- Non ci pensare nemmeno – disse Floriana – dentro non te lo faccio mettere … -
- Allora te lo metto nel buco di dietro! - disse il ragazzo, smanioso.
- Ma che dici – replicò la sorella – mica si mette, nel buco di dietro … - disse sospettosa.
- Si che si mette, scema! Tutti i ragazzi cominciano così … - si perse nel vago.
- Che cosa vuoi dire? Anche tu lo fai? -
- Noi ragazzi da soli ci giochiamo … ci appoggiamo il coso dietro e spingiamo. Io l'ho fatto con Francesco, qualche volta – confessò Renato, con la speranza di convincerla.
Intanto si era infilato sotto le coperte e già le aveva poggiato la cappella gonfia sui reni, perché sentisse quanto era duro.
- Ma solo poggiarlo … senza entrare nel culetto? - Floriana era comunque eccitata: i continui rapporti la mantenevano “su di giri” in quei giorni, quasi fosse ninfomane.
Non pensava che al sesso ed era sempre pronta e vogliosa.
- Solo poggiarlo, non entro, parola! - disse Renato e intanto le alzò la vestaglia, liberando il culo a mandolino della sorella.
Con molta perspicacia si abbassò col viso fino all'altezza del suo sedere e, dopo averla liberata dalle mutandine di cotone, iniziò a leccarsela.
Floriana, prontamente, s’inarcò nel letto, per fare in modo che il fratello le leccasse anche la figa, cosa che a lei piaceva tantissimo.
Renato era bravissimo, baciava succhia e leccava i genitali della sorella, finché iniziò a dedicarsi al suo culetto.
Le cercò il buchetto e gli venne spontaneo solleticarlo con la lingua, apprezzandone il sapore e l’odore aspro, eccitante.
Floriana era sconvolta dal nuovo piacere che mai avrebbe immaginato di poter provare.
Invece la penetrazione e i picchiettamenti del fratello, le davano sensazioni mai provate; si sentiva aperta, profanata e disponibile.
Il leccare le procurava una voglia incredibile, e lei stessa cominciò a desiderare ardentemente di provare come il cazzo sarebbe potuto entrare dentro il suo corpo.
Il fratello non era mai stato con un'altra donna e, se da una parte ardeva per farsela, dall'altra non sapeva bene cosa lo aspettava.
Ma il cazzo durissimo non voleva sentire ragioni, così, a un certo punto, aiutò la sorella a stendersi supina e le salì addosso, cercando di non pesarle troppo.
Fecero una serie di tentativi abbastanza impacciati, un paio di volte rischiò di caderle pesantemente nella figa, poi riuscì a trovare l’ano, aiutandosi con la mano.
Però diede un paio di spinte nel posto sbagliato, procurandole dolore e spavento: il suo cazzo era troppo duro e grosso per essere adoperato con leggerezza.
Finalmente le mise il glande nella fessura e le allargò l'ano in maniera repentina.
Floriana urlò e se lo fece togliere da sopra con uno spintone.
- Ma sei matto? Mi hai fatto un male boia. -
Si voltò su un fianco offesa e dolorante, la dilatazione improvvisa era stata lancinante.
Renato, vergognoso e stanco, si piazzo alle sue spalle, aspettando che le fosse passata, per ottenere almeno una sega liberatoria.
Ma poi, entrambi turbati, si addormentarono per la stanchezza.
Qualche ora dopo, nel pieno della notte, Renato si svegliò col cazzo più duro che mai.
Senza riuscire a frenarsi si riaccostò alla sorella che era rimasta senza mutande e dormiva ancora. Cominciò a carezzare quelle natiche dalla pelle virginale provando una voglia di penetrare in lei, mai provata, ma violenta.
Pian piano, restando sul fianco, le si accostò al culo, posizionandosi il membro con le mani.
Si bagnò più volte le dita di saliva e fece del suo meglio per rendere cedevole il buchetto, assai minuscolo, di sua sorella.
Ma la voleva ed era deciso ad averla.
Mise il glande sul suo fiore scuro e, aiutandosi con la mano, le massaggiò il buchetto col cazzo.
Tastando il culetto si rese conto che il foro, nonostante fosse minuscolo, cedeva morbido davanti al suo membro.
