Parlammo per un po', ci chiesero cosa cercavamo da una giornata come quella, e rispondemmo senza vergogna che cercavamo un po' di eccitazione sessuale, che ci piaceva che ci guardassero e che poi chissà, perché “in quella particolare estate avevamo deciso che nessuna porta era chiusa”, così dissi. Fu lei a parlare, stavolta, era stata un po' taciturna, ma quando parlava aveva una voce che calamitava l'attenzione. “Io mi faccio portare spesso qui da mio fratello, ci piace trovare bella gente come voi, siamo entrambi bisessuali e neanche noi abbiamo porte chiuse” disse con un sorriso.
“Suo fratello?”, pensai un po' incredula e solo dopo mi accorsi che lo avevo pensato un po' troppo a voce alta, avevo proprio fatto la domanda: “Si, siamo gemelli, ovviamente non monozigoti, non identici, ma siamo nati e cresciuti insieme ed è logico che condividiamo tutto”. Sondammo cautamente il terreno, lei era attratta da Alba e me, e se avessimo accettato la giornata sarebbe passata a 6, o a 5 se avessimo voluto lasciare Luca a parte, cosa che lui era disposto a fare perché spesso contemplava le avventure erotiche della sorella limitandosi a masturbarsi. Che devo aggiungere? Accettammo. Eravamo in una spiaggia che lentamente si stava popolando di coppie di una certa età, e loro erano giovani e belli. I boyz dissero entrambi che non amavano l'idea delle attenzioni di un altro maschio, e Luca alzo le mani, dicendo che le ragazze gli andavano benissimo, e cominciò una giornata memorabile.
Vi voglio raccontare solo un episodio, ovvero la prima volta che ho provato la doppia penetrazione: ero sdraiata supina su Luca, che dopo aver tolto il mio plug mi penetrava l'ano da dietro facilitato dalla dilatazione dovuta al toy tenuto per parecchio tempo, e avevo Giò che mi scopava da davanti, e sentivo sensazioni uniche, i due membri strofinavano l'uno contro l'altro nel mio corpo attraverso la sottile membrana di carne che divide i due orifizi, e oltre a eccitare loro la cosa semplicemente mi faceva esplodere la mente in mille pezzi, e quando Maria mi si mise in ginocchio sulla faccia porgendomi la vagina umida e profumata e la mia lingua cominciò a darle piacere e raccogliere i suoi succhi semplicemente smisi di essere un essere senziente: onde orgasmiche mi attraversavano dalla punta dei piedi fino alla testa, i miei muscoli si contraevano, tremavo, le dita dei piedi si arricciavano: credo di aver avuto un unico orgasmo estremamente potente lungo dieci, forse addirittura 15 minuti. Le mani di Maria sui miei seni, i due ragazzi che scopavano entrambi i miei buchi mi toglievano materialmente la capacità di scendere da quel colossale tsunami di piacere, e quando i due maschi mi sborrarono dentro in contemporanea e Maria mi squirtò in bocca persi la cognizione di me. Non so se sono svenuta o se semplicemente la mia mente smise di computare i dati come un computer bloccato, ma so che mi sono ripresa solo dopo un po'. I miei primi ricordi sono di me nuda sull'asciugamano, con Maria che mi puliva i buchi con la lingua, compreso il seme del fratello (scoprimmo più tardi che i due avevano rapporti incestuosi, quando avevano voglia) con il mio stesso plug in bocca e Alba accoccolata al mio fianco, con una gamba tirata su sulla mia pancia e la micia appoggiata con leggerezza sul dorso della mia mano che giaceva come morta. “Rieccoti finalmente, ben tornata sulla terra” mi disse e mi baciò con quella dolcezza che solo lei sapeva metterci. Mi tolsi il giocattolo anale di bocca, profumato del mio stesso corpo, e me lo rimisi, non senza una piccola smorfia di dolore, e la mia ragazza continuò “dopo hanno preso in due anche me, è stato incredibile, non avevo mai sentito una cosa così, peccato che la vagina sulla mia faccia non fosse la tua, ma eri occupata a tremare e gemere sul telo di spugna” - e rise, scoprendo i denti bianchissimi che adoravo.
A fine serata salutammo Maria e Luca, non li avremmo più rivisti ma conservo un ricordo bello di loro, sembravano due angeli anche se forse erano più due demoni.
Il viaggio di ritorno fu meno spensierato, tutti eravamo molto stanchi, appagati e quindi senza gli ormoni in circolo, e tutti sapevamo che l'estate si stava consumando e presto sarebbe finita.
