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Frocio per forza
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Frocio per forza

Dovevo solo fare il modello per foto ma alla fine mi dominarono e mi incularono.

estasi io
1 anno fa · 5.197 parole · 23 min
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Sottomissione psicologica e fisica a lei e a uomini e donne...

Tutto ha avuto inizio perché Giovanna, la mia fidanzata, aveva lavorato insieme a mia cugina Alex, come fotografa. Così quel giorno mi disse che Alex aveva bisogno di un modello per certe scene di nudo. Io andai e si trattava di fare alcune foto per non più di mezz’ora in cui io ed un altro tizio dovevamo simulare delle posizioni omosessuali uno con l’altro. Era una cosa un po’ alla buona ed un po’ improvvisata. Non ho capito bene di cosa si trattasse, ma c’era Alex che ripeteva imprecazioni contro un certo tizio che non era presente. In pratica io indossavo solo una maglietta tagliata all’altezza dell’ombelico e l’altro tizio una camicetta sbottonata, ma legata alla contadina sulla pancia.

Si doveva simulare un pompino ed una inculata, ma a distanza. Alex mi aveva detto quando ci eravamo sentiti che uno dei due avrebbe fatto bene a prendersi una pillolina blu. Io preferivo non prenderla e non era stato un problema; così era successo che l’aveva presa l’altro tizio, che quindi aveva una stecca dritta da fare impressione. 

Quello che non avevo calcolato era che quello con la stecca doveva essere quello attivo e l’altro doveva simulare il pompino e di prenderlo in culo. Non era in realtà un gran problema, perché tanto si trattava di simulare, non ci dovevamo proprio toccare. Alex si lamentava che non fossimo veri e voleva che ci avvicinassimo sempre di più, mentre questo tizio aveva paura che ci toccassimo. Non voleva assolutamente che gli sfiorassi il membro. 

Figurati io, ma non capisco perché gli girassero tanto le palle. 

Ad un certo punto entrò Giovanna, che lavora negli stessi studi. E’ entrata e mi ha trovato a pecora con questo che avvicinava il pene al mio sedere teso ed ha iniziato a dire:” ma guarda che bel frocetto mio marito ( odio quando dice che sono suo marito. Non siamo sposati), adesso lo deve prendere in culo?” e il tizio ha iniziato a dire “ non voglio che ci tocchiamo altrimenti voglio almeno il doppio” allora Alex ha detto: “ dai avvicnatevi un po’, senza toccarvi” 

E Giovanna continuava, “guarda che bel pisello questo giovane, avvicina un po’ di più il culo, dai sentirai che piacere sentire quella bella cappella che ti sfiora l’ano. Fallo senza farti accorgere!” 

Alex mi disse di appizzare di più il culo come se stessi cercando il cazzo voglioso. Io lo facevo ed effettivamente non sapevo quanto distante potesse essere quel membro e mi incuriosiva la sensazione di una cappella sul buco del sedere. Ma quel tizio continuava a sbraitare. 

Quando Alex fu contenta delle foto, cambiammo posizione, ora dovevo simulare la pompa. Il ragazzo mi disse piano,” guai a te se mi tocchi con la bocca.” Io ero infastidito. Ma cosa credeva che lo volessi spompinare? 

Ma anche stavolta Alex insisteva perché la cosa sembrasse vera e che fossimo vicini. Mi disse che se non sembravo vero non ce ne saremmo andati. Giovanna ridendo mi disse “ adesso Andrea è il tuo momento. Guarda che bel bastone che c’ha il tuo amico! Dagli una leccata. Vorrei essere al posto tuo! “ Avvicina la bocca, toccalo con le labbra”. 

Alex le diceva di smetterla e a me di metterci più passione. 

“Respira, vedrai che ti viene più passione” Anche Giovanna mi disse “ sì respira inebriati del profumo del membro di un altro uomo!” Vedrai che ti darà l’ispirazione! Io iniziai a respirare dalla bocca spalancata a pochi centimetri dal pene eretto del tizio ed effettivamente sentivo l’odore ed il sapore di sesso maschile. 

“ Dai che ti piace, adesso leccalo” diceva Giovanna. Più lo diceva e più diventava vero. Avevo veramente voglia di sentire quel bastone di carne tra le mie labbra, lo volevo leccare. Mi stavo eccitando. 

