Vai al contenuto
Erotika
La storia di Marco - Parte 2
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto19 min di lettura

La storia di Marco - Parte 2

Se non avete letto la parte 1 vi consiglio di recuperarla. Marco deve scontare un tradimento.

Alphamaster
2 anni fa · 551 letture · 0

Lei urlava il suo piacere masturbandosi con le dita (cosa che non era abituata a fare) fino a quando tutti e due esplosero in un estasi contemporanea. Vedevo lui piegato in avanti cercando di far entrare il cazzo dal culo fino al cervello di Manuela, e lei premere il culo sul corpo di Guido per cercare di rendere possibile la cosa. Tremarono per un tempo che mi parve infinito, e nel frattempo io pure raggiunsi un orgasmo devastante, spruzzandomi di seme sulle gambe oltre che per terra a raggiungere il resto che c'era.

Lui si ammosciò e usci dal corpo di mia moglie, che si abbandonò prona sul letto, ansante e sudata. Vedevo il suo ano orribilmente dilatato e quando il suo amante si sdraiò supino accanto a lei e le mise una mano su una natica le colò anche una goccia di sperma dal buco sfondato, e lei sorrise con la testa girata verso Guido. "Mi hai fatto un clistere di sperma, porco!". Lui sorrise guardandola a sua volta. Io guardai per terra tra i miei piedi. Le gambe erano impiastricciate di seme, le mutande di lui piene e sul pavimento c'era una quantità di sperma assurda. Eppure il mio cazzo stava tornando in tiro. "Ultimo round?" chiese lei, ma lui scosse la testa. "Per stasera basta." Poi la guardò e chiese "Per stasera?" chiedendo conferma implicita di altri rapporti futuri. Lei alzò le spalle, e disse "Non faceva parte dei patti. Ti farò sapere, ma ora vestiti e vai". Lui venne a cercare gli slip e trovandoli pieni del mio piacere si arrabbiò, urlando "E questo litro di sperma? Stronzo, non posso metterle!" Poi si rivestì senza mutande, flirtando con la mia signora ancora nuda. Si baciarono più volte, finendo di rimettere in tensione del tutto la mia "trivella". Ero li nudo, in silenzio e con il più doloroso alzabandiera mai avuto. Alla fine si salutarono, Guido se ne andò e sentii sbattere la porta di casa.

Lei rimase nuda a guardarmi per un tempo lunghissimo, sdraiata per traverso sul letto, prona e con la testa girata verso di me. Poi si alzò e ancora un po' di sperma le uscì dal culo colandole sulle gambe, ma lei lo lascò li, apposta, per umiliarmi. Indicò lo sperma addosso a me e per terra: "Perché?" chiese. Solo una parola, ma adesso potevo parlare. "L'ultima volta che ti ho visto, a cena, eri l'immagine dell'apatia, di una vita distrutta. Da me per altro. Mi ha fatto male più quello di qualsiasi cosa, perché io ti amo" – mi fermai in attesa che mi interrompesse dicendole di non dirle che la amavo, ma non profferì parola, quindi proseguii: "Stasera sorridevi, eri felice, hai goduto come non godevi da tempo e forse da mai. Sono stato felice per te, perché l'amore è questo. Essere felici se l'altra parte di te lo è, essere distrutti se l'altra metà di te lo è" mi fermai per prendere fiato, la sua espressione era cambiata così sottilmente che non avrei mai saputo puntare il dito e dire cosa era cambiato, ma una parte di me lo sentiva. "E poi ti ho rivisto nuda, ti ho rivisto godere, e pensavo che non lo avrei fatto mai più. Sei la donna dei miei sogni, vederti così non può non eccitarmi". Mi fermai, ora la parola toccava a lei, che era in piedi davanti a me con lo sperma che le scendeva dal culo sull'interno delle cosce. Lo sperma di un altro uomo!.

