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Erotika
L'estate di Silvia
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Racconto47 min di lettura

L'estate di Silvia

La protagonista ci racconta le sue memorie della sua prima estate dopo il diploma, delle sue "prime volte" in molti modi e di come la sua vita sia cambiata. Storia completamente di fantasia dell'autore Alphamaster - [email protected]

Alphamaster
2 anni fa · 661 letture · 0

“Non possiamo toglierceli in spiaggia con tracce marroni sopra” dissi - “o troviamo il modo di tenerli tutto il giorno o possiamo solo metterceli nelle ultime due ore, e toglierceli poi in macchina in privato, tanto i Boyz al massimo si arrapano se li vedono”. Alba aveva una idea diversa, però. “Ho una soluzione alternativa” disse con aria concentrata - “dieta liquida o quasi il giorno precedente e un clistere la mattina presto prima di partire, per pulire bene l'ampolla rettale.” - “Ci sto se il clistere me lo fai te, diavoletta e se il tuo te lo faccio io” le risposi - “Ci sto, di Sabato i miei escono presto perché anche loro vanno in spiaggia, se ci andiamo di Sabato e aspettiamo le sette e trenta abbiamo casa libera”.

Messaggio sulla chat: “OK, la cosa con i plug è in parte fattibile con un po' di preparazione ma non li possiamo tenere tutto il giorno. Ce li mettiamo quando arriviamo, nel parcheggio in macchina, e ce li togliamo dopo due ore, e ce li rimettiamo due ore prima venir via e ce li togliamo nello stesso modo in cui ce li siamo messi al mattino, ma dobbiamo aspettare a partire almeno le otto, e dobbiamo andare di Sabato” - la risposta dei boyz fu una faccina con la bava alla bocca, quindi lo prendemmo per un si.

CAPITOLO 6 - LA SPIAGGIA PRIVATISSIMA

Nei giorni precedenti alla nostra avventura a Punta Bianca Alba e io tenemmo i plug a lungo quanto possibile, per abituarci e controllare che non ne risultassero allergie o altri problemi, ma tutto andava bene. Era terribilmente, incredibilmente eccitante tenere il plug in segreto mentre nessuno lo sapeva, sia a casa davanti ai miei genitori che fuori, ma ancora di più lo era tenerlo quando facevo sesso con la mia ragazza, quando lei mi stimolava la fighetta con le dita o la lingua mi si contraeva ritmicamente lo sfintere ed era come se mi scopassero da dietro, lo adoravo con tutta l'anima, e anche lei portava il plug sia a casa che fuori, due ore alla volta come me, e anche lei adorava che la leccassi con quello dentro al suo corpo, che lo muovessi con la lingua e le dita.

Arrivammo al Sabato perfettamente allenate all'uso di quel toy, e la mattina alle sette ero a casa sua aspettando che i genitori uscissero. Appena sole ci fiondammo in bagno per la procedura di “lavaggio interni”, come diceva Alba, che le feci togliendo il soffione dal tubo della doccia e ottenendo una sorta di canna per innaffiare, mettendola in piedi nel box e dopo aver aperto un filo di acqua tiepida mettendole nello sfintere ormai largo e allenato il tubo flessibile: il suo ventre si dilatava lentamente e per lenire i crampi e favorire la distribuzione del liquido tiepido nel tratto intestinale le massaggiavo la pancia e la masturbavo con la mano libera. Proseguii fino a quando i crampi non furono un po' troppo intensi, a quel punto estrassi il tubo, e malgrado che lei avesse tentato di stringere il buchino subito... beh ci fu un po' di fuoriuscita che mi finì addosso. La cosa però non mi disturbò affatto, niente di Alba avrebbe potuto disgustarmi, mi limitai a sciacquarmi e porgerle il tubo, dicendole di ricambiarmi il favore. Lo fece, con cura e massaggiandomi e stimolandomi davanti e a mia volta le ricambiai involontariamente lo scherzetto di sporcarla. Finito di riempire, ci occupammo di svuotare, prima lei e poi io (tre volte a testa, avevamo bisogno di “scaricare” molto bene), e di lavarci accuratamente.

Fu il momento di prepararsi. Per non destare sospetti in famiglia saremmo entrambe partite con il costume da bagno, ma avevamo intenzione di togliere la parte sotto in macchina, durante il viaggio, giusto per arrapare i Boyz.

Segnale convenuto sul gruppo Whatsapp: “le girls sono pronte!”, e i due scimmiotti vennero a prenderci con l'auto del padre di Giò, una brutta ma comoda station wagon che ci avrebbe portati a destinazione in una oretta e mezza. Lungo il percorso come programmato la mia ragazza e io ci “smutandammo”, con Tommy che praticamente gocciolava bava guardandoci e Giò che dovendo guidare e avendo potuto sganciare solo un paio di occhiate dallo specchietto bolliva di rabbia. Per farmi perdonare infilai l'indice nella fessuretta della mia ragazza, lo tirai fuori bagnato, mi misi il medio nella mia e glieli infilai tutti e due in bocca, facendogli sentire il sapore di entrambe. “Così hai la tua razione di arrapamento come ha avuto tommy, che si è goduto lo strip” dissi ridendo mentre mi succhiava selvaggiamente le dita guidando. Ridevamo tutti e stavamo ancora ridendo eccitati come animali quando arrivammo a Punta Bianca. Alba e io ci guardammo, mentre i Boyz pregustavano lo spettacolo erotico di noi che ci infilavamo i toys, e tirammo fuori il lubrificante, i plug e i culetti e ci infilammo a vicenda i giocattoli mentre i ragazzi gemevano di eccitazione repressa.

