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Erotika
Sodomizzo la mia alunna
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Racconto21 min di lettura

Sodomizzo la mia alunna

IL professore, che si fa chiamare online Jackyboy, becca tra le sue alunne una vera puttanella...

Gigi
1 anno fa · 6.4k letture · 1

le mie parole sembrano non scalfire il suo sorriso sornione, e con una voce serafica risponde:

"ecco era per questo che sono venuta... volevo chiederle di alzarmi la media al 7"

Io resto basito....per un attimo la guardo negli occhi, e vedo che è seria: mi ha proprio chiesto un voto immeritato. Mi alzo e vado a chiudere a chiave la porta dello studio.

"scusa, Giada, voglio essere sicuro di aver capito bene: mi stai chiedendo di farti arrivare allla media del 7, partendo dal 5 e mezzo?" le chiedo stando in piedi sulla porta.

lei con voce chiara mi dice "Esatto prof... ho proprio bisogno di un 7: mia madre ha minacciato di togliermi il telefono e di annullare un viaggio importante, se non rimedio... inoltre la mia immagine sui social ne risentirebbe...."

"silenzio!" dico in tono perentorio. Lei si zittisce subito, guardandomi con gli occhi grandi.

"le interrogazioni sono chiuse. Ho detto in largo anticipo che lo avrei fatto, e che non volevo gente che elemosinasse un 6 o altro..."

lei si alza in pidi di scatto 

" la prego, prof! Se non recupero il voto, sono nei guai! Rischio di non passare l'anno!" mi parla con voce supplichevole, incrociando le braccia e spingendo il petto verso di me: in pratica mi sbatte in faccia le tette, dalla scollatura. Viene verso di me, guardandomi con i classici occhioni da cucciolo, e devo dire che è brava... fatico a mantenere un'espressione impassibile.

Mi arriva praticamente addosso poggiando le mani sulle mie spalle e premendo le tette contro il mio petto. 

Sembra faccia sul serio, ma devo verificare:

"che fai, Giada? Se non ti conoscessi bene, direi che ci stai provando con me."

lei, senza staccarsi da me, pronuncia l'iconica frase:

"potrei fare qualsiasi cosa per passare l'anno... " dice con voce decisa

"compreso studiare?" la sfotto con aria falsamente sorpresa

per un attimo lei sgrana gli occhi, poi sghignazza e mi risponde con aria da troia navigata:

"lo sai cosa intendo...." dice mentre mi passa una mano sulla patta dei pantaloni, sentendo il mio cazzo inevitabilmente duro.

"vedo che non ti sono poi indifferente" mi dice con aria di sfida.

È ora di fare le mie mosse.

"prima di continuare, vediamo com'è venuta la registrazione?"

"cosa?" dice lei sorpresa.

La scosto di lato e vado verso il suo cappotto: c'è un filo appena visibile che sporge da una delle tasche, lo afferro e tiro fuori il telefono ancora con la funzione "registra" attiva.

"Questa pagliacciata finisce qui. Ti puoi scordare il 7, e questa registrazione farà il giro di tutta la scuola e dei social!" scandisco queste parole nel microfono del telefono per poi spegnerlo.

Giada mi guarda con occhi sconvolti... sembra che non se lo aspettasse.

"questo telefono lo tengo io. Al prossimo ricevimento con tua madre lo sbloccheremo e guarderemo questo bel filmato, assieme a tutti quelli che ci tieni dentro...." 

"NO! NO! Ti prego.... " Giada sembra perdere tutta la sua compostezza: ha una faccia davvero impaurita.

"in quel telefono ci sono dei video di... insomma ... privati. Mia madre non deve vederli o mi caccia di casa! Ti prego, ridammelo!"

si avvicina a me tendendo la mano, ma io appoggio il suo telefono sul tavolo e le afferro un polso, stringendo forte.

"mi volevi prendere per le palle, puttanella? Sorpresa! Ora vado in presidenza e ti faccio espellere..." dico spingendola verso la porta.

"No.. Ti prego, NO... aspetta..." dice lei mettendosi in mezzo e afferrandomi il cazzo da sopra i pantaloni. Sento la sua mano avvolgemi il cazzo e stringerlo.

"non volevo ricattarti, te lo giuro! volevo solo una prova per stare tranquilla... Non avrei usato quella registrazione per danneggiarti, ma solo per difendermi..."

mi parla con tono sommesso e con occhi supplichevoli, divenuti lucidi per le lacrime, io ricambio con il mio sguardo più freddo, mentre il mio cazzo, inevitabilmente, si indurisce. Lei lo sente, e con un sorriso da troia, ne approfitta.

