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Erotika
Inconsapevolmente cornuti. Un gioco di ruoli.
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Racconto17 min di lettura

Inconsapevolmente cornuti. Un gioco di ruoli.

Dopo questo chiarimento, tutti e quattro si sentivano più sollevati, sereni ed allegri. La settimana successiva furono molto impegnati nel lavoro, specie le due ragazze, che erano alle prese con le scadenze fiscali. Stranamente nessuno dei quattro, tornò su quello strano argomento, che li aveva tenu...

pennabianca
3 anni fa · 320 letture · 1

Marco allungò la mano, entrando in contatto con quella di Lucia, stringendolo forte, poi però fu costretto ad afferrare di nuovo Silvia, che in una scomoda posizione, non essendo la pietra piatta come l’altra, finì con scivolare a terra. Lui la sollevò di peso, e girandosi aprì lo sportello posteriore della vettura, la mise sdraiata sul sedile, poi riprese a scoparla facendola urlare di piacere. Luca vide, la sua donna sparire dietro di lui, e nonostante la sentiva ancora godere, era fuori dalla portata del suo sguardo, questo in qualche modo scatenò, ancora di più la sua libidine. Marco disteso sopra Silvia, la pompava come un pazzo scatenato, facendola godere ripetutamente. Ben presto la donna si rese conto, che lì a breve le avrebbe inondato il ventre il suo piacere, a quel punto afferrò il viso di Marco con entrambe le mani, e fissandolo negli occhi, gli fece una specifica richiesta.

«Ti prego non venire fermati, se riesce a resistere ancora un po’, completiamo un bel gioco.»

Lui continuò a pomparla ancora un po’, poi quando fu all’apice del piacere, prima ancora di eruttare tutto il suo seme dentro la sua amica, lentamente con un po’ di fatica si sfilò da lei, rimanendo in piedi fuori dall’auto. Silvia scattò fuori dalla macchina, e preso l’uccello di Marco in mano, si avvicinò al masso dove Luca stava ancora scopando Lucia facendola godere. Quando si rese conto che avere l’attenzione di entrambi, si inginocchiò davanti a Marco, e prese il suo uccello in bocca. Dopo averlo succhiato un po’, girò lo sguardo verso Luca, con la voce emozionata, da una forte carica erotica, sconvolse ancora la mente del suo uomo.

«Amore guardami! Guardami quanto sono troia! Mi faccio riempire la bocca, e ingoio tutto il seme, di questo maschio stupendo, che mi ha sfondato e fatto godere tantissimo, e ora me lo riversa in bocca.»

Luca era estasiato, immobile, piantato dentro la fica di Lucia, osservava la sua donna, che ora serrava le labbra intorno alla cappella di Marco, mentre lui si segava velocemente, e poi un grido rauco, iniziò a eruttare tutto il succo delle sue palle, nella bocca di Silvia. Vide le guance della sua donna gonfiarsi e poi ingoiare, ripetutamente il piacere che le veniva riversato in bocca. Lucia visto quanto aveva fatto la sua amica, spinse indietro Luca, inginocchiandosi, afferrò l’uccello lo portò davanti alla bocca, poi girandosi verso il suo uomo fece impazzire anche lui.

«Marco, guarda quanto sono troia anch’io! Adesso mi faccio inondare la bocca, dal seme di questo toro che mi ha pompato, e fatto godere tantissimo. Guardami amore, guardami quanto sono puttana, e come ti faccio cornuto sotto i tuoi occhi.»

Marco stava impazzendo dal piacere, nel vedere la sua donna succhiare quel cazzo e ingoiare tutto il piacere che lui le riversava in bocca, mentre Luca estasiato da quello che aveva visto fare la sua donna, stava avendo un orgasmo incredibile. Appena finito, di ricevere in bocca, le due copiose sborrate, le due donne si alzarono in piedi, e dopo essersi scambiato un sorriso di puro compiacimento, si avvicinarono ognuna ha proprio uomo, e lo baciarono con passione. Questo scambio erotico di sapori, ebbe l’effetto sui due maschi, di mantenere alta la loro eccitazione, e i loro membri ancora duri. Marco si staccò dal Lucia, poi la fece girare e appoggiare con le mani alla pietra che era davanti a lei, e piegata a 90° tenendola per i fianchi, spinse dentro la fica bollente il suo cazzo ancora durissimo con un grido di puro piacere.

«Sei una troia! Ti ha sfondato tutta! Adesso ti spacco ancora un po’ la fica, poi te lo pianto nel culo, così avremo completato l’opera.»

