La accompagno sul lettino. La faccio stendere sulla pancia. Verso l’olio per massaggi sulla sua schiena e inizio a spalmarlo sulla sua pelle morbida. Le massaggio le spalle, le braccia, i fianchi. Salto i glutei. Vado ai piedi, sembra apprezzare. Risalgo prima sui polpacci, poi le cosce. Arrivo finalmente al suo culo sodo. Lo cospargo con molto olio e le allargo leggermente le gambe. Rigoli di olio scendono sulla sua figa rossa. È visibilmente eccitata. Inizio a massaggiare i glutei, sempre con più forza e poi faccio scendere le mani verso l’interno coscia. Struscio le mie dita sulle sue labbra esterne. Ha dei brividi di piacere e il suo respiro si fa più affannoso. Inizio a strusciare la mano dalla fessurina fin su sopra l’ano. Ad occhio non è mai stato penetrato.
«Volevi che fossi in controllo totale, giusto Anna?».
Fa cenno di sì con la testa.
«Ora ti immobilizzerò le braccia dietro la schiena e le gambe aperte con dei bracciali di cuoio.».
Un volta legate le sue braccia dietro la schiena, le alzo il bacino e le infilo sotto un cuscino in modo da avere il suo fondoschiena bello alzato. Le gambe sono belle aperte e le lego le caviglie ai piedi del lettino.
«Ora mi dedicherò esclusivamente a massaggiarti in mezzo le gambe. Per i prossimi 30 minuti, la mia attenzione sarà al tue bel tempio del piacere.».
Posiziono il pollice sinistro sul suo ano. Premo in modo che senta la pressione, ma non la penetro. La pressione tiene ferma la pelle delle labbra, mentre con la mano destra prendo tra pollice e indice il suo clitoride bagnato con l’olio. Inizio a stimolarlo muovendolo tra le dita. Poi alternando piccoli strizzi a massaggi più dolci di varie intensità. Dopo il clitoride mi dedico alle labbra. Le prendo a pinza tra indice e medio e le struscio. I gemiti che Anna emette sono un chiaro segno di quanto le stia piacendo. Finito con la parte esterna, mi dedico all’interno. Inizio a farle un ditalino con due dita, poi con tre. Non resiste a lungo e viene sul lettino. Sento le sue pareti contrarsi attorno alle mie dita. Una sensazione bellissima.
La slego. La faccio girate supina. Le lego di nuovo i polsi sopra la testa e le gambe divaricate alle gambe del lettino. Cospargo d’olio la sua pancia piatta e inizio a massaggiarla. Mi dedico con piacere alla sua quarta. Parto dalla base del suo seno e salgo stringendolo tra le mani su fino ai capezzoli duri. Stimolo i suoi bottoncini duri con il pollice da sopra. Li prendo tre pollice e indice e li giro come fossero le manopole della radio. Premo sopra a spingerli verso il basso. Anna è un gemito unico. Ha di nuovo un orgasmo. Infine cospargo il suo monte di venere di olio per massaggi. Non servirebbe perché è già bagnatissima di suo, ma voglio che la sensazione sia al massimo, soprattutto quella uditiva.
«Ora concentrati sul mio tatto e sul suono.».
Inizio a massaggiarle la figa a mano aperta. Prendo tutto. Strofino la mia mano, premendola sulle sue zone erogene. Metto la mano a coppa e inizio a penetrarla molto velocemente. Nella stanza echeggiano i suoi gemiti e il ciaf ciaf della sua figa. Non resiste più e squirta come una fontanella in un lungo orgasmo, l’ennesimo. Tutti i suoi umori sono sul lettino e colano sul pavimento.
«E’ stato bellissimo!».
Dice con il fiatone.
«Anna, abbiamo ancora mezz’oretta a disposizione.».
«Vuoi farmi venire ancora?».
Mi avvicino al suo orecchio e sussurro.
«Sì, ancora. Ma che ne dici se questa volta mi dedicassi al tuo buchetto posteriore?».
«Hai tu il potere. Quello che decidi lo accetto.».
Sorride.
«Bene! Ora ti giro di nuovo a pancia in giù!».
Verso l’olio sul suo ano rivolto verso di me e senza troppi indugi infilo lentamente l’indice nel suo buchetto. All’inizio fa resistenza, ma presto entra senza troppi problemi. Inizio a masturbare la sua figa mentre con l’indice le penetro il culo. Quando le pareti del suo ano sono belle rilassate, abituate alla presenza del mio dito, inserisco anche il medio. Questa volta inizia a gemere di piacere e bastano pochi affondi nel suo culo per farla venire di nuovo.
La faccio alzare dal lettino dopo averle tolto le cavigliere e i bracciali di cuoio.
È in piedi davanti a me, sudata, oleata e con il fiatone per gli orgasmi appena avuti.
«Soddisfatta?».
«Tantissimo!».
«Apri leggermente la bocca!».
Esegue. Mi avvicino lentamente e la bacio. Le nostre lingue si attorcigliano in uno scambio che sembra infinito.
«E’ contro il regolamento. Non dirlo a nessuno o mi licenziano!» le sussurro all’orecchio.
«Sarà il nostro segreto. A te è piaciuto?».
«Farò un’altra cosa contro il regolamento.».
Le prendo la mano e la porto in mezzo alle mie gambe. Lei stringe nella sua mano il cazzo durissimo da sotto i pantaloni bianchi della divisa.
«Peccato non poter andare oltre qui!» le dico.
«Qui no, ma a casa?».
«Mi stai invitando a fare sesso a casa tua, Anna?».
«Può essere. Però, ecco, preferirei pagarti anche per quello. Non voglio approfittare di te.».
«Va bene. Ci guadagno due volte. Soldi e la possibilità di stare con una donna stupenda!».
«Mi fai arrossire.».
Mi stacco da lei.
«Ti ho messo il mio biglietto con il numero di cellulare del lavoro. Chiamami lì per metterci d’accordo. Qua nella stanza c’è lo spogliatoio privato in cui puoi sistemarti. Da quando te lo dico io conta fino a 20 e poi togli la maschera dagli occhi e poggiala sul lettino, poi sistemati. Per oggi abbiamo finito.».
«Grazie di tutto!».
«Grazie a te. Ora conta!».
Esco dalla stanza e incontro Jessica.
«Allora com’è andata?».
Mi fissa il pacco duro.
«Direi bene. Ma ora è talmente duro che mi fa male. Devo sfogarmi!».
«Ci penso io. Sono o non sono l’addetta al personale?».
Sorride, mi prende la mano e mi trascina in una stanza che non ho mai visto prima.


Appare piu' come una storia di fantasesso, che di un racconto ma e' gradevole e counvolgente