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Noelle 7
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Noelle 7

La prima volta nel culo per Noelle

MarSel
2 anni fa · 3.326 parole · 15 min
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Non me lo faccio ripetere, mi masturbo con entrambe le mani mentre muovo con forza il bacino su di lui, ormai ho perso la testa e vengo: una serie di mezzi orgasmi rovinati dal tremendo dolore al culo e alle tette. Infine mi spinge giù, sento il glande che esce da me con uno schiocco e finisco sul pavimento. Subito mi alzo e barcollando vado in bagno: camminare è quasi impossibile ma devo arrivare al lavandino! Ci infilo come posso il culo e apro l'acqua fredda! Resto li sperando che mi passi il bruciore ma Roman entra in bagno anche lui, col cazzo in mano, si siede sul cesso e si fa una sega davanti a me. Non oso muovermi perché l'acqua fredda mi placa il dolore ma soprattutto perché non riesco a staccare gli occhi da quel pene, allungo le mani per toccarlo e lui mi sborra addosso, sui capelli, in faccia e sui seni. Dopodiché si alza e va di là, dopo poco lo sento uscire dal container.

Resto così, seduta nel lavandino, fino a che non sento la sirena del pranzo degli operai, allora provo ad alzarmi dal lavandino ma sento una fitta tremenda e cado per terra. Adesso che sono fredda sento di più il dolore, non posso camminare! e sono nuda, vedo i vestiti ma sono troppo lontani, sono tutta sporca di sperma ... vado nel panico! Adesso che faccio, se entra qualcuno? E stasera torna mio marito, se mi trova in questo stato? Aspetto un paio d'ore ma cambia poco, devo andare ma non posso farmi vedere così. Alla fine mi decido e telefono a Jezabel, per fortuna avevo lasciato la borsetta in bagno.... mi risponde fredda: 《sì?》《Jez sto male.... sul serio! ... Sono al cantiere nell'ufficio di Roman... ho bisogno di aiuto! ... Per favore ho solo te... 》 Butta giù senza rispondere, ma dopo neanche 20 minuti la vedo entrare dalla porta,deve aver guidato come una pazza! Mi guarda e nonostante lo scempio non mi chiede niente, d'altronde è tutto fin troppo evidente; mi aiuta a lavarmi e a vestirmi, mi porta quasi di peso alla macchina e mi porta a casa; mi mette a letto, non so cosa mi spalma sul sedere ma è miracoloso, anche sui seni, mi accorgo adesso che sono pieni di lividi. Non ho fame ma Jez mi obbliga a mangiare qualcosa, addirittura mi imbocca, e io la lascio fare.... La sera, appena arriva mio marito, sento che gli parla lei, non so cosa gli dice ma stanotte non viene a dormire nel letto. Si ferma lei con me, mi culla e mi carezza finché non dormo.

Per due giorni mi cura e non lascia entrare nessuno. Non mi parla, non risponde a quello che le dico, ma mi coccola come quando eravamo in Francia; sono due giorni bellissimi, vorrei poter stare cosi per sempre! No, non così, vorrei che tornassimo come prima.... Il terzo giorno mi sveglio e lei non c'è, sto infinitamente meglio, riesco a camminare quasi normale e i segni sui seni si vedono a malapena. E mi accorgo di avere al collo il mezzo sole che mi ha regalato!

Eppure da quando sto bene mi scordo di Jezabel e mi riprende la smania di Roman. Vado tutte le mattine al cantiere, ma lui viene solo uno o due giorni alla settimana. Se non lo trovo pulisco e metto in ordine il suo ufficio e il gabinetto, gli lascio piccoli regalini e poi mi masturbo sulla sua sedia. E spesso vado a spiare Maruska farsi scopare: a volte mi sembra che goda veramente a volte invece sembra solo un buco per seghe. In ogni caso mi eccita un sacco guardarla, sopratutto vedere dondolare le sue mammelle! E spesso lascio che mi veda mentre scopa. Ho preso l'abitudine di farmi male quando mi masturbo, sia al cantiere che a casa, soprattutto ai seni e ai capezzoli, ma anche alle cosce, la pancia, i glutei.... spesso arrivo a lasciarmi dei lividi o dei graffi.

Se invece Roman è al cantiere quando arrivo, mi abbandono completamente succube a lui. Accetto qualsiasi cosa, anzi chiedo di più: più dolore, più cazzo, più umiliazioni. Roman è un sadico, gode nel farmi male, io ho paura di questi giochi sadomaso ma non credo che godrei senza.... e più mi fa male, più lo ringrazio!

Mi eccita arrivare a casa con dei segni sul corpo evidenti, adoro il rischio di essere scoperta da mio marito.... la notte quando mi rigiro nel letto i lividi mi fanno male, ed è meraviglioso. Al mattino mi sveglio vogliosa e la notte vado a dormire appagata.

A furia di punizioni sto diventando brava, sia con le mani che con la bocca, sto imparando a capire in anticipo cosa vuole; ho imparato a farlo godere con le tette: sono contenta di averle cosi grosse, a lui piacciono e riesco ad avvolgergli il pene completamente! Adoro guardarlo quando gode nel mio seno, adoro sentire lo sperma caldo in faccia quando viene nelle mie mammelle. L'unica cosa che proprio non riesco a farmi piacere è quando mi sfonda il culo; certo, adesso riesco a rilassare in qualche modo i muscoli dell'ano, ma è sempre troppo doloroso, è una tortura che spero sempre finisca in fretta... e invece lui fa in modo che duri un sacco! Però sentire il suo corpo contro il mio, il suo odore, sentirlo bagnato di sudore, sentire che gode dentro di me, sentire il suo seme che mi cola fuori dal culo.... a volte quando sono per terra ai suoi piedi, disfatta dal dolore o dal piacere (o, più spesso da entrambi), provo l'impulso prepotente di ringraziarlo per tutto quello che mi concede! Allora gli bacio le scarpe, e le gambe, ma non oso andare più su delle ginocchia. Spesso in questi casi mi spinge via, ma non fa niente, l'importante è mostrargli quello che provo, oppure, a volte, mi prende per i capelli e mi sputa in faccia. E allora sono felice, non mi pulisco, è come una medaglia, un premio per la mia sottomissione!

Poi però torno a casa e trovo Jezabel e sotto la sua maschera fredda riesco a vedere tutta la sua dolcezza e forse... sì il suo amore è sempre lì. Quando si prende cura di me, quando mi sfiora i lividi o mi disinfetta i graffi, quando insinua le sue dita nelle pieghe del mio corpo martoriato, capisco di essermi spinta troppo in là, di essere su un terreno pericoloso; questa storia può farmi molto male ed è evidente dai segni sempre più marcati che ho sul corpo. Ma soprattutto mi rendo conto che sto rischiando veramente di perdere quanto ho di più prezioso: la pazienza di Jezabel non può essere infinita, prima o poi si arrenderà e tornerà, giustamente, a casa sua. E allora resterò sola nella mia degradazione, in questo abisso rivoltante fatto di fluidi corporali e violenze.

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