Vai al contenuto
Erotika
La signora di campagna
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto12 min di lettura

La signora di campagna

Chi non ha mai sognato da giovane di fare sesso con una donna matura, quelle che ora chiamiamo con un acronimo americano MILF?

Franco Francuzz
1 anno fa · 3.2k letture · 0

 Penso tutti, a me successe a 25 anni con una splendida over 40, la madre di Jessica, la mia ragazza di allora. A quel tempo abitavo in una città del centro Italia, dopo qualche mese di fidanzamento, follemente innamorati, io e Jessica, allora 22enne, decidemmo andare a convivere. Lei proveniva da una paesino della provincia dove i suoi genitori avevano un’ avviata e redditizia azienda agricola. Dopo il diploma purtroppo, si accorse che forse la campagna le andava, per quel tempo, un po’ stretta, allora decise di trovarsi un lavoro in città, pur non dimenticando le sue origini e tradizioni. Infatti quando trascorrevamo il week end dai suoi genitori si dava da fare anche lei nei lavori di governo del bestiame e dei campi. 

La vedevo guidare trattori grossi come camion con l’abilità di un esperto camionista. Per me era una continua scoperta. L’accompagnavo nella mungitura delle mucche, la sentivo dare ordini ai sottoposti che accudivano le pecore, con il linguaggio forte che accompagnava certe situazioni ma, forse perché piacevano a me, adoravo seguirla ed osservarla mentre si occupava dei cavalli. Mi accorgevo della sua preparazione quando mi spiegava come bilanciare il loro nutrimento con fieno, avena ed altri cereali, mi parlava della monta degli stalloni, di quanto erano pericolosi ed agitati quando le femmine erano in calore aggiungendo, con non poca malizia, che era uno spettacolo molto eccitante vedere lo stallone con il suo cazzo lungo quasi un metro montare la giumenta. 

I suoi genitori li conobbi dopo poche settimane che ci frequentavamo, approfittando di uno dei suoi week end a casa, mi invitò presentandomi inizialmente come amico. La cosa non fu certo bevuta dalla mamma, Teresa, una bella donna di 42 anni, l’aveva avuta a 20 anni. Ne rimasi subito colpito, lei e la mia ragazza sembravano sorelle, non certo madre e figlia. Entrambe con un fisico generoso, seno abbondante, la madre una 5 misura, la figlia una 4°, un bel culo tondo entrambe su un corpo magro e tonico tipico di chi è abituato a lavori di fatica. 

Mi accorsi di come, contrariamente a quel che si creda nei confronti di chi abita in campagna, non avevano molti tabù, in famiglia erano molto disinibiti. Parlare di monta, di fecondazione, di riproduzione per loro era una cosa normale. Jessica mi diceva fin da piccola, quasi bambina aveva assistito ai parti e alle monte degli animali e che quindi certe storie come cavoli e cicogne non le erano mai state propinate. La mamma stessa, molto spiccia nella sua educazione sessuale, le aveva subito spiegato che esistevano altri buchi che potevano servire a far sfogare il proprio marito senza il pericolo di rimanere incinta, consiglio che con me mise subito in pratica dimostrandosi molto evoluta e senza tabù nell’ambito sessuale, anzi, grazie a lei anche io sono cresciuto ed ho imparato molte cose legate alla sfere sessuale della donna ed anche dell’uomo tipo il godimento legato al massaggio prostatico. Per loro il sesso era una cosa naturale, del quale non ci doveva vergognare. 

Durante i week end dai suoi genitori subito dalle prime volte, sua madre ci fece dormire nella stessa camera, dando segno di una grande apertura mentale. La nostra camera era adiacente a quella dei suoi genitori, durante la notte si poteva sentire benissimo il russare di suo padre ed altro. Questo mi inibiva quando Jessica mi si avvicinava per fare sesso, non ci riuscivo. L’idea che dall’altra parte i suoi potessero sentirmi mi bloccava, remora che certamente non avevano loro. 

