le infilo lentamente immaginando di essere osservata, quando ho finito sarebbero già da cambiare tanto sono bagnate. Il reggiseno…faccio senza?! Le mie amiche lo fanno spesso di uscire di casa senza reggiseno, io non ho mai avuto il coraggio, è anche vero che loro hanno meno seno di me, ma è quasi di moda non usarlo. Mi metto una canotta bianca, è molto aderente, quasi trasparente, si vede benissimo che non ho nulla sotto, soprattutto si vedono benissimo i capezzoli duri ed eccitati… ok così non posso uscire di là. 

Cosa posso mettermi? Vedo il vecchio cardigan blu sul fondo dell’armadio, non ricordo quanto sia lungo, mentre mi chino per prenderlo realizzo che l’armadio e la porta sono allineati, sono a culo in su con un filo tra le chiappe; vengo attraversata da un’altra scossa, mi tremano le gambe. Mi sollevo lentamente, immagino che qualcuno mi stia guardando dalla sala, immagino che si stia eccitando a spiarmi, sono letteralmente fradicia, sento una gocciolina scendere lungo la coscia destra. Infilo lentamente il cardigan, mi copre le chiappe e arriva quasi a metà coscia, chiudo i bottoni sul davanti, mi guardo allo specchio, se chiudo tutto non si vede nulla, ma se ne apro un paio…è troppo freddo però per stare a gambe nude. Mi vengono in mente le parigine in lana, vediamo se arrivano sopra il bordo del cardigan, le prendo e mi siedo sul bordo del letto, poi guardo la porta, mi sposto un pò più in là e le calze le infilo in pedi, appoggiano un piede alla volta sul letto e tirandole su lentamente come fanno nei film, mostrando le gambe e le cosce ad un ipotetico spettatore. Non ho mai guardato verso la porta, non ho mai controllato se qualcuno mi stia guardando davvero, ma ora sono pronta per uscire, le calze sono perfette, il cardigan e tutto il resto è perfetto, non è nulla di troppo sexy o sfacciato al primo sguardo, ma se si guarda bene. Apro di scatto la porta sperando di cogliere qualcuno che guarda nella mia direzione, ma niente, nessuno, è come se io non esistessi. 

Prima di andare avanti…

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