Floriana cominciò a svegliarsi e si rese conto della pressione costante esercitata sul suo ano, ma non ebbe il coraggio di opporsi.
Nonostante il dolore provato la sera prima, sentire il cazzo che le armeggiava tra le chiappe le diede delle scosse piacevoli, che fecero si che la sua fighetta si bagnasse immediatamente.
Erano entrambi sul fianco …
Questa volta, Floriana, invece di aspettare supinamente, iniziò a collaborare, rilassandosi completamente e aspettando lo sfondamento che di certo sarebbe avvenuto.
Decise di essere forte … lei quel pene lo voleva in corpo, ormai.
Il tempo, la saliva, la delicatezza della penetrazione, ebbero la meglio sul suo sfintere, che senza traumi eccessivi, lasciò che la cappella del fratello entrasse del tutto.
A Floriana mancò il fiato: lo fermò con le mani, e si prese un po' di tempo per raccapezzarsi …
Era una sensazione indescrivibile, si sentiva sfondata, impalata … posseduta.
Un piacere unico, nuovo, diverso da tutti i precedenti.
Si sentiva vittima, ma allo stesso tempo padrona ... si sentiva donna.
Adesso, lo voleva a tutti i costi e il fratello l'accontentò; delicatamente continuò a spingere il nerbo nel suo culo, fece gli stessi movimenti della sega, solo che stavolta, il suo pene non era sollecitato da dita o labbra … era dentro un tubo, un canale, che lo accoglieva tutto, con una carezza lunga quanto tutto il suo cazzo.
Premeva, premeva e sudava di piacere.
Floriana si cercò il buco del sedere con le dita, passando sotto la vagina: sentirlo impegnato dal pene le diede una sensazione sconvolgente.
Si frugò con le dita tutto lo sfintere, trovandolo occupato dal grosso cazzo.
Era sul punto di perdere i sensi dal piacere.
Il fratello, intanto, incapace di fermarsi, era entrato nel suo sedere fino alle palle.
Infatti, lei lo sentiva tutto dentro la pancia.
Cominciò a mugolare perdendo ogni controllo di se.
Renato, eccitato dalla via che si era fatta libera, iniziò a incularla con sempre maggior determinazione.
Il movimento gli era sconosciuto eppure, naturalmente, seppe trovare il giusto ritmo per fottersela in profondità.
Il buco era sfondato, ormai, e Floriana non sentiva più alcun dolore … anzi.
Non aveva mai provato sensazione più coinvolgente.
Ecco perché, in fondo, tutte le azioni precedenti venivano chiamate … preliminari.
Carezze, seghe, pompini erano tutte pratiche erotiche eseguite con la mente, con la consapevolezza “tecnica” di dare e provare piacere.
Ma prenderlo dentro ti cambiava lo stato di essere … era permeata dal piacere e lo subiva senza riuscire a dominarlo.
Renato, intanto, voleva provare una nuova posizione e la costrinse a girarsi di spalle, per sdraiarsi su di lei, come aveva tentato di fare la sera prima.
Una volta addosso provò ad aderire completamente nudo al corpo della sorella: era talmente arrapato che mugolava, senza fottere, ma solo tenendolo piantato in lei e roteando con le anche.
Floriana lo sentiva bene, il punteruolo le girava nei visceri, approfittando del culo morbidissimo e rilassato che lo ospitava.
- Stringi il culetto – le sussurrò il fratello ingoiato.
Lei lo accontentò, serrando le gambe, mentre lui la circondava con le sue, la ragazza le tese per irrigidire i glutei e serrare ulteriormente la mazza.
Accavallò i piedi per darsi forza, mentre Renato riprendeva a pompare.
- Aspetta – riuscì a dire con un fil di voce, dopo alcuni minuti – mettiti sotto, voglio farti io! -
Renato non capì, anche perché era stordito dalla goduria.
Floriana sgusciò dalla sua stretta e lo fece girare di faccia, col cazzo che troneggiava come un palo, lucido e bagnato.
Trionfante e posseduta dalla furia erotica, si spogliò completamente, cosa che non aveva mai fatto … ma dopo averlo preso dietro, si sentiva ormai completamente donna.