"Andiamo, Alex... posso esserti molto più utile stando in questa scuola, che non cacciata via! Anche tu mi vuoi, non negarlo! Hai il cazzo di marmo... e poi dove la trovi un'altra figa come me?"

questa frasi mi fà incazzare: la afferro per il collo e la sbatto contro la porta, lei afferra il mio polso con una mano, ma non lascia andare il mio cazzo. La sua espressione, da sorniona, diventa impaurita.

"Bada a come parli, troietta! Non sei certo la prima figa che vedo, non sarai l'ultima e non sei nemmeno la migliore," lei annuisce, e con voce strozzata dice:

"... ok, scusa.... lo so che sei un figo... quindi? Che facciamo?" la sua mano continua a massaggiarmi il cazzo. 

"dovrai fare ben più che qualche carezza, se vuoi che ti tiri fuori da questa situazione." dico a voce bassa, ma ben udibile da lei. Lacio la presa, lei dopo due colpi di tosse riprende quella deliziosa espressione da troia.

"ma certo, prof sai che se mi impegno ci riesco sempre!" detto questo si accoscia in uno squat esperto e mi slaccia la cerniera dei panatloni. 

Il mio cazzo, già duro, salta fuori dai pantaloni come una molla e le colpisce la guancia.

"OH, Madonna... che razza di bestia.... sentivo, che era grosso, ma..." dice lei perdendosi in convenevoli. Le afferro la nuca e le ficco il cazzo in bocca di prepotenza

"Hhhhuummgghh"

dopo un attimo di sorpresa, comincia a succhiare avidamente: muove la testa avanti e indietro, da vera professionista, mulinando la lingua in modo fantastico.

"oohhoohh... cazzo che tecnica! Chissà se tutte le modelle sono brave come te" dico, gustandomi la sua bocca e immergendo le dita nei suoi capelli morbidi.

"Slurp... Grazie...slap... te l'ho detto che so rendermi utile" dice mentre mi lecca le palle... Cazzo se è brava! Sposta la testa avanti per prendere quanto più cazzo possibile in bocca, e massaggia il mio cazzo con la lingua....cazzo che trattamento! Continua ad andare avanti e indietro con movimenti di labbra e di lingua esperti... improvvisamente sento l'orgasmo montare dalle palle, la sua lingua saetta sulla sulla mia cappella, insistendo nei punti giusti...

"cazzo, Giada, Vengo! Non azzardarti a perdere una goccia... ecco... vengo, troia!"

spingo in avanti il bacino, mentre sparo una copiosa sborrata nella sua bocca. Giada non si scompone e non arretra, ma succhia ancora più intensamente ingoiando avidamente ogni mia goccia di sborra e ripulendo il mio cazzo da ogni traccia di saliva. Con un ultimo risucchio, stacca la bocca dal mio cazzo, mostrandomela pulita e vuota.

"brava la troietta" dico in tono soddisfatto. 

"grazie, Alex" dice lei alzandosi "posso riavere il telefono, adesso?" chiede con voce gentile.

"certo che no! Questo era solo l'antipasto." dico allacciandomi i pantaloni.

"Spero tu non abbia programmi per il resto della giornta e per la sera, perchè ora vieni con me. Ti darò tutte le lezioni supplementari di cui hai bisogno!" dico mentre chiudo l'ufficio e recupero il suo telefono.

"cosa? Oggi? " chiede lei stupita

"si, oggi... e non provare a d inventarti scuse, non è il momento"

in fretta la porto alla mia macchina, la faccio sdraiare sui sedili posteriori, intimandole di non alzarsi, e buttandole addosso il suo cappotto.

Mi dirigo in macchina al "covo": un trilocale in periferia, tranquillo, ben attrezzato, adattato per le festicciole e che condivido con 5 amici. Scendo in garage e da lì saliamo con l'ascensore. La faccio entrare, e per prima cosa metto il suo telefono nel microonde, dove di sicuro non prende. Poi mi dirigo al frigorifero, in cui prendo qualcosa da bere. Giada sembra confusa, e si guarda intorno nervosamente: il suo sguardo spazia alla sala con divani in pelle dalle ampie sedute, pouf, e un palo da lap dance, circondato da specchi, installato vicino alla parete di fondo. 

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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