Sentire quelle parole, anche Luca, fece girare Silvia, e senza tanti convenevoli, anziché piantarlo nella fica, spinse direttamente tutto nel culo.

«Sei una troia puttana! Adesso anch’io ti spacco il culo, così quel cornuto del tuo uomo, potrà sentire come ti abbiamo sfondata e riempita di tutto il nostro piacere.»

Silvia lo sentì entrare un solo affondo secco e deciso, e anche se per un attimo questo gli procurò un lieve bruciore, quello che la sconvolse veramente furono le parole di Luca, che in quel momento si immedesimava in un personaggio diverso da lui, quasi a voler completare il gioco, che avevano appena iniziato. Lucia giro lo sguardo, incrociò gli occhi di Silvia, allungò una mano, attirò l’amica se baciandolo in bocca. Questa cosa scatenò ancora di più i due maschi, che le stavano sbattendo. Appena staccata da quel bacio, sollevò il corpo, si girò e sfilandosi, sussurra qualche cosa all’orecchio di Marco, che la guardò, e girandosi verso Luca, che aveva visto tutto quel movimento, fece un cenno cercando la sua complicità. Luca rimase un attimo interdetto, poi quando vide l’amico avvicinarsi tenendo il cazzo in mano, per un istante pensò che l’avrebbe infilato nella bocca di Silvia, ma quando mise la mano sulla sua spalla, e lo invitò a sedersi sulla pietra dietro di lui, sollevando le gambe di Silvia, si rese subito conto che il gioco che voleva fare suo amico era assolutamente un altro: una bella doppia penetrazione, da far provare alla sua donna. Silvia rimase un attimo stupita, quando le mani di Marco sollevarono le sue cosce, subito si rese conto che quel cazzo duro, lo avrebbe preso davanti. Fece un respiro, mentre sentiva quel palo di carne penetrarla dentro il ventre, scivolando sopra quello di Luca che la penetrava da dietro. Le mani di Lucia, afferrarono i capezzoli, e iniziò a massaggiarle il seno, mentre con la sua bocca, ricopriva il viso di baci incitandola godere del piacere che stava provando.

«Dai, goditi questi due cazzoni! Lascia che ti sfondino in ogni buco, così questa sera, quando torni fra le braccia di quel cornuto del tuo ragazzo, sentirai ancora il piacere far vibrare il tuo corpo. Fatti sfondare come si deve! Come una gran troia, che come te, si merita! E voi ragazzi pompatela, fatela godere, fatela impazzire di puro piacere.»

Non le era mai successo di sentirsi posseduta da due maschi, che adesso la pompavano con un ritmo forsennato, facendola godere a ripetizione. Non riusciva più a capire dove finiva un orgasmo e ne iniziava un altro. Raggiunse un così elevato livello di piacere, che ad un tratto, dopo aver urlato l’ennesimo orgasmo, finì con lo svenire. Lucia si rese conto la sua amica era ormai diventata passiva, come una bambola di pezza, incapace di qualsiasi reazione, se non l’orgasmo continuo. Luca e Marco, si resero conto che Silvia era quasi svenuta, sconvolta, distrutta da un ultimo è sconvolgente orgasmo, ascoltarono le sue parole pronunciate con voce flebile, totalmente illanguidita.

«Basta ragazzi vi prego! Non ce la faccio più! Mi avete sfondato tutta e fatto impazzire! Ti prego adesso basta, dedicatevi un po’ anche alla mia amica, fatela godere anche lei, come avete fatto godere me, così che anche lei possa andare a casa, e mostrare a quel cornuto del suo uomo quanto piacere ha provato fra le vostre braccia.»

I due uomini si sfilarono da lei, che barcollando raggiunse sedile posteriore della vettura e ci sdraiò sopra, mentre ora, Marco si sta posizionando dietro Lucia, con un movimento lento e preciso, affondava tutto il suo membro nel culo, facendole spalancare la bocca. Afferrata la donna per i fianchi, si mise seduto nella stessa posizione, sopra la pietra di dove prima era sdraiato Luca, che sollevate le gambe di Lucia, e appoggiato il membro fra le cosce della donna affondava dentro di lei con una spinta secca e decisa. Ben presto anche Lucia iniziò a godere in preda ad una frenesia erotica, che la faceva tremare tutta in un continuo di orgasmi senza limite di continuità. Fra un orgasmo un altro, incitava i due maschi a sbatterla sempre più forte.

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