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Da maschio a femmina passiva
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Racconto17 min di lettura

Da maschio a femmina passiva

Da quando ho scoperto di essere gay, in fase prepuberale, nelle mie fantasie sessuali, mentre mi masturbavo, mi sono sempre immaginato passivo e travestito.

Alex
1 anno fa · 2.1k letture · 0

Da quando ho scoperto di essere gay, in fase prepuberale, nelle mie fantasie sessuali, mentre mi masturbavo, mi sono sempre immaginato passivo e travestito. Ho raggiunto gli orgasmi più violenti accompagnato dalla fantasia di essere sbattuto da maschioni forti, maturi, virili e rozzi che mi trattavano da vera femmina porca.
Tuttavia, nonostante avessi accettato tranquillamente la mia omosessualità, il travestimento rimase a lungo tempo relegato nei miei pensieri erotici. Pensavo che non avrei mai avuto il coraggio di espormi davanti a qualcuno conciato da donna, a sculettare, a fare la svampita, la sexy, la maiala, come una vera donna in calore!
A 16 anni cominciai ad assaporare le mie prime esperienze sessuali con gli altri maschietti, da uomo a uomo, (benché io sempre passivo) senza mai far trasparire la mia vera natura femminile, nascondendo al resto del mondo la mia omosessualità e comportandomi nella maniera più maschile possibile, anche verso i miei partner, i quali male avrebbero digerito la mia anima da donna. Ero il classico “velato” che viveva sostanzialmente due vite in parallelo: un comune ragazzo etero a scuola, in famiglia e tra gli amici da un lato e dall’altro una classica vita gay clandestina. La terza vita da travestito rimaneva solida nelle mie fantasie, anche se il mio IO la reprimeva sempre di più giorno dopo giorno.

Quando lasciai Palermo e mi trasferii a Milano all’università, lontano dalla famiglia, feci coming out e finalmente potevo godermi una vita allo scoperto, ma il mio bisogno di essere femmina rimaneva sempre latente e trasalivo ogni qualvolta che per le strade vedevo i trans battere.

Un week end rimasi da solo in casa a Milano e passai il venerdì sera a chattare con un tizio cinquantenne, rivolgendoci le solite domande riguardo le nostre dotazioni, il ruolo sessuale ecc..quando a un certo punto mi chiese se mi travestissi.. Io ebbi quasi un’erezione improvvisa, ma non so perché, preso dal panico, spensi d’impulso il pc, chiudendo improvvisamente quella conversazione. Quella domanda mi sconvolse tantissimo e mi buttai nel letto per rilassarmi e riprendermi. Ma fui così solleticato da quella proposta che cominciai a fremere ed ecco che uscirono le mie solite fantasie da travestito, immaginando un incontro occasionale da chat, in cui mi si presentava davanti un energumeno cinquantenne dotato che prendeva me tutto agghindato da vera troia. Con la coda dell’occhio, proprio mentre facevo scivolare la mano sotto i pantaloni per afferrare il mio membro gonfio per masturbarmi, vidi appeso in balcone, nello stendibiancheria, un sexy completo intimo della mia coinquilina. Eccitato com’ero, uscii fuori e lo afferrai d’impulso, di fretta mi spogliai e lo indossai con foga, quasi che in questo modo la fretta non potesse farmi capire quello che stessi facendo. 

Fortunatamente la mia coinquilina era abbastanza formosa e la taglia era abbastanza grande, così la velocità con cui indossai quel perizoma trasparente di raso e di pizzo bianco non lo fece strappare. Inoltre grazie al suo seno piccolo, il reggiseno non era troppo spropositato per il mio torace. Mi piombai davanti allo specchio per guardare il risultato di quella pazzia. Appena mi balenò davanti la mia immagine, mi sentii sussultare lo stomaco e mi avvolse una tale eccitazione che mi uscii il cazzo e mi bastò dargli solo due strattoni che sborrai copiosamente come non mai, schizzando e macchiando, ahimè, il perizoma. Mi gettai sul divano esausto osservando quello che avevo indosso e subito un senso di disgusto verso me stesso mi fece rialzare di scatto e spogliare di quella biancheria, con la stessa velocità con cui l’avevo indossata. Ma il periodo refrattario passò subito come sempre e il ricordo di quella masturbazione se, due minuti prima mi inorridiva, adesso ritornava ad essere più eccitante che mai! Ripresi perizoma e reggiseno indossandoli stavolta con calma, rimirando mentre facevo salire lungo le mie cosce quel capo così malizioso e provocante, poi allacciai il reggiseno e andai in cucina a prendere della carta per imbottire al meglio quel petto così spianato. Andai nuovamente allo specchio a guardarmi, ma stavolta senza frenesia alcuna, mi osservavo con tutta calma e mi immaginavo così com’ero avvolta nelle braccia di un uomo possente e riiniziai a masturbarmi e venni un’altra volta. 

