Era vero. “ sei un frocio” mi disse “ volevi spompinare il modello e hai spompinato il mio fallo di gomma” e si mise a ridere e poi disse” questa sera vengono a cena Lucio e Marina volglio proprio vedere che faccia fanno quando sapranno che volevi spompinare un modello!” “ ma tu sei pazza! Mi ca gli vorrai dire che volevo sentire il cazzo di quel ragazzo in bocca?” “ come lo dici bene” mi rispose lei” mica ti devi vergognare dei tuoi desideri”. “ va be’ ma che c’entra, è una cosa mia personale” “ allora glielo dirai tu. Dai promettimi che glielo dirai” “ ma nemmeno per sogno” “allora glielo dico io” “non ti ci provare” “perché se no che fai? Mi baci i piedi?” Non risposi e lei insistette “baciami i piedi, frocio” io non so perché in completa balia di Giovanna mi chinai e le baciai i piedi con soddisfazione di entrambi.
“Se avessi il cazzo adesso mi dovresti fare una pompa a sugello del fatto che tu sei un frocetto ed io sono la tua padrona. Vai a prepararti e deciditi o glielo dici tu o glielo dico io”.
Ci facemmo la doccia insieme. Sì perché avevamo solo la vasca, più scomoda per farsi la doccia, ma in due c’è sufficientemente spazio. Lei prima che io entrassi fece pipì nella doccia, dicendomi “ti piace guardarmi mentre faccio pipì, vero? Vorresti che te la facessi addosso? Magari in bocca. Cosa avresti dato per sentire sgorgare il piscio del tuo collega nella tua bocca avida e spalancata? Dimmi la verità” Era incredibile, quell’immagine che non avevo neanche immaginato, ora diventava il mio sogno. Sentire lo spruzzo della pipì del modello nella mia bocca o quello della mia Giovanna.
Entrai in doccia con il cazzo dritto. Lei rise dicendo che evidentemente la pipì mi eccitava.
Ci lavammo l’un l’altra e nella doccia ci baciammo.
Poco dopo arrivarono Marina e Lucio. All’inizio tutto normale, mangiammo leggero e bevemmo vino, un buon vino portato da Marina e Lucio. Non so che vino fosse perché non ne capisco niente. Prima del dolce Giovanna se ne uscì” ma dai Andrea ti ricordi che devi dire una cosa ai nostri amici” la odiai. Ma in realtà sapevo che doveva arrivare quel momento e quindi tanto valeva farlo così. Lucio e Marina erano curiosi, chissà che s’aspettavano ed io dissi:” ma niente di che. E’ un’ esperienza che ho fatto oggi. Mi è accaduta una cosa strana”.
“ altro che se strana” disse Giovanna in tono canzonatorio e tutti sorrisero “Stavo facendo delle foto osé per Alex in cui stavo nudo con un altro uomo” “interessante” fece Marina. “ non ci dovevamo toccare, ma dovevamo simulare, dovevo simulare di fargli un pompino, senza toccarlo ovviamente” risatine generali” e insomma entra Giovanna ed inizia a sfottermi dicendo che avrei voluto ciucciarlo per d’avvero”.
Marina “ sei sempre una forza, Giovanna”.
“ va be il fatto è che io, condizionato da quello che diceva lei e sotto le insistenze di Alex che diceva che non ero molto realistico ho iniziato veramente ad aver voglia di….” “ di cosa?” chiese Marina.
Giovanna “ e lo devi dire” . “ be, mi sembra chiaro di prendere in bocca l’uccello di quel tipo” Oddio l’avevo detto. “ e bravo recchioncello” disse Lucio. “ ma no. Con questo non voglio dire che mi piacerebbe succhiare il cazzo ad ogni uomo, ma solo di quanto mi faccio condizionare da Giovanna”.
Giovanna “ Che ti faccia condizionare da me è una buona cosa” tutti risero “ ma che non ti piacerebbe succhiare un qualunque cazzo è da dimostrare” . “ beh non mi era mai successo di desiderare di toccare un pisello prima e vedrai che presto mi scorderò anche di quello”.
Marina “ mi hai stupito, però è anche una cosa molto carina verso Giovanna: Giovanna, non sei orgogliosa?” Giovanna” di avere un marito recchione?” Marina “ ma dai” Giovanna a me “ Andrea fagli vedere quello che hai fatto vedere a me, fagli vedere come lecchi un pisello. Prendiamo una banana, anzi no un wusterl, che abbiamo quelli grandi” . “ ma scusa adesso cosa vorresti far fare?” “ dai, non ti vergognare dei tuoi amici” “ ma cosa vuoi che gli interessi e poi non vedi che li imbarazza” “ a me l’unico imbarazzato sembri tu” disse Lucio. “ a me mi avete incuriosito”. “ dai forza, di cosa ti vergogni, Andrea? “ chiese Lucio.