Il mio cazzo diventava sempre più duro “ Giovanna lo notò e disse “ visto che funziona! “ Allora ti piace veramente il cazzo! Non resistere, lasciati andare. Vedrai che bello sfiorare la cappella con le labbra”. Alex mi disse “ bravo così, vedi che ci sai fare quando vuoi. Adesso tira fuori la lingua e muoviti lungo tutto il pisello che abbiamo quasi finito”. 

Io ubbidii. Volevo veramente leccarlo, avevo una stecca tesa come quella del tizio. Ma non potevo toccarlo neanche per sbaglio che si sarebbe finito di incazzare. 

C’era ancora una foto da fare in cui lui mi baciava i piedi, ma Giovanna insistette che dovevo essere io a leccargli i piedi a lui e così Alex cedette e volle provare anche questa. Fece giusto uno scatto, mentre Giovanna diceva, “vedi come si eccita a sentire l’odore dei piedi questo frocetto. Questa sera ti faccio leccare i miei” Più lo diceva più mi eccitavo. 

“ è vero” disse Alex” è proprio portato. OK grazie abbiamo finito. Mentre smettevamo il tizio mi mise un piede in faccia e mi spinse via. 

E’ stato bellissimo. Tornando a casa Giovanna continuava a prendermi in giro dicendomi che mi sarebbe piaciuto spompinare il tizio e che mi capiva, perché aveva proprio un bel pisello. Mi chiedeva di ammettere che il cazzo mi piace. Quando arrivammo a casa ad un certo punto lei guardandomi pensieroso e con un bel bozzo tra i pantaloni, mi chiese se stavo pensando ancora all’occasione persa di ciucciare un bel pisello. Mi disse che le sarebbe piaciuto vedermi all’opera.

Decisi che era venuto il momento di condividere con lei l’emozione di quel pisello vicino alla bocca e di quanto avevo voglia di prenderlo in bocca e le dissi anche che il tipo mi aveva messo un piede in faccia e che mi era piaciuto. Allora lei si è messa a ridere” ma allora è vero che sei un finocchio?” forse non avrei dovuto dirglielo. Poi “ mi vuoi far vedere come lo avresti spompinato frocetto mio? “ non capivo. 

Sì dai, andò in camera da letto e tornò con un pene di gomma e mi disse di farle vedere come lo spompinavo, immaginando che fosse il cazzo del modello. “Ma da dove viene quell’affare?”” non è affar tuo, dai leccalo, fammi vedere, soddisfa le tue labbra assetate, finocchietto mio” me lo passava vicino alle labbra ed in un attimo l’unica cosa che volevo era leccare quell’oggetto. Come mi aveva incantato convincendomi di voler leccare il pisello del modello adesso mi incantava ed avevo voglia di quel pisello di gomma. Avevao ancora nel naso ed in bocca l’aroma del pisello di quell’uomo. Lei fermò il pisello finto e me lo puntò alla bocca. Io lo baciai e lo leccai, mentre lei mi incitava e mi prendeva in giro. 

Mi diceva” frocio” e forse aveva ragione. “ certo questo non sarà saporito come quello di oggi. Avanti spogliati, voglio vedere come sei eccitato. Mi spogliai e lei rise della mia eccitazione sproporzionata. Mi passò il fallo sul sedere e nell’incavo delle chiappe, convincendomi a piegarmi in avanti nella speranza di sentire quell’oggetto anche nel culo. Lei mi accontento, facendomelo arrivare a sfiorare l’ano, e poi premendocelo contro. Mi sculacciò e poi mi trovai con la sua fica in bocca da leccare. Mi chiese se ancora mi piaceva la sua fica. Le giurai di sì. 

“Allora dimostralo!” Io sempre più sconvolto la leccavo avidamente, mi disse tra i gemiti che mi sarei meritato che mi pisciasse in bocca. Poi mi chiese se l’avrei gradito. Ed io le risposi di sì. Tutto quello che mi proponeva mi andava bene. Tutto quello che mi proponeva diventava il mio desiderio. 

Non mi pisciò in bocca, ma godette della mia lingua e poi si leccò il pisello di gomma, poi se lo passò nella fica e me lo fece leccare. ”adesso è più buono” disse. 

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