Finalmente si ferma e io respiro, si alza 《Vado a farmi la doccia, puttanella... e magari, se mi passa la sbornia trovo il coraggio di fare le valigie....》
Basta questa frase a mandarmi nel panico: non riesco a pensare ho il cervello annebbiato riprendo ad ansimare anche piu di quando mi leccava ... mi ritrovo inconsapevolmente a pregare! Sto letteralmente pregando, recito tutte le preghiere che conosco, Dio ti prego non la fare andare via, non togliermela... sotto la benda sto piangendo, Annette aveva ragione, questa messinscena è stata una pessima idea, vorrei poterle parlare, vorrei non aver fatto quello che ho fatto, vorrei....
Si fa la doccia nel mio bagno, è una doccia molto lunga, esce.... sento odore di caffè che proviene dal mio angolo cottura. Si sta facendo un caffè... se lo viene a bere qui da me in poltrona. Non dice niente. Immagino che mi stia guardando. Si alza si avvicina. Mi sfiora ancora con le dita... e se ne va. Sento di nuovo la doccia, stavolta nel suo bagno, credo voglia proprio farsi passare la sbronza. Annette aveva ragione è stata una pessima idea, ma io testarda....
Dopo un bel pò di tempo ritorna, la sento avvicinarsi: 《Ciao Noelle sono tornata. Mi sei mancata... ci credi? Mi manchi anche solo per il tempo di una doccia. Adesso ho la mente lucida, o almeno abbastanza lucida.... ho fatto le valigie, ma come vedi sono ancora qui. Dipende da te se me ne vado o no》
S avvicina e si siede sul letto. Mi toglie delicatamente la benda. Ci metto un paio di minuti ad abituarmi alla luce, piano piano la metto a fuoco: è ancora nuda, bellissima, gli occhi arrossati per le lacrime. 《Adesso ti tolgo il bavaglio, ma non voglio sentire nessuna parola da te, nessuna scusa , nessun ti amo, niente di niente, va bene?》 Annuisco e me lo toglie, molto delicatamente cercando di non farmi male. Poi mi sfila le mutandine dalla bocca 《ti sono piaciute?》 Annuisco decisa perché non oso parlare. 《Bene. Adesso ti tolgo le manette ma non devi fare niente che non ti dica io d'accordo? Non cercare di abbracciarmi, di farmi l'amore, niente, stai solo ferma, va bene?》 Annuisco di nuovo. Mi toglie le manette, sia ai polsi che alle caviglie e le butta per terra. 《Adesso tira giu le braccia e unisci le gambe》 Faccio quello che dice, ringraziandola mentalmente perché avevo le braccia anchilosate. Poi mi copre col piumone e si infila nel letto di fianco a me, appoggia la testa sul cuscino e mi passa un braccio e una gamba sopra, mentre mi bacia dolcemente una guancia. Sono in paradiso ma non oso dire niente né muovere un muscolo e lei mi sussurra 《ti amo》. Mi sto sciogliendo! 《Voglio fare l'amore con te. Sei libera di muoverti e di fare tutto quello che vuoi, ma non dire niente va bene?》 Io faccio di sì con la testa e lei mi avvolge col suo corpo e mi fa sprofondare in un abisso di piacere, ma soprattutto di emozioni..........
Abbiamo fatto l'amore per tutta la notte, o meglio, all'inizio è stata lei a fare tutto, poi piano piano mi ha insegnato, più con l'esempio che con le parole. E di parole io non ne ho detto mezza per non disobbedirle!
Poi abbiamo guardato l'alba sul mare dal mio terrazzo, nude e avvolte nel piumone, abbracciate strette, e finalmente abbiamo parlato, tanto, sono forse riuscita a farmi perdonare. Mi ha anche raccontato del suo primo rapporto sessuale con un ragazzo: 《lui era giovane, giovanissimo, come me. Avevamo 17 anni, lui al liceo, io lavoravo già. È successo quasi per caso, ci siamo trovati a casa sua e i suoi non c'erano; bè quasi per caso magari no.... comunque dai baci siamo passati velocemente ad altro, in pochissimo tempo eravamo nudi. Ma sentivo che qualcosa non andava, non mi sentivo.... non so.... poi mi sono ritrovata sul letto, sotto di lui. È stato dolcissimo e premuroso, e devo dire che mi è anche piaciuto... solo che per tutto il tempo continuavo a pensare a sua sorella più grande, non volevo ma continuava a venirmi in mente lei, il suo viso, il suo corpo, soprattutto quando ho iniziato a sentire piacere, c'era sempre lei nella mia testa. Quando abbiamo finito lui mi ha fatto le coccole per un sacco di tempo, voglio dire: il ragazzo perfetto per qualsiasi donna! E io pensavo a lei... e ho iniziato a immaginare di fare l'amore con lei, sentivo che mi bagnavo al pensiero, era ormai evidente anche a me che ero lesbica》 《E ti sei poi fidanzata con lei? È lei Ginevra?》 《No no, per carità! Lei non è lesbica e poi ho scoperto che è anche parecchio stronza!》... 《Come me?》 Jezabel mi guarda, seria, ci pensa alcuni secondi e poi: 《no, come te no... ma quasi!》 E scoppiamo a ridere insieme, un riso liberatorio, riappacificante.
Dopo, mezze congelate, siamo rientrate e ci siamo infilate di nuovo nel letto, sotto le coperte e ci siamo baciate fino ad addormentarci.
Apro gli occhi intorno a mezzogiorno, e lei mi sta guardando. Mi sorride e poi mi dice: 《Noelle io ti amo. Ti amo più di quanto ti immagini, ma ho bisogno di sapere se mi posso fidare di te. Quello che hai fatto, che MI hai fatto, nelle ultime settimane..... per qualcuno può non essere niente di che, ma per me, per come sono.... mi sono sentita violata, nel mio intimo! E mi hai mentito, fare quelle cose a mia insaputa è mentire. Io mi fidavo ciecamente di te!》 Quindi mi chiede di darle il numero di Annette, e mi dice di aspettarla lì, di non muovermi. Poi va in camera sua e chiude la porta. La sento parlare, piangere e ridere. Ma soprattutto parlare... tanto.... e io sto tremando.
Torna dopo più di un ora, è ancora nuda, gli occhi bagnati di lacrime ma sorride; ha al collo il solitario che le ho regalato! Non dice niente, si infila di nuovo nel letto e inizia di nuovo a farmi l'amore, furiosamente. Se possibile è ancora più bello di stanotte, soprattutto perché adesso sono in grado di ricambiarla.... ci fermiamo solo per mangiarci un panino e poi ricominciamo, ma adesso fuori dal letto, sulla mia scrivania, la poltrona, sul tappeto del salottino, in camera sua, mentre facciamo la doccia, mentre disfa (Dio ti ringrazio!) le valigie, mentre prepariamo i panini per cena, non siamo mai sazie! A sera siamo esauste di orgasmi, ci sdraiamo di nuovo nel mio letto e lei mi si addormenta sul seno.
Jezabel non mi ha mai voluto dire cosa si sono dette lei e Annette, e Anny nemmeno. Ma il giorno dopo ricevo un messaggio dalla mia amica: - Sei una testa di cazzo! Quando mi hai parlato di Jezabel non avevo capito veramente com'è. Noelle quella ragazza è unica! Non hai idea del rischio che hai corso! Non mancarle piu di rispetto se non vuoi fartela scappare, e credimi, non ne trovi un'altra uguale! Tienitela ben stretta o vengo a prenderti a calci in quel bel culetto tondo che ti ritrovi! -
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