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Erotika
Noelle 20
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Noelle 20

Questa è la fine della storia di Noelle

MarSel
1 anno fa · 4.767 parole · 21 min
474 letture

Entra con due ciotole colme, ha anche un pacchettino che tiene con il mignolo infilato nel fiocco; io continuo a guardare la tv. Appoggia il dolce sul letto e si spoglia, toglie vestito, reggiseno e mutandine, adesso è nuda e va in bagno, dopo due minuti è di nuovo qui. Prende la camicia da notte da sotto il cuscino e se la infila. Non è una camicia sexy, non è trasparente, è pure lunga. Ma addosso a lei mi fa bollire il sangue! Si mette in ginocchio vicino a me che sono semisdraiata e mi porge una ciotola: faccio segno di no, che voglio guardare la tv. Alza le spalle e la appoggia sul comodino poi, senza una parola, si siede sul letto, di fianco a me, a mangiare e guardare la televisione. Non so neanche cosa guardo, sono completamente rapita dagli odori che mi arrivano: il tiramisù, il vino e, soprattutto, la pelle di Jezabel; mi accorgo che sto trattenendo il respiro, devo essere rossa in viso, allora per dispetto, cerco un canale italiano. Lei si gira verso di me e mi dice: 《ho fatto il tiramisù perché è il tuo dolce preferito e mi è venuto particolarmente bene. Quindi adesso te lo mangi!》 e detto questo, con un unico movimento, mi sale a cavallo, con la ciotola e il cucchiaino in mano. La guardo, sento la sua passera sulla pancia, è bagnatissima. Mi porge il cucchiaino pieno, lo avvicina alle labbra. Io sono rossa, eccitatissima e vorrei saltare addosso, ma non muovo un muscolo. Jez cerca di forzarmi il cucchiaino in bocca, io scuoto la testa e mi cade un pezzo di savoiardo con tanta crema sul seno vicino a un capezzolo. Lei ride e mi dice: 《non vorremo mica specarlo....》 si abbassa e inizia a leccarlo. Prendo fiato, non mi muovo: lo lecca tutto, con attenzione, poi si sposta al capezzolo e lecca pure quello, è già turgido. Mi vede ansimare e allora gira la ciotola e quello che restava del dolce mi finisce tutto sulle tette.... mugolando me le prende con le mani e mi lecca via tutto il tiramisù, dal seno, dai capezzoli e dalla pancia. Prima che finisca sono già venuta! 《Vuoi anche l'altro?》 faccio segno di no, sono disfatta, ma lei l'ha già preso e mi lascia cadere una cucchiaiata sul pube. Sto impazzendo di desiderio, le gambe si sono aperte da sole e io chiudo gli occhi, sento altro tiramisù che mi atterra sul clitoride, sulle grandi labbra. E la sento, la sua lingua, parte dall'alto e scende giù, poi raccoglie quello che mi sta colando fuori dalla figa e torna su, inizia a baciarmi, poi lecca, poi bacia, poi lecca, Dio mio vengo di nuovo! Sono distrutta, non riesco a muovermi, ansimo e basta. Lei ne approfitta per sdraiarsi di fianco a me e imboccarmi con quello che resta del dessert. Quando è finito mette via la ciotola e mi accarezza e mi coccola alcuni minuti. Poi prende il pacchettino. 《Adesso il mio regalo!》 Lo dice come una bambina davanti ai regali di Natale, con la stessa gioia. Io continuo a ignorarla ma mi chiedo chi glielo avrà fatto; sento una punta di gelosia.... lo apre e tira fuori la scatolina di un anello o qualcosa di simile. Lo apre e dentro c'è appunto un anello. Lo tira fuori e se lo mette all'anulare. Me lo mostra. È una specie di fedina con un incavo per incastonarci una pietra, dalle dimensioni del buco direi un brillante, ma non c'è nessuna pietra. Sono confusa, chi può avere fatto un regalo così, ma lei mi spiega: 《questo è l'anello di fidanzamento! Quello che mi regalerai tu quando ti ricorderai che mi ami... non riesco ad aspettare fino a quel momento quindi mi sono regalata l'anello, e tu mi regalerai la pietra. L'anello è d'argento, in questo momento non posso permettermi altro, ma non si nota molto la differenza con il pendente che mi hai regalato》 Si certo le ho regalato un solitario, lo indossa sempre, anche adesso; è un brillante incastonato in un pendente di platino e, in effetti, da lontano si può confondere con l'argento. Si guarda l'anello, felice, come se fosse davvero qualcosa che viene da me... quel sorriso è la cosa più bella e più pura che abbia mai visto! Provo l'impulso irresistibile di distruggerlo: 《Non ho mai sentito tante cazzate tutte insieme! Non ti regalerò mai niente, ricordatelo! Il regalo giusto per te è stato quando ti ho fatta arrestare, così sono riuscita a toglierti di torno per un pò. E poi.... argento! Santo cielo che pezzente! Quello sarebbe qualcosa di importante? Ed è quella la vita che vuoi farmi fare? Da pezzente? Come te e come la tua famiglia? Dovrei diventare una sguattera anche io come te e come tua madre? O peggio, entrare nel "magico mondo" dei pescatori? Come quel morto di fame di tuo padre?》 