Vai al contenuto
Erotika
Nadia una madre molto troia
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto11 min di lettura

Nadia una madre molto troia

Ciao, mi chiamo Nadia, ho 36 anni. Non sono una strafiga ma, per la mia età, non sono brutta, devo ammettere che ho ancora delle carte da giocare, un bel seno sodo ed abbondante, un fisico armonico senza smagliature anche se con qualche chilo in più nei ma nei punti giusti

Exos18
1 anno fa · 2.3k letture · 1

Ciao, mi chiamo Nadia, ho 36 anni. Non sono una strafiga ma, per la mia età, non sono brutta, devo ammettere che ho ancora delle carte da giocare, un bel seno sodo ed abbondante, un fisico armonico senza smagliature anche se con qualche chilo in più nei ma nei punti giusti, senza cellulite, insomma una bella donna da ammirare. Ho un figlio, Claudio di 17 anni, ero molto giovane quando rimasi incita ma ho voluto tenerlo lo stesso anche quando il padre, saputo della gravidanza, si dileguò come il vento lasciandomi sola. Senza nessuna paura mi sono data da fare e l’ho cresciuta da sola. Siamo molto legati, fin da piccolo lui era tutto per me ed io tutto per lui, ma questo legame ci ha portato ben oltre di quello che avremmo pensato.

Il tutto cominciò una sera quando, tornando dal lavoro, Claudio mi venne incontro e baciandomi mi salutò dicendomi: “Ciao mamma, tutto bene? Sai che oggi abbiamo iniziato il corso di educazione sessuale?” “Spero tu abbia imparato qualcosa di interessante, amore” “Le solite cose che già sapevo.” Sorpresa dalla risposta, lascio il cappotto sull’appendiabiti e ci sediamo sul divano. “Cioè?” Gli chiedo. “Dai mamma sono grande, so come si fa all’amore. Ci hanno parlato dei rischi che si corrono se non ci proteggiamo e ci hanno dato anche dei preservativi” Così dicendo appoggiò la confezione sul tavolo e mi accarezzò la guancia con tenerezza. “L’importante è che tu “sappia”, questa è la cosa principale.” “Comunque per tua informazione non ho la ragazza, sto bene così.” “Scusa, in che modo stai bene così?” “Le ragazze per me non hanno nessuna importanza.”

Dopo questa affermazione iniziai ad essere agitata, avevo paura che mio figlio fosse gay. Non è che per me fosse un dramma, ma essendo figlio unico, avrei dovuto dire addio al piacere di essere nonna in un prossimo futuro. Così guardai mio figlio chiedendogli cosa volesse dire con quella affermazione, ma lui mi precedette. “No mamma, non sono gay non preoccuparti.” Rassicurata su questo punto, volevo capire perché mi disse di non essere interessato alle ragazze se non era gay. Dovevo sapere di più. “Amore, allora perché mi ha detto che le ragazze non ti interessano?” “Perché no, sei tu l’unica donna della mia vita.” “Si amore lo so, ma io sono tua madre, ed anche normale che tu possa cercare una ragazza perfetta come me.” Gli risposi ridendo, ma lui non stava scherzando. Allora mi fissò cupo quasi infastidito dal fatto che io non l’abbia preso sul serio. “Tu non capisci mamma, io amo solo te e nessun’altra, ora mi vado a lavare.” Mentre era in bagno rimasi in silenzio a pensare. Molti ragazzi hanno il complesso di Edipo, fanno fantasie sulla loro madre, è una fase della crescita, bisogna solo stare attenti e basta. Con questi pensieri andai in cucina e comincia a preparare la cena.

Poco dopo lui entrò. “Prendo solo un bicchiere di succo d’arancia, non ho fame, vado a letto.” Lo guardai un po’ disorientata, poi decisi di cenare sola, tanto non sarebbe morto di fame comunque. La notte però successe un qualcosa di strano che sconvolse le nostre vite. Il tempo era pessimo ed improvvisamente scoppiò un violento temporale, Claudio sapeva che i temporali mi mettono paura a causa di un trauma avuto da piccola, allora entrò in camera mia e si sdraiò al mio fianco. “Non preoccuparti mamma, ti proteggo io.” Fu una bella cosa che il piccolo uomo di casa fosse venuto nella mia camera a rassicurarmi. Non so perché ma i temporali mi fanno sempre paura, ma grazie alla sua presenza mi sentivo sicura, mi girai e cercai di dormire di nuovo. Sentivo il suo corpo vicino al mio e le sue braccia che mi stringevano. Lo lascia fare, ero troppo spaventata per dire qualcosa. Improvvisamente un tuono più forte del solito mi fece sobbalzare, e Claudio si trovò con le sue labbra sul mio collo. Ero troppo spaventata non riuscivo a parlare, la sorpresa fu che fu lui a dirmi qualcosa all’orecchio. 

