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Erotika
Sono una sgualdrina.
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Racconto15 min di lettura

Sono una sgualdrina.

Mi chiamo Marina, ho 39 anni, sono di media statura. Bionda, capelli lunghi, quarta di seno con dei capezzoli grossi e pronunciati, ventre abbastanza piatto. Ho partorito una volta sola ed ero molto giovane, quindi il mio fisico è rimasto assolutamente molto tonico. Sono considerata una bella donna,...

pennabianca
3 anni fa · 755 letture · 0

“Questa fica vergine, la voglio!”

Mia madre l'ha guardato un po' nervosa, ma lui, senza aggiungere altro, si è allungato su di me ed ho sentito quella grossa cappella appoggiarsi fra le labbra della mia ostrica e, prima che potessi esternare il mio pensiero, con una spinta decisa, mi è entrata tutta dentro. Una smorfia di dolore si è dipinta sul mio viso, ho stravolto gli occhi e, a bocca aperta, ho guardato mia madre che, un po' preoccupata, ha cercato di rassicurarmi.

“Sta tranquilla, bambina mia: è tutto finito! Adesso comincerai a sentir solo piacere. Rilassati e lasciati andare, perché è il momento di godere.”

Lui, con un mezzo ghigno un po' sadico, ha dato un'altra spinta e mi è entrato tutto dentro. Quando la punta del suo cazzo ha sbattuto sul fondo, ho sentito un misto di dolore/piacere che, per la prima volta, mi ha provocato un orgasmo davvero immenso, al punto che son quasi svenuta. Poi ha preso a pomparmi sempre più forte ed abbiamo cambiato posizione più volte. Quella più sconvolgente è stata quando ero su di lui, impalata su quel mostro, che mi devastava il ventre. Dolore e piacere erano altalenanti, ma godevo senza soluzione di continuità. Poi mi ha messo a pecora e, da dietro, mi penetrava la fica, mentre io leccavo quella di mia madre, con lui che godeva a trattarci da troie.

“Che puttane meravigliose! Dai, sgualdrina, lecca quella vacca di tua madre.”

Lei era un lago. Non ho ben capito se fosse per la mia lingua che la faceva godere o per il fatto che lui mi sfondava. Sta di fatto che, quando è arrivato all’apice, mi ha sborrato dentro, nonostante mia madre avesse tentato di dissuaderlo dal farlo.

“Adesso te la riempio tutta, puttanella mia. Sentirai che schizzi ti farò sentire nell’utero! Sei una vacca da montare, proprio come tua madre!”

Lei ha continuato a pregarlo di non schizzarmi dentro.

“No, Antonio, non farlo! Me la metti incita! È troppo giovane! Dai, non farlo! Te lo succhiamo insieme, ci sborri in faccia! Ma dentro no. Non lo fare!”

Ma lui, incurante delle sue proteste, mi ha riversato dentro una ingente quantità di crema, che mi ha fatto godere di nuovo. Poi, non contento, ha imposto a mia madre di leccarmela.

“Troia, leccala tutta, mentre lei me lo pulisce!”

Sentirmi leccare da lei è stato davvero eccitante. Ho succhiato e pulito il cazzo di Antonio, che ancora schizzava sborra a non finire. L'esperienza di sentirlo dentro di me e inondarmi, è stata meravigliosa e ne son rimasta affascinata. Fortunatamente, quella prima volta, non son rimasta incinta, ma mia madre è corsa subito ai ripari: il giorno dopo mi ha portato dal suo ginecologo, un bel porco che, conoscendo quanto fosse troia mia madre, mi ha prescritto la pillola, ma, in cambio, ha voluto esser pagato in natura. Così mi ha scopato e sborrato in bocca. Da allora, ogni due mesi, andavo a prendere due scatole di anticoncezionali e sempre con il pagamento in natura. È stato lui che, per la prima volta, mi ha rotto il culetto, facendomi godere moltissimo sentendo un lieve dolore. Dopo quell'esperienza con l'amante di mia madre, era diventata consuetudine scopare in due. Il porco ne traeva molto piacere, perché ci considerava le sue troie. A volte veniva anche con qualche cliente facoltoso della banca e ci faceva montare allegramente, insieme a lui. Una volta, addirittura, erano in tre ed uno era particolarmente forte, grosso e ciccione, ma con un cazzo fuori dal comune, sia in lunghezza che in circonferenza. Quando mi ha visto, son divenuta l'oggetto del suo desiderio e, per tutta la sera, non ha fatto altro che riempire i miei buchi e, alla fine, mi ha riempito di crema bocca, fica e culo. In estate, come ogni anno, ci siamo trasferite al mare, dove io e mamma continuavamo a far le troie a nostro piacimento: io mi scopavo tutti i cazzi che mi venivano a tiro ed ero sempre ben felice di godere per farmi riempire ogni buco. Era l’estate del mio diciannovesimo anno di età e, poco dopo, ho conosciuto Davide, un bel ragazzo, ben dotato che mi ha scopato una sera intera, facendomi godere molto. Per me la cosa era finita lì, ma, il giorno dopo, me lo son ritrovato appiccicato a me, dichiarandosi innamorato di me, che voleva sposarmi; io l'ho guardato alquanto sorpresa.