Mi riaccasciai nel divano e sospirando accettai me stessa, convincendomi che mentire a se stessi non serve a nulla, ammisi che ormai la voglia di provare a vivere realmente quella situazione in privato con un uomo diventava troppo forte e che prima o poi l’avrei messa in pratica. Dopodichè, inebriato per quella nuova decisione presi la fotocamera e mi scattai alcune foto nelle posizioni più stuzzicanti. Cominciavo a poco a poco a sentirmi rinato! Felice mi misi a sculettare per casa, a rivolgermi a me stesso al femminile e a pensare al nuovo nome che mi sarei dato: era nata Barbara! Dopo aver raggiunto altri 2 orgasmi, lavai la biancheria e esausta ma appagata andai a letto.

Due giorni dopo da quell’episodio, ancora turbata dalla mia nuova identità, iniziarono le vacanze di Natale e ritornai a Palermo per trascorrere le feste. Una notte rubai la biancheria intima, i vestiti e i trucchi di mia madre e mi chiusi in camera per travestirmi e masturbarmi. Dopo aver preso le sembianze di Barbara, mi collegai in una chat per travestiti e amanti del genere. Numerosi uomini arrapati mi contattarono e, parlando di porcate, alcuni mi chiedevano di esibirmi in cam e io con molta voluttà li accontentavo. Mi sentivo davvero porca, piacente e provocante!

Mi piacevano tanto quelle esibizioni, ma per il momento non avevo alcuna intenzione di mettere in atto quelle mie fantasie così peccaminose. Avevo paura di spingermi oltre quella che fino ad allora era stata solamente una fantasia, ma, negli ultimi tempi, la “Barbara” che era in me voleva a tutti i costi uscire e io lottavo contro me stesso/a per tenerla a bada, perché non mi sentivo pronta a farmi stravolgere la vita da quella presa di coscienza che da anni reprimevo...fino a quando...

In una di quelle esibizioni, mi contattò un uomo di Palermo, ci vedemmo in cam e ci sentimmo al telefono, in cui mi propose di vederci quella stessa notte a casa sua, visto che si trovava da solo. Io appena lo vidi in cam e sentii la sua voce mi esplose dentro una folle eccitazione, in quanto era il mio uomo ideale, proprio il modello delle mie fantasie erotiche! Aveva 47 anni, altezza media, pancetta ma non grasso, tarchiato, spalle larghe, villoso, baffi, barba incolta, dai capelli brizzolati e stempiati, due manone grandi e grosse, dallo sguardo duro e beffardo. In cam si menava un cazzo duro, scuro, lungo e venoso, dalla cappella grossa e violacea. Poi al telefono con quella voce roca, rude e molto virile e con un forte accento palermitano, mi diceva di essere sposato e di essere attratto dalle donne ma di gradire, ogni tanto, anche le belle vacche travestite come me, e che mi avrebbe fatto provare per la prima volta cosa significava essere davvero donna, montata a dovere da una bella minchia siciliana come la sua!

Io, ovviamente, contenni la mia convulsa eccitazione, respingendo la proposta, dicendogli che non mi sentivo ancora pronta a concretizzare la cosa e che, anche volendo, non avevo l’occorrente per travestirmi, visto che quel completino che indossavo nelle mie esibizioni, era giusto una cosetta che avevo preso dal guardaroba di mia madre, ma che non potevo ovviamente usare per andare a letto con un uomo, poiché avevo paura che mia madre si potesse accorgere di qualcosa.

Prima di andare avanti…

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