“Vedi mamma, posso proteggerti come un uomo, posso stringerti come un uomo e posso darti amore come un uomo.” Io lo stavo ascoltando ma ero bloccata dalla paura dei tuoni sempre più violenti. Claudio era ormai totalmente appoggiato alla mia schiena, le sue gambe erano tra le mie e il suo viso contro il mio. “Mamma non avere paura, sei tra le mie braccia, lasciati andare e pensa alle cose più belle che puoi” Non avevo mai visto mio figlio così intraprendente e sicuro di se, è vero, forse stava approfittando della situazione ma la cosa mi eccitava. Poco dopo sentii la sua mano infilarsi nella mia camicia da notte afferrando il mio seno destro, sentivo le sue dita accarezzarmi delicatamente il capezzolo, un gemito uscì dalla mia bocca, allora con la mia mano cercai di fermarlo ma lui delicatamente me la tolse. Mi piaceva quello che stava facendo, quindi lo lascia fare, questa sera avevo il pretesto del temporale e la scusa che ero troppo spaventata per reagire. 

Chiusi gli occhi e mi concessi alle sue carezze cercando di dimenticare che fossi sua madre. Senza difficoltà mi tolse completamente la camicia da notte mostrando in tutta la loro eccitazione i miei seni. Fino qui tutto bene pensavo, o forse no, stavamo facendo qualcosa di immorale, contro natura ma a lui piaceva, questa era la mia scusante. Io inizia a gemere dal piacere quando le sue labbra si posero sui mie capezzoli e cominciò a succhiare come quando era bambino. “Ohh, si amore succhia, succhia coma quando da bambino bevevi il mio latte” Le mie parole sembrano eccitarlo ed io ero ormai presa da questo deliro incestuoso. Ormai restavano solo le mie mutandine a nascondere l’ultima parte del mio corpo ancora non violata, i miei seni erano ormai alla sua mercé. Improvvisamente sentii la sua mano che accarezzava la mia patatina. “No Claudio, non lì.” Dissi con poca convinzione. “No mamma, lascia fare.” 

Ormai non avevo più autorità su di lui, non ascoltava più le mie parole. Lui era ormai talmente preso dalla sua fantasia di accarezzare il corpo della madre che tutto gli veniva così naturale. Sentivo le sue dita scorrere tra le mie labbra attraverso il tessuto degli slip ormai fradici, dandogli così la prova che la cosa mi stava piacendo. Improvvisamente il suo indice scivolò a lato degli slip entrando nella mia vagina, così emisi un gemito più forte allargando le gambe. Perché resistergli? Era talmente piacevole. Vedendo quel gesto e quel piccolo grido come una approvazione a quello che stava facendo, quel porcellino di mio figlio prese in mano le redini del gioco e scese con la bocca tra le mie cosce ad assaporare il gusto del “frutto proibito”. Leccava il mio sesso continuando a sditalinarmi, assaporando i miei umori prima ancora di togliermi le mutandine. Cercai per l’ultima volta di resistergli chiudendo le gambe ma lui me le aprì ancora più del necessario. “Mamma la tua fica è buonissima, la voglio gustare fino in fondo” “No, non è giusto, è una cosa sporca.” Cercai di dire, ma non ero credibile, lui lo sapeva meglio di me, si vedeva che volevo essere leccata da lui, ormai erano anni che più nessuno mi “toccava” e , tra le altre cose, nonostante l’età Claudio era molto bravo a farlo. La sua lingua entrava tra labbra carnose della mia fica e allo stesso tempo beveva i miei umori ormai abbondanti, il sapore del mio sesso gli piaceva. Io gli passai la mano trai capelli tirandolo e schiacciando la sua testa verso il mio pube, mormorando sotto voce il suo nome. 

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Pagina 1 di 2 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista