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Erotika
Inconsapevolmente cornuti. Un gioco di ruoli.
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Racconto17 min di lettura

Inconsapevolmente cornuti. Un gioco di ruoli.

Dopo questo chiarimento, tutti e quattro si sentivano più sollevati, sereni ed allegri. La settimana successiva furono molto impegnati nel lavoro, specie le due ragazze, che erano alle prese con le scadenze fiscali. Stranamente nessuno dei quattro, tornò su quello strano argomento, che li aveva tenu...

pennabianca
3 anni fa · 320 letture · 1

 Dopo questo chiarimento, tutti e quattro si sentivano più sollevati, sereni ed allegri. La settimana successiva furono molto impegnati nel lavoro, specie le due ragazze, che erano alle prese con le scadenze fiscali. Stranamente nessuno dei quattro, tornò su quello strano argomento, che li aveva tenuti in uno stato di tensione e incertezza, ora che se ne erano liberati, confessando, e mettendo ben in chiaro con i rispettivi partner, quali fossero i loro desideri, sembrava quasi, che l’argomento fosse passato in secondo piano. Il sabato successivo, si ritrovavano invitati ad un compleanno di una loro amica. La serata ben presto, si rivelò molto noiosa, e monotona, a quel punto decisero di andare a divertirsi, in qualche locale. Mentre giravano per la città, alla ricerca di una nuova destinazione, Silvia ebbe un’idea completamente diversa, e ne fece partecipe subito i suoi amici.

«Ragazzi, che ne dite, se anziché andarci rinchiudere un locale, andiamo verso il lago, troviamo un posto dove possiamo stare in pace a giocare un po’ fra noi?»

Marco, che era seduto davanti, di fianco Luca che guidava, guardò per un attimo il suo amico, che già sorrideva contento, e ruotando il capo incrocio lo sguardo della sua donna che annuiva favorevolmente a questa proposta molto più intrigante di una serata passata in discoteca. Tutti e quattro conoscevano bene la zona del lago, soprattutto sapevano, dove erano i posti dove le coppiette andavano a cercare un po’ di intimità. A Luca piaceva in particolare un posto che non era un parcheggio in riva al lago, ma uno scavo, destinato a diventare una futura abitazione, che da tempo sembrava abbandonato. Leggermente in disparte rispetto agli altri posti più conosciuti, aveva il vantaggio, di stare in alto, da cui si poteva godere una splendida visione del lago di notte, ma soprattutto, aveva un unico accesso facilmente controllabile, in caso vi fosse stato qualche imprevisto. Quando arrivarono su quel posto, scesero tutti e quattro dalla vettura, rimasero con le spalle appoggiate al veicolo, in silenzio ad ammirare meraviglioso spettacolo che la luna piena offriva di riflesso sul lago. Ad un tratto, Silvia, e Lucia, fatti due passi, si avvicinarono a una fila di grossi massi, che delimitava lo spazio rivolto verso il lago. Silvia per lungo interminabile momento, è rimasta in silenzio, poi girandosi verso l’amica, le sussurra qualcosa all’orecchio, che i due uomini non riuscirono a sentire, ma al chiarore della luna, entrambi videro, Lucia annuire favorevolmente, poi rispondere qualcosa sempre parlando all’orecchio dell’amica. I due ragazzi si avvicinarono, dietro le rispettive donne, ma prima che potessero fare qualsiasi cosa, con uno scatto improvviso, Silvia si girò, posizionandosi davanti a Marco, mentre Luca, si ritrova Lucia già inginocchiata ai suoi piedi, che prese ad armeggiare con la sua cintura dei pantaloni, cercando di aprirli per abbassarli. Marco aiutò Silvia, nello sbottonarsi pantaloni, lei li fece calare fino a piedi, lui sfilati i mocassini, lasciò che lei un gesto semplice lo denudò completamente. Anche Luca, era completamente nudo davanti alla sua amica, il suo sesso duro svettava davanti alla faccia di Lucia, che lo afferrò con entrambe le mani, poi iniziò a giocare con la sua bocca, appoggiandola a quella dura asta di carne viva, e pulsante. Marco emise un lieve gemito, quando Silvia lasciò scivolare fino in fondo alla gola il suo membro, teso e duro. Girò lo sguardo verso l’amico, ma soprattutto, concentrò la sua attenzione, su quello che la sua donna stava facendo al suo amico. Vederla succhiare quel cazzo duro, lo fece eccitare tantissimo, appoggiò le mani sul capo di Silvia, non tanto per imporre nulla, ma semplicemente per assecondare il ritmo della pompa, che stava ricevendo da quella bocca calda e incandescente. Anche Luca, mentre riceveva quello splendido lavoretto di bocca, da parte di Lucia, girò lo sguardo verso la sua donna, che ora cercava di infilarsi il più possibile quel membro duro, e pulsante fin dentro la gola. Fu assalito da una sensazione bellissima, che lo fece eccitare ancora di più. Si rese conto, che se avesse lasciato continuare la sua amica a succhiargli il cazzo, ben presto avrebbe riversato nella sua bocca tutto il suo piacere, ma non era questo che voleva in quel momento. Fatto un profondo respiro, afferrò Lucia per le spalle, e dopo averla fatta staccare dal suo cazzo, la sollevò spingendola leggermente indietro, affinché lei potesse sedersi, su uno dei grandi massi posto dietro di lei. Si inginocchiò davanti a quelle splendide cosce, spinse in altro la minigonna, con un gesto semplice sfilò il piccolo perizoma, che ricopriva la fica della sua amica già abbondantemente fradicia di umori. Marco per un lungo istante rimase immobile, fin quando non si rese conto, che Luca stava leccando la fica della sua donna, ben presto Lucia ebbe un orgasmo improvviso, che la fece tremare tutta. Vedere la sua donna godere fra le braccia di un altro uomo, scatenò al massimo la sua libidine, e sollevata Silvia, la mise nella stessa posizione a gambe in alto, sopra il masso. Si tuffò fra quelle cosce assaporando il piacere, e l’odore che quella fica di femmina in calore, emanava. Scostato il filo dello string, affondò le sue labbra in quella fonte di piacere, da cui sgorgava nettare dolcissimo, prese a leccare a succhiare, come un forsennato facendo gridare subito Silvia di piacere. Lucia dopo aver provato ancora un orgasmo, afferrò Luca per i capelli trascinandolo su di sé, e lo implorò di possederla.

«Prendimi! Adesso ti voglio! Mettilo tutto dentro! Lo voglio sentire fino in fondo! Spaccami! Riempimi di tutto il tuo piacere fino in fondo.»

Marco sentendo la sua donna parlare in quel modo, girò lo sguardo, la vide sdraiata, in preda ad una frenesia erotica incontenibile, che le stava facendo desiderare che un altro maschio, entrasse con forza dentro di lei. Anche Silvia attirò Marco su di sé, lui girando lo sguardo, incrociò gli occhi dell’amica che lo supplicavano di spingerlo dentro di farla godere. Stava per affondare dentro quel sesso bollente, quando le parole di Lucia sconvolsero la sua mente. Si girò, vede la sua donna penetrata e posseduta, fino in fondo con le gambe sollevate, in alto appoggiate alle spalle del suo amico.

«Amore mio, guarda come questo maschio mi sta sfondando, guarda come ti sta facendo cornuto, con questo toro scatenato, che mi sta letteralmente spaccando in due.»

Rimase un attimo stupito, quelle parole, per un attimo risuonarono nella sua mente in maniera strana, poi in un attimo realizzò, che la sua donna ora aveva iniziato un gioco, nel quale il maschio che la stava scopando, in quel momento, non era amico di sempre, ma un altro uomo, che la stava penetrando, sotto gli occhi del suo uomo, che ne traeva un immenso piacere. Luca per un attimo era rimasto immobile, piantato dentro Lucia, quando, girò lo sguardo per incrociare quello di Silvia, le parole che uscirono dalla bocca della sua donna sconvolsero anche la sua mente.

«Dai prendimi, fammelo sentire fino in fondo! Spaccami tutta, e fai vedere quel cornuto del mio uomo, come mi stai facendo godere, come mi scopi fino in fondo, spanando ogni mio buco.»

Le parole delle due donne, portarono i due maschi ad un tale livello di eccitazione che presero a sbatterle come forsennati. Dopo l’ennesimo orgasmo, Lucia si girò, allungò la mano, in direzione del suo uomo che mentre stava scopando Silvia, continuava ad osservare lei che veniva sbattuta in maniera selvaggia e furiosa da Luca.

«Amore guardami, sto godendo come una troia! Questo maschio mi sta veramente facendo impazzire. Guardami come ti sto facendo cornuto, con questo toro che mi sfonda selvaggiamente.»

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