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Prenderlo in Italia
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Racconto23 min di lettura

Prenderlo in Italia

Un'eredità la porta in Italia, la fortuna la porta a scopare... una bella storia di sesso a due voci, assai eccitanti.

Pietro Siracusa
2 anni fa · 448 letture · 0

Poi aggiunge: “Inoltre può lasciare la macchina qui, il posto è a soli 5 minuti a piedi. Anzi, se vuole la accompagno, tanto di solito a quest’ora ci vado per prendere un aperitivo.”

L’idea mi piace, tanto più che non mi va di guidare ancora fra quelle stradine. Così accetto la proposta di Marco e, dopo aver sistemato nel piccolo trolley qualcosina per la notte, mi avvio con lui verso il posto indicatomi. Gentilmente lui si offre di portare il bagaglio per me e assieme percorriamo a piedi il corto tragitto che ci porta verso il “Bar-Trattoria-Locanda da Baffo”, un paio di vetrine che si affacciano sulla piccola piazza del paese e due balconcini al piano di sopra, dove sono appoggiati vasi di fiori che donano un po’ di bellezza al grigiore dei sassi di quella vecchia facciata. Nel locale con il banco del bar ci sono un paio di ragazzotti che stanno consumando del vino bianco come aperitivo. Dietro al bancone un signore sulla sessantina, robusto e con dei lunghi baffi grigi, saluta con simpatia Marco e anche me:

“Buongiorno bella signora. Qual buon vento la porta qui da queste parti?”. 

Io gli sorrido e Marco intanto gli spiega la situazione. Ci sono camere libere, solo una è occupata da un camionista di passaggio che adesso è già seduto nella sala ristorante appena dietro quella del bar. Dalla cucina poi fa capolino la signora Maria, una bella donna 60enne sorridente e decisamente ancora molto piacente, mi saluta con cortesia e poi mi dice che se voglio mi fa vedere la camera, poi sicuramente mi preparerà la ena, ben contenta di avermi come nuova ospite. Lascio Marco a prendere il suo aperitivo e salgo in camera. Mi piace, mi va bene: un letto matrimoniale, un piccolo armadio, non c’è televisione ed il bagno è in comune in fondo al corridoio, ma ci dovrò stare una o al massimo due notti. Dico che mi va bene, quindi lascio la mia roba in camera e scendo al bar per prendere l’aperitivo con Marco, che è stato molto gentile e che ancora è lì seduto a chiacchierare con Bartolomeo…

***

«Allora, Marco, dimmi tutto, chi è?» mi dice Bartolomeo, mentre mi fa l’occhietto e mi versa l’aperitivo accompagnato da tartine e pizzette.

«È l’erede delle proprietà del defunto signor Giovanni e poi….hai capito male, intesi???» rispondo io di getto.

«Va bene, va bene – dice Bartolomeo – ma è da tempo che non ti fai vedere qui e ti presenti tutto d’un tratto con una donna, una bellissima donna, cosa devo pensare?».

La trattoria mi ha visto tante volte ospite fin dal primo giorno in cui mi sono stabilito là: cucina casalinga eccezionale, vino di ottima qualità e accoglienza familiare ed intima da parte dei proprietari. Ci sono andato sempre da solo e Bartolomeo e Maria mi hanno preso in simpatia facendomi stare bene e non pensare ai miei problemi, almeno durante il tempo trascorso da loro anzi addirittura, più di qualche volta, lei mi ha fatto anche delle velate avances ma essendo un gentiluomo non ho accondisceso per rispetto ed educazione.Stella intanto mi ha raggiunto e subito anche a lei è stato offerto da bere.

«Tutto bene?» chiedo a Stella.

«Sì, la stanza è carina e poi per una, due notti mi posso accontentare».

«Perfetto – rispondo – allora brindiamo alla vendita e che si possa realizzare al più presto, no??».

«Speriamo, devo rientrare quanto prima, il lavoro mi aspetta».

Nel frattempo Bartolomeo si avvicina e ci annuncia che si sta per servire la cena.

«Stasera Maria si è superata: tajarin al burro di cacao e tartufo e poi uno stracotto che si scioglie in bocca, accompagnato da polentine al forno con zucchine e toma. Allora vi volete accomodare???».

«Veramente io sarei un po’ stanca. Vorrei andare in camera e riposare» risponde Stella facendo aggrottare la fronte a Bartolomeo.