Una notte ricordo che fu proprio Jessica a svegliarmi e mi disse: 

“Vuoi divertirti? Senti cosa stanno facendo i miei.” Nel silenzio della notte sentivamo sua mamma emettere mugolii di piacere ed accompagnare la performance sessuale del padre con frasi tipo: 

“Si dai, fammi godere come una troia.. Ho voglia del tuo cazzo.. Dai mettimelo nel culo.. Si sborrami in bocca..” Mentre ascoltavamo io ero imbarazzatissimo, Jessica invece sembrava apprezzare e quasi essere orgogliosa di ciò che stavano facendo i suoi genitori. Devo dirvi, per sincerità, che dopo il primo momento d’imbarazzo, cominciai anche io apprezzare quello che stavo sentendo, soprattutto iniziai a fare fantasie sulla mia futura suocera. Fantasie che aumentarono alla mattina quando, io appena sveglio, lei rientrando in casa dopo aver già iniziato da diverse ora la giornata lavorativa e trovandomi solo mi disse: 

“Ti sei divertito questa notte?” Vedendo la mia faccia stralunata aggiunse: “Dai, so che tu e mia figlia avete sentito tutto, sai qui da noi il sesso è una cosa normale, magari un giorno te lo spiegherò meglio.” Questa ultima sua frase continuò a girarmi nella mente per tutto il week end e non solo, rimase come un tarlo nella mia testa anche nelle settimane successive. Qualche mese dopo, durante le normali telefonate alla madre, la mia ragazza mi disse: 

“Amore, la mamma questa settimana dovrebbe venire in città per delle questioni di compravendita di immobili, dovrebbe fermarsi per una paio di giorni, mi ha chiesto se possiamo ospitarla.” Che dovevo rispondere? La casa dove convivevamo era loro, quindi acconsentii, ed anche di buon grado. La mia ragazza allora lavorava come impiegata in un ufficio, mentre io facevo il rappresentante e lavoravo quasi esclusivamente su appuntamento. 

Quel giorno Teresa arrivò verso mezzogiorno con il treno. Io, dopo essere passato a prendere Jessica al lavoro, feci rotta verso la stazione per recuperare anche sua madre e passare la pausa pranzo insieme. Abituato a vederla in fattoria con abiti da lavoro, alla vista della mia futura suocera, rimasi senza fiato. Indossava una gonna a tubo appena al ginocchio, scarpe con il tacco ed una camicetta che esaltava la sua 5° misura di seno, un filo di trucco leggero ed i capelli lunghi biondi racconti a coda di cavallo, era veramente affascinate. Mangiammo qualcosa di veloce in un baretto della zona quindi, riaccompagnammo insieme Jessica al lavoro e poi rotta verso casa. Appena arrivati a casa Teresa mi chiese di potersi cambiare e mettersi un po’ in libertà, allora le indicai la camera adibita a stanza degli ospiti, entrò ed avvicinò la porta dietro di se senza chiuderla completamente. Non so se lo fece apposta o meno, ma la tentazione per me fu grande. Mi avvicinai silenziosamente ed inizia a spiarla. Iniziò con lo sfilarsi la gonna e, prima scoperta, indossava un paio di autoreggenti con bordo di pizzo alto, decisamente sexy, quindi si slacciò la camicetta mostrando un completo intimo in pizzo nero con delle coulotte che le fasciavano divinamente il culetto rotondo ed un reggiseno a balconcino che evidenziava ancora di più, se possibile, la sua 5° misura piena. Non osai rimanere di più in quella situazione, mi ritirai in salotto e mi distesi sul divano facendo finta di niente. Dopo qualche minuto la vidi arrivare. 

Per comodità aveva indossato un una maxi T-shirt lunga fino a metà delle cosce e, da come cadeva, si intuiva che non portava il reggiseno. “Eccomi, posso sedermi vicino a te così da fare due chiacchiere?” Mi disse subito. Io, ovviamente, mi alzai e mi sedetti facendole spazio. Lei, dopo essersi seduta, continuò: “Se vuoi puoi sdraiarti nuovamente ed appoggiare la testa sulle mie gambe..” 

Rimasi un attimo turbato da quella proposta ma non me la feci ripetere una seconda volta, così mi sdraiai come mi aveva suggerito lei. Subito lei iniziò ad accarezzarmi i capelli mentre mi parlava, mi chiedeva come andasse con Jessica, se ci volevamo veramente bene e soprattutto se il sesso tra noi era ok. Io rispondevo ed annuivo ma senza capire cosa stessi dicendo. La mia mente era ormai da un’altra parte. Mi ricordo l’odore che emanava il suo corpo, un mix del suo profumo preferito e di odore del suo corpo, odore che arrivava dal suo grembo e dalle sue tette. Ero inebriato da quell’essenze. Ad ogni suo movimento sentivo il suo generoso seno ad accarezzarmi la fronte ed il viso. 

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Pagina 1 di 2 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista