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Erotika
L'estate di Silvia
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Racconto47 min di lettura

L'estate di Silvia

La protagonista ci racconta le sue memorie della sua prima estate dopo il diploma, delle sue "prime volte" in molti modi e di come la sua vita sia cambiata. Storia completamente di fantasia dell'autore Alphamaster - [email protected]

Alphamaster
2 anni fa · 661 letture · 0

I due vennero quasi in contemporanea, io sentii riversare dentro di me il seme bollente che mi riempiva e mi causò un orgasmo fulminante che non mi aspettavo, squirtai di nuovo violentemente sul corpo e le gambe di Giò e l'odore di sesso che pervadeva la stanza mi faceva godere in modo quasi convulso. Anche Alba venne, e la sentii gridare “Schizzo, schizzo anch'io!”. Ero quasi gelosa, non la avevo mai fatta squirtare, ma ero anche felice per lei che stava godendo quanto me. La baciai mentre ci riempivano l'intestino, e finito rimasero dentro ancora un po' fino che non si ammosciarono, per godersi la situazione. Quando Giò uscì mi tastai il buco del culetto: era dilatato, grande, enorme. Allungai la mano e toccai quello della mia migliore amica: anche il suo era devastato dal grosso cazzo che la aveva aperta. Mi girai e sempre in ginocchio andai dietro di lei, e cominciai a leccarglielo, pulendo la sborra che usciva. Chissà perché la cosa fece tornare duri i due ragazzi, che cominciarono a menarseli follemente, e quando ebbi leccato e pulito tutto il culetto di Alba fu lei a farmi tornare sul letto e pulire il mio, e la sborra che nel frattempo mi era colata sulle cosce. Ero in paradiso. I due ci sborrarono sulle schiene e sui sederi, sentivo la sborra calda che colava viscosa lungo le curve del mio corpo ed era una sensazione che cominciavo ad adorare.

Ripuliti alla meglio i ragazzi e ripartiti per le loro case rimanemmo sole, e ci facemmo la solita doccia in due, e toccandole il buchetto violato le dissi che per fortuna avevamo allenato un po' i nostri culi, o in questa serata invece di godere avremmo pianto. Lei rise annuendo, e mi lanciò una delle delle sue bombe: “C'è una spiaggia nudisti a cento chilometri circa, ci andiamo a far vedere le fighette a tutti, e ci portiamo i due maschietti come guardie del corpo?”

La baciai con passione, e le dissi “Farei qualsiasi cosa tu mi chiedessi, specialmente se è una porcata eccitante”.

CAPITOLO 5 - BUTTPLUG IN PUBBLICO

Ci informammo sulla spiaggia nudisti, ed era anche più di questo. Prima di tutto era vietata ai minori, cosa che le vere località per naturisti non sono, e secondo era vietata ai singoli, potevano accederci solo coppie (Noi saremmo stati due coppie, ma niente vietava poi di “mescolare le carte”, anche per le loro regole. Era interamente recintata, c'era personale di servizio, il bar, e soprattutto dichiaravano che le attività sessuali in spiaggia erano consentite: in pratica un grande club prive a cielo aperto, e a noi andava benissimo, volevamo fare porcate in pubblico e li era possibile.

Fummo noi a inviare il messaggio sul gruppo stavolta: “indovinate che spiaggia abbiamo trovato non lontano da qui” - e restammo parecchio deluse quando la risposta fu “Punta Bianca?”, il nome del luogo che noi non conoscevamo ma i boyz si. Cazzo, ci avevano fregato per bene. “Yes!!” rispondemmo facendo finta di non essere deluse dalla mancata sorpresa, e i due maschietti ci tirarono la loro di bombe: “Va bene, ma indosserete i nostri regali” e seguiva la foto di due buttplug neri con sulla base un gioiello rosso rubino - “Non vogliamo che i vostri buchi si richiudano troppo dopo il trattamento dell'altra sera” con tanto di faccina con l'occhiolino.

Alba e io ci guardammo, molto dubbiose “ma con quello in culo... in pubblico? Non sarà davvero un po' oltre il limite massimo?” chiesi, ma Alba era possibilista sulla cosa: “dal punto di vista delle regole della spiaggia va bene, e di certo attireremo gli sguardi con quei gioielli che sbucano dal tubo di scarico. Se tu te la senti.. “ mi sfiorò la mano con la sua “... io ti seguo” e guardandomi fissa intensamente negli occhi aggiunse “anche io farei qualsiasi cosa tu mi chieda, specialmente se è una porcata eccitante”.

Mi sciolsi immediatamente, questa era una frase che significava molto per me, e volevo provare a chiedere la cosa che non avevo avuto il coraggio di chiedere prima: “Posso... “ esitai per un lungo istante “posso considerarti la mia ragazza? Non sono gelosa di quello che fai con i maschietti, specialmente se sono parte della cosa. Potrai fare tutto quello che vuoi ai boyz e a me, anche se dici di si” - Lei sorrise, e disse “speravo che tu dicessi questo. Si, puoi considerarmi la tua ragazza, e non farò niente senza di te o almeno senza il tuo consenso. Ma consideriamoci una coppia aperta, per favore” - Io feci cenno di si con il capo. Non ero gelosa, ero felice se lei godeva e provava piacere, mi bastava l'idea che lei considerasse comunque me “la sua ragazza”.

Mandammo un nuovo messaggio sul gruppo: “Però portateci i plug prima possibile, dobbiamo capire se la cosa è fattibile e non vogliamo farlo in spiaggia l'esperimento” - La risposta arrivò subito “OK, ma dite la verità, volete godervi i plug in anticipo!” - un po' era vero, ma non volevamo dargli soddisfazione, quindi dicemmo solo “non vogliamo sorprese, poi scopriamo che fa male, o crea problemi. Meglio un test prima, in privato” - e poi io aggiunsi ridacchiando e guardando la mia ragazza: “PRIVATISSIMO! SENZA BOYZ” - Acconsentirono, e Giò disse che sarebbe passato in tempo una mezzora a portarceli davanti al solito bar, e che erano impacchettati in forma completamente anonima, quindi non dovevamo preoccuparci.

Recuperammo il pacchetto in una anonima scatola color cartone, e dentro c'erano due confezioni sigillate contenenti i due plug, e non erano per niente piccoli come avrei voluto. Non restava che aprire le confezioni, lavarli per bene come dicevano le istruzioni, tirare fuori il gel e vedere come poteva funzionare. Dissi subito che per me il modo migliore era metterceli l'un l'altra, se non altro per sfruttare l'eccitazione della cosa, e ci trasferimmo in bagno per l'operazione: Cominciò Alba a mettermene uno, facendo piano e con pressioni successive, ogni volta un po' di più. In prossimità del diametro massimo fu abbastanza difficile, ma alla fine tra il gel e un po' di lingua sul clitoride per distrarmi lo fece entrare, e non appena la parte più grande fu passata dalla strettoia il tutto diventò assolutamente piacevole, mi veniva da muovere il culetto come per strofinarlo contro qualcosa, e avevo voglia di sesso nella micia bagnata.

Feci lo stesso sulla mia ragazza, e anche lei dimostrò di gradire parecchio, alla fine eravamo entrambe parecchio eccitate e finimmo con un vicendevole ditalino direttamente li, in bagno.

“Non ci resta che vedere cosa succede muovendoci e camminando” dissi, e proseguii “propongo di uscirci a fare due passi, ma usiamo gli slip, per prudenza”. Alba acconsentì, ma dato che ero andata da lei nuda sotto – ci avevo preso gusto - mi disse che mi avrebbe prestato le sue, intendendo “un paio delle sue”, ma io le chiesi quelle che stava indossando in quel momento: lei rise, le sfilò e me le passò. Erano tiepide del suo corpo e lievemente umide al cavallo, per la sua eccitazione causata dal plug, e mi facevano sentire abbracciata da lei, dandomi coraggio.

Uscimmo a passeggio, il plug ci teneva molto eccitate ma non si vedeva sotto gli abiti, il che era esattamente quello che serviva. Mandai un messaggio su Whatsapp: “Siamo in giro con i plug infilati, e siamo bagnate” - Per accordi fino da subito nessuna delle nostre avventure doveva venire fotografata, quindi evitarono di chiederci di vedere qualcosa, rimandando al momento che avrebbero potuto guardare con i loro occhi arrapati.

Il peso del plug ad ogni passo era come una specie di ditalino nell'ano, che contraendosi e rilassandosi contribuiva a far oscillare avanti e indietro il giocattolo sessuale, e quasi impazzivo all'idea che mentre tutti mi guardavano io stavo provando un perverso piacere erotico; la stessa cosa valeva per la mia ragazza, come confessò a bassa voce mentre non avevamo persone vicine. “Immagina cosa sarebbe uno di quei vibratori a forma di uovo che si tengono dentro la vagina e da fuori non si vedono” - le dissi, e lei strabuzzò gli occhi e strinse le gambe inguainate nei jeans, quasi in preda ad una sensazione orgasmica al pensiero - “Ce li compriamo?” mi disse quando si fu ripresa e ebbe tirato il fiato - “Tutto quello che vuoi mio faro illuminante della perversione” le risposi con sguardo ammiccante, strappandole una risata un po' ansimante.

Camminammo in giro per un po', e capimmo che tenerlo dentro dalla mattina alla sera non sarebbe stato facile, avremmo avuto bisogno di fare delle pause anche durante la giornata in spiaggia; toglierlo e rimetterlo in pubblico era una idea che mi faceva veramente eccitare e anche Alba lo pensava. Ci dirigemmo di nuovo verso casa sua, ormai la nostra “base segreta” per il sesso, e quando arrivammo controllammo per bene la biancheria: a parte l'umido delle fighette bagnate al cavallo nessuna traccia “dietro”, il che era perfetto per la giornata che ci aspettava.

Arrivate ci mettemmo nude, e procedemmo per toglierci il plug l'un l'altra, in bagno. Cominciai io, e lavorando con cura per non far male alla mia compagna di sesso arrivai a estrarre il giocattolo dal suo ano strappandole un gemito: non era perfettamente pulito, e questo non andava bene. Lo appoggiai nel lavabo e lasciai che lei togliesse il mio: una sensazione di dilatazione incredibilmente erotica e piacevole che mi causò a mia volta un gemito di piacere/dolore, e anche il mio plug non era esattamente lindo.

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