«Non si può dire di no alla cucina della mia Maria, se la prenderebbe. Ci mette anima e cuore. Forza, cara signorina, il tempo della cena e poi subito a nanna, promesso» dice Bartolomeo portandosi la mano destra sul cuore.

«Eh no…non si può proprio dire di no a Maria» intervengo io.

Ci alziamo e ci avviamo al tavolo indicato da Bartolomeo.

«Prego, si sieda» dico mentre scosto la sedia per far sedere Stella.

«Grazie, che galante…» dice Stella.

«Sono vecchio stampo, con una donna mi sento sempre cavaliere».

Sorridiamo alla mia battuta: io per non sembrare un cretino e lei sicuramente per compiacermi, ma vedo che la cosa le ha fatto piacere perché mi ringrazia con un sorriso. Bartolomeo ci raggiunge con una bottiglia di vino:

«Ho qui per voi un Barbaresco DOCG Riserva Rabajà 2009 che fa resuscitare i morti».

«No, grazie. Io sono quasi astemia. Il vino mi dà subito alla testa» dice di rimando Stella, ma Bartolomeo ha già iniziato a versarne un po’ nel suo calice.

«Suvvia, questo è un nettare rosso che è un piacere per il palato, per la mente e perché no, anche per il corpo. Dopo averlo assaggiato si sentirà meglio e la stanchezza…pufff…..svanita…..ahahahah».

Arriva la signora Maria con il primo:

«Questi tajarin (tagliolini) li ho impastati nel pomeriggio ed il tartufo bianco d’Alba ce l’han portato proprio ieri, forza mangiate e buon appetito!!!».

«Grazie, Maria, saranno sicuramente squisiti. Come tutta la tua cucina e te, ovviamente» rispondo io.

«Sa, Stella, il qui presente bel fusto, le prime volte che veniva da noi aveva un’aria talmente sbattuta e seria che era difficile cavargli non più di dieci parole. Col tempo i miei manicaretti ed il vino di Bartolomeo lo hanno sciolto, ma lo avesse visto qualche mese fa…Non parlava con nessuno, dava pochissima confidenza….ah….gli uomini!!!!».

Maria si allontana dal nostro tavolo scuotendo la testa ma so che sta sorridendo.

«Quindi, mi dica, lei era un orso, solitario, introverso, diffidente…» mi dice Stella mentre inizia a sorseggiare il suo vino.

Anche io prendo il mio calice e mentre mi accingo a bere non posso non buttare lo sguardo sulla generosa scollatura – deve avere un seno fantastico – penso….Ma subito la guardo negli occhi, quei magnifici smeraldi incastonati in un viso dai tratti delicati ma allo stesso tempo così forti, prorompenti da ammirare senza mai stancarsi.

Lei si è accorta del mio sguardo quasi malandrino e così inizio a parlare di me e della mia vita, cosa mi ha portato in quel luogo. Parlo per così tanto tempo e mi accorgo che è una cosa che non facevo da tanto. Mi stupisco del fatto che Stella non mi sembra essere annoiata, anzi è interessata a ciò che espongo perché mi incita a continuare durante le pause per mandare giù qualche forchettata di quella stupenda ricetta di Maria. Intanto ho notato che Stella continua a bere (ma come non è quasi astemia?!?) ed ogni volta assapora il vino con gusto e soddisfazione tanto che le sue gote hanno cominciato ad un assumere una nuance rosata più intensa, setosa e le sue belle labbra sono rese ancora più morbide e anzi mi sembra che si siano anche leggermente gonfiate rendendole molto invitanti, sembrano due ciliegie rosse, mature, succose….

«Ecco lo stracottino, attenzione è bollente» ci interrompe Maria mentre verso ancora del vino nel calice di Stella.

«Meno male – penso tra me e me – non devo farmi prendere da tali pensieri…..».

***

Era da tempo che non mangiavo e bevevo così bene, in Repubblica Dominicana dove vivo, certe cose non sono contemplate nei menù. Il vino però mi stava facendo un certo effetto, sorridevo spesso mentre ascoltavo Marco raccontarmi di lui. Lo guardavo nei suoi occhi profondi e scuri, che spesso vedevo abbassarsi lievemente e guardare fugacemente nello spazio aperto della scollatura della mia camicetta. Gli piacevo da morire, lo sapevo benissimo perché a molti uomini faccio quell’effetto e so bene che tutti vorrebbero possedermi.

Prima di andare avanti…

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