Non so come spiegarlo, ma farlo in pubblico nel parcheggio dove teoricamente qualcuno avrebbe potuto vedere ci causò ad entrambe una scossa di piacere che si avvicinava molto a un orgasmo. Sarebbe bastata una toccatina di mano o di lingua per partire. Scendemmo dall'auto con il fiato corto, le guance arrossate e le fighe bollenti.

Lasciata l'auto e pagato il salatissimo ingresso dove ci controllarono i documenti - sospettavano sicuramente che non fossimo maggiorenni - trovammo una spiaggia degna di un film, tutto pulito, tutto bellissimo, tutto ordinato, gli ombrelloni perfettamente allineati, la sabbia meravigliosa e nessun bambino che frignava. C'era già qualcuno, ma non tante persone, e ne approfittammo per metterci in un posto strategico e centrale, da dove godere della vista di tutto lo stabilimento balneare e dove tutti ci avrebbero visto.

Tolti i pochi vestiti rimasti rimanemmo tutti e quattro come le mamme ci avevano fatto, con la mia ragazza e me “adornate” dal cristallo rosso che spuntava birichino dai nostri culetti, attirando l'attenzione di chi ci stava intorno.

Fu Alba a dire “mi scappa la pipì ma non ho voglia di rimettermi i sandali, di arrivare bar, farmi dare la chiave del bagno, e tutto quanto”, ma io stavo pensando proprio la stessa cosa: “Andiamo a farla in acqua, ti accompagno e la faccio anche io”. Lei rise, e annuì - “e poi camminare per tutta la spiaggia nude con il plug e farsi vedere sarà parte del divertimento!” - camminammo fino al bagnasciuga attirando sguardi di tanti lui e parecchie lei, e entrammo in acqua fino alla vita, con le tette al vento. Le dissi “Aspetta, falla quando senti la mia bocca sulla vagina”, e mi immersi immediatamente immaginando soltanto lo sguardo un po' sbigottito, e le misi le labbra appiccicate alla patatina, sentendo che lei cominciava a rilasciare. Sentivo il liquido caldo entrarmi in bocca, girarmi intorno alle guance e ovunque intorno al viso, ed era stupendo. Quando ebbe finito tornai fuori respirando forte dal naso, con la bocca piena e le guance gonfie: sentivo principalmente sapore di mare, ma c'era una differenza sostanziale dall'acqua salata da sola. Mi avvicinai a lei, me la tirai contro, seni contro seni, e mentre con il medio la penetravo rilasciai l'acqua dalla bocca, ed era effettivamente dorata, era in grossa parte l'urina della mia splendida ragazza che ci bagnava i seni, e la cosa la fece venire contro il mio dito in pochissimo. Ansimando mi disse che ora toccava a lei “mettere la bocca alla fonte della giovinezza” e sparì sotto la superficie. Sentii le sue labbra contro di me, che mi davano una scossa elettrica di piacere, e anche io le riempii la bocca di urina, o almeno ci provai: quando emerse aveva le guance gonfie e mentre mi penetrava la micia con il medio mi spruzzò una piccola parte di liquido caldo sui seni e anche il suo era dorato, era riuscita a prendere urina quasi pura, e quella che restava la inghiottì con sguardo estatico, tirando alla fine fuori la lingua per dimostrare che la bocca ora era vuota. Le venni sul dito in tempo zero.

Tornammo all'ombrellone, e Tommy chiese “fatta tutta?” - ci guardammo, e ridendo ci facemmo un segno di intesa, e dissi “si, io mi sono fatta fare la pipì in bocca e poi l'ho spruzzata sui seni di entrambe mentre la masturbavo, ed è venuta subito. I cazzi andarono subito sull'attenti, con imbarazzo dei boyz. “e tu Silvia l'hai fatta?” rispose la mia ragazza: “me la sono fatta fare in bocca e l'ho ingoiata mentre la masturbavo, è venuta in un attimo raggiungendo un bell'orgasmo”.

Che cattive eravamo state, ora i due avevano i cazzi che avevano bisogno di cure urgenti. Gliele demmo di bocca, e evitammo di spargere il loro seme sporcando la piaggia semplicemente ingoiandolo.

Ci mettemmo a prendere il sole, anche se il tutto era spesso inframezzato da carezze e baci sia tra Alba e me che tra noi e i ragazzi, fino a quando una coppia si spostò nell'ombrellone vicino al nostro: “vi spiace se ci mettiamo vicino a voi? Siete tutti e quattro bellissimi, ed è davvero stupendo vedervi così a vostro agio con i vostri corpi, vi abbiamo visto sia in acqua che qui pochi minuti fa”. I due erano due tipi davvero incredibili, sia lui che lei erano alti, biondi e con gli occhi azzurri. Si somigliavano addirittura. Acconsentimmo subito, sia per buona educazione che per l'elettricità che emanavano i loro corpi depilati. Si presentarono, Luca e Maria, e noi dicemmo i nostri nomi di battesimo. In quella spiaggia ovviamente i cognomi non erano che un accessorio che lasciavi in borsa e ti dimenticavi di avere portato con te.

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