«Che ne dite di un bel pigiama party, dopo una bella doccia che ci riscalda. Prendiamo quattro birre e ci troviamo in una camera, per passare il resto della serata: non è proprio il caso di andare a letto così presto.»
Tutti si dicono d’accordo e propongono la mia camera dove incontrarci, per il semplice motivo che si trova nella parte estrema del corridoio. Sono bagnata ed infreddolita e poi ho paura dei tuoni quindi accetto e scappo in camera mia per una doccia calda e, quando ho appena finito di asciugare i capelli, li sento arrivare. Indosso una semplice camicia da notte, che mi arriva fino al ginocchio ed un semplice paio di mutandine molto caste. Il più elegante è Karl, che indossa un bel pigiama di seta, mentre Pablo ha solo una maglietta colorata e un paio di pantaloncini che arrivano a metà coscia, ed Igor indossa l’equivalente di una tuta ginnica. Entrano e ci sediamo sul grande tappeto vicino al mio letto, dove io appoggio le spalle, mentre Igor siede alla mia sinistra e a destra c’è Pablo. Karl è seduto davanti a me e tutti teniamo le gambe incrociate. Tra un sorso di birra e l’altro, parliamo della strana esperienza che stiamo vivendo ed ognuno esterna le proprie considerazioni sulle varie situazioni che si sono succedute in questi giorni. D’improvviso un lampo, seguito da un tuono fortissimo, fa tremare i vetri della finestra ed io urlo impaurita. Loro mi tranquillizzano ed Igor mi mette un braccio sulla spalla e riprendiamo a parlare, quando ecco un nuovo lampo, seguito da un tuono ancora più forte e io, urlando, mi giro e metto le mie braccia intorno al collo di Igor. Lui, delicatamente, mi stringe a sé e mi parla con calma, mentre mi accarezza il capo.
«Stai calma che ci siamo noi, niente e nessuno ti farà del male. Calmati.»
Lo guardo per un momento e, improvvisamente, un nuovo tuono fa tremare tutto. Urlo e mi stringo a lui, che mi avvolge fra le sue braccia forti e poi, inaspettatamente, viene a mancare la corrente e tutta la zona piomba nel buio. Ho avuto uno scatto improvviso e mi sono stretta di più a Igor e, per un momento, siamo rimasti immobili e, l’unico rumore che si sentiva, era la pioggia battente. Lui mi ha assicurato ancora e poi, non so bene come è successo ma le sue labbra erano sulle mie e ci siamo baciati, tenendoci stretti. La sua lingua è andata a cercare la mia e ci ha giocato, mentre mi accarezzava i capelli ed ho sentito altre mani sul mio corpo. Erano le altre persone che, visto il bacio fra noi due, si sono stretti di più e Pablo mi ha accarezzato la schiena, mentre Karl il sedere. Poi dopo, Igor, con un gesto molto dolce, mi ha sollevato e mi ha disteso sul letto, sfilandomi la camicia da notte che indossavo e son rimasta con le sole mutandine, che Pablo mi sfila in un attimo. I miei seni sono stati subito preda delle mani di Karl, che me li ha massaggiati, dopo essersi spogliato in un attimo e, quando mi son girata, mi sono ritrovata, davanti al viso, il suo cazzo già bello duro, lungo e abbastanza grosso, con una cappella grande che mi ha subito avvicinato alla bocca. Ho aperto le labbra e me lo sono infilato in gola. Lui mi accarezzava i seni, mentre la lingua di Pablo, simile ad un serpente scatenato, scorreva lungo lo spacco della mia fica, che già grondava umori a fiumi. Igor si è spostato un momento e si è spogliato a sua volta. Quando è tornato vicino a me, mi ha presentato il suo palo davanti alla faccia! Splendido! Lungo più di quello di mio marito, ma MOLTO più grosso, decisamente fuori dal comune e, sicuramente, proporzionato alla sua mole imponente. Ho subito cominciato a godere sotto i colpi di lingua di Pablo, che mi succhiava e leccava senza sosta, mentre mi ingoiavo il palo di Karl in gola ed Igor che aveva ripreso a massaggiarmi i seni con le sue mani enormi, all'interno delle quali le mie mammelle sparivano da quanto erano grandi. Ho goduto molto velocemente. Tremando dal piacere mi son lasciata sollevare e poi adagiare delicatamente sul cazzo di Pablo, che si è disteso supino e subito mi sono resa conto che, se lui era quello con il cazzo più corto, di certo lo aveva molto grosso, perché mi ha dilatato la fica fin quando non è arrivato in fondo, facendomi godere subito. Distesa su di lui avevo in bocca il cazzo enorme di Igor, mentre sentivo Karl che, molto delicatamente, mi stava lubrificando il buchetto del culo, che, per vero, non è vergine, ma è stato usato solo una volta, con mio marito che, dopo avermi sverginato, non me lo ha più chiesto, anche se a me non era dispiaciuto sentirlo nel culo. Mentre godo sopra Pablo, consento che Karl mi apra il culo e, dopo un dito, è passato a due e poi, dopo avervi fatto colare un po' di saliva, ha appoggiato la cappella sulla rosetta, spingendovi dentro il cazzo. Mi son sentita aprire in due, mentre avevo Pablo davanti, che è rimasto immobile per agevolare l’amico che mi sfondava il culo. Igor osservava la scena, mentre io avevo il respiro accelerato. Poi, di colpo, mi ha piantato tutto il cazzo dentro e io ho gridato nello stesso momento in cui, un tuono fortissimo, facesse tremare tutta la stanza.
«...hhhhaaiiii!!!!!..piano! Mi……spacchi!»
Sono rimasti immobili: mentre Igor mi accarezzava e mi diceva di star calma, perché da lì a poco avrei sentito tanto piacere e che, poi, ci avrebbe pensato lui a sverginarmi del tutto entrambi i buchi. Ero così stordita dal sentirmi piena, che non ho dato molto peso alle sue parole ed essi hanno preso a pomparmi insieme e, ben presto, ho iniziato a godere a ripetizione. Ero travolta dal piacere al punto da incitarli a sfondarmi di più.
«...Sì, daiiii…Sì…VENGO! Godo… Sì…dai, sì... più… forte! Cazzo! Vengo!»
Ero piena, sia nei buchi che in bocca, con Igor che me la scopava con molta delicatezza, consapevole che le sue dimensioni non erano facili da ospitare in gola. Il primo ad arrivare è stato Karl. Dopo avermi pompato a lungo il culo e fatto godere due volte, l’ho sentito spingersi fino in fondo e godere con un gemito prolungato.
«Sì, piccola, ti inondo il culo! Sborro! Eccomi...ora! ORA!»
Mi ha inondato il culo di caldissima sborra ed io ho avuto un ennesimo orgasmo. Pablo è rimasto immobile per lasciarmi godere l’attimo fino in fondo. Anche Igor si è sfilato dalla mia bocca e, dopo che Karl si è sfilato da me, si è posizionato dietro ed ha appoggiato la sua enorme mazza fra le mie chiappe, sul buchetto che era ancora dilatato e pieno del seme dell’amico. Con un leggero affondo l’ho sentito entrare. Ero ancora stordita del piacere provato che, quando ho realizzato quello che stava facendo, era quasi tutto dentro. Mi son sentita aprire e dilatare le pareti del culo. Ho respirato forte ed ho guardato Pablo, con occhi sbarrati e la bocca aperta, da cui non è uscito alcun suono. Poi, incredibilmente, è stato tutto piacere. Mi sono sentita piena e ho incominciato a incitarlo a spaccarmi il culo.