A questo punto arriva la sberla. Ho visto quel sorriso bellissimo incrinarsi poco a poco, i suoi occhi diventare lucidi e, infine, il viso si è trasformato in una maschera di furia. Dopo il primo schiaffo, che mi ha girato la faccia, mi è salita sopra, mi ha bloccato le mani con le ginocchia e ha iniziato a picchiarmi: schiaffi, graffi, capelli. Nel frattempo mi ha urlato tutto quello che si è tenuta dentro in questo mese e la parola più dolce era "puttana". Quando si ferma vedo, con l'occhio sinistro perché l'altro non riesco ad aprirlo, che piange, lunghi singhiozzi disperati inframezzati da mezze parole, mentre mi accarezza delicatamente il viso con la mano e mi sfiora dove mi ha colpita e graffiata. Infine ha preso fiato sufficiente per soffiare fuori 《ma io ti amo!》 Mi ha stretto il cuore, se non mi avesse bloccato le mani l'abbraccerei. Invece le sputo in faccia: 《e io amo Vanessa! E Roman! E quello che mi danno loro che tu non potrai mai darmi! Sei solo una serva che non significa nulla per me. NULLA!》 Ecco, si ferma. Mi guarda seria, non piange più, l'ho colpita al cuore. Resta cosi per un paio di minuti, mi guarda impassibile e non dice niente. Sembra che stia pensando. Infine annuisce, lentamente, sempre guardandomi: ha preso una decisione. E piano piano inizia a muoversi, sempre guardandomi fissa, muove il bacino su di me, mi sta lasciando una scia di umori sulla pancia. Respira più forte, apre un poco la bocca, e afferra la testata del letto. Sta godendo, ansima piano e continua a guardarmi. Non riesco a staccare l'occhio da quel viso, è bellissima anche nella furia, cerco di liberare le mani ma non mi lascia. Si muove sempre di più, vedo che adesso è vicina, socchiude gli occhi e inizia a tremare, ma non si ferma, è sempre più veloce, ansima e geme, spinge spinge spinge..... all'improvviso si blocca, serra gli occhi, si inarca verso di me e le esce un urlo roco, basso ma lunghissimo, come lunghissimo è anche il suo orgasmo. Resta ferma così, a lungo, appoggiata a me, ansimando. Sento la sua figa che pulsa sulla mia pancia, mi sta bagnando ancora e adesso anche io sono un lago, vederla godere in quel modo mi ha fatta eccitare. Dopo alcuni minuti riapre gli occhi, mi guarda e mi libera le mani dalle ginocchia; ma non scende, resta a cavallo della mia pancia. Allunga una mano e me la passa sul viso, si guarda le dita, sono sporche di sangue. Si abbassa e mi dà un bacio sulle labbra, preme forte, mi fa male. Poi sposta il bacino piu in basso e scende a baciarmi il seno, la pancia, l'ombelico. Mi sta bollendo il sangue, alzo le mani ma me le schiaffeggia via, quindi le appoggio sul lenzuolo e mi preparo a lasciarmi far l'amore da lei. Ma non lo fa, stasera non ha nessuna intenzione di farmi godere, me lo fa capire subito prendendomi i capezzoli con le dita e tirando finché non urlo dal dolore. Alzo le mani ma non oso toccarla, e lei continua, me li torce, li schiaffeggia, mi graffia i seni. Io cerco di non urlare ma non ci riesco, mi sta facendo male, la supplico di smettere. Si ferma solo quando vede che piango. Si abbassa, mi lecca via le lacrime e si sdraia su di me, il suo seno a contatto col mio, le pance, il pube, le gambe. Mi bacia e si muove, è eccitante, oso sfiorarle la schiena con le dita e la sento mugolare di piacere. Allora lo faccio con più impegno, inizio a sfiorarla dai glutei e salgo su lungo la schiena fino al collo, poi scendo di nuovo e risalgo, nel frattempo lei continua a muoversi su di me, sta gemendo, ansima, allargo le gambe e avvolgo le sue, coi piedi le sfioro i polpacci, mi accorgo che sta velocemente andando fuori di testa, adesso sono io che bacio lei, si muove in maniera animale, mi morde un labbro, mi stringe, eccola.... si irrigidisce e il suo corpo trema tutto, continuo a sfiorarla più piano, la accompagno nell'orgasmo finché si abbandona su di me, continuo a sfiorarle la schiena fino a quando sento il suo respiro più calmo. Allora, delicatamente, la giro e la faccio sdraiare di fianco a me, ha gli occhi chiusi e ansima ancora