Che periodo di merda, la mia ragazza mi ha lasciato, gli amici sono in vacanza in Grecia, dove la mia ormai ex non è voluta andare e io sono solo come un cane al lavoro.Anche al lavoro non è un gran periodo, quella stronza del mio capo non fa altro che prendersela con me.
Ma oggi è domenica, sono solo, senza amici e senza ragazza, torno finalmente alla spiaggia che frequentavo prima del suo arrivo, la mia spiaggia nudista preferita. Non è alta stagione, c’è pochissima gente, mi sistemo lontano da tutti mi spoglio e mi stendo.Sono rilassato, tranquillo, occhi chiusi a godermi il sole e la brezza sulla pelle nuda.Improvvisamente il sole si copre, penso ad una nuvola, apro gli occhi, è una persona, una donna in controluce mi copre il sole.Ci metto un attimo a capire, a mettere a fuoco, ha una bella silhouette, ma non riesco a vederla bene, chi è?!Mi alzo a sedere coprendo il sole con una mano e per un momento rischio di avere un infarto.È la stronza!Quella maledetta stronza della mia capo!La mia capo che mi sorride!La mia capo che mi sorride, tutta nuda!Sono confuso ci metto davvero troppo tempo prima di balbettare un saluto.
“B…buon..buongiorno dottoressa!”Mi guarda attenta.“Non pensavo frequentassi questo posto” non posso fare a meno di squadrarla, ha davvero un bel fisico, piccoletta ma con le curve giuste, è ancora controsole faccio fatica a vedere bene.“Prima venivo spesso, ma in effetti è tanto che non ci vengo”“Prima di cosa”“Prima di mettermi con quella troia della mia ex…oh…scusi per la parolaccia” si sposta un po’ di lato, la vedo molto meglio, mamma mia che fisico. Ha una decina di anni più di me , più della mia ex, ma caspita non me l’aspettavo così…figa.“Interessante…”. Interessante cosa? Che sono uno sfigato senza ragazza o è interessante che frequento questo posto?
Rimaniamo in silenzio a guardarci a studiarci.“Neanche io mi aspettavo di incontrarla qua ad essere onesti”“Perché?”. Si mette nella sua solita posa inquisitoria, mani sui fianchi e gambe divaricate, ma ora è nuda!!! È inevitabile guardarla proprio lì tra le gambe, dove scopro un taglio davvero originale, mi incantato a guardare quella fila di peli perfettamente tenuti, che disegnano una freccia che punta in basso, non posso farci nulla, il mio uccello inizia a gonfiarsi.“Ti ho fatto una domanda!”“Ah sì scusi, è che in ufficio è sempre così…rigida…”. Scoppia a ridere, una risata fragorosa che fa muovere quel seno perfettamente abbronzato.Il mio uccello continua lentamente a gonfiarsi.“Sul lavoro ci vuole rigidità per ottenere risultati, ma non solo al lavoro” il mio uccello è ormai del tutto duro e gonfio.Io rido della battuta, ma lei no, mi guarda seria come sempre.“È stato un incontro molto, molto interessante”“S…s씓Ci vediamo domani in ufficio”“Certo a domani”Si gira e si incammina lungo la spiaggia fino ad un gruppetto di persone abbastanza lontano da me.Non posso evitare di guardarle il culo e che culo!Mi devo tuffare in mare per calmare l’erezione.
Comunque un paio di seghe in acqua me le sono dovute fare, poi anche a casa la sera e la mattina dopo prima di andare al lavoro.Non riesco a togliermela di testa quella freccia, lo stridore tra la bellissima e disinibita donna che ho incontrato al mare e la stronzissima e castigata capo al lavoro mi eccita sopra ogni aspettativa.Un eccitazione che si smorza appena varcata la soglia dell’ufficio, lei è lì in mezzo all’ufficio che sta sgridando tutti, controllo l’orologio per verificare di non essere in ritardo, ma sono in anticipo di 5 minuti, lei vede il mio gesto e mi urla contro”Tu immediatamente nel mio ufficio!”. Poi gira sui tacchi e scompare oltre la sua porta.Appoggio le mie cose alla scrivania e la seguo con la testa bassa, chissà cos’è successo questa mattina per iniziare così la giornata e la settimana…Quando entro nel suo ufficio lei non mi considera e continua a guardare il computer per un minuto lunghissimo…“Chiudi la porta e siediti” il solito tono duro ed autoritario.Faccio quello che mi chiede senza discutere.“Qui dentro io sono il capo, non pensare neanche per un attimo che l’avermi vista nuda ti dia dei vantaggi o dei favoritismi qui dentro”“Certo non mi sarei mai sognato di pensare il contrario”“Naturalmente se si sparge la voce…”“Non sarò di certo io a svelare il nostro segreto”“Bene adesso vai e mi raccomando esci con la coda tra le gambe come fai di solito” una pugnalata al mio orgoglio la guardo duro, ma lei mi sorride”mi raccomando non come ieri, qui dentro io sono il capo”.Mi alzo stranito e confuso, non ho bisogno di fare finta quando esco dall’ufficio anche se alle mie spalle sento la sua voce bisbigliare”qui dentro”.
