“Sei pronta a goderti questo momento mia Giovanna e penso a un modo per renderlo indimenticabile”
così rallento la mia mano dentro di lei per inserire l’atra mano tutta inaspettata nel suo culo.
Un urlo riempie la stanza anche se non capisco se è di dolore o di piacere, non me ne preoccupo continuo a scoparla senza cattiveria ma con un ritmo costante, fino a sentire i suoi primi mugugni mentre i muscoli degli orifizi ora stringono con forza le mani che le scavano fino in fondo, aumentando sempre più il ritmo degli affondi fino a sentire il suo corpo sciogliersi come neve al sole e non resistere all’orgasmo che non so da quanto tempo non prova fino a vedere schizzi di piacere esplodere in getti incredibili
“Non fermarti ti prego continua così spingi più forte che sto godendo come una ragazzina al suo primo orgasmo, spingi forte fammi godere”
Io la fisso, le sue suppliche mi eccitano sempre di più quando sento il mio sesso grondare di piacere.
Mi inchino fra le sue gambe spalancate, inizio a penetrarla con una lentezza esasperante che manda Giovanna letteralmente fuori di testa: mi implora di penetrarla più forte, di scoparla con forza, urla di voler godere al che per un tempo infinito, la accontento facendola godere come nemmeno lei immaginava di poter esplodere di piacere; fu all’ennesimo orgasmo mi allontano da lei ,
“Vedi mia cara amica io non voglio che tu sia la mia schiava ma una tenera amante, per questo da ora Giovanna mi dirai tu cosa vuoi che io ti faccia, dimmi cosa desideri ed io ti accontento”
Vedo la sua faccia arrossata dal piacere provato anche se l’ultima cosa che si aspetta è chiedermi cosa desidera che io le faccia per darle ancora più piacere
“Io non so capisco non sono avvezza a queste pratiche non sono capace di dirti cosa desidero che tu mi faccia”.
La lascio legata, “Giovanna” le dico “magari non sai cosa ti piace allora ti chiedo scusa anche se sono certa che dopo tutte le confidenze che hai ricevuto qualche pratica che ti ha eccitata deve esserci, dai sforzati chiedi” il silenzio dura molto più del previsto, mentre la mente di Giovanna persa in mille pensieri non riesce a chiedere nulla.
“Puoi provare a sculacciarmi” mi chiede
“certo ma io desidero che tu me lo chieda gentilmente perché sei tu a desiderarlo”, una nuova pausa interminabile
“Angela per favore puoi sculacciarmi sento il desiderio delle tue mani che mi colpiscono le natiche”
“Per prima cosa mi devi dire quanto forte le vuoi” .
Mentre con una mano le massaggio il clitoride durissimo le do piccoli buffetti del sedere
“Noooo mi urta, dammele più forte”
La guardo “Spero tu sia più gentile nel chiedermi di darti ciò che desideri” lei rimane muta qualche secondo gustando la mia mano che le sfrega con calma il bottone
“Scusa Angela puoi per favore colpire più forte il mio sedere”
Aumento la velocità con cui la colpisco senza però esagerarne con la forza ammiro i glutei arrossarsi intanto aumento l’intensità con cui le massaggio il clitoride, sento il suo respiro profondo farsi più veloce gocce di piacere scivolare sulle sue gambe
“Più forte, colpisci più forte Angela per favore colpiscimi con tutta la forza che hai”
io la guardo sempre fissa negli occhi lucidi per il piacere che cresce in lei, anche se non lo vuole ammettere che a lei quelle pratiche sono fuori dalla sua indole
“Giovanna io so che tu non sei portata per questi momenti allora spiegami perché vuoi che ti colpisca con tutta la mia forza”
Lei mi fissa mentre delle lacrime le solcano il viso
“ Angela non capisco cosa mi sta succedendo, anche se la testa ti odia con rabbia, il mio corpo non mi risponde più, scivola via verso mete lontane ma che ho mai provato prima di oggi e vuole sempre più il piacere che non conosco, ma che mi sta facendo sentire una donna vera come non mi è mai successo, l’unica cosa che desidero è il piacere che mi dai che cresce sempre più senza che io lo possa controllare”
Non le lascio finire la frase che la colpisco con violenza inaudita una dopo l’altra i glutei, sento le urla di dolore che non mi fanno fermare dalla serie di colpi che le riverso intanto l’altra mano stringe sempre più forte il bottone. Resto sorpresa quando uno schizzo mi colpisce il corpo. Il piacere che prova la mia Giovanna incredibile, lei la mia amica del cuore che gode sotto una flagellazione inaudita.
Prima che il portentoso orgasmo “Dimmi Giovanna desideri qualcosa di altro dalla tua amica basta che tu me lo chieda io sono felice di accontentarti”
La sua fica spalancata squirta senza sosta il viso paonazzo con il respiro affannato, non capisco se non riesce a parlare o se desidera sospendere il gioco che ho iniziato. Dopo alcuni secondi i suoi occhi mi fissano in modo strano
“Cosa mi hai fatto Angela sto venendo senza sosta, ora desidero se vuoi che tu mi stringa i capezzoli mentre sento la tua lingua frugarmi in bocca, voglio succhiarti la lingua intanto che mi stringi brutalmente i capezzoli, puoi e vuoi accettare e realizzare questo mio desiderio per favore?”.
La fisso mentre tanti anni da schiava mi mandano un segnale di pericolo per la sua richiesta e ricordo come il mio padrone si impossessava della mia lingua con forza indescrivibile per piegare alcune mie prime resistenze
“Certo mia cara Giovanna ora ti fisso i capezzoli prima li faccio indurire come chiodi poi li fisso con due bellissime mollette strettissime, che le fanno emettere un bell urlo, poi la bacio velocemente
"scusa ma preferisco pulirmi i denti”
Esco dalla stanza prima che il suo piano mi metta in difficoltà, vado all’armadio estraendo una cintura con due falli di dimensioni mostruose, che mi infilo in vita serrandoli con forza (entrambi sono di dimensioni esagerati più di 30 cm di lunghezza ma con una circonferenza che superano i 20 cm) .
“Sai Giovanna dopo aver passato tanti anni come schiava ho imparato a leggere i segnali di pericolo, mi spiace che proprio tu hai cercato di imbrogliare la tua amica”
lei diventa rossa in volto perché non si rende conto di come mi sono accorta del suo tranello, fissando i due falli che sporgono dal mio basso ventre e cerca invano di nascondere la sua sorpresa
“ma no io non ho nessun piano nascosto” risponde farfugliando, ancora legata mi avvicino a lei
“Non ti preoccupare perché come promesso sei tu che mi devi chiedere cosa vuoi che ti faccia”.
Mi abbasso, inizio a leccare la sua fica con dolcezza, senza frenesia aprendo le sue grandi labbra senza fretta, le lecco ogni angolo del suo sesso per concertarmi sul clitoride con piccoli morsi e potenti leccate, non ho fretta, continuò lentamente fino a sentire il suo respiro farsi più forte, ma non smetto quella appassionata leccata che comincia a gonfiarsi per far uscire le prime gocce di piacere che bevo con delicata passione gustando il suo profumo che mi riempie le narici quando le prime gocce escono dal suo sesso le succhio sento il suo sapore dolce, inebriante, non guardo il tempo che scorre solo il crescente calore del suo corpo che mi fa sentire inconsciamente quanto il suo piacere sale sotto i colpi della mia lingua
