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Erotika
Sono una sgualdrina.
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Racconto15 min di lettura

Sono una sgualdrina.

Mi chiamo Marina, ho 39 anni, sono di media statura. Bionda, capelli lunghi, quarta di seno con dei capezzoli grossi e pronunciati, ventre abbastanza piatto. Ho partorito una volta sola ed ero molto giovane, quindi il mio fisico è rimasto assolutamente molto tonico. Sono considerata una bella donna,...

pennabianca
3 anni fa · 755 letture · 0

Mi chiamo Marina, ho 39 anni, sono di media statura. Bionda, capelli lunghi, quarta di seno con dei capezzoli grossi e pronunciati, ventre abbastanza piatto. Ho partorito una volta sola ed ero molto giovane, quindi il mio fisico è rimasto assolutamente molto tonico. Sono considerata una bella donna, con un bel culo e delle cosce da sballo; ho la bocca ampia e carnosa, ideale per pompini, perché a me il cazzo piace tantissimo. Da 20 anni, sono sposata con Davide, che ha un anno più di me. Abbiamo una figlia Dany, che da poco ha compiuto 18 anni, ma già da due è entrata a condividere le nostre divagazioni sessuali, con anche suo padre dentro di sé. Oltre a lui, anche Luca, il mio stallone di fiducia, scopa con mia figlia, che fin da subito ha apprezzato la notevole dotazione di cui lui è fornito. Da giovane, appena 12/13 anni, a scuola si parlava già di maschietti, ma tutte o quasi noi, non avevamo nessuna esperienza in merito. Io però tenevo d'occhio mia madre, perché lei era una bella donna, molto ammirata dagli uomini e, spesso e volentieri, vedevo mio padre che mi accompagnava da qualche parte, lasciandola da sola per farla stare in compagnia di qualche maschio. All'inizio non capivo perché faceva questa cosa, poi, un giorno, ho capito che lui le concedeva la libertà di poter scopare con chi voleva. Per me, all'epoca, era incomprensibile accettare il fatto che un marito lasciasse sua moglie a far la puttana con altri maschi, lui però era felice così. Poi, una volta, avevo già quindici anni, ho sentito lei parlare con una sua amica, che aveva il marito disoccupato.

“Amica mia, se vuoi trovare un posto a tuo marito, devi inginocchiarti e fare il giro delle sette chiese.”

In quel momento non ho ben capito la storia delle sette chiese. Infatti nemmeno la sua amica aveva ben compreso quel motto, tanto che, alla fine, mamma è stata più esplicita.

“Io, per farlo assumere come operaio nel comune, ho succhiato il cazzo a 3/4 assessori comunali, in più mi ero fatta scopare dal vice sindaco, assieme al comandante dei vigili. Due maiali senza uguali, che mi hanno sfondato per tre ore senza sosta, però, alla fine, lui ha avuto il lavoro. Se non fai cosi, piangerai sempre miseria.”

Dopo poco tempo la sua amica le ha detto che il marito era stato assunto al cimitero, come becchino comunale ed allora ho capito che anche lei si era fatta "il giro delle sette chiese". Tutto questo mi ha spinto a seguirla sempre più da vicino, per capir bene il suo modo di menar la propria vita. La prima volta che ho visto mia madre con un altro uomo è stato casualmente. Un giorno che eravamo andate a far la spesa dal macellaio che, dopo averla servita, l’ha chiamata nel retro bottega. Io, incuriosita, sono andata a spiare e l'ho vista inginocchiata che teneva il cazzo del macellaio in mano e lo succhiava. Alla fine lui le è venuto in bocca e lei ha ingoiato tutto. Son rimasta molto sorpresa da tutto questo, ma anche molto incuriosita, anche se, per me, all'epoca, era qualcosa di incomprensibile. Così, verso la fine dei quindici anni, ho cominciato a prendere qualche cazzo in mano dei miei coetanei. Qualche ragazzetto un po' più grande e intraprendente, mi faceva far delle seghe ed io ne ero assolutamente entusiasta. Mi piaceva sentir gonfiare quei giovani membri e poi vederli schizzare, mentre li vedevo contorcersi dal piacere. Era una sensazione di assoluto dominio, che mi incuteva tanta autostima, facendomi sentire alla grande. L’estate dopo, avevo appena compiuto sedici anni ed ero molto curiosa, di sperimentare il sesso. Come ogni anno, papà ha preso in affitto la casa al mare, dove avremmo soggiornato per tutta l’estate io e mamma, mentre lui faceva la spola fra mare e lavoro e lì ho conosciuto il nuovo bagnino, che era stato assunto nello stabilimento balneare dove andavamo a prendere il sole. Era così bello da sentirmene subito affascinata e così, al secondo giorno, mi ha infilato il suo cazzo in bocca.