CAPITOLO 7 - EPILOGO
Fu la mia estate più bella di sempre, di li a fine Settembre avevamo fatto tante delle nostre avventure che potrei riempire un libro, ma quello che ho voluto raccontarvi è la serie delle mie “prime volte”, senza tediarvi dicendovi cose che sono molto simili ad altre già lette. Fu l'anno in cui capii di essere bisex e il momento in cui capii che amavo il sesso in tutte le sue forme, l'esibizionismo e tanto altro, amavo il piacere, il godimento e l'adrenalina, ma come tutte le estati anche quella terminò ed arrivò la fine di Settembre. Sentivo qualcosa di pesante nell'aria, e sapevo che tutto quello che era successo era una magia che l'autunno avrebbe rotto. Lo sapevo con la parte conscia di me, ma la femmina innamorata (perché Alba era il mio primo Vero Amore) cercava di rifiutarlo, e fu con una certa paura che andando a casa di Alba la trovai più seria di quanto mi piacesse, e dopo i saluti affrontò l'argomento per prima: “lo sai che mi sono iscritta a medicina, mi trasferisco a Pisa per studiare. E sono troppe, troppe ore di treno per pensare di fare su e giù” - teneva gli occhi bassi e parlava piano, e io sapevo esattamente quello che stava succedendo. Le lacrime mi stavano scorrendo sulle guance, ma risposi lo stesso con voce più possibile calma “si, lo so. Era la magia dell'estate, vero?” - lei annuì senza parlare e io proseguii “non ti chiederò di rimanere la mia ragazza, anche se darei un anno di vita per ogni mese in più passato con te, ma sappi che sei stata il mio primo amore, non una cotta. Una persona che se il mondo fosse diverso avrei sperato di avere accanto per tutta la vita.” - anche sul suo volto c'erano le lacrime: “lo so, e credimi, anche tu sei stata il mio primo amore. Il primo in assoluto, non il primo amore femmina. Non ho mai davvero AMATO qualcuno, prima di te. Ho fatto sesso, ma senza amore è tanto, tanto diverso” - tirò su con il naso e proseguì “ma sapevamo entrambe che era, come la hai chiamata, la magia dell'estate..” fece una piccola pausa “- e l'estate è finita, purtroppo”.
Ci abbracciammo fortissimo, ma sapevamo che l'incanto era rotto per sempre.
Lei si è laureata con il massimo dei voti, ora si sta specializzando. La sua vita ora è da “single” in una grande città e non in un paesino di mare. Ci sentiamo ogni tanto, ma non facciamo mai cenno a quella estate, ai Boyz ed alle Girls. Siamo altre due persone, quelle due ragazze pazze e un po' troie sono rimaste in quella bellissima estate, vivranno li per sempre.
Io ho un ottimo lavoro, un marito – Alba fu la mia testimone di nozze - un figlio piccolo ed una amante meravigliosa di cui mio marito sa, ma della quale non è geloso. Dice che sarebbe geloso di un maschio, ma non di una femmina. Ha anche chiesto di partecipare, ma gli ho risposto che ero disposta a condizione che dopo lo facessimo una volta lui, io e un terzo di sesso maschile di sua scelta, ma la sua gelosia nel vedermi alle prese con un altro cazzo lo ha fermato. Peccato, potevano essere due belle occasioni di rivivere certe cose. Pratico ancora l'esibizionismo con mio marito, nelle giuste occasioni. Mi piace ancora girare senza slip sotto la gonna, e tante delle cose che ho fatto quell'estate sono ancora parte del mio modo di vivere la vita, il piacere e il sesso. Nel cassetto dei “giocattoli” ho ancora quel plug nero ma non l'ho mai più usato, ne ho comprati altri, ma quello non è mai più entrato in me, appartiene alle due pazze troiette e io mi limito a conservarglielo.
Vi ho scritto di come è finita perché anche quella è stata una prima volta, la prima volta che ho sofferto per amore, la prima volta che sono stata lasciata. Quell'anno è stato speciale, e senza quelle esperienze non sarei la persona che sono oggi: sono felice, anche se certi ricordi fanno ancora fatica a farsi digerire e rileggendo questo racconto sento ancora il sapore salato delle lacrime. C'è un fondo amaro nel ricordo bellissimo della mia migliore estate, un rimpianto e la domanda inespressa “cosa sarebbe successo se invece...”
FINE
Autore: [email protected]
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