Ora sto lavorando con un sorrisino sospetto, lo so, ma non posso evitarlo, ma soprattutto non posso evitare l’erezione che non riesco a placare neppure in bagno.Mi ritrovo a lavorare felice, pensando al suo corpo, a come riesca a nasconderlo bene sotto i vestiti. Mi chiedo che biancheria usi, se sexy o castigata come il resto dei vestiti.Cosa davvero strana è che questa costante eccitazione, questo pensiero fisso di lei, mi ha trasformato nel impiegato modello, una settimana intera senza una sgridata, siamo a venerdì e non mi ha mai chiamato nel suo ufficio per una lavata di capo.Sto sistemando la scrivania e spegnendo il computer, dovrei finire questa pratica, ma rimando a lunedì, si è fatto tardi e qua gli straordinari non li pagano, quando mi sento chiamare con un urlo dal suo ufficio.Saluto gli altri che stanno uscendo e mi presento da lei.Come sempre non mi guarda, lo sguardo nello schermo del computer, però per la prima volta ha sfilato la giacca del tailleur ed è rimasta in camicia, l’aria condizionata fa il suo dovere e si vedono due capezzoli duri spingere sulla stoffa, ho un’erezione istantanea mentre la guardo ancora in piedi davanti alla scrivania.“Chiudi la porta e siediti”“Ma non c’è più nessuno di là!”Alza lo sguardo, duro e prepotente di sempre, non ribatto, chiudo la porta e mi siedo mogio.“Forse non sono stata abbastanza chiara lunedì?! Qui dentro comando io! Non permetterti mai più di rispondere”“O…ok…sii scusi”“Bene”Mi fa un sorriso poi si allontana un po’ dalla scrivania e ci mette i piedi sopra allungando le gambe.Ha i piedi nudi, uno smalto rosso scuro, molto elegante.Spinge in dietro lo schienale della sedia e fa un sospiro rilassandosi.“Amo questo momento della settimana, non c’è nessuno in ufficio e finalmente posso rilassarmi in santa pace”La guardo è davvero bellissima, la gonna un po’ risalita a metà coscia, le gambe abbronzate lisce perfette, la camicetta bianca tesa da quel seno che sospetto nudo.
Muove i piedi per attirare la mia attenzione”fammi un massaggio ai piedi” io sposto la sedia fino alla sua parte di scrivania e mi risiedo facendogli cenno di darmi i piedi. Lei mi appoggia un piede sulle gambe, sull’uccello duro, l’altro rimane sulla scrivania, le gambe larghe, la gonna risalita fino alla vita. Davanti ai miei occhi l’oggetto dei miei desideri, vedo distintamente quella freccia che mi indica l’obbiettivo. Deglutisco a fatica.“Dai cosa aspetti?! Datti una mossa”:“S..si..mi scusi” abbasso lo sguardo e mi dedico a quei meravigliosi piedini mentre la sento ridere di gusto.“Non hai ancora imparato qua comando io!”Mi passa anche una crema per godersi meglio il massaggio, man mano che la sento sciogliersi le mie mani passano anche alla caviglia e al polpaccio, sto per andare più su che mi passa l’altro piede e ricomincio da capo. Ora però non è più a gambe divaricate ma la freccia si vede ancora benissimo.“Sei davvero molto bravo!”È rilassata con gli occhi chiusi, si apre un paio di bottoni e infila una mano nella scollatura.Si accarezza un seno languida, il mio uccello duro e gonfio spinge contro il suo piede, scivola in avanti sulla sedia e spalanca le gambe, poi apre gli occhi di scatto e mi guarda fisso.“Leccamela!”. È un ordine secco, antipatico… Vorrei mandarla a quel paese, ma io… cazzo io la desidero…Mi inginocchio tra le sue gambe ed affondo il viso tra le sue cosce spalancate.Ha un sapore dolce inebriante, un miele afrodisiaco. Lecco e succhio mentre lei mi tira i capelli e mi indirizza dove vuole, essere leccata e succhiata. L’altra mano ha scoperto il seno e si tira i capezzoli con forza. Vedo il suo viso duro ammorbidirsi, sciogliersi, la bocca spalancata in un urlo muto. Mi tiene la testa schiacciata a lei, mi bagna la faccia con i suoi succhi, le gambe si irrigidiscono, i talloni piantati nella mia schiena, trema ha degli scatti incontrollati, poi crolla mentre mi allontana in malo modo.