“Ma sei serio? Guarda che a me non interessa proprio, né fidanzarmi e tanto meno sposarmi!”

Ma lui ha continuato ad insistere e, per tutta l'estate, ha continuato a scoparmi, anche se sapeva che scopavo con altre persone. Sembrava che a lui la cosa non interessasse minimamente. Era così innamorato che, quasi non se ne accorgeva che io scopassi con ogni maschio che ritenevo valido. Finita l'estate e ritornata in città, poiché lui abitava in un paese vicino, mi ha portato a conoscere i suoi genitori. Quando ho conosciuto suo padre, ho capito tutto da come mi ha guardato. Quel giorno, indossavo una minigonna ed una maglietta abbastanza attillata, sotto cui si intravedevano i miei capezzoli grossi e duri, già eccitati. Nel pomeriggio, suo padre mi ha preso in disparte e, dopo avermi portato in una camera, senza tanti complimenti, ha aperto la patta dei pantaloni, mi ha fatto inginocchiare e mi ha dato un ordine categorico.

“Troia! Succhiami il cazzo!”

Era una bella verga, ancor più grossa di quella del figlio e io, intimamente, ho pensato:

"Al diavolo... non me ne frega niente di rompere il fidanzamento, ma questo cazzone me lo voglio proprio gustare!"

Così mi son inginocchiata e mi son fatta scopare la bocca da quel porco che godeva molto nell'infilarmi il suo lungo cazzo giù per la gola. Pensavo che avrebbe sborrato di lì a poco, invece era molto resistente e, dopo avermi chiavato la bocca a lungo, mi ha sollevato e mi ha fatto inginocchiare sul letto. Ha sollevato la gonna, ha spostato il perizoma e mi ha piantato quel grosso randello con un colpo solo dentro la fica.

 “Ti sfondo puttana!”

Io ho urlato con un misto di dolore/piacere nel sentirmi sfondare da quella verga così possente che, con colpi forti e decisi, mi trapanava profondamente

“Cazzo, mi spacchi tutta, però mi piace: continua!”

Mi sembrava di averlo fin dentro lo stomaco. Ad ogni colpo godevo come una vacca. Lui mi pompava e continuava a dirmi che ero una troia stupenda. Era vero. In quel momento mi sentivo una troia da quanto godevo nel farmi martellare da quel cazzo. Alla fine, dopo avermi fatto provare diversi orgasmi, si è sfilato e, dopo avermi fatto di nuovo inginocchiare, mi ha guardato dritto in faccia e mi ha dato un altro ordine secco e perentorio.

"Adesso bevi e ingoiarla tutta!”

Ho aperto la bocca ed ho ricevuto un ingente quantità di sborra che mi ha riempito la cavità orale; ho ingoiato un po' a fatica. Però l’ho succhiato e leccato tutto, senza perder nemmeno una goccia. Soddisfatto mi ha guardato ed ha sorriso, mentre io ero sfinita e son crollata seduta sul pavimento, con la testa appoggiata al letto. Lui, dopo essersi riabbottonato i pantaloni, mi ha guardato e mi ha detto una cosa che mi ha davvero stupito.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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