leggermente. Mi metto in ginocchio di fianco a lei, la guardo, è bellissima, la camicia da notte bagnata di sudore è attaccata alla sua pelle, i capezzoli, ancora dritti, sporgono e fanno venire voglia di.... un impulso improvviso, gliene succhio uno attraverso la stoffa, geme ma non apre gli occhi, succhio anche l'altro e le passo la mano sulla pancia, la carezzo decisa, vedo che apre appena le ginocchia, è un invito, sempre succhiandola e leccandola, faccio scendere la mano in mezzo alle sue gambe, la sento vibrare, con l'altra mano la spalanco e lei si lascia fare, ho il cuore a mille! Allora lascio stare il seno e le tiro su fino alla pancia la camicia da notte, con una mano le sfioro l'interno delle cosce mentre con l'altra mi dedico al clitoride, le faccio un ditalino leggerissimo, voglio farla eccitare al massimo per poi farla esplodere. E sembra funzioni, la sento gemere e muoversi, mi accarezza le mani, è pronta ad esplodere. Allora il ditalino diventa più deciso, uso tre dita e le muovo circolarmente premendo più decisa. Emette un suono gorgogliante dalla gola, afferra il lenzuolo e si inarca, sta arrivando, muovo le dita più veloce ed esplode, urla e diventa dura come marmo, ma non mi fermo, continuo, non le lascio tregua e lei viene di nuovo e poi ancora. Mi fermo solo quando vedo che non riesce più a prendere fiato, allora smetto di blocco e la guardo. Ansima fortissimo facendo un verso animale, i muscoli tesissimi. Allora le accarezzo i seni sopra la stoffa ma non mi basta, quindi le tiro su la camicia e gliela sfilo dalla testa, lei prova a resistere ma non ha più forze. Adesso è nuda anche lei, e riprendo a carezzarle le tette. Fa segno di no con la testa, non ce la fa più, ma non mi fermo, riprende ad ansimare, mugola, cerca di farmi smettere. Allora mi attacco con la bocca a un capezzolo e con la mano all'altro, sento che sta di nuovo per venire ma mi prende per i capelli con tutta la forza rimastale e mi tira via. Ricado sul letto, di fianco a lei e resto così, la ascolto ansimare. Aspetto che si calmi ancora, poi mi alzo su un braccio e la guardo: è sdraiata, disfatta, sta ancora ansimando ma più lentamente, le ginocchia leggermente aperte. Ha gli occhi chiusi e i capezzoli sono ancora turgidi; mi sposto più in basso e vedo che ha la vulva aperta, pulsante: sta colando sul letto! Mi sposto per mettermi in ginocchio tra le sue gambe ma lei mi dice: 《basta Noelle non fare più niente, hai vinto. Adesso mi alzo e vado a fare le valigie, me ne vado stanotte, ti lascio in pace》 Ma ormai sono tra le sue gambe: appoggio le mani sulle sue ginocchia e gliele allargo dolcemente, mentre lei continua a dire di no, poi, premendo i pollici all'interno delle cosce mi abbasso e inizio a baciarle la figa. Non riesce a impedirmelo, mi prende per i capelli e tira ma troppo debolmente, e vedo che si muove di piacere. Le bacio a lungo le grandi labbra, una alla volta, poi le allargo con le dita e prendo il clitoride, lo lecco con colpetti veloci, vedo che Jez si agita, ansima, allora glielo succhio con forza e lei mi sta tirando con uguale forza i capelli, mi fa male tanto quanto io la faccio godere. Mi fermo e lei mi lascia i capelli, anzi me li accarezza, allora le allargo le piccole labbra e sento che si irrigidisce. Infilo la lingua dentro, lentamente, Jez si inarca e geme, la tiro fuori e la rimetto dentro, adesso mi sta dando dei colpi sulla testa e intanto, tra un gemito e l'altro, continua a ripetere 《no》 come un mantra. Mi fa male e quindi le afferro le dita e le porto sul suo clitoride, mentre continuo con la lingua. Adesso non parla più, non geme neanche più, è inarcata e rigida, fatica a respirare ma non viene ancora, io continuo con la lingua e con le sue dita, finché con un unico lungo gemito, solleva il bacino dal letto e viene! Continuo a baciarle la vulva per tutto l'orgasmo, finché si abbandona di nuovo sul letto. Sta tremando, mugola piano e ha le guance rigate di lacrime. Il letto è tutto bagnato di sudore, il mio e il suo. Salgo a baciarle le labbra ma mi spinge via, debolmente. Riprovo e mi tira uno schiaffo. Mi sdraio di nuovo, guardo il soffitto. Lei si siede, mette i piedi in terra e si alza. Si sdraia di nuovo: 《me ne vado domani, adesso sono troppo stanca》 Si gira dalla sua parte, si raccoglie in posizione fetale e si addormenta praticamente all'istante.

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