“ che stronzi” dissi io. “ avanti che non vedi l’ora, prendi un bel wursterl, prendilo in mano, e dopo un attimo non potrai resistere”
Presi il wusterl, lo pulii da quella gelatina “ immagina che sia il pisello del modello e facci vedere quello che mi ha fatto vedere prima, dallo a me che io te lo tengo, anzi chi lo vuole tenere?” “ io potrei tenerlo” disse Marina. “ dai avvicinati piano piano, non partire subito. Apri la bocca, torna all’esperienza con il tuo adone”” marina tienilo un po’ più su” dissi.
Poi guardai il mio pubblico divertito ed incuriosito per un attimo, aprii la bocca e mi avvicinai al wusterl, mi fermai a respirarci sopra, come avevo fatto col pisello del tipo “ da cosa vorresti cominciare?” disse Giovanna “ vuoi dargli dei bacetti? O lo vuoi sentire con la lingua” “ ma forse dovrebbe essere nudo” disse Lucio.
Adesso ci si metteva anche lui. Io non risposi e cominciai a toccare il wusterl con le labbra, perché una volta iniziato non mi interrompessero per spogliarmi.
Mi sentivo confuso ed inebriato, eccitatissimo. Sentivo la voglia di pisello sulle labbra, sulle lingua e in tutto il corpo. Il cazzo mi si gonfiava e il mio sedere voleva essere manipolato.
Ero in ginocchio sulla sedia, appoggiato al tavolino ancora apparecchiato mentre Marina mi teneva questo finto fallo e me lo muoveva per assecondare i miei movimenti e diceva “ bravo, così “ Giovanna mi slacciò i pantaloni e me li abbassò sin dove poteva e vedendo le mutande gonfie disse “ guarda come ti piace. E tu volevi tirarti in dietro” “ ma guarda che pompinaro” disse Lucio “ mi sto eccitando anch’io”.
Lo leccavo e lo succhiavo sempre più voglioso “ vorresti che fosse un pisello vero e recchioncello? “ disse Givanna. Altro che se volevo, volevo che fosse quel modello, lo avrei afferrato per i glutei per avvicinarlo alla mia bocca per prenderlo tutto. “che spompinatore provetto che sei” disse Marina “ sei sicuro di non averlo mai fatto?” e risero. “ mi ha detto anche che avrebbe voluto che il tizio gli pisciasse in bocca.
Secondo me un giorno di questi mi pregherà a me di farlo” “ e tu cosa faresti? “ le chiese Lucio. Credo che aprirei le gambe e lo innaffierei come un cesso”. Lucio rise e verso vino bianco, mentre io stavo spompinando il wurstel. Marina me lo tolse e mi disse di bere. “Immagina che sia la pipì di Giovanna. Assaporala bene”
Tutti bevemmo. “ ci sarebbe il dolce, cosa ne dite? Andiamocelo a prendere in salotto. Andrea togliti definitivamente i pantaloni e servici il dolce di là con un bicchiere di liquore”. Io stravolto ubbidii.
Quando arrivai col dolce loro stavano ridendo “ come sei diventato succube di Giovanna” disse Lucio. Giovanna “ mi piace vederti così servile.
Appoggia il dolce sul tavolino. Stavamo dicendo che sarebbe carino a questo punto ricreare la scena di oggi per fargli capire bene la situazione. Lucio sarebbe disponibile” “ mi piacerebbe vedere la tua bocca vicino al mio cazzo, vederti bramare per la mia cappella” “ ma il tizio di oggi aveva preso del viagra”. “ non sarà certo questo un ostacolo” disse lui spogliandosi. Evidentemente erano già d’accordo. Che bello che era.
Giovanna “ come ti guarda! Dai frocione adesso tocca a te” mi spogliai “ vieni qui fammi sentire le tue chiappe sode, andai e mi colpì con un sonoro schiaffo che fece ridere Lucio e Marina “ senti come sei sodo, il tuo culo non lo batte nessuno” e mi diede un’altra sculacciata “ senti Marina “ io andai da marina e lei mi schiaffeggiò con forza dicendo “è vero” e lo ripeté ancora più forte e ancora “ahahhah”.

