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Erotika
Frocio per forza
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Frocio per forza

Dovevo solo fare il modello per foto ma alla fine mi dominarono e mi incularono.

estasi io
1 anno fa · 5.197 parole · 23 min
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“non gli fate male” disse Lucio. “ ma se gli piace” disse Giovanna “Guarda come si eccita”. Certo che era strano. Adesso ci trovavamo io e Lucio nudi davanti a sua moglie e alla mia compagna. 

Non aveva senso. Ed io dovevo mimare di fargli un pompino ed intanto stavo andando da una all’altra a farmi sculacciare, eccitatissimo e tutti mi prendevano in giro. E tutto sembrava normale. Va beh che avevamo bevuto. “ gli piace anche baciare i piedi al mio frocetto” disse Giovanna, mai appagata “è vero?” si tolse le scarpe e le calze e mi tese il piede “bacia” io le presi il piede e lo baciai. “ è incredibile. Riesci a fargli fare qualuncque cosa” disse Lucio. “anche a te” disse Marina facendogli notare che era nudo. “già” disse lui. “Non dovevi farmi vedere come simulavi di farmi un pompino”. “pompino, pompino pompino” dissero le donne. “però prima una cosa tesoro, hai baciato i miei piedi. 

Penso che sia il caso che per equità, tu bacia anche i piedi dei nostri ospiti. Facciamo una cosa. Sposta questo tavolino e mettiti al centro. Uno per uno ci baci i piedi intanto che noi mangiamo il dolce, forza” Disse Giovanna come se fosse la cosa più naturale del mondo. Lucio rideva, Marina appoggiava Giovanna dicendo che effettivamente c’era rimasta un po’ male. Ubbidii. Improvvisamente non vedevo l’ora. Marina si tolse le scarpe e calzini ed anche i pantaloni visto che erano molto lunghi. Gli servii il dolce e il liquore e stavo in mezzo a loro accovacciato tutto nudo. 

Presi tra le mani un piede di Marina per ammirarlo. “ Hai visto che bell’occasione che ti ho dato frocettino mio? Mi dovrai ringraziare a lungo” disse Giovanna “ grazie” proferii con un filo di voce e mi abbassai a baciarlo, Giovanna che era alle mie spalle iniziò a stuzzicarmi l’ano con un piede, poi credo che quello che mi toccava le palle fosse Lucio. Si divertivano. Io ero completamente in preda loro. “lecca, lecca!” mi ordinò Marina tra le risa degli altri. Io leccai i suoi piedi dal tallone all’alluce e poi di lato. Con l’altro piede mi dava delle spinte in faccia ridendo. Ma io ero anche affascinato dalle sue gambe e dalle sue mutandine chiare, ero tentato da leccarla sempre più su fino alla vulva, ma temevo una rappresaglia. Continuai ubbidiente a leccarle i piedi. Poi Lucio si mise a dire che toccava a lui, mentre Giovanna ci mancava poco che mi penetrasse con l’alluce. Io girai e passai a leccare e baciare i piedi di Lucio, intanto che loro ridevano, mangiavano la torta, mi sculacciavano o mi appoggiavano i piedi sulla schiena e continuando così iniziarono a parlare d’altro. 

Giovanna ammirava il pene di Lucio e gli chiese se sapeva quanto fosse lungo. Perché tutti avevano notato che fosse più lungo del mio, ma secondo Giuliana c’era una gran differenza, secondo Lucio non più di due centimetri e secondo Marina anche 3. Parlarono anche del dolce. E visto che era rimasta la mia parte Giuliana la prese mi chiese se la volessi. Certo dissi. Allora la prese e ci sputò dentro e poi la passò agli amici che molto divertiti ci sputarono. Lo stesso fecero con il liquore, ma quello lo bevvi subito tra le loro risa. 

Ma era venuto il momento del pompino, Lucio mi prese per i capelli e mi avvicinò al suo membro, se lo massaggiò un po’ per avere un erezione e da seduto avvicinò la mia testa al suo membro. Chiese a Giovanna se fosse la distanza giusta. Lei disse più vicino, molto più vicino. Avevo il suo pene a pochissima distanza dalla bocca. 

“Apri la bocca Andrea” disse Giovanna” ti viene voglia di averlo tutto in bocca? Marina prese a sculacciarmi dicendo “ vai bello, vai bello!” Con quelle botte rischiavo di arrivare a toccare il pisello di Lucio, ma volevo evitare, benché stavo scoppiando dalla voglia di succhiarlo. Speravo che mi dicessero di smettere. Invece Giuliana disse” vediamo quanto riesci a resistere senza leccarlo” intanto Marina mi stava passando credo un cucchiaino intorno all’ano proteso verso di lei. Lucio se lo smenava per mantenerlo dritto. Giuliana iniziò a dire che al mio posto in quella posizione non avrebbe resistito. 

Marina disse “come io non riesco a resistere dalla voglia di sodomizzare tuo marito. Dov’è quel wurstel di prima?” Giuliana si divertì molto a quella proposta e fece i complimenti a Marina. Prima però ci voleva un altro goccetto. Sputarono a turno nel mio bicchiere e mi fecero bere anche a me. Già che c’erano sputarono ancora nel mio dolce, che non so quando sarei arrivato ad assaggiare. Marina tornò col wurstel e me lo passava sull’ano. Io ero sempre a bocca spalancata con l’odore del pisello di Lucio, volevo dire basta, ma Lucio inizio a passarmi il pisello sulle labbra. “Anche tu Lucio non resisti dalla voglia di farti spompinare da Andrea vedo. Bravo bravo” disse Giovanna. Lui me lo passava su tutto il viso, poi di nuovo me lo fece girare sulle labbra aperte e me lo infilò in bocca. Me lo strusciava sulla lingua. 

Era terribilmente bello. E Giovanna mi diceva “ ti piace frocione! preferisci quello di carne vero? Anche se tra un po’ ti troverai piantato un Wurstel nel culo” Ma in realtà il Wurstel non riusciva ad aprirmi il buco di culo immacolato, senza neanche un po’ di lubrificante. Ci sarebbe voluto il cazzo di gomma di Giovanna; ma chiederlo mi sarebbe sembrato troppo umiliante. Giuliana mi diceva, “guarda come ti piace il pisello di Lucio, fottuto pederasta” “ vorresti assaggiarlo anche tu?” le propose Lucio. Marina ebbe un sussulto alle mie spalle ed improvvisamente iniziò a sculacciarmi con forza a ripetizione e poi disse, perché invece non vieni a sfondargli il culo. Mi sputò nell’ano a più riprese e tornò a sfrugugliarlo questa volta con qualcosa di più duro, squadrato che riusciva a farsi spazio. Era il tacco di una scarpa che finalmente mi stava deflorando. Dolore e piacere mi avvilupparono con quel pisello che mi si muoveva nella mia bocca ferma e spalancata; finalmente chiusi la bocca sul cazzo del mio amico di vecchia data e lo succhiai avidamente. “ecco” gridava Giuliana “gli stai facendo un pompino. Hai ceduto! Come ti piace! Finocchio di merda!” Marina muoveva su e giù il tacco nel mio culo. Giuliana si allontanò e tornò dicendo con voce vittoriosa” Un po’ di maionese per quel wurstel”. 

Marina rise, tolse il tacco della scarpa dal mio culo e me lo riempì di crema fresca. Appoggiò la punta del tubetto nel culo e lo premette inondandomi l’ano. Poi ridendo cominciò ad allargare il foro con le mani e con il wurstel, intanto che io leccavo e succhiavo avidamente il cazzo di Lucio. Sentivo che il mio ano stava cedendo, non mi bastava. “ Oddio Andrea quanto ci stai facendo divertire” disse Marina. Poi vedendo che non riusciva ad infilarmi il wurstel riprese a schiaffeggiarmi con forza le natiche. “ adesso basta frocio” disse Giovanna “mica devi farlo venire a Lucio, è solo un gioco, baciami così sento il sapore del suo cazzo”. Mi baciò avidamente con la lingua. 

Adesso vestitevi maschietti, mica siete venuti per questo frocetto. Non dovevamo vedere le vostre foto della Francia? Quella sera finì così, vedemmo le foto della Francia, anche se alla fine Giuliana decise che fosse il caso che io rimanessi nudo ad indicare la mia inferiorità ed ogni tanto prendevo uno schiaffo o una presa in giro. Potei mangiare il mio dolce dal pavimento come un cane dissero. Poi andarono via e quando erano sulla porta, Lucio mi si avvicinò, mi guardò negli occhi e mi disse” chissà se riuscirò ancora a guardarti in faccia?” Marina mi si avvicinò ancora di più e disse, “ perché no? “ mi sputò in viso e si mise a ridere. Anche Lucio mi sputò intanto che Giovanna rideva ed uscirono ridendo. Io, nudo come un verme, dovetti mettere tutto in ordine, intanto che Giovanna guardava la televisione. Mi disse che si era proprio divertita, che le facevo schifo e che tutti inostri amici doveva sapere che ero un bocchinaro coi fiocchi. 

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