“Dai, puttanella, succhialo!”

Io l'ho fatto immediatamente, senza nessuna esitazione.

“Ok, ma non sono molto esperta. Se vuoi un bel servizio, mi devi istruire.”

Lui lo ha fatto a dovere ed io ho avuto solo qualche difficoltà, quando, d'improvviso, mi ha riversato in bocca un'ingente quantità di sborra che avrei dovuto ingoiare.

“Bevi e mandala giù, tutta!”

Mi venivano su conati di vomito, ma mi son imposta di ingoiarla tutta.

Mi era piaciuto molto, nonostante le difficoltà e così, quando nel pomeriggio mi ha infilato di nuovo il cazzo in bocca, l'esperienza avuta al mattino mi ha aiutato a succhiarlo meglio e a leccarlo con ancor più piacere.

Quando ho capito che stava per arrivare, anziché tenerlo infilato in gola, l’ho stretto fra le labbra e mi son fatta riempire la bocca, tenuta ben chiusa. Sentire il sapore di quella crema prelibata mi ha eccitato tantissimo, ma, soprattutto mi eccitava la sensazione di tenerlo in bocca ed assaporare quel nettare, tanto da farmi desiderare di provar tutto ancora una volta.

Per tutta l'estate, ho succhiato il cazzo a tutti quelli che mi son venuti a tiro. Alla fine ero diventata una esperta succhia cazzi. Il vero salto di qualità l'ho fatto vicino alle feste di natale dello stesso anno. Ho sorpreso mia madre a scopare con il suo amante in casa. Lei è rimasta molto sorpresa dal fatto di esser stata colta in flagrante. II porco del suo amante non era altro che il direttore della banca dove lei era cliente: quando mi ha vista, è come se fosse rimasto folgorato.

“Accidenti! Ma questa tua ragazzetta è cresciuta proprio bene!”

Erano nudi sul letto e lui, che aveva un cazzo di dimensioni davvero notevoli, lo teneva in bella mostra. Mamma, che gli aveva chiesto un prestito per dei lavori da fare in casa, ha subito colto la palla al balzo e, avendo notato che ero rimasta affascinata da quel cazzo superbo, si è alzata dal letto ed è venuta verso di me, avendo, da perfetta zoccola, capito subito che avrei voluto assaggiare anch’io quel cazzo.

“Dai, amore della mamma, oggi ti faccio un regalo meraviglioso. Spogliati e gioca con noi.”

Mi ha fatto spogliare nuda e, insieme, siam salite sul letto ed abbiamo cominciato a succhiare quel membro a due bocche. Credevo di esser una esperta bocchinara, invece mi son resa conto che avevo ancora tante cose da imparare. Lei è stata una maestra perfetta e, da quel momento e per circa due/tre mesi, mi son divertita insieme a lei e ad Antonio, nome del porco suo amante che la scopava due volte a settimana. Poi un giorno e, poco dopo il mio diciassettesimo compleanno, mentre eravamo sdraiati nel letto e insieme lo stavamo facendo eccitare, lui ha voluto leccarmi la fica. Si è inginocchiato fra le mie cosce ed ha cominciato a leccare la mia patatina, ancora vergine. Subito ho provato delle bellissime sensazioni. Ho urlato due orgasmi tremendi che mi hanno scossa e fatto tremare tutta quanta. Già in passato, mi aveva fatto godere, ma sembrava che quel giorno fosse ancora più porco ed io ero sicuramente più eccitata. Ad un tratto lui si è sollevato, ha guardato mia madre negli occhi e le ha detto una cosa che, in quel momento, non ho percepito perché ero ancora stordita dal piacere.

Prima di andare avanti…

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