Rimase in silenzio per diversi minuti guardandomi, e io rimasi seduto a guardare lei, col cazzo ancora dritto. "Il mio piano era di farti questo, umiliarti e vederti piangere, e anche se tu non lo avessi fatto e tu avessi passato la prova comunque lasciarti e chiedere il divorzio, per poi trasferirmi al nord e rifarmi una vita in un'altra città, lasciando te e... " si interruppe, passando due dita sull'interno coscia e raccogliendo una goccia di sperma "... e questo... alle spalle per sempre. Pensavo che avrei dovuto FINGERE di godere. Pensavo che avrei dovuto sopportare questa scopata come una tortura, solo per godermi il fatto di averti distrutto." guardò lo sperma che aveva sulla punta delle dita "ma poi ti ho visto sorridermi, ti ho visto eccitato godere e ho capito. Godevi ogni volta che io avevo un orgasmo. Non godevi per te, godevi per me". Mi guardò fisso. "Ti perdono, se tu potrai perdonare me di quello che volevo farti." Annuii, non potevo pensare di vivere senza di lei, e anche se sapere cosa aveva progettato era tremendo, sapere che aveva capito mi bastava. "Però cambiamo le regole del nostro matrimonio. Inseriremo altri, se uno dei due ne sente il bisogno. Ma MAI di nascosto. MAI senza l'accordo. A queste condizioni, non lasciamoci. Non posso lasciare l'uomo che mi ama al punto da distruggersi per farmi felice."

Annuii, ancora, per l'ultima volta. La gola secca, la lingua incollata al palato mi impedivano di parlare. Saremmo rimasti insieme, alla fine! Lei prese il vibratore e si rimise sul bordo del letto come aveva fatto per lui. "Prendi anche tu il mio culo. Non te lo avevo mai voluto dare ma sono stata così stronza da darlo a un altro solo per farti male. Ora è tuo." Mentre lei si massaggiava il clitoride con il vibratore le penetrai l'ano, scivoloso del seme di guido, appiccicando le mie gambe sporche del mio seme alle gambe di Manuela sporche del seme dell'altro. Lei si infilò dentro il vibratore, in una simbolica doppia penetrazione, e sentivo il giocattolo vibrare attraverso il setto retto-vaginale, la sottile membrana di carne che separa i due canali. Era un godimento devastante, e appena lei venne le sue contrazioni fecero godere anche me. Era il quinto orgasmo, eppure non fu affatto "secco". Le scaricai nel retto il mio piacere caldo e la sentii invadere e gridare di goduria. Quando spense il vibratore e lo fece uscire mi ammosciai e uscii anch'io. Mi parevano ore che avevo il cazzo in tiro, ed ero esausto, sentivo il cuore sforzarsi e galoppare. Lei si alzò in piedi e raccolse lo sperma che usciva dal suo ano con la mano destra, portandoselo poi alla bocca e succhiandolo. Il misto di sperma mio e del mio collega, e sicuramente anche del contenuto del suo intestino. Era il suo modo di espiare, credo. Ma so che lo adorai.

Ecco, e con questo siamo arrivati a oggi. Vi avevo detto di leggere fino in fondo la storia. Stasera io sono di nuovo vestito in tiro, e lei sta finendo di prepararsi con un completo nero e scarpe col tacco che la rendono semplicemente una dea. So che non ha intimo e che ha il plug nell'ano, e questo mi eccita, e lei sa che sono eccitato e questo la eccita quanto il plug. Stiamo andando in un locale per scambisti e non è la nostra prima volta. E non sarà l'ultima.

FINE.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
Alphamaster

Sono un Master, amo il D/s e lo pratico con la mia schiava, giulia, via Telegram. Ho un gruppo dedicato al BDSM, in particolare al D/s - https://t.me/DOM_sub_ITA

Altri racconti di Alphamaster

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    Libro5 capitoli · completo

    Gisella

    Poi Gisella chiuse gli occhi, immaginando che l’uomo che sentiva sul letto fosse il Padrone mentre Matteo, suo marito, stava in disparte a guardare.

    1 anno fa 23 min 0 mi piace
    Libro5 capitoli · completo

    Sorelle

    Sono Bianca e Rosy è mi sorella. Fisicamente ci somigliamo molto, qualche volta nelle foto ci prendono per gemelle. Fu così che per noia e per ridere un po’ finimmo per arrivare ai racconti erotici, da leggere e commentare tra noi ridendo…

    1 anno fa 37 min 9 mi piace
    Libro3 capitoli · completo

    I racconti di Giulia

    L'irresistibile desiderio di esibirsi al "pubblico" e annullarsi per il Padrone.

    2 anni fa 10 min 0 mi piace
    Pagina 3 di 3 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista